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venerdì 8 maggio 2020

PRENDERE GLI UOMINI PER LA GOLA

Il proverbio dice che gli uomini vanno presi per la gola o che il miglior modo di arrivare al cuore di un uomo è passare dal suo  stomaco. Io vivo in un harem al contrario, con quattro uomini e un gatto maschio, quindi, se voglio tenerli tutti avvinti a me, devo cucinare e cucinare. E lo faccio volentieri. Per oggi a pranzo, oltre alla pasta gustosa con ricotta di bufala e pesto, da buona trippa verde venafrana, tanti contorni. Cavolfiore in insalata, spinaci, fagiolini lessi e peperoncini fritti con pomodoro.




Per stasera a cena ho in programma panino con hamburger con scamorza e varie salse e per domani tiella di Gaeta con polpo. 
Per domenica, festa della mamma, risotto alla pescatora. Ma ne scriverò!

Buon appetito!

sabato 2 maggio 2020

IL PRIMO MAGGIO AI TEMPI DEL COVID

Ieri, per celebrare comunque il primo maggio, in attesa della fase 2,  abbiamo mangiato in giardino. 

Abbiamo fatto un bel pesto alla trapanese con tutti gli ingredienti da crudo per condire la pasta (ricetta di Angelo), per  secondo un bel polpettone al forno (ricetta di nonna Flora che lo fa buonissimo con ripieno di uova sode)
e la carbonnade a la bière che io e Claudio abbiamo assaggiato di recente durante un  viaggio a Bruxelles.

Praticamente è un gustosissimo  spezzatino di vitello magro che si fa soffriggendo come di consueto carota, cipolla, sedano e anche un po' di pomodori (io ho aggiunto anche un tantino di concentrato).


Al  soffitto si aggiunge la carne infarinata (perché la farina in cottura crea una bella cremina). Si fa rosolare e poi si innaffia con abbondante birra. Si fa cuocere per ore. In questo modo lo spezzatino stracotto nella birra, diviene morbidissimo e ha un retrogusto particolare. Si serve con abbondante purè di patate. 
Abbiamo chiuso il pranzo con un dessert, un buon tiramisù cioccolatoso, alla maniera di Gabriella. 

E oggi ho continuato gli esperimenti con un bel vitel tonnè,
semplicissimo. Non ho cucinato un intero girello ma solo poche fette in padella che ho completato con la salsa tonnata fatta frullando tonno, maionese, capperi, acciughe e prezzemolo. Buonissimo, veloce e alternativo. E domani solo avanzi!

venerdì 27 marzo 2020

AMMAZZARE IL TEMPO

AMMAZZARE IL TEMPO era un vecchio film del 1979 e soprattutto un brano del grande Eugenio Montale, pubblicato sul Corriere della Sera nel 1961. 
Il tempo per il poeta è un grande spazio vuoto da riempire, adesso più che mai. 
Tutto va bene dunque, lavoro e passatempi, riflessione e rapporti umani, i pochi possibili. 
Coi miei ragazzi non mi sento mai sola. Loro s'inventano sempre qualcosa
Riparazioni? Secondo me rompono definitivamente gli aggeggi della Play Station)

anche se adesso cominciano a soffrire.
"Mamma, ci stavamo chiedendo perchè quei due barattoli non li abbiamo mai rotti? Abbiamo rotto di tutto!"
Poi c'è mamma; mentre il resto dei rapporti li curo per telefono. Amo poco chiamare in questo periodo, non ho voglia di parlare, preferisco whatsapp, ma resto in contatto con le mie sorelle, con i nipoti e con le mie migliori amiche, con Paola, Loredana, Amelia, Raffaella e con i colleghi.

A volte arriva anche qualche telefonata assurda e inopportuna ma rimedio subito, in maniera spiccia. 
Le attività più gettonate per ammazzare il tempo sono tutte le attività domestiche, dalla cucina alle pulizie, ascoltare la musica, preferibilmente energetica, vedere la tv, leggere e scrivere. 
Ieri ho fatto una gustosissima quiche, ovvero una torta rustica,
Sembra bruciata ma non lo è. Quelle sono rotelline di salsiccia secca messe su. Come guarnizione metto sempre una "citazione" del ripieno
con pasta brisè e farcia di carne delle salsicce e besciamella rinforzata. La merenda dei miei tesori. Che fame hanno! Per cena invece hanno voluto delle cipolline in agrodolce
per arricchire i panini con gli hamburgers. "Mamma, ma perchè gli hamburgers si chiamano hamburgers? Amburgo c'entra?". "Sì, ragazzi esattamente, sono le cosiddette bistecche d'Amburgo."
Per fare le cipolle per quattro panini, ho preso due belle cipolle bianche, le ho tagliate finemente, le ho messe in padelle antiaderente con un filo d'olio e un po' d'acqua. Ho coperchiato e fatto appassire, poi ho aggiunto sale e un po' zuccherro e aceto bianco che ho fatto sfumare. 
Saporitissime. Per oggi ho in programma un primo che è una delle specialità di mia suocera: ziti spezzati con amatriciana ai funghi porcini. Stasera invece pesce, che i ragazzi non mangiano molto volentieri, ma mi adopererò per renderlo appetitoso. 

