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domenica 24 settembre 2023

Sì, viaggiare ...

 È quasi tutto pronto, ne manca solo uno.

Stiamo per organizzare un grande viaggio di famiglia e io non vedo l'ora.

Amo lasciare la quotidianità, amo l'avventura, amo conoscere cose nuove.

Il viaggio è uno stato dell'anima, è un altrove, è crescita e arricchimento, è vacanza dalle solite cose.

È cambio di marcia, sospensione, fuga, balsamo, riposo.

Che sia lungo, che sia breve, sia benedetto.


venerdì 26 novembre 2021

Bell'Italia




Umbria, Toscana, Emilia,...

Che bello andare in giro, su e giù per lo stivale, per diletto, per lavoro, per motivi di salute o di famiglia!

L'Italia offre il panorama più vasto e vario che ci sia: mare e monti, colline e città, paesini e boschi, laghi e parchi, strade e ruscelli, isole e vulcani.

Ed bello viaggiare in auto, in treno, in aereo e in nave, in ogni modo, perché la vita è altrove, un altrove che va cercato e raggiunto.

Di recente sono stata in auto  in Umbria dove ho visitato Orvieto

Duomo di Orvieto 

Duomo di Orvieto

e il suo famoso Duomo (pare sia stato costruito in maniera così sontuosa perchè destinato ad ospitare il famoso miracolo di Bolsena);












 

poi in Toscana, una regione che amo molto, dove ho rivisto Siena, piazza del Campo, il Duomo,
Duomo di Siena 

il Battistero 





















e il famoso quadrato magico, un palindromo perfetto scolpito nel marmo che si studia a scuola.



Lasciato il capoluogo ho percorso le vie del Chianti e l'Eroica, che Claudio vuole tornare in moto o in bici, ho scoperto il castello di Brolio e i segreti del barone Bettino Ricasoli, enologo geniale, ho conosciuto Gaiole e Radda e rivisto Castellina,





visitata più di venti anni fa con Monica  (di casa lì), Gaetano, Giovanni, Rosy, Claudio, Roberta e Franco Valente,  che magistralmente ci fece da guida.  Ho assaggiato squisitezze, la Toscana ne è patria. 















Ho cercato ricordi più antichi sul lago Trasimeno

Una quisita fonduta di formaggi al tartufo presso il ristoro del Buongustaio a Castiglione




dove con zio Peppino e mamma mangiai pesce 🎏 di lago all'Isola Maggiore.









Rientrata a casa, neanche il tempo di disfare i bagagli, sono ripartita in treno alla volta dell'Emilia e di Bologna.












Ho viaggiato con una Freccia Rossa che è una vera figata: veloce, comoda, funzionale, con tanti servizi di ristoro e di intrattenimento Wi-Fi  come film, musica, corsi, giornali.













Arrivata a destinazione per prima cosa sono corsa ad abbracciare mio figlio Claudio.

E poi l'ho coccolato tutto il tempo come ho potuto. 


Diana



Diana



Gli sono andata incontro verso l'università, poi mi sono letteralmente abbandonata alle dolcezze di una città che merita tutti i suoi nomignoli: la dotta, la grassa,  la rossa.

L'ho trovata rossa nelle manifestazioni in piazza Nettuno, grassa grassissima nei ristoranti Diana, Donatello e Buca di san Petronio, nelle vetrine dei negozi gourmet, nei mercati alimentari(il mercato delle erbe), dotta tra gli studenti, all'ateneo, nell'Archiginnasio,



al teatro comunale.

Bella, singolare, unica, antica  nei monumenti  e nell'impostazione architettonica, moderna tra la gente, multietnica, disinvolta, anticonvenzionale, allegra, produttiva.

Bologna è una città che corre, viva, veloce, attiva, indifferente, colorata.

I portici, che riparano dal caldo afoso e piatto d'estate e dal freddo umido e pungente d'inverno, ne sono l'anima coi loro pavimenti consumati e vari, i tanti clochard che vi si acconciano giacigli in modo quasi leggiadro, con tanto di abbellimenti e personalizzazioni, la gente che cammina frettolosa e chiusa nel suo mondo, con il telefonino alla mano e gli auricolari alle orecchie, vicina eppure lontana, gente moderna. 

