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venerdì 17 aprile 2020

LA NOTIZIA PIU' DOLOROSA


Morta a 31 anni per coronavirus Pontida piange Yaye: era incinta ...La notizia più dolorosa di oggi per me è questa, un dolore vero, un pugno nella pancia e al cuore, una giovane donna già mamma e incinta del secondo figlio, una poveraccia che è immigrata, che ha lasciato l'Africa, il suo paese povero per trovare lavoro e modo di vivere e  che invece ha trovato la morte prematura e terribile qui, da noi, nell'industrializzata Lombardia, civile, all'avanguardia, invece...


"Morta a 31 anni per coronavirus
Pontida piange Yaye: era incinta

Mamma senegalese di un bimbo di due anni, operaia alla Brembo. È la vittima più giovane dell’epidemia. Una settimana di tosse e febbre, poi la situazione è precipitata. Deceduta al Pronto soccorso.

«Abbiamo perso nostra figlia Yaye, un grande dolore per tutti noi». Poche parole dette da una madre affranta, che in questi giorni si trova nella casa della figlia Yaye Mai che con il marito Douda Timera e il piccolo di 2 anni e mezzo abitava a Pontida, in via Baradello.
La famiglia Diouf è arrivata dal Senegal nel 2002 ha abitato per tanti anni a Pontida, prima di trasferirsi a Presezzo. Yaye Mai invece è rimasta a Pontida, si è sposata con Douda Timera, anche lui senegalese, e ha avuto un figlio. La ragazza che avrebbe compiuto 32 anni giovedì 16 aprile, è deceduta all’Ospedale Papa Giovanni XXIII nella notte del 21 marzo, dopo l’arrivo al Pronto soccorso. Era incinta di pochi mesi."Fonte L'Eco di Bergamo

lunedì 30 marzo 2020

AGGIORNAMENTI

Comincia un'altra settimana;  il primo pensiero della giornata è andato  a Francesco, che possa riposare in pace nonostante la sua esperienza terrena si è stata così breve.  Ho iniziato subito a leggere e ad ascoltare le notizie su Rainews24. Una cosa che mi ha fatto molto piacere è stata  ascoltare che un'industria tessile in provincia di Isernia ha riconvertito la sua produzione in mascherine con filtro sterile e camici. Sicuramente si tratta di quel che è rimasto della Ittierre, che ha portato tanto lavoro, ricchezza e lustro alla nostra piccola regione negli anni passati.
Poi ho letto un articolo di Antonio Polito, vicedirettore del Corriere, che lascia intravedere uno spiraglio, la fine di questa quarantena. Polito non indica una data, che sarà decisa ovviamente dalle autorità in concerto con gli esperti, quanto piuttosto le modalità. Potrebbero cominciare a riaprire alcuni negozi oltre quelli di generi alimentari , come le cartolibrerie, potremo presto ricominciare a muoverci, sempre  con la mascherina, dobbiamo ancora essere protetti, indossare i guanti ed evitare contatti stretti però potremo cominciare a uscire e questa è una fortuna sia per la salute mentale che per l'economia che deve in qualche maniera riprendere. E'  essenziale che riprendano le attività produttive; la liquidità è finita nelle tasche della maggior parte delle persone e salvo poche categorie, quelli che operano nel settore alimentare oppure gli stipendiati pubblici, gli insegnanti, i bancari, i medici, i sanitari e pochi altri, i liberi professionisti, le partite IVA, gli occasionalominciano a essere seriamente in crisi o ci saranno a breve. I soldi stanziati con Cura Italia, i fondi per la cassa integrazione ancora non arrivano. Si comincia a parlare di reddito di cittadinanza europeo o di reddito da quaratena.
Altra cosa che desta il mio interesse è l'incidenza della mortalità da Covid in Lombardia e nella zona di Milano in particolare, più elevata che altrove, più che in Veneto, in Cina, in Germania, nel resto del mondo. Perchè? Gli studiosi ancora non riescono a comprendere, si parla di una possibile concomitanza con lo smog o con l'età. Ma la studiosa Ilaria Capua, virologa italiana in Florida, ipotizza che il virus Covid-19 sia entrato in impianti di areazione, magari vecchi, che ne avrebbero accelerato la circolazione tra i più fragili.
Davvero inquietante.
Poi ho ascoltato un'intervista a De Magistris, sindaco di Napoli, un politico che mi è sempre piaciuto moltissimo,; l'ho stimato come magistrato ai tempi di Poseidon e di Why Not e ho continuato ad apprezzarlo quando è entrato in politica. Ha riferto  che  a Napoli si stanno muovendo molto bene per non far mancare il necessario ai cittadini bisognosi, avendo costituito una fitta rete e quasi un'anagrafe dei bisognosi.  

