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sabato 3 giugno 2023

Mamme, salute e ambiente a Venafro

 


Con ammirazione e sincera  riconoscenza, voglio rivolgere un pubblico encomio alle Mamme per la Salute e per l'Ambiente e alla loro organizzazione per lo straordinario impegno civile, per la costanza e l'efficacia delle azioni poste in essere nel promuovere e difendere  la salute e l'ambiente  nel nostro piccolo e segnato territorio.


In un'epoca in cui la salvaguardia della  salute e del pianeta è diventata fondamentale, l'organizzazione mammesaluteambiente.org è stata precorritrice e si  è distinta per la dedizione instancabile nel portare avanti la causa di un mondo migliore e più sano. 

Apartitiche sempre, lontane dalla "politica" ma profondamente politiche nel senso più stretto del termine, attraverso il loro impegno civile, le mamme e le persone coinvolte in questa iniziativa hanno dimostrato una passione autentica per la difesa del territorio nel sensibilizzare la comunità e nel ricercare con coraggio cause e colpevoli dell'inquinamento locale.
Hanno stretto sodalizi con gruppi simili a livello nazionale e richiesto collaborazioni a svariati professionisti, hanno denunciato senza timori e compromessi e cominciano a raccogliere e condividere con la collettività i frutti del loro impegno, dell'onestà intellettuale, della costanza. 

Grazie alla  comunicazione chiara e a iniziative varie,  sono riuscite a farsi conoscere e a coinvolgere buona parte della cittadinanza.
Nonostante le difficoltà e le resistenze, le Mamme non si sono mai arrese, per questo l'Associazione  è un faro di speranza per tutti quelli  che credono in un mondo più sano e sostenibile. 

La loro dedizione e il loro impegno costante sono   un esempio ispiratore per i giovani, perché dimostrano che   l'azione collettiva, la coerenza, l'interesse per il bene comune  possono creare un impatto significativo e duraturo per tutti.

Dunque grazie!

E, passando al pratico, visto che è quasi tempo di denuncia dei redditi, chi può le aiuti  contribuendo alla loro azione devolvendo all'Associazione il 5x1000

mercoledì 11 gennaio 2023

Littering

 



VENAFRO Rifiuti abbandonati nelle campagne

 

A Venafro non basta il grande inquinamento dell’aria causato da esalazioni tossiche e l’odore quasi costante di plastica bruciata. C’è anche il littering, che in generale è la pratica dell’abbandono dei rifiuti in spazi pubblici come strade, spiagge e boschi, non solo piccoli rifiuti come un chewig-gum, una cicca di sigaretta, una lattina o un depliant ma anche intere buste di immondizia.

Sono solita andare a passeggio a piedi verso il San Bartolomeo, attraversare la campagna e tornare dalla parte del Campo Sportivo, in via Pedemontana, e da tempo noto che il fenomeno è in crescita, forse da quando c’è la raccolta differenziata. Lungo il ciglio della strada e nel fossato vedo di tutto: cartoni, copertoni, bottiglie, cocci, lattine, interi sacchi neri di spazzatura che spesso e volentieri sono presi d’assalto da cani e gatti randagi che aprono e spargono il contenuto peggiorando la situazione.

Mi sono spesso chiesta chi getta i rifiuti in campagna deturpando il paesaggio e compiendo un gesto tanto incivile. Forse persone che non pagano la tassa sui rifiuti, che non hanno regolare residenza, che non vogliono fare la differenziata.


La curiosità non è solo mia. Infatti ho letto che è stato condotto uno studio sociale per tracciare il profilo degli “zozzoni” da Aica – Associazione Culturale per la Comunicazione Ambientale con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente, del Consorzio Nazionale imballaggi e di sei consorzi di filiera, insieme al Dipartimento di Culture, politica e società dell’Università degli studi di Torino. L’indagine sul fenomeno è stata rivolta a individuare i luoghi più minacciati, a tracciare una sorta di identikit del litterer, cioè di chi getta i rifiuti in posti non adeguati e una mappa delle motivazioni.

Ad ogni modo il fenomeno comunica senso di degrado e insicurezza e suggerisce mancanza di fiducia nei confronti delle istituzioni
cittadine che non sempre riescono a contrastarlo o a porvi sollecito riparo. Occorrerebbero delle telecamere ma in aperta campagna è difficile allocarle e alimentarle.

Sembra che chiunque, non visto, possa trasformarsi in un litterer, indipendentemente dall’età, dal genere, dalla professione, dalla provenienza sociale e dall’opinione in merito sul fenomeno. Se uno ha un rifiuto tra le mani e non adocchia subito un cestino per gettarlo può abbandonarlo a terra, in determinate circostanze e non in altre. Un terzo delle persone in possesso di un potenziale rifiuto si può trasformare in un litterer. Pare che lo facciano più le persone adulte, ultracinquantenni, che i ragazzi e più i maschi rispetto alle donne.

Il fenomeno è più diffuso nelle periferie, nelle scuole e nelle università, meno negli ambienti a prevalenza naturale.


Ad ogni modo, anche se il fenomeno è assai diffuso ad ogni livello, non è meno riprovevole ed è un’ulteriore motivo di dispiacere per i venafrani oltre all’inquinamento ambientale, alla carenza di strutture, alla chiusura graduale di molte attività commerciali private.

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