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lunedì 5 maggio 2025

Ci sono donne

 Ci sono donne che a un certo punto non ce la fanno più, donne che si stancano di combattere e soffrire, donne che si ammalano, che gettano la spugna, che hanno perso la speranza e che muoiono.

Dicono basta.

E trovano il coraggio di andarsene piuttosto che imporre la propria volontà, puntare i piedi, separarsi, smembrare una famiglia. 

A Mimma, Lina, Mara e tutte le altre una preghiera ...

martedì 12 dicembre 2023

ECO...

 






SCARPE, NON SOLO ROSSE, MA DI TUTTI I COLORI. LA VIOLENZA SI NASCONDE OVUNQUE

Eco è dannata perché dissipa il suo talento, lo usa male per compiacere il padre, Zeus, che la induce a utilizzare la sua bella parlantina, intensa e avvincente, per distrarre Era quando lui la tradisce. 

Eco è come quelle bambine con talenti e passioni personali che per compiacere i genitori o i familiari in senso più ampio o per emulare i fratelli, abbandonano le proprie passioni e si donano, si immolano, fanno altro, perdendo di fatto se stesse. 

Ecco che diventano fragili, deboli, prede di chi le abbaglia, dei Narcisi che brillano, in apparenza. Si innamorano di chi sembra possedere ciò che loro non hanno. E poi soffrono perché i Narcisi sono chiusi, arroccati in difesa e incapaci di amare.

E' così che si creano le dipendenze affettive, la sopportazione di ingiustizie e violenze.

Forse bisogna indagare nel passato delle tante donne oggi violate per comprendere se  da piccole hanno sofferto distorsioni che da adulte le portano ad accettare altri soprusi. 

venerdì 22 ottobre 2021

CHIARA RICCI è SU PIAZZA NAVONA

Chiara Ricci è una conoscenza fatta via web, per affinità elettive; giornalista e scrittrice cura il Magazine on line PIAZZA NAVONA e ha voluto dedicarmi un articolo dedicato ai miei libri. 

Questo l'indirizzo per leggere insieme. 

https://www.riccichiara.com/libri/letto-per-voi-due-opere-di-giuditta-di-cristinzi/


martedì 25 agosto 2020

LETTERATURA INGLESE


Anche piccole sfumature rendono grandi i grandi.

Oggi, leggendo un articolo di Leonetta BentivoglioLeonetta Bentivoglio (@bentivoglio_l) | Twitter su Robinson, Ecco il nuovo Robinson - la Repubblicainserto cultura di Repubblica,  Il talento di Mister George Eliot, ho pensato una cosa.

George Eliot Due secoli fa nasceva George Eliot - il Tascabileera lo pseudonimo maschile della scrittrice inglese di epoca vittoriana Mary Jane Evans  (1819-1880). (George Eliot, pseudonimo di Mary Anne (Marian) Evans coniugata Cross (Arbury, 22 novembre 1819  Londra, 22 dicembre 1880), è stata una scrittrice britannica, una delle più importanti dell'età vittorianaMary Anne Evans usò uno pseudonimo maschile a partire dalla sua prima opera narrativa, Scenes of Clerical Life, come era comune a quel tempo per le scrittrici (per esempio, le sorelle Brontë). Lo fece per due ragioni: da un lato, come disse lei stessa, per essere presa sul serio ed evitare che i suoi romanzi fossero letti col preconcetto che si trattasse di sola letteratura "per signore", e quindi minore, non comparabile alla grande letteratura; dall'altro lato desiderava tenere le sue opere al riparo del pregiudizio sociale che la colpiva in quanto compagna di un uomo sposato, il filosofo e critico George Henry Lewes, con il quale visse vent'anni. Fu solo dopo aver raggiunto una certa fama come romanziera che si fece avanti per rivendicare le proprie opere, con lo scandalo di molti lettori; e nonostante il successo, le occorse ancora molto tempo per essere accettata nella buona società. Continuò sempre comunque ad usare lo pseudonimo con cui era diventata celebre. Fonte Wikipedia)

A quei tempi le donne non erano "autorizzate" a scrivere o forse scrivere per una donna era considerata una stranezza. Altro esempio sono le famosissime sorelle Bronte (Per timore che le loro opere fallissero per i pregiudizi che allora esistevano nei confronti delle donne, le tre sorelle si firmarono con uno pseudonimo maschile, che mantenesse però le iniziali dei loro nomi: Charlotte scelse Currer Bell, Emily preferì Ellis Bell, mentre Anne decise per Acton Bell. Fonte Wikipedia) che pubblicarono i primi testi con nom de plume.  

Ebbene, ho pensato al titolo di un giallo di Agatha Christie, Perché non l'hanno chiesto a Evans?,  ove tutta a narrazione è giocata e risolta con l'enigma-omissione di non aver chiesto notizie essenziali sul dellitto a ... Evans, che in realtà non è un uomo ma una cameriera che sposandosi ha assunto il cognome del marito. 