Sto scrivendo abbastanza e sto riordinando casa. E ieri sono stata da mamma e ho curiosato tra vecchie foto che hanno riaccesso ricordi, sensazioni e affetti perduti. 

Nonno Camillo (1902-1982) e nonna Giuditta (1897-1988), miei nonni materni, amatissimi, in questa foto fidanzati negli anni "20. Nonna era più grande di nonno, di ben cinque anni; era una donna forte, serena, saggia, lavoratrice. Nonno era un po' bricconcello, credo che nella via si sia concesso delle piccole digressioni, corse di moto, spese, donnine, ... ma era un magnifico padre, un buon marito e un ottimo commerciante e imprenditore che fece fortuna dal nulla nel dopoguerra grazie all'intelligenza e al pallino per gli affari, nonostante scarsi studi, terminati alla classe sesta delle elementari. Si sposarono il 26 ottobre 1925 e riuscitono a festeggiare le nozze d'oro e più. 

Questi bellissimi fratellini anni "30 sono mamma (1928) e zio Peppino (1929-1987). Si volevano tanto tanto bene. Nonna diceva loro, nella sua semplicità, "io n v lass niente, solo l'affetto". E loro hanno ubbidito e si sono amati tantissimo fino alla fine (ho cercato di dare la stessa educazione ai miei ragazzi che finora e spero per sempre si adorano). Un affetto, quello della famiglia Greco, quasi esclusivo, in cui più tardi (1964) si inserì timidamente zia Sisina (1928-1982) e poco dopo io, amatissima, a volte quasi in maniera soffocante, unica figlia, unica nipote. (Il proverbio dice un cient gl'alloca e un gl'affoca, ma io ho sofferto, ma mai demorso).
Poi ho trovato la foto delle nozze (30 aprile 1966) di mamma e babbo (1919-1994), anche coi miei fratelli, l'inizio di tutto. 

Che cuccioli, al matrimonio del loro papà, dopo aver perso la mamma in tenera età. La vita sa essere dura. 
Infine questa, credo del 1986, io giovane universitaria in viaggio in Austria (quell'Austria che ieri ci ha detto di no) con mamma e la signora Rosetta Di Noto, che da anni non c'è più.

Che mi viene da pensaredopo questa lunga carrellata? Che forse questo Corona virus, odioso per quanti morti sta seminando e per i problemi economici che ci lascerà, ci sta facendo il dono di fermarci, di bloccare la nostra corsa, di incrinare il nostro senso moderno di onnipotenza, di farci recuperare memorie e contatto con noi stessi. 
Cerchiamo di trarre sempre il meglio da ogni situazione, non possiamo fare diversamente. 
Sì, per tante, tantissime cose noi contiano davvero poco, allora ci resta una sola cosa da fare: accettare, dire con convinzione VA BENE COSI.

mercoledì 25 marzo 2020

E INTANTO IO CONTINUO A CUCINARE...

Che altro posso fare?
Leggere, sì, ma dopo un po' ti stufi, vedere la tv, idem, aggiornarmi, sicuro ma senza esagerare sennò diventa paranoia. 
Lavorare da casa, scrivere, fare le pulizie e qualche telefonata, poi un po' di chat su whatsapp, una sbirciata su Facebook e Instagram. Per il resto ogni altra attività è paralizzata. E' tornato il freddo e anche il giardinaggio  è precluso. Mamma la vedo ma ho anche paura di avvicinarmi. E così cucino, De Luca permettendo, anche perchè è una necessità.
Oggi a pranzo scarola e fagioli e una zuppetta di farro e ceci, fatta con cipolla e pomodorini. Buona. 
Per cena stasera uova. Chi ha voluto la frittata con le patate, chi l'uovo fritto semplice, chi con scamorza e prosciutto. Ho aggiunto delle belle patatine fritte che ai ragazzi piaccioni tanto.  E io cerco di accontentarli  perchè stanno studiando e vorrei alleviare loro la pesantezza del momento. 
Nel pomeriggio ho fatto loro una merenda sfiziosa ed economica, di riciclo. Mi era avanzato del pane e per non buttarlo l'ho bagnato e ci ho fatto delle polpette con aggiunta di uova e tonno. Poi le ho rotolate in una panatura croccante e dorata e via.







