LIFE STYLE BENESSEREBELLESSERE AVVOCATOAMICO VIAGGI CUCINA MAMMA+FIGLI SCRITTURA LIBRIITALIAN STYLE

Visualizzazione post con etichetta CASA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CASA. Mostra tutti i post

domenica 2 marzo 2025

Rame antico

 


Mamma e nonna e forse anche le loro mamme e nonne avevano le pentole di rame. Sono riuscite a conservarlo, attraverso gli anni e la guerra, per lo più, tramandandoselo, spostandolo da una casa all'altra. Da quella di Porta Nuova, la prima, a quella "nuova" di Corso Campano. 
Adesso loro non ci sono più, la casa di mamma ora è mia ed è tristemente vuota, eppure piena di cose. 
Stamattina sono andata a rassettare un po'; ho deciso che devo darmi una mossa, devo chiudere. 
Allora ho portato qui da me tanto pentolame di rame antico, vecchio, sporco. E ho cercato di lucidarlo come facevano loro, con sale e aceto. C'è voluto olio di gomito, spugnetta e detersivi. Ora dovrò trovargli una collocazione, qui da me, in via Strabone.











Il rame di famiglia ha cambiato di nuovo casa. 

sabato 1 marzo 2025

Da mamma

 Stamattina sono andata ancora una volta a casa di mamma, a sistemare un po', a svuotare gli armadi, a fare scatoloni, a catalogare. C'è ancora, dopo due anni, di tutto: scarpe, borse,  biancheria , filati, stoffe, materiale vario da cucito come cotoni, aghi in quantità, spille, trine, applicazioni. E poi ancora chiavi e serrature, chiavi antiche, posate e piatti. Ogni ben di Dio. Squadre, righe, penne, matite, portachiavi. È difficile mettere in ordine, capirci qualcosa. Mi sono portata a casa molte pentole di rame, ho raccolto dei limoni. Ho riempito un sacco, l'ennesimo, per la Caritas e sono andata a portarlo al punto di raccolta. Ho confezionato 




Lenzuola di nonna, con ricamo ad ago e iniziali GR ricamate da lei a macchina

Lenzuola con applicazioni di tombolo molisano



Botti di rovere di babbo odi nonno P.



















vari scatoli e ci ho scritto su il contenuto. 

Ho ritrovato il ferro col quale nonna si faceva le onde nei capelli. Anni "20, credo. Toccare le loro cose mi fa specie, mettere le mani nei ricordi,  negli scritti, in appunti riservati e borsette è quasi sacrilego. E io sono l'unica depositaria di tutto. Lo dico e lo ripeto. Non mi faccio capace. E quando do via delle cose, tante, spesso, mi pare di buttare un pezzo di loro. 

E non c'è terapia o chiacchiera amicale che tenga per fugare questa sensazione. 


E che ne sarà dopo di me? E che ne sarà delle mie povere o ricche cose? 

sabato 9 dicembre 2023

Ancora Bologna



Altro weekend a Bologna,  pare diventata un'abitudine. Questa volta per prendere in consegna la casa e pulire.
In realtà ho dovuto constatare che i lavori non sono finiti e che dovranno tornare gli operai per fare vari ritocchi. 
Ho pagato una penultima trance dei lavori all'imprenditore, col quale, ormai, ho fatto amicizia, e mi sono guardata intorno. C'era molto da fare, una casa vecchiotta appena uscita da un cantiere di ristrutturazione. Polvere e grasso a iosa. Ma non mi sono persa d'animo. Mi sono cambiata con abiti da lavoro e ho iniziato ad aprire armadi e ripostigli. C'era ancora tanta roba da gettare.
È inutile, il blog carica foto al contrario  

I fratelli Manetti al cinema

Io e Gigio al cinema

Girato a BOLOGNA 

Avrebbero dovuto gettare tutto, invece ...

Molto a desiderare 







Come una furia ho preso e ho buttato tutto nell'ingresso. Ho fatto un cumulo con materassi, reti, cuscini, coperte polverose, viti, serrature, immondizia. Poi ho lavato l'armadio a muro che sarà di Claudietto e i vetri della sua stanza, il cassonetto e i pavimenti. Mi sono spostata in un'altra stanza e ho letteralmente spostato un mobile, spingendo, ruotando, facendo forza. Mi sono aiutata bagnando il pavimento. Non so se sono più folle o più una forza della natura, piccola piccola e determinata. Anche lì ho lavato cassonetto, vetri e pavimenti quindi, finalmente, è venuto Claudietto a prendermi. Abbiamo pensato di trascorrere il resto della serata al cinema. Ho accettato di buon grado. Avrebbe voluto vedere Chimera ma era sold out. Allora abbiamo dirottato su Diabolik chi sei? all'Odeon. Era una occasione speciale. C'erano i registi,  i fratelli Manetti di persona che hanno parlato del film, l'ultimo di una trilogia girata a Bologna. Mi è piaciuto ma la recitazione della Bellucci mi è sembrata caricaturale, innaturale. Boh! Per rendere il fumetto? In fondo anche Mastandrea col suo Ginko non era da meno. 
Il giorno dopo, di buon mattino ho cercato il bus giusto, il 19, e son tornata a fare le pulizie, nonostante il giorno di festa e l'onomastico di mamma mia. Ho tentato di ripulire il balcone, i vetri della finestra della cucina e la cucina in stato davvero pietoso, con piastrelle piene di grasso. Ancora fili volanti, un tavolo sparito a altre incongruità. Detersivi a iosa, spazzolone, scopa, lavavetri, secchio, bacinella, pezze e stracci, ma che stanchezza, che frustrazione. Si dirà, perché? Perché a Bologna è difficile trovare chi lo faccia, difficile trovare a distanza. E comunque una persona c'è già stata a far qualcosa mercoledì e giovedì e ci tornerà mercoledì venturo, in modo da accogliere i mobili.

