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giovedì 19 ottobre 2023

Emozioni

 

7 giugno 2018

Per un suo onomastico a Cascina Le Noci

Al Laghetto

Severa 

I suoi 90 anni 

Da me, al battesimo di Claudietto, 20 anni fa

Da Iva, a Rocca 

Per un suo onomastico all'hotel Dora 

I giorni passano, passano i mesi, ma il dolore di aver perso mamma non diminuisce. Forse si trasforma. Sono sola, adesso, in morte, come lo sono stata in vita. Figlia unica amatissima e viziata e limitata e osservata e gravata di attese e aspettative, sono unica ancora adesso a prendermi "cura" della casa vuota, a smantellarla, svuotarla, violarla. Una casa grande, vecchia, antica, piena zeppa di cose messe via in quasi sessanta anni. Me ne lamento ma solo io lo posso fare, solo io lo voglio fare, cercare, trovare, toccare le cose, odorarle. e questo mi aiuta forse a metabolizzare la più grande perdita della mia vita. 

Mamma era vecchia e antica come la sua casa, che aveva voluto bella, studiata dall'architetto, ben arredata ai tempi, curata. Era una donna che aveva vissuto la guerra e la miseria e che conservata tutto. Tutto. Un bottone, cento bottoni, mille, un tappo, cento, mille tappi e così bottiglie, barattoli, fili di cotone, elastici, gancetti, automatici, spille, libri, riviste, carte, buste di lettere ricevute, legna e legnetti, plastica, matite, penne, temperamatite, gessetti (era maestra mamma mia), bianchi e colorati,  rosari, ventagli, gonne (finora ne ho contato centoquaranta ma non credo siano finite, piante. Sì, perchè la sua  casa era piena di piante ben curate, kenzie, nastrini, begonie, felci, piante grasse, salvia rosmarino, cicas, potos, asparagina,... E poi cappotti, giacche, completi, camicette, mutande e altra biancheria intima; pettini, ventagli, fotografie, ricordi di viaggi,  confetti, bomboniere e partecipazioni e menù di pranzi di matrimonio; borse e scarpe e infiniti borsellini e collane e orecchini e maglie intime e camicie da notte e  sottane e giornali come Rakam e Mani di Fata perchè lei, la mia mamma adorata, aveva le mani di fata e cercava spunti per esercitarle. 

Ho trovato aghi e cotone e lana e intagli e lavori iniziati e lavori finiti e stoffe e teli e quadri e croste e phon e ferri da stiro e frullatore e minipimer e robot e rame antico e posate e piatti, tovaglie, tazze, tazzine, bicchieri, calici e ditali e forbici e attrezzi e mille chiavi senza etichetta e senza nome. E argenti e cose preziose e fazzoletti sporchi e borotalco. 

E tutto il suo mondo infinito nel quale ogni giorno mi tuffo e nuoto e piango; nel quale a volte rischio di annegare, di essere soffocata e sovrastata. 

Mamma mia adorata, non ci posso credere che non ci sei più, che mi hai fatto questo, che non torni, che te ne sei andata via per sempre, che è irrevocabile, che il tuo viaggio è senza ritorno e che posso solo raggiungerti perchè tu da me non torni più. 

Ma io voglio rivederti e riabbracciarti, voglio ancora il tuo perdono e la tua indulgenza perchè l'amore non basta e io sono stata una cattiva bambina, a tratti; ho fatto l'asino recalcitrante mentre cercavo di capire chi ero e ti chiedo perdono, ma ti consegno sempre e per sempre tutto il mio amore e la mia gratitudine.

Nulla ora conta più di questo per me. 

lunedì 28 agosto 2023

#DIARIO #SCRIVERE

 

Scrivere è una delle attività umane più importanti e singolari a parer mio e io adoro farlo. Per me spesso è una vera urgenza.

Scrivere e incontrare grandi scrittori

Scrivere ferma nel tempo quello che accade, documenta, dà la possibilità di fare uno sfogo discreto, che non sarà divulgato. È un mezzo per comunicare, dire quello che si pensa, affermare in modo più puntuale il proprio pensiero.

Tanti sono i generi di scrittura. Uno molto importante è quello del diario. Un genere con tanti benefici per chi lo adotta.

Molte sono le persone che tengono un diario, io lo tengo da sempre, da quando mia sorella, mentre frequentavo le scuole elementari, me ne regalò uno della Holly Hobbie, con lucchetto.

E’ un'abitudine sana per il mio benessere mentale ed è una scrittura totalmente libera e spontanea. Scrivendo faccio ordine, provo almeno, nelle mie emozioni spesso violente, confuse.

Scrivere un diario è uno spazio in cui sfogarsi e buttare fuori macigni pesanti, in cui scaricare le proprie emozioni e conservare i propri ricordi, preservarne la memoria.

Alcuni scrivono un diario per lasciarlo ai figli, per quando non ci saranno più, oppure lo tengono come una cassaforte personale e intima.

Scrivere un diario vuol dire guardare le cose con un occhio più profondo, attribuire un significato speciale alle cose, valorizzare l'esistenza, manifestare, esplorare se stessi; avere la possibilità di rileggersi, di rivalutare, di rivangare tutto quello che abbiamo scritto in maniera spontanea.

È una bella abitudine, un riguardo che riserviamo alla nostra vita, è l'occasione di stare in compagnia di noi stessi e prendersi cura del nostro vissuto.

I diari possono essere di vario genere, personale o liberatorio, quelli comunità o memoria, quelli filosofici e i diari di viaggio.

Molte persone famose hanno scritto i diari che li hanno ancor più immortalati.

Ma come fare a redigerne uno che si rispetti? Non ci sono vere regole ma posso dire che una cosa importante è indicare all'inizio della pagina la data, il giorno e a volte anche l'ora; seguire un ordine cronologico, parlare in prima persona singolare, talvolta rivolgendosi proprio al diario, anche se questo mi sembra un manierismo più adatto ai giovanissimi; usare il tempo presente.

I principali sono racconti di viaggi come quello famosissimo di Marco Polo o i diari di sogni, raccomandati da Freud e da Jung, i diari di parole, quelli di lavoro o delle emozioni.

Quale che sia, l’importante è iniziare a scriverlo, un diario che vada avanti di pari passo con la vita…

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...