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martedì 2 novembre 2021

IL VITELLO GRASSO


Luca
nel suo Vangelo fa raccontare a Gesù la parabola del figliuol prodigo e del vitello grasso. La storia è arcinota e suggerisce similitudini. 

I miei figli non son prodighi nel senso della storiella bibblica, ma il loro atteso ritorno dall'università per questo week end di festa, tutti e tre insieme, per la prima volta, anche il piccolo di casa, ha ispirato in me la voglia di banchettare in loro onore. 

Avrei voluto fare chissà cosa e ho trascorso tre giorni in cucina ma al contrario dalle altre volte mi sembra che nulla mi sia riuscito bene, comunque è stata una gioia riaverli in casa, tutti e tre a tavola, tutti a salire e scendere le scale e a far confusione, chiasso e disordine. 

Per venerdì sera ho preparato loro risotto al salto con zucca e quattro formaggi


e mega cotolette con panatura di tarallo venafrano con contorno di patatine con la buccia, fritte e al forno. 

Per il pranzo del sabato ho voluto riprodurre delle specialità mangiate a Fiuggi durante uno degli ultimi week end alle terme con Claudio: tagliatelle di castagne con pancetta, porcini e frutta secca e arista di maiale porchettata al forno

Sapori nuovi, specie quello delle tagliatelle, che ho preparato con farina di grano, farina di castagne e uova fresche e ho steso con la vecchia macchinetta della pasta di mamma. 




Fiuggi Casa del Lago 

Per il secondo ho ordinato un'arista, ho aromatizzato la carne e l'ho avvolta in fette di prosciutto cotto e cotenna, ho legato e ho cotto in forno per quasi due ore con un'emulsione di acqua, olio, farina e brodo granulare. 






Domenica ho voluto cambiare sapore e ho preparato una calamarata Molisana e un'insalata di polpo con rucola, olive verdi, finocchio, anacardi, sale, olio e limone. 

Ho completato con una crostatina alla frutta hand made con quello che avevo in casa.


Infine, ieri, giorno di festa, ho avuto ospiti le nonne e gli zii e ho servito per antipasto delle polpettine fritte, su un letto di crema di bufala aromatizzata al lime, pasta al gratin in bianco e carne con le cipolle rosse alla maniera di mamma. 
Mix di dolci e tanta allegria, ma oggi, purtroppo, tutti via. I miei tesori sono tornati all'università. 

giovedì 11 giugno 2020

ROMA

Ho intitolato questo post Roma,  ma in realtà ho scritto del mio viaggio di oggi a Roma ed oltre. 








Questa mattina sono partita per la capitale in auto per riaccompagnare Alessandro all'università.
Abbiamo chiacchierato tanto; lui mi ha chiesto di quando io frequentavo la facoltà di giurisprudenza, come lui adesso,  ma alla Sapienza. 
Ai miei tempi non si usciva un granché, non si faceva vita mondana, o perlomeno non ne facevo io.
Alessandro si è stupito del fatto che io, benchè conosca Roma, non andassi in giro per la città eterna ai miei tempi, che non andassi a visitare mostre, musei e monumenti -che pure mi piacciono-. 
Però davvero è così; vivevo in casa con Loredana, Rita Alfano, Caterina (che è mancata) e Fabrizia. Passavamo la gran parte della giornata a studiare. Pochi erano i diversivi.
Oggi abbiamo pranzato insieme al Liolà a Pontecorvo,
una sorta di Autogrill, ma fuori dall'autostrada  (è un ristorante-bar-hotel-tavola calda pulito e ben avviato e gestito, in cui si mangia bene) dove  pranzo sempre con i colleghi GGOOTT quando andiamo a Roma in Corte di Appello o in Cassazione per i corsi di aggiornamento per magistrati. Lì ho ricordato il collega Alessandro Di Nardo che purtroppo non c'è più.
Dopo aver accompagnato Alessandro a casa e aver fatto un po' di pulizie (come ogni mamma farebbe), mi sono riavviata verso Venafro.

