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| a passeggio in campagna con Anto e Alfonsino |
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| con gli amici e la famiglia |
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Divenire se stessi è un obbligo per ciascuno ed è necessario per conseguire la felicità.
Ognuno dovrebbe innanzitutto conoscersi e poi cercare di coltivare quelle che sono le proprie intime inclinazioni.
In greco felicità si diceva "eudaumonia" (εὐδαιμονία), nome composto che deriva da eu, bene, e daimon, demone, ovviamente il buon demone, non il 😈.
Se il nostro demone interiore, cioè quello che ci anima, quello che ci alimenta e che ci fa essere noi stessi, quello che ci caratterizza, sta bene noi siamo felici.
Ebbene io, ad esempio, sono felice quando scrivo; a volte mi allontano dal mio demone e mi faccio prendere dalle preoccupazioni della vita quotidiana. Vengo coinvolta, rapita dal vortice degli affetti, delle tante cose da fare, dagli adempimenti materiali, dalla pulizia della casa o da spese, cucina, cura dei figli, attenzione verso i giardini, le proprietà e il lavoro e facilmente entro in un circuito vizioso, credo nevrotico.
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| La limpidezza fa conoscere il vero Sè |
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| L'affetto degli animali |
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| Lo sguardo limpido del mio gatto mi mette in contatto con la mia parte più profonda |
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| Le manifestazioni culturali |
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| Mi ricarico con lo yoga nella natura |
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| Il mare, un grande amore |
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| La natura meravigliosa e accogliente |
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| Possiamo evitarli mettendoci in contatto con noi stessi e assecondandoci |
La mia atmosfera virtuosa invece è quella fatta da una dimensione di calma, di meditazione, di saggezza, di osservazione che è l'humus più fertile per la scrittura e quando scrivo mi realizzo.
Quando sono tranquilla mi sento più ispirata, le idee e le parole vengono fuori l'una dopo l'altra, fluiscono. Riesco a mescolarle, a snocciolarle in maniera sapiente.
Ognuno dovrebbe conoscere bene se stesso e il proprio demone, coltivarlo, alimentarlo, dargli nutrimento, dargli tempo e spazio affinché si esprima al meglio.
Anche oggi voglio parlare di benessere, benessere a 360°, benessere che coinvolge corpo e mente.
Ho aderito da tempo infatti a una visione olistica della vita.
Olistico è un termine che viene dal greco (io adoro spiegare il significato delle parole attraverso l'etimologia e avendo fatto studio classici, mai dimenticati, facendo ricorso alle reminiscenze scolastiche di latino e greco, riesco spesso a comprendere il significato delle parole senza necessariamente consultare il vocabolario) ὅλος che significa «tutto, intero, totale».
Secondo Treccani olismo è la "Tesi secondo cui il tutto è più della somma delle parti di cui è composto. Questo principio generale è stato variamente articolato in diverse discipline...".
Ebbene, concordo. 
la bellezza dei fiori 
l'arte 
una bella casa 
l'amore reciproco dei nostri cuccioli 
l'amore 
cane e gatto: amici 
yoga, vibrazioni e campane tibetane 
le terme 
le terme: BAGNO VIGNONI 
le coccole tra genitori e figli 
il mare, i viaggi, la natura 
limpidezza e benessere 
la dieta
Noi siamo pensiero, ma non solo pensiero, noi siamo il corpo, ma non solo il corpo, noi siamo emozioni, ma non solo emozioni, noi siamo sentimento, ma non solo sentimento e così via e, messi insieme tutti questi elementi, siamo altro.
Queste parole si ripetono in molte delle mie mediazioni preferite e servono a fermare il rimuginio della mente, a guardare i pensieri, a prenderne il giusto distacco.
Dunque per un benessere totale e duraturo nel tempo è importante curare la propria salute, fare periodici controlli clinici e diagnostici, evitare fumo e alcool, passeggiare all'aria aperta, nel verde, adottare una sana dieta mediterranea non eccessivamente calorica, praticare uno sport, avere uno o più hobbies ai quali dedicarsi con regolarità e piacere, leggere, aggiornarsi, fare giochi enigmistici, fare trattamenti estetici e massaggi, accettare le proprie emozioni, anche quelle negative, guardarle e accettarle infatti è il primo passo per superarle, attingere al sé e ai sogni, circondarsi di persone positive, affetti e amici, prendersi cura di un animale che a sua volta si prenderà con affetto cura di noi.
Questi i segreti. E' difficile? Non abbiamo tempo di fare tutto ciò? Non importa, uno9 stile di vita corretto non si adotta in un giorno ma avere uno sguardo sempre benevolo su noi stessi, prenderci cura, volerci bene aiuta ed è il primo passo per il BENESSERE A 360 GRADI
La prima volta l'ho praticata guidata da "Minuccia", una signora dolcissima, tra il Monte di Scauri e il Porticciolo Romano di Gianola.
Con la meditazione camminata non si indulge nella pigrizia, si medita camminando, immersi nella natura, si tonifica la muscolatura e si rigenera il cervello.
Questa meditazione combatte lo stress fisico e mentale e ha molti effetti positivi sulla salute; aumenta la capacità di concentrazione e quella di mettere a fuoco e aiuta a raggiungere gli obbiettivi, migliora il sonno e allevia le contratture muscolari.
Immerge nel QUI E ORA perché ogni passo è la meta, dunque riempie di piacere e soddisfazione.
Camminare è già il fine.
Questa pratica allevia l'ansia di andare sempre oltre.