Per domani mi inventerò qualche altra cosa. Buona notte a tutti!

martedì 24 marzo 2020

UNA STANZA TUTTA PER ME

Virginia Woolf nel 1929 rivendicava UNA STANZA TUTTA PER SE', A room of one's own
E oggi lo faccio anch'io, lo grido con tutte le mie forze. 
Ho una casa grande grazie a Dio, con un fazzoletto di terra attorno e tanti balconi pieni di sole, se c'è. Ma comunque questo spazio mi sta stretto, molto stetto per via dei miei cari coinquilini. 
QUANTO ROMPEVANOO DI PIU'? ALLORA O ORA?
DICHIARO UFFICIALMENTE APERTO IL TELEVOTO
Bravini, sì, per carità, ma che rompiballe!
Claudio, da quando è iniziata la reclusione da COVID, mi porta tutte le mattine la colazione a letto, perchè sa che mi piace molto e lo ringrazio. Thè, quattro fette biscottate, marmellata, un caffè macchiato.
SERVIZIO IN CAMERA
Poi ascolta le notizie, si prepara e se ne va allo studio. Rientra alle 12, fa palestra, mangia, fa il suo riposino, torna allo studio, rientra, cena, guarda la tv e va a dormire. Se serve qualcosa di urgente, posso "disturbarlo" e va a fare la spesa. Pietro si alza, si prepara e va allo studio a seguire le lezioni o a studiare. 
Ale più o meno lo stesso. Claudietto ciondola per casa tutto il giorno, annoiato. Segue le lezioni on line e studiacchia qualcosa. Per il resto gioca col telefonino, mangiucchia e guarda la tv. Il gatto dorme da mattino a sera e da sera a mattina. 
E' NATO STANCO E VIVE PER RIPOSARE
Io ho la responsabilità della casa sulle spalle, di pulizie, bucato, spesa, cucina, mamma, ...
La collaboratrice domestica si è ritirata in buon ordine, e non posso darle torto, quindi mi tocca. Da stamattina ho spazzato ovunque, lavato a terra da qualche parte, spolverato le scale, rifatto la mia camera e il mio bagno, annaffiato le piante, fatto e steso una lavatrice di panni colorati, messo a fare il lesso per il brodo di oggi a pranzo, il pesce per stasera, un po' di broccoletti e il ripieno per una torta rustica che finirò di preparare nel pomeriggio, con besciamella e carne "salsicciata".


Ho chiamato la tecnica pc del tribunale per scaricare delle applicazioni e lavorare da remoto, insomma, che scatole! Neanche un minuto per me.

In tutto questo Claudio Maria  ha avuto bisogno del mio computer e del mio caricabatterie del telefono. Queste due cose, unite a tutto il lavoro, mi hanno dato proprio ai nervi. 
Avrei voluto leggere e scrivere un po' e non ho potuto farlo.
Frustrante, in una situazione di per sè claustrofobica. 

Conclusione, come la grande Virginia, voglio fuggire, o voglio almento UNA STANZA TUTTA PER ME!

mercoledì 26 febbraio 2020

DOLCI E MAL DI DENTI

Sono costretta a casa per il mal di denti. Purtroppo sto facendo degli interventi di "chirurgia osteo resettiva", si chiamano così, e già il nome fa rabbrividire perchè fa capire che tocca l'osso, sono gonfia e carica di medicine quindi ho deciso di restare a casa, anche perchè il mercoledì al momento non ho udienza. 
Dopo aver trascorso gran parte del tempo a letto a leggere, scrivere e sentire la tv che martella ormai in maniera quasiv esclusia con la faccenda del Corona Virus ho fatto qulache servizio, sono scesa e ho cucinato per pranzo del pesce spada alla pizzaiola (in abbondanza per condirci anche gli spaghetti); poi mi sono messa a fare le WAFFLES o GAUFFRES o semplicemente CIALDE per non essere sempre esterofili. 
Le ho assaggiate di recente a Bruxelles e mi è venuta voglia di provare a farle. 
Ho comprato una macchinetta elettrica da Expert al centro commerciale e mi sono messa all'opera. 
Ho cercato una ricetta facile su internet e ho scelto quella di GialloZafferano, che però -come di consueto- ho modificato. 
Ho messo 6 uova di casa che mi ha dato Iva, 180 grammi di zucchero, 280 grammi di farina e una bustina di lievito, un pizzico di sale e una spolverata di cannella. La ricetta richiedeva 220 grammi di burro, ma per noi attenti alla linea e sempre a dieta sarebbe stato troppo, quindi ho messo una cucchiaiata di Vallè e un po' di latte. 
Poi ho cotto le mie cialde nello stampo elettrico e le ho guarnite con cioccolato bianco e nero al latte, fragole, burro di arachidi. 
Con queste dosi ho fatto ben 18 cialde. 
Per finire una spolverata di zucchetto a velo ed ecco il dolce  pronto. 

lunedì 27 gennaio 2020

DOMENICA ITALIANA


Ieri ho trascorso una bellissima giornata, finalmente a casa, salvo  una piccola passeggiata (per andare a salutare mamma e prendere un caffè, Claudio, e un caffè viennese, io, alla Dolce Vita, dove abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l'ottimo Roberto, parente di Claudio e mio compagno di scuola alle  elementari). 
Ho trascorso una domenica di riposo, per ritemprarmi e poter ricominciare oggi più carica di energie la mia settimana di intense attività di ogni genere, e ho fatto solo le cose che amo: leggere,  scrivere,  cucinare per i miei cari, guardare un po' di tv e coccolare il mio gatto.
ESKERE

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...