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domenica 22 gennaio 2023

Un capodanno diverso

Quest'anno il nostro capodanno è stato diverso. Al posto dei soliti cenoni con o senza balli, abbiamo scelto il teatro, a Roma. Con amici siamo andati al Palazzetto dello sport a Roma, all'EUR, a vedere un bello spettacolo di Enrico Brignano, one man show. Ha tenuto molto bene la scena piu meno da solo per circa due ore e mezzo, ogni tanto sostenuto dalla moglie Flora, giovane e bella. A mezzanotte abbiamo stappato il prosecco e mangiato un panettoncino, ci siamo scambiati gli auguri e abbiamo ballato un po'.
La cosa piu simpatica però è stato il dopo. Ci siamo rimessi in auto e siamo partiti direzione 🏡. Al primo autogrill ci siamo fermati e con molta nonchalance abbiamo "apparecchiato" sul cofano della macchina e abbiamo mangiato e bevuto. Per Claudio le tradizioni sono importanti e alle lenticchie (che portano soldi) con lo zampone non si rinuncia!

mercoledì 4 novembre 2020

LAUREA COVID

Ieri si è laureato Pietro, laurea triennale in Ingegneria Gestionale alla Federico II di Napoli, in casa. 

Sono stata felicissima, nonostante la situazione. 
Mi sono alzata presto e sono scesa giù a fare dei rustici,

ho chiesto a Claudio di andare a comprare dei pasticcini, sono salita e ho indossato un bel tailleur rosso vivo, il colore della laurea. 

Remo, il nostro fioraio, ci ha mandato un serto di alloro e Pietro, bellissimo, si è preparato con un doppio petto nero e una cravatta rossa del padre. 


Abbiamo sistemato la scrivania nello studio, il computer e le sedie. Hanno fatto l'appello, hanno proceduto all'identificazione, quindi hanno chiamato i laureandi/laureati uno per uno proseguendo alla proclamazione. 
Le mie sorelle e le mie nipoti hanno seguito tutto a distanza con Teams e al momento della chiamata di Pietro da parte del Presidente della commissione non abbiamo potuto fare a meno di applaudire. 
E' stata una cerimonia particolare, asettica forse ma la gioia è stata autentica. 


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Avere già un figlio così grande mi sembra un miracolo, laureato, maturo, responsabile. E' una cosa bellissima. 
Quanta strada abbiamo fatto insieme, in famiglia! 
L'anno venturo saranno 25 anni che sono sposata. 
In questo lungo e breve arco di tempo sono nati tre figli, li ho allattati e cresciuti, mi hanno dato tanto da fare, si sono ammalati, a volte sono stati ricoverrati e hanno subito degli interventi, sono andata a decine e decine di colloqui a scuola, scuole di ogni ordine e grado, abbiamo organizzato e festeggiato tre battesimi, tre prime comunioni, partecipato a tante gite scolastiche, fatto tante feste di compleanno e feste in maschera in casa quando erano piccini, li abbiamo accompagnati a fare ogni tipo di sport o alle uscite scout assistendo a tre emozionanti giuramenti, abbiamo organizzato due feste di 18 anni e assistito a due esami di maturità (Claudietto è ancora piccolino!), li abbiamo accompagnati a fare test d'ingresso all'università, siamo andati a Napoli e a Roma, si sono iscritti, hanno studiato, ci hanno comunicato, esame per esame, l'esito e ora, ecco, il premio tanto atteso e sperato, Pietro Ingegnere. 
E' per me una grande, grandissima soddisfazione e una gioia che auguro a tutti. 
Auguri figlio mio!

lunedì 17 febbraio 2020

NORMA

La Norma (Norma è un'opera in due atti di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani, tratto dalla tragedia Norma, ou L'infanticide di Louis-Alexandre Soumet (1786-1845). Composta in meno di tre mesi, nel 1831, fu data in prima assoluta al Teatro alla Scala di Milano il 26 dicembre dello stesso anno, inaugurando la stagione di Carnevale e Quaresima 1832Quella sera l'opera, destinata a diventare la più popolare tra le dieci composte da Bellini, andò incontro a un fiasco clamoroso, dovuto sia a circostanze legate all'esecuzione, sia alla presenza di una claque avversa a Bellini e alla primadonna, il soprano Giuditta Pasta. Non solo, ma l'inconsueta severità della drammaturgia e l'assenza del momento più sontuoso, il concertato che tradizionalmente chiudeva il primo dei due atti, spiazzò il pubblico milanese. Il soggetto è ambientato nelle Gallie al tempo dell'antica Roma, e presenta espliciti legami con il mito di Medea. Fedele a questa idea di classica sobrietà, Bellini adottò per Norma una tinta orchestrale particolarmente omogenea, relegando l'orchestra al ruolo di accompagnamento della voce. Fonte Wikipedia) è un'opera composta da Vincenzo Bellini alla quale non avevo mai assistito. La prima volta fu interpretata dalla cantante mia omonima GIUDITTA PASTA e per questo mi aveva sempre incuriosito. 
Ieri l'ho seguita con interesse anche se mi è sembrata un po' pesante. Bravissime le due soprano, la Santafè, che interpretava Adalgisa, quasi più brava della protagonista Siri, eccessivamente pesante, poco leggiadra, una cantante talentuosa ma priva de  le fisique du role. 
Opera amatissima, seguitissima e ammirata in teatro anche da moltissimi stranieri (tedeschi, inglesi, giapponesi, ...).
Ho riflettuto sulla somiglianza della trama con quella della Medea di Euripide studiata al liceo e mi sono chiesta quanto una storia del genere, una tragedia, sia in linea con i tempi. 
Credo poco, molto poco. 
La storia narra dell'amore segreto e ormai finito tra una sacerdotessa druida e un proconsole romano e rinvia alle idee anzi agli ideali di patria, di lealtà, di castità sacerdotale (mentre noi discutiamo del matrimonio dei sacerdoti), di amore per i figli, di gelosia, vendetta, passione violenta, tradimento, fatale e corale punizione, senza appello, non solo per il nemico, occupante straniero, ma anche per la figlia del re. 
Oggi tutto è diverso, tutto è consumato all'insegna della leggerezza, del divertimento,  dell'andare avanti ad ogni costo, anche calpestando principi e ideali, pur di vivere, di godere al massimo di ogni attimo dell'esistenza concessa, senza moniti, senza dei, senza rimorsi. 
I tempi cambiano e tutto sommato credo sempre in meglio. 




