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lunedì 18 settembre 2023

LASCIAR ANDARE

La natura non fa niente di inutile, diceva Aristotele.

L’uomo invece spesso pone in essere e mantiene sovrastrutture superflue, anzi dannose a se stesso, come relazioni finite, abitudini sbagliate e modi di pensare antichi, appartenenti a un'altra fase della vita. Manteniamo, non vogliamo disfarci di nulla perché abbiamo paura dell'ignoto, del cambiamento, di rinnovarci

Chi lascia la via vecchia per la nuova...

Ed è così che si genera un sovraccarico, un fardello, una zavorra che ci rende sempre pensierosi

Raffaele Morelli, in Riza Psicosomatica, che io leggo sempre con attenzione e piacere, ricavandone ottimi spunti, suggerisce di immaginare di essere un albero 


in cui ciascun ramo corrisponda a una relazione, a un compito, a un interesse coltivato, a un ricordo, a una convinzione, un atteggiamento, un ruolo.

Io, ahimè, essendo una persona complessa, sarei (e sono) un albero assai fronzuto, nonostante la mia gracilità, un albero costretto a portare la sua linfa vitale in molte, forse troppe direzioni: la famiglia più allargata, i figli, Claudio, le amiche,  il lavoro di GOT, l'avvocatura, gli immobili, la casa, le relazioni sociali, la spesa, la cucina, l'automobile, i libri da leggere, i libri da scrivere, i blog, i massaggi, lo yoga, il ballo, gli allenamenti col mio personal, la mia salute con tanto di medici e medicine, il mio cane Alfonsino e il mio gatto siamese ESKERE, i miei animali del passato, la cultura, le reminiscenze scolastiche, la moda, il vestire e, naturalmente, mamma, al centro del cuore e dei ricordi, e tutti gli altri e tutte le altre cose e più e più...


LA CULTURA, SCRIVERE, LEGGERE


LA CUCINA E LE FACCENDE DI CASA

INCONTRI CULTURALI 

LA SPESA E GLI ALTRI ADEMPIMENTI PER LA CASA

CLAUDIO E IL TEMPO CHE RECIPROCAMENTE CI DEDICHIAMO

I FIGLI, LA FAMIGLIA


GLI AFFETTI, LA FAMIGLIA, I RICORDI, IL PASSATO 

LO SPOR 

I rami continuano a crescere ma non tutti sono vivi e vegeti, la linfa però deve nutrire tutto l’albero, le parti vive come quelle morte, con un notevole dispendio di energie. È per questa ragione che un bravo giardiniere periodicamente pota le sue piante: tagliando i rami secchi il ciclo generativo della pianta si rinnova lasciandola più resistente agli attacchi esterni. Avrà una crescita più armoniosa e una maggiore fertilità. Se impariamo a farlo anche noi la nostra pianta potrà rifiorire…, dice Morelli. 

Che fare allora?

Eliminare relazioni e impegni che ci affaticano e  soffocano senza dare abbastanza in cambio; stabilire le priorità quando non si può fare tutto. Quando ci accorgiamo di essere stressati, di avere troppo pensieri, troppi problemi, quando capiamo da soli non non poter star dietro a tutto dobbiamo ricollegarci con la nostra essenza. 

Se non riusciamo a scegliere cosa eliminare, dobbiamo iniziare a fare quello che ci fa più piacere e a dire qualche no.


Una signora anziana e saggia era solita dire "con un no ti spicci e con un sì ti impicci". Ed è così. Di recente mi sono appropriata del no e lo rivendico. Prima ero sempre presente per tutti, per tutto, pasticciando magari. 

Adesso, se mi sento sopraffatta, non corro più. 

MI FERMO. Osservo, respiro, riparto da una cosa che mi fa star bene e così recupero energie.

