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sabato 15 febbraio 2020
LETTURE ESTIVE
ESTATE 2018 (RECUERO UN VECCHIO POST RIMASTO IN BOZZA IN ATTESA DI RECENSIONI CHE ORMAI NON ARRIVERANNO PIU'...)
QUEST'ESTATE, SOTTO L'OMBRELLONE HO LETTO MOLTO:
DUE LIBRI DI POESIE DI BEPPE COSTA, POETA CATANESE, DI RECENTE OSPITE A VENAFRO NELLA NOTTE DELLA POESIA, FORTUNATO EVENTO CULTURALE ORGANIZZATO DALL'ASSOCIAZIONE CULTURALE VENAFRANA ETCETERA,
UN LIBRO DI POESIA DELLA SUA GIOVANE COMPAGNA, STEFANIA BATTISTELLA,
DUE LIBRI DI MARCO MALVALDI PER LA SERIE I DELITTI DEL BARLUME, EDITI DA SELLERIO, CIME TEMPESTOSE DI EMILY BRONTE, L'AMICA GENIALE DELLA MISTERIOSA ELENA FERRANTE, NESSUNO SI SALVA DA SOLO DI MARGARET MAZZANTINI, L'EPISTOLARIO DI ANAIS NIN E HENRY MILLER, STORIA DI UNA PASSIONE, GLI INNAMORAMENTI DI MARIAS.
TANTE LETTURE, TANTO DIVERSE TRA LORO.
LE POESIE DI BEPPE COSTA SONO POESIE ANTICONFORMISTE, SENZA SCHEMI DI METRICA E RIMA, IN VERSI SCIOLTI E NON POTREBBE ESSERE DIVERSAMENTE. LA FORMA E' COERENTE COI CONTENUTI. POESIE DI AMORE E DI RIVOLTA DI UN AUTORE MOLTO IMPEGNATO CULTURALMENTE DA ANNI, AMICO DI MOLTI NOMI FAMOSI DELLA POESIA E IN GENERE DELLA CULTURA ITALIANA E NON SOLO.
LA POESIA DI COSTA NON TOCCA SOLO IL CUORE. E' POESIA CHE FA PENSARE, CHE CRITICA, APOSTROFA, ATTACCA, CHE ESPRIME IL MALE DI VIVERE E I MALI DELLA SOCIETA', LA TENEREZZA, LA RABBIA, LA PROFONDA E FATICOSA UMANITA' DELL'AUTORE.
...
venerdì 30 novembre 2018
LE MIE INTERVISTE
L’INTERVISTA di GIUDITTA DI CRISTINZI
BEPPE
COSTA
Beppe
Costa, ovvero Concetto Costa, è
un poeta, scrittore, editore e libraio italiano, anzi siciliano, classe “41, membro del Movimento dal
sottosuolo.
Ha pubblicato il suo
primo volume
di poesie
nel 1970, Una poltrona comoda, caratterizzato, come gli altri che
seguiranno, dai temi dell'amore e dall'anticonformismo. In seguito ha pubblicato due guide turistiche, una a livello locale, Catania,
Guida ai monumenti e l'altra a livello regionale, Sicilia,
Guida ai monumenti. Ha tradotto tre
libri del drammaturgo Fernando Arrabal,
ha conosciuto il poeta Dario Bellezza col
quale ha fatto letture di poesia e presentazioni
in giro per l'Italia, utilizzando ogni luogo disponibile: piazze, bar,
librerie, teatri. Il suo primo grande successo è stato Romanzo
siciliano, testo recensito dalla
stampa italiana, e prima pubblicazione
apparsa e recensita in America
sul World Literature Today. Ha collaborato
con alcuni giornali pubblicando articoli
sul Giornale del Sud e su I Siciliani, giornali diretti da Giuseppe Fava;
ha pubblicato sul Giornale di Sicilia interviste ad Alberto Moravia, Enzo Jannacci,
Léopold Sédar Senghor, Léo Ferré.
Ha partecipato al programma radiofonico di poesia di RadioRai Zenit
& Nadir. Nel 1985 ha
lasciato definitivamente la Sicilia. In
seguito ha pubblicato altre
raccolte di poesie e ricevuto numerosi premi.
Nel 1976 ha fondato la casa editrice Pellicanolibri, promuovendo nella sua attività di editore artisti schivi,
scomodi o emarginati.
D.
Tantissime attività a sfondo letterario le tue, Beppe. In quale ti identifichi
di più?
R. Sono
incastrate le une dentro le altre e, in fondo, si tratta di diffusione della
parola, tramite il libro e quindi, di conseguenza, tramite le librerie, che
stanno soffrendo in particolar modo.
D. Qual
è stata la tua formazione?
R. Ad
otto anni amavo già la musica e strimpellavo qualche strumento. Poi, quasi per
caso, ho letto Federico García Lorca,
scoprendo così la musicalità della lingua spagnola. Naturalmente in quegli anni
a scuola non si studiava l’inglese, ma solo il francese, quindi ho letto,
scoperto e cercato moltissimi autori di
questa lingua, come Reverdy, Prévert,
Rimbaud, Valéry, ecc.
