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martedì 24 marzo 2020

UNA STANZA TUTTA PER ME

Virginia Woolf nel 1929 rivendicava UNA STANZA TUTTA PER SE', A room of one's own
E oggi lo faccio anch'io, lo grido con tutte le mie forze. 
Ho una casa grande grazie a Dio, con un fazzoletto di terra attorno e tanti balconi pieni di sole, se c'è. Ma comunque questo spazio mi sta stretto, molto stetto per via dei miei cari coinquilini. 
QUANTO ROMPEVANOO DI PIU'? ALLORA O ORA?
DICHIARO UFFICIALMENTE APERTO IL TELEVOTO
Bravini, sì, per carità, ma che rompiballe!
Claudio, da quando è iniziata la reclusione da COVID, mi porta tutte le mattine la colazione a letto, perchè sa che mi piace molto e lo ringrazio. Thè, quattro fette biscottate, marmellata, un caffè macchiato.
SERVIZIO IN CAMERA
Poi ascolta le notizie, si prepara e se ne va allo studio. Rientra alle 12, fa palestra, mangia, fa il suo riposino, torna allo studio, rientra, cena, guarda la tv e va a dormire. Se serve qualcosa di urgente, posso "disturbarlo" e va a fare la spesa. Pietro si alza, si prepara e va allo studio a seguire le lezioni o a studiare. 
Ale più o meno lo stesso. Claudietto ciondola per casa tutto il giorno, annoiato. Segue le lezioni on line e studiacchia qualcosa. Per il resto gioca col telefonino, mangiucchia e guarda la tv. Il gatto dorme da mattino a sera e da sera a mattina. 
E' NATO STANCO E VIVE PER RIPOSARE
Io ho la responsabilità della casa sulle spalle, di pulizie, bucato, spesa, cucina, mamma, ...
La collaboratrice domestica si è ritirata in buon ordine, e non posso darle torto, quindi mi tocca. Da stamattina ho spazzato ovunque, lavato a terra da qualche parte, spolverato le scale, rifatto la mia camera e il mio bagno, annaffiato le piante, fatto e steso una lavatrice di panni colorati, messo a fare il lesso per il brodo di oggi a pranzo, il pesce per stasera, un po' di broccoletti e il ripieno per una torta rustica che finirò di preparare nel pomeriggio, con besciamella e carne "salsicciata".


Ho chiamato la tecnica pc del tribunale per scaricare delle applicazioni e lavorare da remoto, insomma, che scatole! Neanche un minuto per me.

In tutto questo Claudio Maria  ha avuto bisogno del mio computer e del mio caricabatterie del telefono. Queste due cose, unite a tutto il lavoro, mi hanno dato proprio ai nervi. 
Avrei voluto leggere e scrivere un po' e non ho potuto farlo.
Frustrante, in una situazione di per sè claustrofobica. 

Conclusione, come la grande Virginia, voglio fuggire, o voglio almento UNA STANZA TUTTA PER ME!

sabato 22 febbraio 2020

RIFLESSIONI PERSONALI

Immagino che qualcuno dica "che palle questa, scrive scrive scrive, posta posta posta, condivide e condivide, ma che vuole!?"
Non voglio niente  e non vorrei dare fastidio a nessuno. Scrivo scrivo scrivo perchè l'ho sempre fatto. Sempre. In forma privata, tenendo un diario quotidiano e scrivendo lettere praticamente a tutte le persone importanti della mia vita; scrivendo poesie, racconti, aforismi, pensieri ed altro.
E continuo a scrivere adesso nella forma più attuale e moderna, ma il senso è lo stesso.
Da anni ho un blog, questo blog dal 2013 e prima ancora un altro, TIRA E ... molla.
Solo che adesso condivido, perchè ho vinto ritrosia e pudore. Tutto qua. Spero di non annoiare nessuno, di non dar fastidio. Io continuerò a farlo come e quanto e quando mi va. Chi vuol leggere legge e chi no no.

Altro pensiero. Mi hanno riferito che sto sulle scatole a qualcuno perchè sembrerei snob.
Non si può essere simpatici a tutti. Bisogna avere delle affinità ed è impossibile essere ...ecumenici.
Quanto allo snobbismo, se si intende in senso etimologico, in latino sine nobilitate, senz'altro lo sono, nessuna nobiltà.
Nell'accezione comune invece, nulla di più falso. Sono popolana e popolare, squisitamente paesana e venafrana. Frequento tutti, parlo con tutti, faccio di tutto, tutto quello che capita di fare a una donna nelle mie condizioni, alla mia età, con  professione, casa e figli.
Cucino, pulisco, faccio giardinaggio, faccio continuamente la spesa, esco, guido, mi vesto bene, mi vesto male, secondo le occasioni, vado allo studio, lavoro, vado in tribunale, viaggio, frequento amici, mi prendo cura di mamma, leggo, scrivo, guardo la tv, sto bene, sto male, ho dei problemi di salute, vado dal medico, faccio yoga, quando riesco vado in palestra, ...
Quindi eccomi qua, per iscritto, nero su bianco, tutta me stessa, in maniera autentica e appassionata.
IO AL MIO PRIMO PREMIO LETTERARIO 2013

IO DONNA DELLE PULIZIE a ROMA 2019

IO che GIOCO  2019

IO IN MASCHERA CON GLI AMICI DI SEMPRE E CLAUDIO a VENEZIA 2015

IO E LE MIE INTERVISTE LETTERARIE: MARIANO SABATINI

IO E MAMMA 2018

IO E LE AMICHE, IN VACANZA (CON ANNA RITA)