giovedì 24 gennaio 2019

CONTE, DI MAIO, LA FRANCIA, L'UNIONE, L'ONU E LE POLEMICHE INUTILI

Dopo le discutibili esternazioni di Di Maio contro la politica estera francese in generale e contro il presidente Macron in particolare, relativamente all'asseritamente perdurante colonialismo, giunge -a turbare nuovamente  il clima dei rapporti diplomatici internazionali, rectius europei- la sfida del presidente del consiglio Conte ai cuginetti d'oltralpe di rinunciare al proprio seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell'ONU in favore dell'UE
L'idea che un seggio permanente possa spettare alla vecchia Europa unita mi pare cosa buona e giusta, ma l'intento polemico che sottende le esteriorizzazioni dei due politici italiani è del tutto controverso. 
Siamo in Europa, abbiamo bisogno di trattare continuamente con gli altri Paesi,  di negoziare provvedimenti di favore o perlomeno la mancata irrogazione di sanzioni economiche, vogliamo a gran forza, e a  ragione, dividere con i nostri consociati gli oneri degli sbarchi e dell'immigrazione,  allora perché i nostri governanti usano toni alti, spesso sterilmente contestatori, aggressivi e litigiosi nei confronti di alleati e vicini? 
Non lo comprendo. Certo la loro non è la  politica cui sono stata abituata da piccola e da giovane, una politica fatta da statisti del calibro di Fanfani, Moro, Forlani, Andreotti, ma anche -per citare esempi più vicini nel tempo- Mogherini  e Bonino. 
Quale effetto si vuole sortire? 
I politici interni temono un rafforzamento dell'asse Francia-Germania? (La provocazione è giunta dopo la proposta di Macron di assegnare un seggio permanente presso il Consiglio di Sicurezza dell'ONU alla Germania*). 
O forse tutto ciò serve solo a creare proseliti tra i nazionalisti e i sovranisti e ad aumentare consensi in vista delle prossime consultazioni elettorali, giustappunto europee? 
Non so. Io sono un'europeista convinta, quindi questa linea politica internazionale non  mi piace. Vedremo insieme e presto gli esiti.

Intanto questi fatti sono per me spunto di riflessione e ricerca, dunque, di seguito,  ricordo a me stessa qualcosa di interessante e forse dimenticato sull'ONU,  pretesto dell'ultima bagarre.  

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite** è l'organo delle Nazioni Unite incaricato di mantenere la pace e la sicurezza internazionali in conformità con i principi e le finalità delle Nazioni Unite. 
Secondo la Carta delle Nazioni Unite gli altri suoi compiti sono: 
1) indagare su qualsiasi controversia o situazione suscettibile di portare ad attriti internazionali; 
2) raccomandare metodi di soluzione di tali controversie o i termini per un possibile accordo; 
3) formulare piani per l'istituzione di un sistema di regolamentazione degli armamenti; 
4) determinare l'esistenza di una minaccia alla pace o di un atto di aggressione e raccomandare le azioni che dovrebbero essere intraprese; 
5) invitare i deputati ad applicare sanzioni economiche e altre misure che non implicano l'uso della forza per prevenire o fermare l'aggressione; 
6) intraprendere azioni militari contro un possibile aggressore; 
7) raccomandare l'ammissione di nuovi membri; 
8) esercitare le funzioni di amministrazione fiduciaria delle Nazioni Unite in "aree strategiche"; 
9) raccomandare all'Assemblea Generale la nomina del Segretario Generale e, insieme all'Assemblea, eleggere i giudici della corte internazionale di giustizia. 
Lo Statuto delle Nazioni Unite, firmato il 26 giugno 1945, dispose la sua creazione, ma la prima riunione fu il 24 ottobre 1945 per la ratifica dello Statuto con i soli cinque membri permanenti. Si riunì però per la prima volta come plenum il 17 gennaio 1946 a Londra: alla riunione parteciparono anche i membri non permanenti, la cui elezione era avvenuta cinque giorni prima.
Lo scopo del Consiglio è stabilito dall'articolo 24 dello Statuto delle Nazioni Unite, al consiglio viene conferita "la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale". Le decisioni del Consiglio necessitano di una maggioranza di almeno nove dei quindici membri e di tutti i cinque membri permanenti, se si tratta di un voto su una questione non procedurale. 
Il Consiglio è composto da cinque membri permanenti e dieci membri non-permanenti eletti in rappresentanza dei paesi membri delle Nazioni Unite. L'Assemblea Generale elegge i dieci membri non-permanenti (cinque all'anno) con un mandato di due anni a partire dal 1º gennaio. I membri sono scelti dai Gruppi Regionali e confermati dall'Assemblea Generale. Un rappresentante di ogni Paese membro deve essere costantemente presente presso la sede in modo che il consiglio possa riunirsi in ogni momento.
Uno Stato membro delle Nazioni Unite, ma non del Consiglio di sicurezza può prendere parte alle sedute del Consiglio se esso ritiene che le decisioni prese possano coinvolgere gli interessi del Paese. Negli anni recenti questa norma è stata interpretata in senso molto ampio, consentendo a molti Paesi di partecipare alle sedute e alle discussioni. Il Presidente del Consiglio di sicurezza cambia con una turnazione mensile tra i membri seguendo l'ordine alfabetico dei Paesi. Anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha un seggio presso il Consiglio di sicurezza, ma non ha diritto di voto.
I membri permanenti del Consiglio sono cinque degli Stati vincitori della seconda guerra mondiale, ossia la CINA, la FRANCIA, il REGNO UNITO, la RUSSIA, gli STATI UNITI D'AMERICA.  