Io ho scelto come sottofondo musicale via Bluetooth le note di Burt Bacharach. E qui entra in gioco la seconda parte del post, quella della nostalgia, anzi della suadade, come mi piace chiamarla in questo periodo, con un vocabolo portoghese che rende molto l'idea.
Ho revocato momenti lontanissimi nel tempo, quasi 40 anni, precisamente una vacanza del 1981, in cui Iva ed io eravamo andate al mare in Puglia, a Vieste
Gianna e Umberto vennero a trovarci e andammo a fare una gita alla Foresta Umbra
Gianna aveva preparato una cassetta registrata con tutte canzoni di Burt Bacharach, che io senti in quell'occasione, per la prima volta;  bellissimo suadente ricordo. Il sottofondo musicale del viaggio fu RAINDROPS KEEP FALLIN' ON MY HEAD. 
Gianna, mia cognata, moglie di Umberto, è stata come una sorella maggiore per me; ha solo qualche anno in più, ma è stata la mia confidente, la mia guida, la mia consigliera in periodi difficili.
Lei ha sempre avuto la passione della pittura. Ricordo che quando andavo a casa sua, mi faceva accedere a un pianerottolo in cima alle scale dove aveva una sorta di piccolo laboratorio con le sue tele, con i suoi cartoncini fissati su un cavalletto, la tavolozza dei colori, le sue tempere, i suoi pennelli. 
Gianna amava dipingere figure nere su sfondi colorati. Rammento  un poster che campeggiava in camera di Umberto: tutte nuvole colorate in tinte tenui, rosa, albicocca, giallo, arancio, su cui si stagliavano stilizzate in nero spighe di grano, oppure ancora un profilo di donna nuda, accoccolata, sempre dipinta in nero sullo sfondo di un cielo blu scuro. Usava anche colorare con vernici speciali, ad hoc, delle bottiglie di vetro nelle quali metteva bigliettini per Umberto; oppure dipingeva abiti con apposito colore per stoffe. 
Gianna ha sempre avuto un gusto eccellente, nell'abbigliamento, nella pittura, nell'arredamento (che è il suo mestiere), nell'apparecchiare tavole importanti, nella scelta dei fiori. Era maestra nel sistemare il desco secondo il galateo e, appunto, nel creare composizioni di fiori variopinti per rallegrare la mensa. 
Ricordo la prima volta in cui l'ho incontrata come fidanzata di Umberto, lei forse aveva 16-17  anni e aveva un abito celeste, di seta, scivolato, con una cintura dorata metallica, a forma di serpente (la testa del serpente stringeva un lembo della catena; chissà se la custodisce ancora!?), ai piedi aveva uno stupendo paio di sandali molto alti, col cinturino alla caviglia,  di vernice celeste, di Gucci.
Cose, particolari che colpiscono una ragazzina, cose che non si dimenticano.

Nel frattempo, avvicinandomi a  casa, in autostrada, ho cominciato a pensare alla cena per gli altri tesori che sono rimasti a Venafro. Non ho molto tempo, ho pensato, "credo che mi fermerò in uno dei caseifici che si trovano lungo la strada per comprare prosciutto e mozzarella e un po' di pane; il contorno è già pronto. Ma vorrei comunque gratificare i ragazzi e Pietro che oggi ha fatto e superato un esame difficile, delle frittelle".
Ieri ho comprato i primi fiori di zucca, vorrei farcirli con ripieno di ricotta e acciughe, due sapori che stanno bene insieme, neutro e avvolgente l'uno, salato e pungente l'altro, avvolgerli nella pastella  fatta con birra fredda e friggerli nell'olio bollente. Già immagino il profumo e la fragranza. E a qualsiasi ora correrò a casa da mamma a portargliene un paio perché li assaggi.
Lei le ha sempre preparate per tutti noi.
Ma penso anche che vorrei avere modo di andare allo studio e scrivere un po', cosa che se non faccio, mi manca terribilmente. Poi vorrei finire di lavorare alla consolle sulla quale mi sono applicata stamattina prima di partire con un'udienza "a distanza" scritta. 
Insomma il tempo non mi basta mai!