LE COCCOLE DI ALF


GIARDINAGGIO E CURA DELLE PIANTE 

CUCCIOLI PELOSI E AFFETTUOSI

YOGA 

IMMERSIONE NELLA NATURA



UN GIRO IN MOTO 

UN MOMENTO IN SPIAGGIA 

LE TERME 


GIOCHI CON L'ACQUA 

  


giovedì 14 settembre 2023

X Factor

 Dopo una meravigliosa cenetta col mio marito a base di carne arrosto, coccole al cane, coccole del 🐶, gatto 🐱 latitante, pomodorini e vinello, sono seduta sul divano col mio amore 💞💖 a guardare X FACTOR e ...

Mi diverto.

Le facce di Morgan, i commenti arguti di Ambra, la compostezza di Fedez,


D'Argen che non conosco, le canzoni del ragazzi alla ricerca di successo e fama e identità mi piacciono. 

Bella serata leggera e divertente su Sky




mercoledì 15 luglio 2020

DOPOLAVORO ...MARITTIMO

Ieri ho lavorato tutto il giorno. Dopo l'udienza mi sono trattenuta in Tribunale fin dopo le 18. Ho macinato decine e decine di fascicoli, poi anziché rientrare a Venafro, sono andata a casa a Scauri 🌊, trovandomi quasi a metà strada. Non è una gran  🏠casa la mia, non è una villa 🏡, nè un attico in un posto lussuoso,  è solo un pied-à-terre dono della mia adorata 👩mamma. E' il mio rifiugio solitario, il mio buen retiro, in cui stare da sola o con i pochi graditi abitanti del mio cuore ❤ ,  a scrivere e a leggere, a passeggiare, a prendere il ☀sole, a riposare, a 💆meditare. 


Ebbene, ero così stanca da arrivare, svestirmi velocemente, mettere il costume e correre🏃💨 in 🌊☀spiaggia a godermi  il 🌅tramonto e fare una passeggiata con i piedi nell'acqua. 
Arrivo, saluto i conoscenti con garbo, rispondo fugacemente a qualche domanda e dico di essere stanchissima, di essere stata in tribunale fino a poco prima.

In effetti, il nostro lavoro in questo periodo è complesso. Sono iniziate da poco le udienze, che dobbiamo tenere  in situazione protetta, trattando una causa per volta, fissando gli orari, rigorosamente con la mascherina e lo schermo di plexiglass e senza azionare l'aria condizionata che non è stata ancora sanificata. 
Tutto ciò stressa e mette una tensione supplementare a quella ordinaria del lavoro. Ad ogni modo, nonostante la chiara premessa, vengo immediatamente precettata da un tipo volgare che incurante di tutto, comincia a parlare di una sua questione legale assai incresciosa, chiedendomi ogni sorta di parere. 
Ma che parere si può dare se "non si vedono" le carte? Forse voleva essere solo uno sfogo e ci sta, ma era evidente che non fosse il momento giusto. Ho cercato a lungo di disimpegnarmi, ma la piovra umana mi attanagliava a sé tenendo banco con una serie  di parole in libertà, di domande, di sfoghi, di critiche, di improbabili ricostruzioni.
Per queste cose gli avvocati ricevono a studio, a meno che non si tratti di amici veri. Ma succede, succede spesso. 

Secondo voi che ho risposto? 

martedì 14 luglio 2020

UN'ESTATE AL MARE

Il venditore più simpatico del litorale
Un'estate al mare

Voglia di remare

Fare il bagno al largo

Per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni
Un'estate al mare
Stile balneare
Con il salvagente

Per paura di affogare...

Così cantava una vecchia canzone di Giuni Russo, precocemente scomparsa.
Poi c'era quella che faceva Tutti al mare, tutti al mare, a mostrar ...
Insomma il mare è da sempre il protagonista incontrastato dei tormentoni estivi e, considerato che l'Italia è una meravigliosa penisola con oltre 7.400 chilometri di costa, è più che normale. 
Il mare piace, incanta, rinfresca, rilassa, cura. 
E' la meta preferita per le vacanze estive.
Per me è l'idea d'infinito, la pace, l'immenso, l'assoluto, l'abbandono degli affanni quotidiani, ma a volte il mare è anche fastidioso. 