*La Germania non è membro permanente del Consiglio di Sicureza  in quanto ha perso la guerra. 
**Fonte WIKIPEDIA

martedì 15 maggio 2018

FINCHE' LA BARCA VA

Mentre Di Maio e Salvini continuano a litigare, direi quasi a giocare come due bambini, il debito pubblico italiano è preoccupantemente cresciuto e ha superato la quota di 2.300 miliardi di euro, una cifra che non so nemmeno immaginare. 
Come si può pensare ad aumentare la spera pubblica e ad abbassare le tasse? Ancora due anni così e si dovra tornare a un governo tecnico più drastico di quello di Monti e Fornero. 
In Italia siamo abituati ad andare finché la barca va ma la barca potrebbe affondare. 

lunedì 19 febbraio 2018

I FIGLI

IN ITALIA ALLEVARE UN FIGLIO COSTA QUANTO UNA FERRARI

L’Italia continua a retrocedere nella graduatoria della natalità. Anche nel 2017 l’Istat ha sentenziato una diminuzione del 2 per cento rispetto all’anno precedente. Nello specifico 464mila bambini in meno rispetto al 2016. E il dato risulta ancor più grave se consideriamo che dal 2008 la riduzione è costante anno dopo anno. Quali i motivi del preoccupante calo di nascite? Il dito va puntato in particolare sulle carenti politiche di sostegno alla famiglia, sulla mancanza di lavoro e sui costi economici che si legano alla crescita di un figlio.

Se un figlio costa più di una Ferrari

E’ istruttivo e interessante, da tale punto di vista, il servizio che la collega Giulia Cazzaniga pubblica su Libero. Si può spulciare in una tabella il costo relativo a varie voci di spesa correlate, di volta in volta, all’età del bambino o del ragazzo. Constatare - per esempio - che avere un figlio e sostenerlo fino ai 25 anni (almeno) costa in Italia quanto comprare una Ferrari 488 Spider, ovvero più di 247mila euro in totale.
A considerare le varie fasce d’età inoltre, quando il figlio ha 2 anni occorrono oltre 830 euro al mese, mentre quando compie 9 anni si viaggia sui 1000 e quando supera i 15 serve ancora di più. Per non parlare del periodo successivo alla maggiore età, allorché – si legge sempre sul quotidiano – parte l'equivalente di uno stipendio medio.
A calcolare gli esborsi in questione per il giornale di Feltri e Sallusti ci ha pensato Marino Maglietta dell'associazione Crescere Insieme. L’esperto ha elaborato le stime prendendo come riferimento una famiglia con un reddito complessivo di 3500 euro al mese. E i risultati sono illuminanti.

I primi tre anni

I primi tre anni di vita di un figlio sarebbero quelli più costosi. Ai costi normali del cibo, dell’abbigliamento e dei trasporti va aggiunta infatti (di solito) una spesa di circa 3mila euro tra baby sitter o asilo nido, carrozzine e pannolini. Per questa fascia di riferimento l’associazione Famiglie Numerose calcola una media di 8.300 euro all’anno per figlio.

Dopo i 18 anni

La situazione non si alleggerisce per le famiglie dopo il raggiungimento della maggiore età. Superati i 18 anni, infatti, moltissimi dei ragazzi sono costretti a rimanere a casa dei genitori. In pratica, stando alle stime di Eurostat, il 66 per cento dei giovani tra i 18 e i 34 anni restano sotto il tetto di mamma e papà. Una condizione nella stragrande maggioranza dei casi non voluta e indotta dalla disoccupazione, dalla inadeguatezza dell'indirizzo formativo, da un mercato del lavoro e da uno stato sociale che evidentemente non funzionano come dovrebbero. Così i "bamboccioni" – come qualcuno li ha impropriamente definiti – a 21 anni richiedono per il loro sostentamento una spesa mensile di 1.205 euro, mentre, qualora si tratti di un ragazzo che frequenta l’università, bisognerà aggiungere – secondo una stima diFederconsumatori - l'esborso di una cifra ulteriore quantificabile tra i 1425 e i 1660 euro all’anno. Cifra variabile, ovviamente, a seconda del reddito familiare.
Se poi si sceglie di frequentare una facoltà lontana da casa occorre calcolare – spiega sempre Libero – un ulteriore esborso di almeno 8mila euro all'anno per l’affitto di un alloggio. Da qui una spesa di 247mila euro (la famosa Ferrari) per un figlio se questo, complice la disoccupazione, rimane tra le mura domestiche fino a 25 anni.