giovedì 28 maggio 2020

CORONA A TAVOLA

La paura della COVID 19 ha stravolto le nostre abitudini. Chiusi in casa per almeno 2 mesi abbiamo riscoperto la cucina e le gioie della tavola. Adesso è arrivato il momento di cominciare a uscire, di fare un po' di sport e di mangiare leggero. Io al lavoro, in tribunale, faccio così,
solo un'insalatona con tonno piastrato e dell'acqua. Stasera yoga con Raffaella Lila Lila Yoga in diretta Facebook e tanta voglia di ricominciare una vita "normale". 

domenica 23 febbraio 2020

FESTA DI COMPLEANNO

Oggi, con tutta la famiglia, abbiamo festeggiato il 17° compleanno del mio Claudietto, piccolo grande amore.
Per "commemorare" insieme ho ripescato gli album delle vecchie foto da sfogliare insieme.
Eccolo  all'asilo con quasi TUTTI GLI ATTUALI COMPAGN DI LICEO, CHE FORTUNA!
E CON LE OTTIME MAESTRE ANNA E LORENA

E QUI DOLCISSIMO CON MARISTELLA 
Abbiamo fatto un bel pranzetto con le due nonne, zia Iva, Piero e Alina, una brava badante ucraina che si prende cura di mamma (un giorno scriverò del "mondo delle badanti" che ho avuto modo negli anni di conoscere da vicino).
Niente antipasti, troppe saporite e pesanti le pietanze. In primis una zuppa alla santè fatta a mestiere da nonna Flora, con brodo di gallina, scarola, polpettine, pezzetti di uovo sodo e parmigiano. 
Poi, sulla tavola apparecchiata per l'occasione e colorata di azzurro (Claudietto tifa Napoli), 


hanno sfilato i vari piatti: ziti spezzati conditi con la genovese (che in extremis, per preparare la tavola, ho rischiato di far bruciare), girello e piselli, sherry trifle in barattolini e torta di compleanno. 
Per spegnere le 17 candeline si sono aggiunti a noi Angelo, Gabriella, la vivace Florinda con Valerio, la bella Arianna con Marco.

Abbiamo trascorso una bella giornata in famiglia. E da domani si ricomincia con la routine.


sabato 1 febbraio 2020

LE MIE TAVOLE


Tavola in giardino, tovaglia e piatti decorati con uva, petali di rose sparsi sulla tovaglia

(Corso giuridico per magistrati nelle Marche)
Ospite a Urbino in un palazzo d'epoca
Quando ho ospiti a pranzo e ho tempo e fantasia, mi piace preparare una bella tavola. Trovo che faccia parte dei doveri di accoglienza insieme a buone pietanze e giovialità. 
Ho appreso molto da mia cognata Gianna (Gianna Maria Scarabeo, architetto e moglie di mio fratello Umberto che ha un grande buon gusto), come si dispongono piatti e posate, come si sistemano bicchieri e tovaglioli e come si abbellisce una tavola con i fiori che non debbono essere nessariamente costosi o di fioraio. I conservo nel mio scanticato le ciotole con la spugna dei fiori che mi regalano, imbevo di acqua, esco in giardino e colgo quel che trovo cercando di sistemare tutto con armonia. Se gli ospiti sono di particolare riguardo faccio preparare una ciotola d'argento con bei fiori da REMO (Pompeo, Il fiorista, Via Campania, Venafro).

Ricco antipasto preparato da Iva e Bruno per festeggiare l'onomastico di mamma 2018 Roccaravindola

Pranzo natalizio Tovaglia bianca con inserti all'uncinetto realizzati da me da ragazza applicati da mamma a punto PARIGI
Attorno a una bella tavola tutto è più buono!

Tavola rotonda per Elisabetta e Maria Iorio
con tovaglia in lino bianco, rotonda, ricamata da mamma,
mani di fata, con smerlo e punto gigliuccio.

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...