Bologna è la bontà nel piatto con cibi della tradizione, piatti etnici, locali d'ogni genere, ma è soprattutto tortellini in brodo,










passatelli, tagliatelle al ragù, lasagne, guance, mortadella, zuppa inglese. 
Bologna è ancora la tradizione culianaria emiliana e l'innovazione, è monumenti arcinoti, segreti,...

Bologna è un tassello meraviglioso  in un mosaico eccezionale che si chiama Italia. 

E domani, beh, domani si riparte, e ancora, e ancora.


martedì 4 agosto 2020

SI, VIAGGIARE...

A BOLOGNA

Sono tanti i motivi che inducono a viaggiare: si può per diletto, per conoscere e visitare, per salute, per raggiungere persone care, per lavoro,...

Giorni fa Pietro ed io, per uno di questi motivi, siamo andati a Bologna in treno


sfidando il caldo africano. 
Stazione di Venafro, varia umanità
Siamo partiti da Venafro alle dieci e arrivati a Roma in perfetto orario con un regionale da Campobasso. Dopo una sosta in un ristoro, da Termini abbiamo preso Italo, un treno veloce (a caro prezzo), per Bologna appunto (i treni in Italia funzionano). 
A bordo, rigide le misure di sicurezza, mascherine obbligatorie e poltrone occupate a posti alterni. Giunti a destinazione,  abbiamo camminato a lungo fino in centro, meta del nostro viaggio. 
Bologna è  sempre bella, ma in una giornata rovente in cui si sono stati sfiorati i 40 gradi, non è stato  il massimo, considerata la sua posizione geografica; l'asfalto era bollente e il sole coceva sulle gambe quando i raggi riuscivano a filtrare tra i famosi portici.
Dunque altra sosta, altro piccolo rinfresco e poi via, di nuovo su  viale Indipendenza, abbiamo attraversato la Dotta, sede dell'Alma Mater Studiorum, la più antica Università d'Europa (Prima università d’Occidente, fin dal 1088 l’Università di Bologna richiama studenti da tutta Europa.  Dai tempi degli illustri studenti Dante, Petrarca e Boccaccio, l’Università di Bologna ha affermato nei secoli il suo ruolo di fucina del sapere e i circa  80.000 che oggi accoglie, la mantengono viva culturalmente e socialmente. Fonte www.dantealighieribologna.it),  la Grassa o la Ghiotta, la Rossa, la Turrita, fino a giungere Galleria del Leone. 
Dietro questi nomignoli (di cui godono anche le altre città italiane, Venezia è la Serenissima, Roma la città eterna, Firenze la Bella) si  nascondono altrettante verità. 
Bologna è  detta grassa perchè la sua cucina è ricca, saporita, opulenta con i tortellini, i bolliti, i passatelli, le lasagne, il ragù e molto altro ancora; è rossa per i mattoni che rifiniscono le case ma anche per il colore politico delle amministrazioni che vi si avvicendano da anni; è Turrita, per via delle due Torri che adornano la Piazza di Porta Ravegnana, la Torre Garisenda e la Torre degli Asinelli.Le più belle immagini di Bologna, la città che amiamo al volo ...Insomma una città importante che rappresenta il vario ingegno italiano. Trova il tuo Centro Amplifon a Bologna | Amplifon
In pochi minuti, missione compiuta, il mio Pietro ed io abbiamo programmato un veloce rientro. Un giro turistico in piazza Grande e lungo i canali lo faremo un'altra volta perchè viaggiare è troppo bello.
Appena il tempo di una foto!


Pietro è il mio primogenito, il figlio che mi assomiglia di più, che è diventato un uomo, che ha trascorso il tempo del viaggio  a parlare con me e a guardare il telefonino,  a dirmi di podcast, di hip hop, di  contestazione, di satira politica attraverso la musica e di mille altri argomenti  che una donna di 53 anni ignorerebbe se non avesse un figlio di quasi 22 che queste cose gliele dice secondo il suo  punto di vista.



Tra chiacchiere e letture siamo rientrati a Venafro in tempo per fare una capatina alla serata organizzata da Brunelio, bar la Bussola, a base di paella, birra e musica spagnoleggiante. 


Chi si ferma è perduto!!!

Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...