martedì 9 maggio 2017

Strage d'anime Breve storia delle migrazioni II

Copertina
...segue

Negli anni "70 vi è stata un'inversione di tendenza. Il nostro Paese, storicamente luogo di partenza di migranti, ha cominciato ad attirare, grazie al boom economico, donne dell'est europeo, filippine, tunisini, marocchini, slavi. Molti si sono impiegati come collaboratori domestici, o in edilizia, o come venditori ambulanti. 
La caduta del muro di Berlino nel 1989 e la frantumazione dell'URSS hanno favorito ulteriori  spostamenti verso il nostro paese e poco dopo sono iniziati gli sbarchi dal sud del Mediterraneo. 
Rileggere la storia delle migrazioni dunque dimostra che i flussi si sono avvicendati e invertiti negli anni; che si sono creati rapporti di potere a livello mondiale e che tutt'ora c'è un continuo travaso di forza lavoro. 
Attualmente, in Italia si grida all'invasione, ma i dati dicono altro. La presenza -registrata- di cittadini non comunitari in Italia nel 2016 è di circa € 4.000,00 di unità.
Quanto agli sbarchi, secondo i dati dell'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, sarebbero stati circa 60.000 nel 2013, 124.000 nel 2014, 153.000 nel 2015, 180.000 nel 2016. 
Non sono cifre apocalittiche che un paese industrializzato qual è il nostro non possa sostenere con l'aiuto dell'Europa. 
Presentazione a Campobasso 
I migranti provengono essenzialmente dalla Nigeria, dal Gambia, dalla Somalia, dall'Eritrea, dalla Guinea e dalla Costa d'avorio. Si tratta di paese tempestati da anni da guerre civili e dittature sanguinarie, da instabilità politica e sociale. La maggior parte di chi si mette in cammino nel deserto e supera a piedi confini e agguati, di chi si affida all'incerta navigazione di un barcone o di un gommone, spesso bambini soli, lo fa per sfuggire alla guerra e alla morte certa. 

Questi fatti e le emozioni violente e commosse che ho provato ascoltando quasi quotidianamente notizie di naufragi e di morti in mare aperto, hanno ispirato Strage d'anime, una raccolta di poesie semplici, povere più che mai, prive di retorica e di sovrastrutture dedicate a tutti i migranti del mondo e ai caduti del canale di Sicilia. 

 

mercoledì 3 maggio 2017

STRAGE D'ANIME e LE MIGRAZIONI

La copertina
La questione dell'immigrazione è di grande attualità ed è un tema che appassiona e divide l'opinione pubblica, i media e la politica. Molti i luoghi comuni da sfatare. 
In realtà, il fenomeno delle migrazioni è antico quanto l'uomo e va ricostruito e storicizzato per essere ben interpretato.
Gli uomini si muovono da sempre e meno male che sia così, altrimenti la vita del genere umano sarebbe rimasta confinata in Africa. I motivi degli spostamenti vanno rinvenuti essenzialmente in esigenze economiche. 
Nelle epoche più antiche l'economia era essenzialmente legata alla pastorizia, al commercio, alla navigazione. Pertanto, molte popolazioni erano nomadi e si spostavano alla ricerca di sostentamento e risorse. 
Nel Medioevo il concetto di viaggio mutò e l'economia, legata maggiormente alla proprietà terriera e all'agricoltura, non favorì grandi migrazioni,  ma in questo periodo si sviluppò la sete di scoperta  e il desiderio di grandi viaggi. Basta pensare ai lunghi itinerari di Marco Polo nel lontano Oriente e alla scoperta epocale di Cristoforo Colombo. Proprio la scoperta dell'America (12 ottobre 1492) segna la fine del Medioevo e l'inizio dell'epoca moderna. 
Questo evento segnò l'inizio di una grande emigrazione, forse la più grande di tutti i tempi. Nel '500, nel '600 e nel '700  circa 55.000.000 di persone di spostarono dal Vecchio Continente verso le Americhe, l'Africa e l'Oriente in cerca di fortuna. Colonizzarono questi territori, imposero il loro governo, combatterono le popolazioni indigene e diedero il via alla tratta di circa 11.000.000 di schiavi. Tanti furono infatti i neri forzatamente spostati in America e avviati all'agricoltura nelle piantagioni di cotone. 
Tra l'Ottocento e il Novecento molti italiani dovettero espatriare per mancanza di lavoro e risorse; circa 16.000.000 raggiunsero gli USA, il Canada, il Brasile, l'Argentina, l'Australia e in seguito anche i paesi del nord Europa.  
Solo negli anni "70, con il boom economico,  vi è stata un'inversione di tendenza.... segue.
Una foto della presentazione di STRAGE D'ANIME
a Campobasso presso la sala consiliare del Comune
del capoluogo molisano

venerdì 25 novembre 2016

MAGISTRATURA ONORARIA

FEDER.M.O.T.

