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lunedì 15 luglio 2024

Qui ora


 I social e i telefonini non ci aiutano di certo ad essere presenti, a stare nel momento, ad essere qui e ora, come raccomandato e raccomandabile. 

Lo percepisco forte adesso, in riva al mare, dopo un tramonto bellissimo e prezioso. Il mare dinanzi a me, immenso, la brezza, i bambini, Monte d'Oro, il profilo più lontano di Gaeta simile a una balena 🐳 spiaggiata, il rumore delle onde, questa rara serenità...

E invece no.

Pensieri, bagno, cruciverba, gelato, sigaretta. E fin qui tutto bene. Non posso stare per ore solo in contemplazione. Ma...

Quel che percepisco come sbagliato è questo continuo prendere tra le mani il cellulare. Messaggi, telefonate, ricerche, Gemini, Facebook, Instagram.

Mi arrabbio con me stessa per questo. Mentre sono qui, in paradiso, in riva al mare, mi faccio distrarre da mille stupide cose che mi portano lontano dal mio qui, ora.

Forse dovrei farmi forza e lasciare il telefono a casa. È divenuto come un mio organo. Ma io, nel 1984, ragazza di 17 anni, come facevo? E nel 1994? 

Ho resistito a lungo e poi ho ceduto alla seduzione del contatto sempre, dell'essere connessi e forse ho sacrificato la connessione con me stessa.

Questo panorama meraviglioso mi induce a riflettere e a cercare di cambiare.

sabato 18 gennaio 2020

L'uso dei social

IRisultati immagini per social social hanno praticamente invaso la nostra vita. 
Facebook, Instagram. Linkedin, Twitter, Whatsapp, dai più popolari ai meno usati, la fanno da padrone. 
Ci rubano tempo, ci ossessionano, ci permettono di essere perennemente on line, sul pezzo, in contatto, connessi, collegati e il telefonino, che è lo strumento attraverso il quale più vi accediamo, è diventato una nostra di nostra prolunga, una longa manus, guai a separarcene, un dramma se si scarica e non abbiamo il caricabatterie a portata di mano. 
Io per prima, faccio mea culpa, ne faccio un uso eccessivo, a volte smodato. Il telefonino lo uso continuamente, non solo per telefonare o chattare, cioè messaggiare con familiari e amici, ma anche per fare ricerche su internet alla minima curiosità, al minimo dubbio (e che bello! Prima dovevamo tornare a casa, prendere l'enciclopedia mai aggiornata, cercare, ...), per controllare le mail, per vedere le immagini di chi seguo su Instagram, per gustare le cosiddette storie, per seguire le tendenze su Twitter, per avere gli aggiornamenti sui miei amici di Facebook. 
Spesso mamma, Claudio e i ragazzi (non si rendono conto che fanno esattamente lo stesso se non peggio) me ne fanno una colpa. 
Insomma sui social si potrebbero scrivere libri e trattati. 
Io invece stamattina voglio solo fare una piccola annotazione. Ognuno usa i social come crede, ma noto delle stranezze, delle incongruenze: alcuni se ne quasi vergognano, controllano Facebook dagli accounts dei figli, dei coniugi, dei familiari; altri hanno un account ma con uno pseudonimo (ma perché mi domando, c'è da vergognarsi?, per timidezza?), altri ancora li usano solo per curiosare, osservano tutto, non postano nulla, non fanno commenti, non mettono mi piace; altri ancora, e sono secondo me i peggiori, maliziosi e un bel po' antipatici, postano e stanno lì a contarsi i likes ricevuti,  a notare e a puntare chi non lo mette, gongolano quando ne ricevono parecchi, ma non mettono a loro volta  i likes sotto i posts degli amici neanche sotto tortura.  Come ve lo spiegate?

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...