Fa caldo, si suda, c'è la sabbia appiccicosa e soprattutto c'è la gente,  a volte inopportuna, chiassosa, invadente, a partire dai vu cumprà, a volte troppo insistenti, a finire ai bagnanti. 

La spiaggia è un mondo e io mi diverto ad osservare. 
Spesso fingo di dormire per non essere disturbata o metto i tappi nelle orecchie per avere un ritorno di suoni più attutito o mi bardo col pareo come fossi in una tenda beduina per ripararmi dal vento. 
I venditori sono troppi, indiani con le loro chincaglie, bangladini, marocchini con le loro pezze, dispensatori di fermagli, profumi, salvagenti, cappelli, canotti, noccioline americane, granite e taralli 'e Castiellammar...

C'è Gennarino, impiegato casertano che parla forbito e arrotonda vendendo "costumi costumi", c'è Benito, uno strillone nerboruto che vende "cocco fresco cocco bello", c'è Amir, garbato pakistano, mio fornitore ufficiale di argenti, c'è Tarik, che propina asserite novità con occhi verdi e malandrini, c'è Nerina, che pare una matrona sul triclinium, che propone  insistentemente  beni vari in vendita... nella sua  cabina, c'è Rosa, giovane signora campana che vende indumenti firmati in casa ove puntualmente cerca di attirare le povere malcapitate e tanti, tanti altri. 
E poi ci siamo noi italiani in vacanza, ognuno con un'idea di ferie  e di mare, ognuno con il suo personalissimo modo di fare, e io -se non sono infastidita- mi diverto a guardare.
Chi parla troppo, chi parla troppo poco, chi osserva, chi guarda in tralice, chi di sottecchi, chi ci prova (senza misurarsi), chi è curioso e ti chiede vita, morte e miracoli, chi gioca a carte, chi vuole sapere tutti i fatti tuoi senza dire i suoi, chi fa lo spaccone, chi si lamenta,  chi spettegola, chi critica, chi si annoia, chi bada ai bambini con severità o con eccessivo lassismo (bambini che abitualmente piangono, strillano e bisticciano tra loro), chi fischia, chi canta, chi fa la sexy, chi è grasso, chi è magro  chi mangia, chi beve, chi fa il conto di quel che spendi, chi passeggia, chi legge, chi fa finta, chi vuole attaccare bottone a tutti i costi. Insomma un mondo. 
Io amo rilassarmi, stare da sola, tranquilla, in silenzio, sotto il mio ombrellone, o con Claudio, con mamma, con i ragazzi, con una buona amica,




con la quale mi intendo bene, amo fare un aperitivo al lido con le conoscenze più simpatiche e leggere, ma non sempre mi riesce. Gli elementi di disturbo si insinuano. Ti puntano da lontano e si fiondano. 😄
L'ombrellone d'estate diventa la mia casa, purtroppo senza porte e finestre. E gli altri non bussano per entrare! 
Ma ne traggo il lato buono: è un ottimo punto di osservazione per chi vuol scrivere. Come diceva il grande Charles BukowskiAforismario: Le frasi più belle di Charles Bukowski tratte dai ...

La gente è il più grande spettacolo del mondoE non si paga il biglietto.

P.S. Questo post ha causato molti malumori e contestazioni. Qualcuno, notato il link su Facebook, lo ha letto, ha creduto di riconoscere qualche "personaggio" citato, non si è fatto i fatti suoi, ha riferito, si è lamentato, ha aizzato, ha generato un vespaio. 
Me ne dolgo. Sicuramente i venditori di cui sopra non hanno account Facebook o, se ce l'hanno, non sono miei "amici". 
Mi dispiace aver offeso qualcuno, l'altrui sensibilità. Non era nelle mie intenzioni. Ho fatto solo un quadro, un affresco della vita in spiaggia, senza voler attaccare qulacuno in particolare. E adesso basta. Silenzio stampa. Chi si offende è fetente! Non accetto più il contraddittorio sul punto. 





E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...