Federazione Magistrati Onorari di Tribunale

00139 Roma - Via F. Miceli Picardi n. 20, int.5
Tel. 328.6264445  Fax 06.62204955
www.federmot.it  mail@federmot.it

Il Consiglio d’Europa bacchetta l’Italia: ingiustificata la discriminazione dei magistrati onorari.
C’è anche un italiano nel collegio di 14 membri che ha squarciato il velo di omertà per anni calato sul lavoro in nero dei magistrati onorari. Si chiama Giuseppe Palmisano ed è il Presidente del Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS), l’organismo del Consiglio d’Europa che ieri, 16 novembre 2016, ha pubblicato il provvedimento con cui è stato deciso il reclamo n. 102/2013 presentato dai magistrati onorari italiani.
Il Collegio ha concluso, all’unanimità, che la normativa e i comportamenti concreti posti in essere dalla Repubblica italiana nei confronti dei magistrati onorari non sono conformi con le norme della Carta sociale europea e dei suoi Protocolli, ossia con gli accordi internazionali sottoscritti dall’Italia che recepiscono, tra l’altro, il principio di non discriminazione tra lavoratori.
La pronuncia si fonda su un principio cardine (elaborato sin dal 2005 in un caso riguardante la Bulgaria), secondo il quale manca di giustificazioni obiettive e ragionevoli una discriminazione che non persegua scopi legittimi o escluda un ragionevole rapporto di proporzionalità tra mezzi impiegati e scopo perseguito.
Il Comitato ricorda poi come, nel tempo, l’inquadramento giuridico dei magistrati onorari sia andato riavvicinandosi a quello dei magistrati di ruolo, tanto da indurre la stessa Corte di Cassazione italiana a ritenere tali professionisti  collocabili in una posizione intermedia tra giudici professionali e laici.
Il comitato ha quindi stabilito che, rispetto alla applicazione dei trattati (in particolare della Carta sociale europea riveduta), i giudici onorari sono funzionalmente equivalenti ai magistrati di ruolo, a prescindere da come li definisca il diritto nazionale.
Il Comitato ha poi ritenuto applicabile la Raccomandazione CM/Rec (2010) 12 nella parte in cui ingiunge agli Stati aderenti di assicurare ai giudici una remunerazione ragionevole in caso di malattia, di maternità o paternità, così come il pagamento di una pensione correlata al livello di remunerazione.
Infine il Comitato ha precisato che il fatto che l’ordinamento italiano non impedisca ai magistrati onorari di svolgere altre attività lavorative non esclude che essi siano discriminati, essendo irrilevante che l’esercizio esclusivo dell’attività giudiziaria dipenda da una scelta personale o sia determinata da altre circostanze.
Nel motivare la decisione il Comitato ha respinto lo storico argomento sempre sostenuto dal Governo italiano (recentemente ribadito dal Ministero della Giustizia in risposta alle diffide presentate la scorsa estate dai magistrati aderenti alla Feder.M.O.T.), ossia che la disparità di trattamento è giustificata dalle diversità intercorrenti tra magistrati onorari e di ruolo, riguardanti la procedura di selezione, il tempo di permanenza nella carica, il tipo di remunerazione, la connotazione part-time del rapporto e la sua riconducibilità alla mera fornitura di servizi. Il Comitato ha infatti precisato che “questi argomenti riguardano mere modalità di organizzazione del lavoro e non costituiscono una giustificazione oggettiva e ragionevole del trattamento differenziato di persone la cui equivalenza funzionale è stata riconosciuta”.

La Feder.M.O.T., che il 15 novembre scorso aveva denunciato avanti al Consiglio superiore della magistratura l’irragionevolezza e l’illegittimità costituzionale e comunitaria dell’attuale impianto normativo, esprime la propria soddisfazione per una pronuncia storica, che si pone in linea con quanto enunciato dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea con riferimento ai magistrati onorari britannici (causa O’Brien del 2012), e alla quale auspica possa fare seguito un immediato ravvedimento del Governo, prima che l’Italia, un tempo culla del diritto, riceva nuove condanne per il suo comportamento discriminatorio verso i propri magistrati onorari.

venerdì 28 novembre 2014

UNIVERSITA'

FORTE CALO DI ISCRITTO ALLA SAPIENZA DI ROMA.
IN AUMENTO PICCOLI ATENEI.

NOTIZIE

L'idea di inserire il canone RAI, spalmato, nella bolletta della luce pare sfumata. Troppe complicazioni per i cittadini. Eppure poteva essere una buona idea contro l'evasione della tassa più evasa.