D. A
quanti anni hai cominciato a scrivere poesie?
R. Proprio
ad otto anni, cercando la mia strada!
D. Da
cosa trai ispirazione? E’ sempre stato così? Come è cambiata la tua poesia
negli anni?
R. Da
ciò che mi circonda. Sono nato durante la guerra e dalle guerre mi sento sempre
circondato. Così come dall’amore felice o crudele, dalle ingiustizie, dalla
stupidità umana che vedo e sento attorno a me.
D. Come
concili prosa e poesia, cioè cosa per te significa l’una e cosa l’altra? Ci
sono temi che riesci a trattare meglio in poesia e altri in prosa o non è
questo il distinguo da fare?
R. Due
generi molto diversi, per la narrativa occorre essere totalmente liberi da ogni
impegno o preoccupazione, stilare uno schema e avere tempo, tanto tempo. La
poesia al contrario è un fulmine, uno spaccato rapido. Viene l’idea proprio per
ciò che ti circonda.
D. La
poesia è un mezzo di espressione più immediato? Quella moderna è più libera,
giusto? Non ha più le costruzioni e le costrizioni di una volta. Non c’è più metrica, rima,
regola… O tu le adotti comunque?
R. Cerco
il ritmo fra le parole che completano ogni verso, ciò che mi riesce meglio è
sempre la riga finale che è quasi sempre l’idea dalla quale parto.
D. Ma
anche se la poesia del terzo millennio è destrutturata, bisogna conoscere le
regole della composizione classica, magari per violarle, per non seguirle?
R. Bisogna
averla nel sangue. Le difficoltà non aiutano a scrivere, almeno durante il
dolore. Ma dopo, quando il dolore ti penetra e si concretizza, la poesia arriva.
Non deve
mai essere un diario della propria esistenza, deve entrare nella pancia dei
simili, colpire per rimanere, divenendo proprietà di chi legge. Molta poesia di
oggi non ha senso. Serve forse per sentirsi partecipe di qualcosa che abbia a
che fare con l’arte. Se non si è perseguitati
o sofferenti dentro, sarà difficile
descrivere un sentire universale.
D. Come
si è evoluta la tua arte negli anni? Se dovessi fare un bilancio cosa potresti
raccontarci?
R. La
mia curiosità mi ha portato a cercare ciò che mi appariva avere la mia stessa
solitudine ed è stato così che ho incontrato una serie infinita di persone,
anche famosissime che avevano però nella vita privata infinite storie dolorose.
Le ho spesso riconosciute dalla loro semplicità e umiltà. Senza mai sentirmi
inferiore, neanche a 14 o 15 anni.
D. Tu
sei stato anche romanziere, giornalista,
editore. Dunque si vive di letteratura
in Italia o no?
R. No,
direi di no. Il peggio e il raccomandato avanza. Non
saremmo ridotti così anche se sembra
essere quasi una tradizione: coloro che possiamo definire grandi artisti,
vengono scoperti all’estero, o devono emigrare e, ancora di più, morire. Anche
se i funerali ormai durano pochi minuti, per cui non si tramanda molto. Quanti
sanno oggi chi è Moravia o Gilberto Govi per dire solo di due nomi
celeberrimi?
D.
Esiste un’opera alla quale sei più affezionato, quella del cuore?
R. No, o
almeno non me ne rendo conto.
D.
Scrivi sempre, vero? Per un vero scrittore scrivere è come respirare. Non si
smette mai fino alla fine. A cosa stai lavorando adesso?
R. Non
smetterò neanche dopo la morte. Spero di riuscire in questi ultimi anni ad
avere una scrittura più serena che mi faccia accettare la morte di così tanti
bambini o questa orribile violenza contro le donne, attuata da mariti o
compagni ma, credo, che non mi ci abituerò mai. Perché non spostare tante
milizie che temono l’ISIS a guardia e controllo serrato dei cattivi compagni?
In fondo il terrorismo è molto meno pericoloso di un marito arrabbiato e violento,
no?
D. Hai
vinto tantissimi premi. Qual è
quello più rappresentativo, quello cui sei affezionato di più?
R. Nessuno, credimi. Ho
avuto pudore e comunque sono quasi sempre alla carriera e dati con estrema
delicatezza e senza fronzoli. Da oltre 40 anni non partecipo a nessun premio.
Grazie mille, Beppe, un
uomo e un poeta eccezionale, dal grande animo, e tanti tanti auguri per il prosieguo della
tua attività letteraria tutta dal team GEArtis!
(NdR) Di seguito i premi
vinti da Beppe:
·
Premio Ragusa, libro siciliano dell'anno, 1984
·
Premio Akesineide, 1987
·
Premio Alfonso Gatto, 1990
·
Premio Città di Ascoli, 1992
·
Premio internazionale di poesia "Il Delfino d'Argento",
Nettuno, 1992
·
Premio Joppolo, 1997
·
Premio Ciak per la poesia (Castel S. Angelo, Roma), 2008
·
Premio Iceberg News per parole Teranova Festival (Villa Medici,
Roma), 2008
·
Premio alla carriera a "La Befana del Poliziotto 2009" Teatro Orione
(Roma)
·
Premio
internazionale Città di Ostia: alla Carriera[22], Roma 2012.
