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venerdì 31 luglio 2026

Umanità migrante






Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello che aveva dato qualcosa, non ricordo se soldi o  da bene e mangiare a un migrante nero che chiedeva l'elemosina o lavava i vetri fermo nelle vicinanze di un semaforo a Napoli.

Ebbene, Umberto, mio fratello, mi disse: "la terra è  di tutti, non è nostra. Chi ha messo i confini? Chi dice che qui possiamo stare solo noi? Che sia giusto che noi abbiamo da buttare e altri non abbiano niente?"

Umberto ed io, mille anni fa



In sostanza da buon fratello maggiore, mi educava, come ha sempre fatto per tutto, all'accoglienza, all'inclusione, a porgere una mano verso chi, senza colpa, era nato nel posto sbagliato, povero, privo di tutto. 

Ecco perché ho sempre amato tanto mio fratello, per i suoi elevati principi, per la sua umanità. 

Mi fece riflettere, lasciando un segno. 

È vero, non è semplice, ci sono leggi, limiti, numeri fa rispettare. Ci sono trattati, principi di proporzionalità, paura, casi di sconfinamento nella delinquenza ma non si può non provare pietà per quei poveracci sbarcati in Spagna,  per la loro ottusa e ignara felicità.

Perlomeno io provo tutto ciò e ai caduti del canale ci Sicilia e a tutti i migranti del mondo ho dedicato un libro, Strage d'anime.

Il guasto siamo noi, l'incapacità di dare un lavora tutti, casa, protezione, controllo, civiltà.

Il problema non può essere costituito da chi cerca solo di guadagnarsi da vivere.

 


Ancora viaggi

Durante l'ultimo anno ho viaggiato molto. 


Sardegna 2 in Kenya 





Napoli Castel Capuano

Napoli, il museo de Il Mattino 




Al MOMA di NY

Pastrami a N.Y. da Katz Delicatessen



Caput Mundi e il Vaticano 






Edimburgo 






Premiata a Bolo


Ogni tanto a Venafro, ma con 
stranieri

Budapest 





Donne Uzbeke ed io

La preparazione del Plov in Uzbekistan, appannaggio maschile. Forse perché infarcito di afrodisiache uova di quaglia

Incontri inaspettato a Bolo


Il mercato di Samarcanda 


Pietro ed io









Importo piatti etnici ma li cucino ad "intuizione" 

I ragazzi, degni figli miei!!!

Al mare


Copio ricette ovunque

Pietro in Cambogia 

Di tutto un po': io a Scauri 





Myconos 










Agli inizi di novembre sono stata a New York con tutta la mia Sagrata famiglia; a fine novembre a Edimburgo con la mia amica Raffa; a Natale a Roccaraso, senza neve, ancora con la famiglia; a fine gennaio/inizi febbraio in Kenya con un'amica; a metà febbraio a Napoli bella per un corso della SSM; ad aprile con mio marito Claudio e altri coppie di amici a Budapest; a fine aprile in Uzbekistan con mio figlio maggiore Pietro; agli inizi di luglio a Myconos in Grecia,con Claudio, per festeggiare il 30esimo anniversario di nozze. Ora sono al mare e ci trascorro lunghi periodi, più o meno sereni. 

Ho visto terre calde e terre fredde, colori e brume e terme; ho avuto pioggia, ho mangiato specialità diverse e soprattutto ho conosciuto persone interessantissime e, in loro, me stessa.

Viaggi quasi denza una meta perché la metà età il viaggio stesso, il cambiamento d'aria e latitudine, il mutamento della prospettiva, delle luci, dei panorami e delle merci a disposizione. 

Vorrei ancora viaggiare tanto, con mamma e Iva, che mi hanno educato a migrare spesso. 

Non è più possibile. 

Con mio marito ma non sempre si può. Non vuole. 

E allora viaggio con figli e amiche. 

La prossima prova sarà un viaggio da sola...

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