lunedì 10 marzo 2014

LIBRI

COMUNICATO STAMPA

*    *    *

Editoria

Presentato a Formia il volume “Versi al succo di limone” di Brancaccio

Davvero una bella serata quella dell’8 marzo nelle Libreria di Margherita a Formia. Si presentava il libro “Versi al succo di limone” (Edizioni Eva, Venafro 2014, pp. 128, € 12,00), un’antologia della poesia di Carmine Brancaccio curata da Amerigo Iannacone.
Dopo l’introduzione di Margherita Agresti, ospite sempre gentile e sensibile, hanno parlato del libro il poeta Giuseppe Napolitano e il curatore del volume Amerigo Iannacone. Ha chiuso l’autore, che ha fornito qualche chiave di lettura per la sua poesia e ha letto diversi testi. Napolitano ha detto, tra l’altro: «In questa corposa antologia di poesie ne compaiono 75, provenienti dai sei libri pubblicati finora, tranne le ultime 5, inedite. È sempre difficile scegliere, comunque una scelta va fatta e qui sembra funzionare: l’idea dell’autore e del suo lavoro c’è. Si può ripercorrere la storia della sua formazione, comprenderne intenzioni e sviluppi, tensioni e progressi. Carmine Brancaccio l’ho visto crescere, anzi nascere, come poeta, fin da quando presentò a Sant’Elia Fiumerapido il suo primo libro (c’erano altri amici, allora, oltre Amerigo: c’era Antonio Vanni e c’era Ida Di Ianni), ma dell’autore appena diciottenne mi colpí la sicurezza con cui si proponeva. In quel primo libro comparve subito una specie di talismano, un piccolo testo apotropaico, destinato a proteggere l’autore dal buio dell’oblio. “Poesia”, si intitola quel testo, che opportunamente compare ancora in questa Antologia curata da Iannacone. “Sei amore, il piú bello che ho / A te io m’affido”. Ecco la dichiarazione d’intenti del giovane poeta – fidarsi della sua creatura (innamorata), affidarsi alla scrittura per essere ricordato. Ecco perché Immagini di dimensioni (un altro dei suoi titoli misteriosi) si offriva subito come una base di partenza – di lí era chiaro dove sarebbe andato a parare l’autore, che si è nutrito da ragazzo di molta poesia e letteratura e cinema, e ha deciso che, in attesa di un lavoro e di una donna, fosse meglio votarsi al lavoro di amante della piú difficile compagna che si possa trovare».
E Iannacone nel suo intervento ha detto, tra l’altro, che: «Il titolo è venuto fuori in una conversazione fatta con l’autore e mi è sembrato confacente. Il succo di limone ha lo stesso effetto dell’inchiostro simpatico: consente una scrittura segreta, che si può decriptare scaldando il foglio. Anche i versi di Carmine Brancaccio sono da decriptare, ma poi, quando uno è riuscito ad entrarvi, vi troverà una poesia molto intensa. Forse, come il succo di limone, anche un po’ asprigna, ma proprio per questa sua caratteristica – in qualche modo – come il limone deterge e purifica».
Carmine Brancaccio è nato a Napoli nel 1979 e risiede a Sant’Elia Fiumerapido (Frosinone). Nel 1998 ha fondato il Premio Nazionale di Poesia Città di Sant’Elia Fiumerapido, di cui è membro di giuria e curatore dell’Antologia poetica che racchiude i vincitori dal 1998 al 2003.
In poesia ha pubblicato: Immagini di dimensioni (Edizioni Eva, 1997), Soli verso le stelle (Edizioni Eva, 1999), Fughe, i re sono giullari (Bastogi Editrice, 2002), Laudano (Edizioni Eva, 2006), Le quartine di Pierrot (Caramanica, 2007 - Premio Minturnae 2006), Simplegadi o la notte (Edizioni Eva, 2010), poi ripubblicata in edizione bilingue, italiano ed esperanto, nel 2011. Ha inoltre pubblicato la biografia di Gianluca Morozzi, L’era del Moroz (Zikkurat, 2008).
Dirige per le Edizioni Eva la collana “Fermenti - Poesia giovane”.


giovedì 6 marzo 2014

RIFORME - NOVITA' SCUOLA

IO SONO STANCA DI LEGGERE SEMPRE E SOLO DI POLEMICHE DISFATTISTE. CREDO SIA DOVERE DI OGNUNO DI NOI, SOPRATTUTTO IN QUESTO PERIODO COSI DIFFICILE E DI CRISI PER MOLTI, DARE ECO ANCHE ALLE NOTIZIE "BUONE". ALLORA ECCONE UNA.

Sono state sbloccate dal MIUR, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, ben 3.740 assunzioni del personale A.T.A., cioè Amministrativo, Tecnico e Ausiliario della Scuola.
Auguri Italia!

ASTENSIONE AVVOCATI

Omissis… l’ Organismo Unitario dell’Avvocatura



prende atto


che le ragioni della protesta, manifestate da ultimo anche nella delibera assembleare
assunta a Napoli il 16.01.2014, sono state recepite dalla stragrande maggioranza degli
avvocati italiani che hanno aderito all’astensione e dagli Ordini della Sardegna e di Lecce,
verso i quali esprime solidarietà per le coraggiose iniziative assunte, e si impegna a dar
corso ad ogni possibile attività rivolta a conseguire gli obiettivi già posti con i precedenti
deliberati e riaffermati in occasione della recente Conferenza Nazionale dell’Avvocatura
e, perciò,

conferma

lo stato di agitazione e

ribadisce

la necessità di una interlocuzione permanente con il Ministro della Giustizia nonché della
partecipazione dell’Avvocatura nella composizione dell’Ufficio Legislativo del Ministero
e nei Consigli Giudiziari;

delibera

di invitare tutti i colleghi ad utilizzare ogni forma lecita di disobbedienza civile, ivi
compresi:
la revoca e/o la sospensione da parte dei COA territoriali di ogni forma di
finanziamento e sovvenzione e, comunque, di sussidiarietà in favore degli uffici
giudiziari;
la cancellazione dagli elenchi dei difensori d’ufficio e del patrocinio a spese dello stato;
il pagamento del contributo unificato soltanto dopo il ricevimento dell’apposito avviso
della cancelleria;
la rigorosa applicazione delle norme processuali, con sospensione di tutte le consuete
attività di supplenza agli uffici.  ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA




Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431

2


Si impegna

altresì, ad esigere che le somme riscosse dallo Stato nell’ambito del servizio giustizia
vengano vincolate al funzionamento dello stesso;

a portare a conoscenza della Commissione del Parlamento Europeo le ragioni della
protesta dell’Avvocatura italiana.