Quando sono stata davvero stanca, mi sono cambiata e sono uscita nel freddo e sotto la pioggerellina. Ho preso un bus e sono tornata in centro
Ho cercato un salone aperto, cinese ovviamente, era festa, e ho fatto un massaggio intero e una messa in piega quindi mi sono vista con Claudietto e siamo andati a cenare da Doppio Malto. Poi subito a casa, a letto. Lui a vedere la partita del Napoli, io a leggere e dormire. 
Stamani non ce l'ho fatta ad andare di nuovo a pulire. Mi sono rifiutata. Sono stata l'intera mattina a letto, a leggere, a scrivere, a giocare col telefono e a interrogare Claudio su diritto del lavoro e diritto sindacale. Ha breve ha gli esami e che Dio gliela mandi buona, cucciolo mio.
A ora di pranzo mi sono vestita e siamo andati a mangiare pesce 🐟 al mercato delle erbe, su via Ugo Bassi, da Banco 32. Abbiamo preso delle cotolette di sarde con ottima caponata e fregole al ragù di mare, non un granché. Poi siamo andati da Gamberini, di fronte, a prendere il caffè con un dolcino speciale. In foto le vetrine da acquolina in bocca.

P.S. Sia ieri che oggi colazioni speciali e golose da Felicity, cui ho proposto dolci alla crema di latte. Tiè!


Sarde panate

Fregole sarde

Macaron alle castagne

Choux au chocolat


Le vetrine ghiotte e variopinte di Gamberini 


Pista ghiacciata nei pressi della stazione ferroviaria 


 

mercoledì 22 novembre 2023

Stamani sveglia all'alba e partenza in auto, Claudio alla guida, per Bologna, dopo colazione casalinga. 


Siamo giunti in tarda mattinata. Ci siamo trovati coi ragazzi per una veloce colazione, poi -salutato Claudietto- siamo andati a casa a controllare lo stato dei lavori che... dopo i tanti acconti versati procedono a rilento.

Poi via verso Perugia, in procura, dove avevamo un interrogatorio. Abbiamo fatto una piccola pausa per rifocillare Pietro e via, verso la bella città umbra che stavolta abbiamo visto di striscio.

Finito in procura, ci dirigiamo, stanchi a casa, anzi allo studio a preparare la valigetta per domani.


Che vita movimentata! 



venerdì 17 novembre 2023

AMORE

Alfonsino allo studio
Rapporti a luci rosse

Quasi amici


I miei cuccioli, cane e gatto, non si amano, ma pur di stare in braccio a me sopportano la vicinanza. 


 

giovedì 19 ottobre 2023

Emozioni

 

7 giugno 2018

Per un suo onomastico a Cascina Le Noci

Al Laghetto

Severa 

I suoi 90 anni 

Da me, al battesimo di Claudietto, 20 anni fa

Da Iva, a Rocca 

Per un suo onomastico all'hotel Dora 

I giorni passano, passano i mesi, ma il dolore di aver perso mamma non diminuisce. Forse si trasforma. Sono sola, adesso, in morte, come lo sono stata in vita. Figlia unica amatissima e viziata e limitata e osservata e gravata di attese e aspettative, sono unica ancora adesso a prendermi "cura" della casa vuota, a smantellarla, svuotarla, violarla. Una casa grande, vecchia, antica, piena zeppa di cose messe via in quasi sessanta anni. Me ne lamento ma solo io lo posso fare, solo io lo voglio fare, cercare, trovare, toccare le cose, odorarle. e questo mi aiuta forse a metabolizzare la più grande perdita della mia vita. 

Mamma era vecchia e antica come la sua casa, che aveva voluto bella, studiata dall'architetto, ben arredata ai tempi, curata. Era una donna che aveva vissuto la guerra e la miseria e che conservata tutto. Tutto. Un bottone, cento bottoni, mille, un tappo, cento, mille tappi e così bottiglie, barattoli, fili di cotone, elastici, gancetti, automatici, spille, libri, riviste, carte, buste di lettere ricevute, legna e legnetti, plastica, matite, penne, temperamatite, gessetti (era maestra mamma mia), bianchi e colorati,  rosari, ventagli, gonne (finora ne ho contato centoquaranta ma non credo siano finite, piante. Sì, perchè la sua  casa era piena di piante ben curate, kenzie, nastrini, begonie, felci, piante grasse, salvia rosmarino, cicas, potos, asparagina,... E poi cappotti, giacche, completi, camicette, mutande e altra biancheria intima; pettini, ventagli, fotografie, ricordi di viaggi,  confetti, bomboniere e partecipazioni e menù di pranzi di matrimonio; borse e scarpe e infiniti borsellini e collane e orecchini e maglie intime e camicie da notte e  sottane e giornali come Rakam e Mani di Fata perchè lei, la mia mamma adorata, aveva le mani di fata e cercava spunti per esercitarle. 

