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domenica 8 gennaio 2023

A Torino

Continuo il  mio diario di viaggio.

Dopo aver salutato Pietro a Milano,  io e Claudio abbiamo proseguito per Torino e abbiamo trovato alloggio a Moncalieri. Nel pomeriggio siamo arrivati in centro dove  fortunatamente abbiamo trovato parcheggio con facilità. Abbiamo iniziato una lunghissima passeggiata a piedi lungo corso Vittorio Emanuele sotto i portici.
















Portici bellissimi, spaziosi, eleganti,  pavimentati di marmi che fanno ricordare quelli di Bologna. Siamo arrivati fino in piazza san Carlo dove c'è una famosa statua equestre e quindi dinanzi al Palazzo Reale

del quale avevamo prenotato on-line una visita. Siamo entrati e dopo aver salito una sontuosa scala che mi ha ricordato quella dell'Ermitage a San Pietroburgo siamo arrivati al piano aperto alle visite. Abbiamo attraversato una sala dopo l'altra. Le stanze erano rivestite di stoffe, forse di seta, colorate color granada, verde o  azzurro; alcune erano piccole, altre erano delle vere e proprie sale di rappresentanza come la sala del trono, la sala da ballo e la sala da pranzo. Terminata l'affascinante visita,  siamo scesi dabbasso e siamo entrati nella cappella dove era custodita la Sacra Sindone. Lì abbiamo incontrato degli amici dei tempi passati, amici del mare a Gianola, dove abbiamo villeggiato per molti anni quando eravamo più giovani e avevamo i bambini piccoli. Adesso sono loro, i due fratelli Giuseppe e Gerardo Marrocco, ad avere bimbi piccoli al seguito. Ci siamo salutati mandando affettuosi saluti alla mamma, la deliziosa signora Lilia e abbiamo proseguito la nostra passeggiata nella capitale Sabauda. Sì, perché Torino ha proprio il tono, l'importanza, l'ampiezza e l'eleganza di una capitale reale. E anche i torinesi mi sono sembrati notevoli, silenziosi, ben vestiti, eleganti.

Dopo la visita al palazzo abbiamo passeggiato ancora in centro dove tutto era illuminato e brulicante di gente. Ci siamo fermati in un bar molto affollato dove abbiamo gustato un bicerin ("Il Bicerin è una storica bevanda calda e analcolica tipica di Torino, evoluzione della settecentesca "bavarèisa", una bevanda servita in grandi bicchieri tondeggianti, composta da una mescola di caffè, cioccolato e crema di latte dolcificata con sciroppo..." Fonte Wikipedia).

Faceva molto freddo e abbiamo dovuto comprare un ben cappello a falde larghe per proteggerci dall'umidità, cappelli che subito abbiamo indossato.


Quindi ci siamo diretti presso il Norman, un ristorante tipico dove avevamo riservato un tavolo per degustare pietanze torinesi. 

Ci ha servito Gaia, una ragazza molto gentile e simpatica. Abbiamo preso un assortimento di salumi e formaggi torinesi, una quenelle di uovo al tartufo bianco di Alba e un risotto con salsiccia, funghi porcini, crema di formaggio, mantecato al barolo. Non abbiamo preso il dolce per non esagerare, ma la cameriera ci ha offerto dei gianduiotti che abbiamo molto gradito. Quindi siamo tornati alla macchina e siamo rientrati molto soddisfatti in hotel.

sabato 18 gennaio 2020

L'uso dei social

IRisultati immagini per social social hanno praticamente invaso la nostra vita. 
Facebook, Instagram. Linkedin, Twitter, Whatsapp, dai più popolari ai meno usati, la fanno da padrone. 
Ci rubano tempo, ci ossessionano, ci permettono di essere perennemente on line, sul pezzo, in contatto, connessi, collegati e il telefonino, che è lo strumento attraverso il quale più vi accediamo, è diventato una nostra di nostra prolunga, una longa manus, guai a separarcene, un dramma se si scarica e non abbiamo il caricabatterie a portata di mano. 
Io per prima, faccio mea culpa, ne faccio un uso eccessivo, a volte smodato. Il telefonino lo uso continuamente, non solo per telefonare o chattare, cioè messaggiare con familiari e amici, ma anche per fare ricerche su internet alla minima curiosità, al minimo dubbio (e che bello! Prima dovevamo tornare a casa, prendere l'enciclopedia mai aggiornata, cercare, ...), per controllare le mail, per vedere le immagini di chi seguo su Instagram, per gustare le cosiddette storie, per seguire le tendenze su Twitter, per avere gli aggiornamenti sui miei amici di Facebook. 
Spesso mamma, Claudio e i ragazzi (non si rendono conto che fanno esattamente lo stesso se non peggio) me ne fanno una colpa. 
Insomma sui social si potrebbero scrivere libri e trattati. 
Io invece stamattina voglio solo fare una piccola annotazione. Ognuno usa i social come crede, ma noto delle stranezze, delle incongruenze: alcuni se ne quasi vergognano, controllano Facebook dagli accounts dei figli, dei coniugi, dei familiari; altri hanno un account ma con uno pseudonimo (ma perché mi domando, c'è da vergognarsi?, per timidezza?), altri ancora li usano solo per curiosare, osservano tutto, non postano nulla, non fanno commenti, non mettono mi piace; altri ancora, e sono secondo me i peggiori, maliziosi e un bel po' antipatici, postano e stanno lì a contarsi i likes ricevuti,  a notare e a puntare chi non lo mette, gongolano quando ne ricevono parecchi, ma non mettono a loro volta  i likes sotto i posts degli amici neanche sotto tortura.  Come ve lo spiegate?

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...