E se la scelta del titolo non fosse stata casuale? Se la nota giallista avesse voluto rendere onore alla grande scrittrice connazionale che l'aveva preceduta e che aveva spianato la strada alle donne scrittrici con una sottile menzione, sottileandone in modo sottile la piena legittimazione?

sabato 16 maggio 2020

TRA DONNE

AMICHE 


SORELLE NIPOTI COGNATE MAMME FIGLIE MADRINE FIGLIOCCE BISNONNA PROZIE

ZIA E NIPOTE

AMICHE 


MIGLIORI AMICHE

AMICHE E COMARI



ARTISTE

POETESSE 

VERA 
Gelosia tra sorelle: ecco come comportarsi
ACCIDENTI A TE!
L'imminente uscita dell'ultimo libro di Dacia Maraini, TRIO,  presentato stamattina su RAIUNO, mi ha dato l'occasione di fare una riflessione sui rapporti tra donne

Il romanzo è ambientato nella Messina del '700 (www.lacooltura.it "La peste ed il terremoto dello Stretto: nel 1700 la Sicilia fu colpita da varie e dolorose catastrofi, che segnarono in maniera indelebile la società dell’epoca. Una delle più gravi fu l’epidemia di peste scoppiata nel 1743 a Messina. Numerose furono le vittime ed il pericolo del contagio allontanò dalla città i mercanti e le navi che evitarono per un lungo periodo il porto, da sempre punto nevralgico per il commercio e lo scambio di popoli, merci e saperi. Pochi anni dopo fu colpita da un violento terremoto, denominato “terremoto di Reggio e Messina” che colpì queste due grandissime città dell’area dello stretto. Ci fu uno sciame sismico che culminò in cinque forti scosse, superiori a Mw 5,9, tra il 5 febbraio ed il 28 marzo del 1783. La prima scossa durò ben due minuti.") e parla di un rapporto a tre, di un uomo amato da due donne, la moglie e l'amante. Facile intuire che la situazione genererà gelosie, odi, invidia. 
Spesso queste emozioni inquinano i rapporti tra donne, più che quelli tra uomini. 
E' noto che le donne si soppesano, si squadrano, si giudicano a vicenda. Si ironizza sulla circostanza che quando si va a una festa, all'ingresso, l'uomo cerca con lo sguardo le donne, magari quelle più belle, da corteggiare, mentre le donne cercano le altre donne. Per osservarle, scrutarle, vedere come sono vestite, per scoprire con disappunto se sono più belle, se hanno più allure. Perchè?
Leggo un passo dal libro molto citato quando si parla di invidia e donne, “La passione triste” di Elena Pulcini.
non solo vizio capitale e malattia, l'invidia e' il motore del ...
E SE LO FA LA LOREN!
L’invidia femminile è pervasiva e onnipresente, coglie ogni pretesto per posare sull’altra il proprio sguardo maligno, e tende a moltiplicarsi, riconfermando la sua sostanziale indifferenza all’oggetto, e finendo per investire non solo quella singola donna, ma le donne in generale (…). E allora? Che ne è delle conquiste delEva contro Eva, come 'funziona' la donna invidiosa” a cura della ... femminismo e di quella solidarietà in cui abbiamo intensamente creduto?”
I rapporti tra donne sono di vario genere, mamma-figlia, amiche, compagne di scuola, colleghe di lavoro, alunna-maestra, studentessa-prof, cognate, comari, cugine, suocera-nuora, vicine di casa  ed altri ancora. 
In ognuno di questi rapporti possono crearsi strane dinamiche che vanno oltre i "buoni sentimenti". L'osservazione, il confronto, il desiderio di ciò che l'altra ha o è, il giudizio, l'apprezzamento, possono inquinare i rapporti. Credo che l'intesa, "l'attrazione", nascano spontanei, istintivi, come l'amore con l'altro sesso. Ma la conoscenza "arricchisce" il rapporto di altro e lo connota. 
Chi non ha mai provato una violenta antipatia verso un'altra donna,  chi non l'ha subita, apparentemente senza motivo? Chi non sa di disparità di professoresse verso belle e giovani alunne, di gelosie, dissidi, competitività tra cognate? E' normale, accade ma fa male. 
E non c'entra niente la stima, anzi. La stima attiene al giudizio, alla ragione, è soppesare l'altra e attribuirle obiettive qualità. E' razionalità dunque. E' il sentimento che è oscuro, tant'è che non viene ammesso, perchè fa un po' vergognare. E affonda le sue origini nell'insicurezza o nel desiderio di ciò che l'altra ha o è. 
Può essere qualsiasi cosa: soldi, bellezza, gioventù, modo di fare, signirilità, portamento, professione,  successo, realizzazione familiare, amore, ai limiti estremi può accendere l'invidia anche solo un vestito,  un bell'anello,  un viaggio oltreoceano. 
Questi sentimenti sono i nostri demoni e non vanno combattuti. Si ripresenterebbero più forti. Vanno accettati, osservati, percepiti, compresi. Solo così se ne andranno da soli, amiche mie!
Perché stare insieme tra donne fa bene - R 101

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...