Ho trovato aghi e cotone e lana e intagli e lavori iniziati e lavori finiti e stoffe e teli e quadri e croste e phon e ferri da stiro e frullatore e minipimer e robot e rame antico e posate e piatti, tovaglie, tazze, tazzine, bicchieri, calici e ditali e forbici e attrezzi e mille chiavi senza etichetta e senza nome. E argenti e cose preziose e fazzoletti sporchi e borotalco. 

E tutto il suo mondo infinito nel quale ogni giorno mi tuffo e nuoto e piango; nel quale a volte rischio di annegare, di essere soffocata e sovrastata. 

Mamma mia adorata, non ci posso credere che non ci sei più, che mi hai fatto questo, che non torni, che te ne sei andata via per sempre, che è irrevocabile, che il tuo viaggio è senza ritorno e che posso solo raggiungerti perchè tu da me non torni più. 

Ma io voglio rivederti e riabbracciarti, voglio ancora il tuo perdono e la tua indulgenza perchè l'amore non basta e io sono stata una cattiva bambina, a tratti; ho fatto l'asino recalcitrante mentre cercavo di capire chi ero e ti chiedo perdono, ma ti consegno sempre e per sempre tutto il mio amore e la mia gratitudine.

Nulla ora conta più di questo per me. 

mercoledì 11 ottobre 2023

Sempre in giro: Bologna

Neanche il tempo di tornare per un paio di giorni a casa e al lavoro, ché sono ripartita.

Ieri, dopo l'udienza, civile e lavoro, ho preso il treno a Cassino, ho cambiato a Roma Tiburtina e sono andata a Bologna con una Freccia rossa per vari motivi.



App Ridemove

Alla stazione centrale è venuto a prendermi Claudio Maria ed è stato bellissimo riabbracciarci.
Stanca ma contenta 


Tetto mio

Happy hour e relax









Abbiamo percorso viale Indipendenza e ci siamo fermati in un bar per fare una pausa aperitivo: dovevamo aspettare che Pietro arrivasse da Milano.

Quindi siamo andati a fare una passeggiata in piazza Maggiore che mi è sembrata più bella del solito, suggestiva e illuminata.

Siamo tornati indietro nei pressi della stazione dove ci siamo incontrati con Pietro e abbiamo cenato nella Trattoria da Romano. Abbiamo scelto tutti e tre una cotoletta alla bolognese, che sarebbe una cotoletta di vitello normale ricoperta da prosciutto e mozzarella e ripassata in forno con il brodo, davvero una bella trovata, con contorni e con un calice di Sangiovese. Quindi ho preso un taxi per farmi accompagnare in albergo su via Murri. 

Cotoletta alla bolognese 😋




I ragazzi invece hanno dormito  a casa di Claudio Maria. 

Questa mattina mi sono svegliata, ho fatto colazione e a piedi sono arrivata in via delle Fosse ardeatine dove abbiamo acquistato di recente  un appartamento per Claudietto che studia là. Avevo appuntamento con un costruttore per discutere dei lavori da fare; abbiamo contrattato sul prezzo e raggiunto un'intesa quindi mi sono fatta accompagnare proprio da questa persona, di origini aversane, con la quale ho fatto amicizia,  al Sant' Orsola dove Pietro stava facendo  esami medici per la preospedalizzazione; purtroppo infatti dovrà essere operato per la quinta volta all'orecchio, a causa della perforazione di un timpano 🤷.

All'uscita dall'ospedale, abbiamo noleggiato due biciclette e ci siamo diretti in centro;

Bellezza in bicicletta 

arrivati in prossimità delle torri ci siamo incontrati con Claudio Maria e abbiamo deciso di pranzare al Bistrot delle sette chiese, nella zona di Santo Stefano; lì abbiamo preso un altro piatto tipico bolognese: le lasagne verdi al ragù  e un piatto di mortadella. Poi ci siamo spostati in Galleria del Leone 🦁 per il caffè, quindi ci siamo separati:  Claudio Maria è tornato casa a studiare; Pietro è tornato in clinica per la visita anestesiologica e io sono tornata alla stazione per rientrare a casa,  ma non senza fermarmi in un salone cinese dove fatto una messa in piega veloce. Ho detto che avevo molta fretta e che dovevo prendere il treno e così il parrucchiere  mi ha asciugato i capelli con ben  due phon! 


Piega cinese con la potenza di due phön 

Comunque mi ha fatto una bella piega liscia. Adesso sono in treno 🚆 e torno a casa stanchissima ma felice. 

Ho trottato


E domani si ricomincia...

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...