IO CON LA MIA MERAVIGLIOSA , ESEMPLARE FAMIGLIA D'ORIGINE IL 6 LUGLIO 1996

IO SCIURA IN GRIFFE

IO E I MIEI ANIMALI (DAISY ESKERE) NOVEMBRE 2017

IO GIOVANE E GLAM IN CROCIERA 1997

IO E I FIGLI

venerdì 21 febbraio 2020

In famiglia bis

Insomma, ancora oggi e credo per sempre, la famiglia è una delle cose più belle al mondo.
L'essere umano vive una condizione così sospesa, inspiegabile, per certi versi assurda, che si ha bisogno di vincere la solitudine o isolamento che sia.
Ci si prova in tutti i modi, con tutti i movimenti integrativi e inclusivi possibili, la scuola, la comunità nazionale, la politica, l'amicizia, l'amore di coppia e, appunto, la famiglia che tra tutte è la forma integrativa più calda, più affettuosa, più stretta e disinteressata, più diffusa, più rassicurante, più duratura che ci sia.

Ma bando alle ciance, tra un post e l'altro mi sono persa nella filosofia (l'adoro e avrei voluto studiarla all'università).

Siamo tutti riuniti, dicevo, per  festeggiare Claudietto e abbiamo cominciato subito.
Questa sera ho invitato a cena anche zia Iva e ho preparato una quiche brisè con carne macinata trifolata, besciamella, uova e formaggio, una fondue bourguignonne con salsine varie e sott'aceti e una fonduta di formaggi.
Per domani a pranzo spero di riuscire a fare peperoni ripieni e melanzane a barchetta al forno.
Per il pranzo di domenica ricco menù e ospiti: nonna  farà la zuppa alla santè, io preparerò un bel girello alla genovese con cui condirò gli ziti spezzati, dei pisellini, un'insalatina rinfrescante di finocchi e i dolci, cioè barattolini di sherry trifle, waffles (di recente assaggiati a Bruxelles) con cioccolato fuso e frutta e torta di  compleanno (magari quella la prendo da D'Ausilio).

Appena sposata non amavo cucinare e anche in seguito ho cucinato "a lune alterne". Adesso mi piace, mi va, mi rilassa. E poi ho capito che è un modo semplice ma efficace per dimostrare il proprio amore ai familiari, è un maniera diretta e immediata per "prendersi cura", quotidianamente. 


giovedì 23 gennaio 2020

CLIENTI

Risultati immagini per DROGATA DI SPALLEIeri mattina ero allo studio a lavorare, quando una mia collaboratrice è entrata e mi ha detto che c'era una signora che cercava un avvocato, se volevo riceverla o se doveva rinviarla al pomeriggio a Claudio (non amo ricevere clienti, non amo perdere tempo quando sto facendo un'altra cosa, faccio pochissimo ormai la libera professione, il mio impegno lavorativo prevalente è quello di GOT, ...).
Mi compenetro però nelle esigenze di una persona che  si scomoda da casa sua per andare in uno studio legale e dico di far passare.
Entra una giovane donna, praticamente una ragazza con un cappello nero che le incorniciava il viso e una bambina, sua figlia, con le treccine e il visetto sveglio.
- Prego.
- Volevo chiedere una cosa. Si esprimeva a stento.
- Mi hanno chiamato i Servizi Sociali perché, quando è nata la bambina è risultata positiva, ... io facevo uso...
- Di sostanze?, chiedo io, colpita dal fatto che la signora parlasse apertamente di queste cose davanti alla figlia.
- Mi stanno facendo fare colloqui e visite psichiatriche... io non voglio... ho paura...
- Che te la tolgano, faccio io passando al "tu". (Non so perché ogni volta che abbiamo a che fare con gli indifesi, i deboli, gli "sfigati", gli extracomunitari, abbandoniamo il "lei" e diamo del "tu").
Abbiamo continuato a conversare, ho dato i miei pareri, i miei consigli. Ho offerto le caramelle che ho sempre in una ciotolina d'argento nello studio alla bambina, che le ha prese e scartate quasi tutte, senza che la mamma le dicesse "Non si fa", ho appurato che la bimba aveva l'età per frequentare la prima elementare ma che non andava a scuola e, mentre parlavo, continuavo a guardare come incantata quella ragazza dalla voce tremolante, dalle mani magre, dal viso bellissimo.
Mi rattristavo a pensare  come una donna così giovane e bella avesse potuto rovinare la sua vita.
Mi ha chiesto ancora cosa potesse fare per avere gli alimenti dal papà della bimba.
- L'ha riconosciuta?
- Sì.
- Lui cosa fa? Non state più insieme?
- No, siamo stati insieme circa 18 anni. E' in carcere.
"Figlia mia e che puoi fare?", ho pensato io. "Mamma drogata, in passato e forse ancora, chissà, di certo non lo direbbe a me, padre in galera, povera bimba."
Alla fine della conversazione sono andate via con l'intento di ritornare e di portarmi documenti.
La ragazza mi ha  salutato a stento, forse delusa, forse confusa, senza dire neanche "Quant'è?" (ovviamente non importa perché comunque avrei detto "Nulla").
E' chiaro che i Servizi Sociali debbano operare, indagare e accertare l'idoneità dei genitori, ma dispiace, dispiace tanto che si creino queste situazioni.
Che la piccina resti con la mamma in difficoltà, che venga trasferita in una casa famiglia, che venga affidata ai nonni se idonei o a una famiglia estranea, comunque la piccina è nata sotto una cattiva stella. Spero davvero la situazione possa risolversi nel migliore dei modi.
Ho pensato a quella ragazza tutto il giorno...

Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...