E' stata sublime Norma nel canto alla LUNA, nell'aria famosa CASTA DIVA,bravissimi gli orchestrali e vivace il direttore.






Se dovessi identificare la Norma con un colore sceglierei sicuramente il rosso, rosso l'amore dei tre protagonisti, rossa la rabbia, la vendetta, la gelosia, rosso il risentimento di Norma, rosso il fuoco del rogo che arderà gli amanti arsi dal pentimento e dalla condanna e rosso il fondo della scena finale. 
Risultato immagini per norma bellini san carlo immagini

domenica 18 novembre 2018

ROSSO di BEPPE COSTA

RECENSIONE A ROSSO, POESIE D’AMORE E DI RIVOLTA di    BEPPE COSTA


LA PAROLA POESIA DERIVA DAL GRECO poiein CHE SIGNIFICA SEMPLICEMENTE FARE.

Si dice che l'uomo prima di parlare abbia cantato. Che prima di scrivere prosa abbia fatto poesia.
Fuori di immaginazione, il fare della poesia rappresenta non un complesso e contorto canale artistico proprio delle personalità più enigmatiche e al contempo più fascinose, ma al contrario, la saggezza dell'etimo sedimentatosi attraverso i secoli,  suggerisce un rapporto molto naturale fra l'uomo e la poesia, che per sua struttura non può essere  un’espressione rotta e trasognata, ma deve necessariamente rappresentare una comunicazione efficace.

La poesia vive oggi come un'arte elitaria e fra i nostri contemporanei il titolo di 'poeta', tante volte, pare un orpello da ordine cavalleresco, con il quale  si cerca di darsi un tono.
Dovrebbe essere invece qualcosa di umile ma al contempo è qualcosa di difficile: il crinale fra poesia e niente artistico è misterioso e davvero evanescente.

Ebbene, LA POESIA DI BEPPE COSTA CHE OGGI ABBIAMO LA FORTUNA E IL PRIVILEGIO DI LEGGERE E RECENSIRE E’ COSI: EFFICACE, UMILE, VERITIERA, SUBLIME, come egli stesso la definisce in un componimento dedicato.

Per Beppe la poesia si fa suono, si fa carne, diviene vita e racconto di un percorso, quando si allea, si batte e combatte la realtà quotidiana. Si fa ricerca, tumulto, s’imbizzarrisce e placa. E’ il canto e il controcanto di un’intera lunga esistenza. Per questo la poesia di Costa, artista fecondo e generoso,  è anche copiosa e abbondante.


Numerose le pubblicazioni poetiche –circa 18- a partire dalla prima del 1970,  numerosi e prestigiosi i premi collezionati, oltre dieci,   dal nostro autore di cui oggi presentiamo  soprattutto Rosso, poesie d’amore e di rivolta, pubblicato per la prima volta nel 2012 e ristampato di recente da  Volo Press Edizioni nella serie Poetry by the Planet, titolo che avverte del respiro internazionale della collana e degli autori in essa pubblicati.
Costa infatti gode di ampia stima nel mondo, come uomo e come poeta, in quanto con la sua vita testimonia e diffonde ogni giorno la fondamentale umanità dell’arte poetica, con la quale canta in versi sciolti, in maniera moderna ed efficace che arriva dritta al cuore di chi legge la poesia stessa, la luna, la terra, il mare, il cielo, la passione fisica, ad esempio in ROSSO E NERO, l’amore e il mal d’amore, la tenerezza, la rabbia, lo scorrere inesorabile del tempo.
E ancora, l’alienazione del mondo moderno in cui sembrano sopravvivere lontani cuore e cervello, sebbene ospiti dello stesso corpo,  i temi sociali come quello della migrazione, nel componimento RIFUGIO, del consumismo dell’apparenza in DIFFERENZIATA, il desiderio di potere di alcuni.
Molte le poesie dedicate, testimonianza di legami umani ed artistici, ad esempio  a Dario Bellezza, a Fabio Barcellandi, ad Alda Merini, Ad Andrea e Tonino Guerra, all’associazione  Libera di Don Ciotti.


Per tutte queste ragioni e per altre ancora che scoprirete nella lettura  suggerisco di acquistare e leggere il libro di Costa. La poesia oggigiorno vive  di questo.
Faccio mie le parole di Caponnetto che firma la prefazione del volume: ROSSO, POESIE D’AMORE E DI RIVOLTA potrà diventare il vostro prossimo livre de chevet, da tenere accanto sul comodino, da leggere per trovare il conforto della condivisione di pensieri, ansie, sentimenti, smarrimenti  che tutti gli uomini provano ma che solo i grandi poeti sanno esprimere a parole.


                                                                                     

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...