Proclama 

l’astensione dall’attività giudiziaria civile, penale, amministrativa, tributaria e 
contabile per i giorni dal 17 al 22 marzo 2014, subordinando, sin da ora, la 
eventuale revoca, al ritiro da parte del Governo del ddl sulla giustizia civile. 


All’esito, delega la Giunta ad assumere i relativi provvedimenti.




 Il Segretario Il Presidente

mercoledì 5 marzo 2014

LAVORO - ITALIA

Il cuneo fiscale in Italia:
dato come 100 il costo del lavoro, in Italia, il cuneo fiscale è a quota 47,6, il sesto più alto in area OCSE (24,3 contributi a carico del datore; 7,2 contributi del lavoratore; 16,1 imposte sul reddito a carico del lavoratore).

Il taglio del cuneo fiscale è necessario e urgente.
.

martedì 28 gennaio 2014

ITALIA: PASTA, PIZZA E NON SOLO

Pasta e pizza ci distinguono nel mondo.
Se si dice Italia, si pensa mare, sole, arte, bellezza, e pasta e pizza, appunto.
Sono cibi semplici e poveri, in origine cibi da strada, alla portata di tutti, oggi forti simboli della nostra identità gastronomica nazionale.
Non si conoscono con precisione le loro origini.
Secondo alcuni l'uso della pasta, meglio, degli spaghetti, venne importato in Italia dalla Cina da Marco Polo, secondo altri risalirebbe addirittura al medioevo.
Viene da lontano infatti l'uso di un impasto di farina con acqua, a volta con l'aggiunta di uova e zucchero. Anticamente si parlava di pasta ogni volta che si voleva indicare un impasto siffatto, dolce o salato che fosse. Era alla base della dieta dei poveri, insieme al cavolo, dieta protrattasi nei secoli.
Nel '700, i ricchi europei in viaggio in Italia (tra questi Goethe) alla scoperta di bellezze naturali ed artistiche annotavano di straccioni, lazzari o lazzaroni, antesignani degni attuali scugnizzi,  che si nutrivano per strada di un piatto di pasta lunga, che mangiavano con le mani.
Inizialmente, la pasta veniva mangiata in bianco, con appena un po' di pepe, di olio o  di formaggio. Il sugo di pomodoro arrivò dopo.


Altro simbolo forte della nostra identità è la pizza, nota per essere stata offerta durante una visita a Napoli, nel 1899, a sua maestà la regina Margherita di Savoia , moglie di Umberto I, da cui prende il nome nella più popolare e gustosa delle sue mille varianti.
Ma la pizza in realtà è ben più antica e deriva il nome dalla greca PITTA o dal turco PIDE, una focaccia in uso in tutto il bacino del Mediterraneo, fatto di farina, acqua e olio o altro grasso.

Queste specialità ci hanno fatto grandi nel mondo, sono semplici, economiche, nutrienti e gustosissime. Fanno parte della nostra storia sociale e della nostra cultura. Vanno conosciute e celebrate e non solo mangiate!!!

giovedì 23 gennaio 2014

LAVORO - ULTIMI DATI ILO

Lavoro, “oltre 200 milioni di disoccupati nel mondo, in aumento continuo”

L'Organizzazione internazionale per il lavoro (Ilo) segnala che il tasso di occupazione globale è sceso al 55,7%, quasi un punto percentuale in meno rispetto ai livelli pre-crisi. Il numero delle persone senza impiego è destinato ad aumentare al ritmo di 2,5 milioni unità l'anno, almeno fino al 2018

mercoledì 6 febbraio 2013

NOTIZIE

Elezioni/ Monti: Vecchi partiti incapaci di riforme, noi futuro
"Saliamo in politica per dare un futuro ai nostri figli e nipoti. E' il messaggio con cui il presidente Mario Monti apre il video elettorale di Scelta Civica. Con 20 anni di promesse tradite, di malaffare, la vecchia politica ha messo in pericolo l' Italia. Mi hanno chiamato per prendere le decisioni che loro non avevano il coraggio di prendere.


MONTI: BERSANI INTERESSATO ALLEANZA? FACCIA SCELTE IN SUO POLO
“Se Pier Luigi Bersani vuole collaborare con lo schieramento guidato da Monti dopo il voto, dovrà fare delle scelte interne al suo polo. A dirlo è Monti, da Verona. Non c' e' stato nessun accordo fra Bersani e me, fra 
nessuno e Scelta Civica: il tema delle alleanze è prematuro, verrà dopo il voto".