E' bello praticarla in compagnia e regalarsi un feedback reciproco al termine.
#meditazione #meditazioneguidata #meditazionecamminata #natura #benefici
Ne ho letti di libri complicati e/o lunghi, come ad esempio La Bibbia, Il nome della rosa, Jane Eyre, Orgoglio e pregiudizio, I fratelli Karamazov, tomo di circa mille pagine inframmezzato di nomi russi quasi impossibili da ricordare, ma nessuno mi è sembrato tanto ostico quanto MOBY DICK, il capolavoro di H. Melville scritto a metà dell'Ottocento, in cui l'autore, con esperienza personale di caccia alle balene, narra la storia della disperata caccia del comandante mutilato Achab al grande e aggressivo cetaceo bianco, quale gesto riparatore e di vendetta, per esserne stato mutilato di una gamba anni prima.
La narrazione è lunga (pag. 641 in un'edizione CLASSICI di Feltrinelli a cura di Alessandro Ceni) e ostica, ma a tratti anche passionale e appasionante.
Moby Dick è un capolavoro americano, espressione della American Renaissance (Wikipedia), un dramatic romance, una romantic novel (A. Ceni), un romanzo che pare un trattato sulle balene e sulla caccia oceanica
ai grandi cetatei. E' un poema moderno che narra il conflitto tra l'uomo e la natura, un conflitto cui assistiamo anche noi, ogni giorno in altre forme, una guerra che ha sempre lo stesso canovaccio e lo stesso epilogo: l'uomo che aggredisce la natura per sfruttarla, per servirsene, la natura che si offre prodiga e che, superato un certo limite, si ribella, azzanna e vince, facendo vittime, seminando dolore, ristabilendo l'equilibrio originario.
Il libro consta di premessa ed epilogo, di etimologia e di circa 50 pagine di note in quanto è pieno di termini tecnici ignoti ai più. Nei 130 e oltre capitoli che lo compongono, Melville
enumera le fonti, introduce, presenta il narratore ISMAELE,
descrive il pittoresco ramponiere Queequeg,
la baleniera Pequod,
tutto il colorito equipaggio
e il terribile capitano
che definisce più volte folle e monomaniaco. Ma allunga anche terribilmente il brodo dedicando interi brani al Ramadan, alla rotta, alla cetologia, alla mensa, al colombiere, al cassero, alla bianchezza della balena, al pagliaro, allo scalcamento e così via.
In tutto questo lungo e aspro narrare ci sono pagine mirabili e il protagonista e sempre l'uomo e i suoi conflitti, tensioni così forti da consumare una vita intera in un soffio.
Di recente sull'argomento balene, ho letto un bell'articolo di Marco Belpoliti, su Repubblica, che teorizza che anche il mostro ha bisogno di carezze. Riporto quasi pedissequamente.
"Le balene sono animali ancestrali, risalgono a 35 milioni di anni fa e conservano nei loro aspetto qualcosa dei loro antenati che navigavano nell'antico oceano di Tetide. 15 milioni di anni prima le balene sono tra i cetacei più diffusi negli oceani, noti per le loro migrazioni. E per vivere in acque calde e poco profonde adesso sembra si facciano toccare dagli umani. Un vero miracolo se si considera che dal '700 in poi, per circa due secoli, sono stati oggetto di una caccia spietata. Ucciderlo è stato un delitto dal momento che questi mammiferi marini possiedono una rara intelligenza, una memoria, molto sviluppata e probabilmente un linguaggio con dialetti e sotto lingue. Ma furono uccise a migliaia, forse un milione squartato dalle navi di tutto il mondo per ritrovare il prezioso olio con cui si alimentavano le lampade per l'illuminazione pubblica e privata dei secoli trascorsi".
Tra quelle navi c'era anche il Pequod capitanato dal terribile ACHAB!
(Moby Dick o La balena (Moby-Dick; or, The Whale) è un romanzo del 1851 scritto da Herman Melville. È considerato un capolavoro della letteratura americana della cosiddetta American Renaissance.Fonte Wikipedia).
Insomma, lo consiglio, ma solo a lettori coraggiosi, perchè la caccia alla balena e molto rischiosa!
La storia è quella della nave condannata ad essere affondata da una balena gigante: il viaggio della baleniera Pequod, comandata dal capitano Achab, a caccia di balene e capodogli, e in particolare dell'enorme balena bianca (in realtà un capodoglio) che dà il titolo al romanzo, verso la quale Achab nutre una smisurata sete di vendetta.Moby Dick o La balena (Moby-Dick; or, The Whale) è un romanzo del 1851 scritto da Herman Melville. È considerato un capolavoro della letteratura americana della cosiddetta American Renaissance.
La storia è quella della nave condannata ad essere affondata da una balena gigante: il viaggio della baleniera Pequod, comandata dal capitano Achab, a caccia di balene e capodogli, e in particolare dell'enorme balena bianca (in realtà un capodoglio) che dà il titolo al romanzo, verso la quale Achab nutre una smisurata sete di vendetta.Moby Dick o La balena (Moby-Dick; or, The Whale) è un romanzo del 1851 scritto da Herman Melville. È considerato un capolavoro della letteratura americana della cosiddetta American Renaissance.
La storia è quella della nave condannata ad essere affondata da una balena gigante: il viaggio della baleniera Pequod, comandata dal capitano Achab, a caccia di balene e capodogli, e in particolare dell'enorme balena bianca (in realtà un capodoglio) che dà il titolo al romanzo, verso la quale Achab nutre una smisurata sete di vendetta.m,Messaggio 3 di 93Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi. Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...