·
Premio alla Carriera al Nettuno PhotoFestival[23], Nettuno 2014.
·
Premio Naim Araidi alla carriera, MonigArt Festival, settembre
2017
Giuditta Di
Cristinzi
domenica 18 novembre 2018
ROSSO di BEPPE COSTA
RECENSIONE
A ROSSO, POESIE D’AMORE E DI RIVOLTA di BEPPE COSTA
Si dice che l'uomo prima di parlare abbia
cantato. Che prima di scrivere prosa abbia fatto poesia.
Fuori di immaginazione, il fare della poesia rappresenta non un complesso e contorto canale artistico proprio delle personalità più enigmatiche e al contempo più fascinose, ma al contrario, la saggezza dell'etimo sedimentatosi attraverso i secoli, suggerisce un rapporto molto naturale fra l'uomo e la poesia, che per sua struttura non può essere un’espressione rotta e trasognata, ma deve necessariamente rappresentare una comunicazione efficace.
Fuori di immaginazione, il fare della poesia rappresenta non un complesso e contorto canale artistico proprio delle personalità più enigmatiche e al contempo più fascinose, ma al contrario, la saggezza dell'etimo sedimentatosi attraverso i secoli, suggerisce un rapporto molto naturale fra l'uomo e la poesia, che per sua struttura non può essere un’espressione rotta e trasognata, ma deve necessariamente rappresentare una comunicazione efficace.
La poesia vive oggi come un'arte elitaria e fra i
nostri contemporanei il titolo di 'poeta', tante volte, pare un orpello da
ordine cavalleresco, con il quale si
cerca di darsi un tono.
Dovrebbe essere invece qualcosa di umile ma al contempo è qualcosa di difficile: il crinale fra poesia e
niente artistico è misterioso e davvero evanescente.
Ebbene, LA POESIA DI BEPPE COSTA CHE OGGI ABBIAMO LA FORTUNA E IL PRIVILEGIO DI LEGGERE
E RECENSIRE E’ COSI: EFFICACE, UMILE, VERITIERA, SUBLIME, come egli stesso la
definisce in un componimento dedicato.
Per Beppe la poesia si fa suono, si fa carne,
diviene vita e racconto di un percorso, quando si allea, si batte e combatte la
realtà quotidiana. Si fa ricerca, tumulto, s’imbizzarrisce e placa. E’ il canto
e il controcanto di un’intera lunga esistenza. Per questo la poesia di Costa,
artista fecondo e generoso, è anche copiosa
e abbondante.
Numerose le pubblicazioni poetiche –circa 18- a
partire dalla prima del 1970, numerosi e
prestigiosi i premi collezionati, oltre dieci, dal
nostro autore di cui oggi presentiamo soprattutto Rosso, poesie d’amore e di rivolta, pubblicato per la prima
volta nel 2012 e ristampato di recente da Volo Press Edizioni nella serie Poetry by the
Planet, titolo che avverte del respiro internazionale della collana e degli
autori in essa pubblicati.
Costa infatti gode di ampia stima nel mondo, come
uomo e come poeta, in quanto con la sua vita testimonia e diffonde ogni giorno
la fondamentale umanità dell’arte poetica, con la quale canta in versi sciolti,
in maniera moderna ed efficace che arriva dritta al cuore di chi legge la
poesia stessa, la luna, la terra, il mare, il cielo, la passione fisica, ad
esempio in ROSSO E NERO, l’amore e il mal d’amore, la tenerezza, la rabbia, lo
scorrere inesorabile del tempo.
E ancora, l’alienazione del mondo moderno in cui
sembrano sopravvivere lontani cuore e cervello, sebbene ospiti dello stesso
corpo, i temi sociali come quello della
migrazione, nel componimento RIFUGIO, del consumismo dell’apparenza in
DIFFERENZIATA, il desiderio di potere di alcuni.
Molte le poesie dedicate, testimonianza di legami
umani ed artistici, ad esempio a Dario
Bellezza, a Fabio Barcellandi, ad Alda Merini, Ad Andrea e Tonino Guerra, all’associazione
Libera di Don Ciotti.
Per tutte queste ragioni e per altre ancora che
scoprirete nella lettura suggerisco di acquistare
e leggere il libro di Costa. La poesia oggigiorno vive di questo.
Faccio mie le parole di Caponnetto che firma la
prefazione del volume: ROSSO, POESIE D’AMORE E DI RIVOLTA potrà diventare il
vostro prossimo livre de chevet, da
tenere accanto sul comodino, da leggere per trovare il conforto della
condivisione di pensieri, ansie, sentimenti, smarrimenti che tutti gli uomini provano ma che solo i
grandi poeti sanno esprimere a parole.
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