ELEZIONI: MONTI, QUELLO A PDL - LEGA E' ' VOTO INUTILE' PER MODERATI
“Un voto a Pdl e Lega è il vero voto non utile per gli stessi moderati, avverte Monti. Confermare un appoggio a Pdl e Lega come polo di rassicurazione è il vero voto non utile per i moderati. Il solo voto utile è quello che consenta di condizionare le posizioni della sinistra e che vada nella direzione delle riforme, è quello per Scelta Civica".

Elezioni/ Monti: Con Bersani collaborazione solo se fa scelte
"Non c'è stato alcun accordo tra me e Bersani, fra nessuno e Scelta Civica. Il tema delle alleanze è 
prematuro, verrà dopo il voto".

Ue:Monti,impegno bilancio pro-crescita

“L'Italia sostiene che l'Ue non possa parlare di crescita come politica economica europea e poi adottare un bilancio settennale che è nel segno della restrizione. Stiamo cercando un miglioramento sulla qualità europea del bilancio pro-crescita''.

Monti,modifica patto di stabilitàMonti si schiera dalla parte dei Comuni 'virtuosi' che chiedono un allentamento delle maglio del Patto di Stabilità. Si potrebbe riflettere su una modifica del patto di stabilità che consenta ai Comuni di rientrare dal debito''.

 

ELEZIONI: MONTI, IDEA DI MAGGIORANZA PDL - LEGA MI FA RABBRIVIDIRE
Una maggioranza Pdl-Lega dopo le elezioni? L' idea fa leggermente rabbrividire il premier uscente. L' idea che oggi si possa ricostituire quella forza che poi si è rivelata grande debolezza malgrado il numero dei voti che ha mal gestito l'Italia a danno del nord, e soprattutto del Nordest, mi fa leggermente rabbrividire".

 

Monti,non c'e' alcuna intesa con PdInteressante questa valutazione ma non esiste alcun accordo, ne' alcuna conversazione in vista di accordi con nessun'altra forza politica''. Cosiì Monti, da Trento, risponde a Oscar Giannino secondo il quale Scelta Civica e' ''una corrente del Pd''.

 


MONTI: GRAZIE A DIO ' FAMIGLIA ITALIA' NON TIRA PIU' AL FINE MESE
“Mario Monti declina in termini molto poco tecnici e molto più vicini al comune sentire la lotta contro la crisi economico-finanziaria, tanto da aggiungere che peraltro quella fatidica scadenza è un problema reale per tante famiglie italiane. Nel suo tour nel Nord Est del Paese, aggiunge che l'orizzonte temporale sul quale misurare i progressi si è fatto, almeno, meno angusto per la famiglia Italia".  


 

 


lunedì 28 gennaio 2013

NOTIZIE

Ecco il post del noto giornalista venafrano Mario Lepore, pubblicato sul sito MOLISE24, in ordine alla candidatura di quattro venafrani:

VENAFRO. 23 gennaio 2013. Tra Camera e Senato. Sono quattro i venafrani, candidati per il Parlamento italiano. Partiamo dall’avv. Giuditta Di Cristinzi candidata al Senato con la Lista Monti. 

Sposata con tre figli l’avv. Di Cristinzi svolge la funzioni di Giudice Onorario al Tribunale di Cassino. Di Cristinzi si affaccia in politica attiva per la prima volta, anche se è consorte dell’ex assessore comunale Claudio Petrecca, noto avvocato. Candidata per il Senato, per l'...omissis..., l'avv. I. I.. La dottoressa I. è assai giovane e fa parte della segretaria nazionale dell'on. A. omissis... Una candidatura nuova e dell'opposizione " rinnovatrice". Ben oltre il centrosinistra, poi è candidato il dottor G. P., con studi a Venafro ed Isernia. P. è candidato col movimento di G. S. che affianca la lista del P...omissis..., cioè nel centrodestra. Ha già avuto un’esperienza di candidatura al Comune di Isernia, sempre nel centrodestra. Infine è candidato al Senato col S. l’arch. F. V., politico di lungo corso. Già nel P. ed ora nel S., V. vanta collaborazioni anche con Giunte di centrodestra (sindacato Enzo Bianchi e Vincenzo Ottaviano). Noto studioso e divulgatore di storia, di arte ed archeologia locale, ha scritto sulla materia diversi libri. E’ stato direttore dello Iacp di Isernia ed oggi è in pensione. Attivo anche in varie associazioni culturali, l’arch. V. è sposato con tre figli. 


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giovedì 24 gennaio 2013

Quante frottole, ...

... quante strumentalizzazioni. La campagna elettorale si fa infuocata a livello nazionale. Le notizie più disparate vengono usate a comodo di ciascuno. Ora la vicenda della banca senese MPS tiene banco. La verità è che i dirigenti dell'istituto vengono nominati dalle istituzioni politiche che in Toscana sono espressione del PD, che i 3,9 miliardi sono stati PRESTATI e non DATI dal Governo e che saranno restituiti ad alto tasso d'interesse. Laddove non potessero essere restituiti materialmente alle scadenze pattuite, il Tesoro diverrà azionista con consguenti poteri di voto e controllo nel CdA. Il Governo riferirà presto in Parlamento sul punto.

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...