LIFE STYLE BENESSEREBELLESSERE AVVOCATOAMICO VIAGGI CUCINA MAMMA+FIGLI SCRITTURA LIBRIITALIAN STYLE

Visualizzazione post con etichetta FRANCESCO GIAMPIETRI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FRANCESCO GIAMPIETRI. Mostra tutti i post

mercoledì 10 luglio 2024

Riferimenti letterari

 Mentre sono al mare, un giorno sola, un giorno con un'amica, il weekend coi familiari, mi immergo nella verità dell'acqua, riposo, mi annoio, mi dedico al cucito, leggo, sono pigra e rifletto. Da quando non ci sono più Amerigo Iannacone,  Mario Lepore e Francesco Giampietri ho perso i miei riferimenti culturali e letterari più vicini; con loro mi consigliavo, a loro facevo leggere i miei scritti, organizzavo eventi, ricevevo recensioni.

 Da quando non ci sono più sono più indolente e pigra e naturalmente più sola.


giovedì 27 aprile 2023

EVENTI A VENAFRO


VENUS E CULTURA
 

Sabato 29 aprile 2023, alle ore 18,00, nella prestigiosa cornice della Palazzina Liberty, in Largo Giampietri, l'Associazione culturale venafrana Venus Verticordia e la Cooperativa Sociale Il Geco ospiteranno lo scrittore Carlo Antonio Secondino che presenterà al pubblico di Venafro, sempre estremamente sensibile a certi eventi culturali, la sua straordinaria esperienza raccolta nelle pagine del libro PICCOLI SENTIERI D’AFRICA, in cui narra di un suo viaggio nel continente nero ovvero di un viaggio al centro del mondo che diviene la formula per poter comprendere il mondo tutto.

In un momento tanto delicato e ricco di sfaccettature o di maschere dietro le quali si nascondono i volti oscuri di coloro che riprendono a sostenere l'idea della razza o della sostituzione etnica, le parole di Secondino divengono strumento prezioso per sventare attacchi alla libertà e alla ricchezza insita nella diversità. 

Sostiene lo scrittore: "Per avere un quadro un po’ più chiaro delle cause concomitanti che stanno trasformando l’idea del mondo quale ‘villaggio globale’ in un puro mito, vuoto di contenuti, è forse utile considerare, di questo epocale flusso migratorio, un aspetto che molti europei ignorano o, peggio, vogliono ignorare.

La maggior parte dei migranti che tentano di raggiungere le nostre coste sono, rispetto alla condizione culturale media della nazione di provenienza, tra le persone più colte o, quanto meno, le più acculturate. [...] Ma i buoni sentimenti non bastano se non sono sorretti dall’idea della universalità dei diritti umani; dalla convinzione che è universale, vale a dire sacrosanto per ogni abitante della Terra, il diritto di aspirare a una vita più dignitosa; e il diritto, anche, di lottare con tutti i mezzi possibili, purché pacifici, per realizzarla."

Sabato si avrà anche modo di ascoltare anche la testimonianza di un giovane immigrato, Ebrima Jallow che dialogherà con Sara Ferri, operatrice culturale e sociale nonché membro attivo di Venus.

A contempo il pomeriggio offrirà la possibilità di apprezzare la straordinaria voce del cantante Happy Eborka, artista nigeriano, oggi mediatore interculturale in Molise e membro dell’Isernia Gospel Choir.

L'evento sarà condotto dalle amiche di Venus Marilena Ferrante e Paola Caramadre.

Le letture di alcuni brani saranno affidate alla cara Vera Cavallaro, psicologa e attrice, siciliana d’origine e cassinate d’adozione, che condurrà con la sua vibrante e appassionata interpretazione attraverso le magie dell'Africa introducendoci in un viaggio indimenticabile che profuma di integrazione.

Questo evento segna solo l’inizio della stagione estiva e dei molti eventi organizzandi da Venus Verticordia, un’associazione culturale fondata da Francesco Giampietri, che dopo un periodo di pausa dovuta alla prematura perdita del fondatore e alle restrizioni dovute al Covid ha ripreso con grande slancio le attività.

                                                       

venerdì 17 aprile 2020

APRILE

Le giornate di questo aprile meteorologicamente meraviglioso scorrono veloci tra i ricordi di Francesco, sorridente e felice in questa foto, le festività di un'anomala Pasqua, un po' di relax al sole in giardino, 


le faccende domestiche e la preparazione di piatti gustosi e golosi (qui una caponatina di verdure miste con tonno alla siciliana), 

le vignette ironiche che ipotizzano la nostra estate 2020 al mare, rinchiusi nel plexiglass a fare praticamente la sauna, 



le attenzioni del mio splendido gatto siamese, dono di Constanza, che mi segue in ogni movimento specie quando cucino, 

le foto delle pietanze appetitose di amiche e familiari (qui i buonissimi morbidoni di mia sorella Iva finiti in un baleno. Iva, rifalli!),

i passatempi sportivi dei miei tesori (qui Pietro boxa col sacco all'aperto),




le partitelle a pallone a torso nudo, gli aggiornamenti in tv. 

Aggiornamenti che tranquillizzano ora sui numeri, ma inquietano per i disaccordi dei politici sul tema dell'accettazione o meno dei fondi MES in luogo dei negati EUROBOND e sulla benedetta fase due. C'è scissione tra le regioni e anche tra Stato e regioni, non si riesce a coordinare e a trovare un'unica linea, ma forse è anche giusto, per l'epidemia non è diffusa in maniera uniforme nel Paese (e nel Mondo) e la sanità non funziona alla stessa maniera al nord e al sud. 
Insomma, un aprile così, che sta sfumando un po' triste e malinconico ononostante il sole che brilla caldo e luminoso nel cielo. 

sabato 28 marzo 2020

ADDIO FRANCESCO

Non lo conoscevo. 
La prima volta che l'ho visto e sentito parlare è stato a un convegno sulle tossicodipendenze al Caffè Prete, insieme al dottore Barbaro. Rimasi affascinata dal suo eloquio e chiesi a Tonino Atella, che era accanto a me, chi fosse. Mi rispose che era il figlio del comandante Giampietri, un giovane brillante e promettente. Rivolsi lo sguardo verso il padre che, orgoglioso e schivo, disse sorridendo "io non ne so niente, è figlio alla mamma", o qualcosa del genere.
Poi le nostre strade si sono intrecciate di nuovo, nel solco della poesia, della cultura, del bello. 
Mi telefonò nel mese di  febbraio del 2015, io ero a Venezia per il Carnevale,  per chiedermi di partecipare a un'edizione di FEMMINILE PLURALE in biblioteca e io accettai con piacere. 
Lo vidi all'opera. Francesco era l'anima degli  eventi che organizzava, li costruiva passo passo, pensava agli ospiti, li contattava, li seduceva, li convinceva a venire da noi senza alcun compenso, trovava il titolo, individuava il tema, faceva il programma. 
Quella fu solo la prima di una lunga e fruttuosa, amichevole collaborazione. Mi invitò ad aderire ad EtCetera Cultura e Società e io accettai onorata. Avevo la possibilità di fare esattamente quello che volevo, che mi piaceva, tramite Francesco che aveva un carattere forte. Avrebbe fatto grandi cose, ne sono certa, avrebbe portato lustro al paese, ancora di più. 
Dopo i primi incontri, i primi eventi, le prime riunioni del lunedì pomeriggio in un locale dell'amico Mario Lepore, imparammo a conoscerci. Francesco aveva capito esattamente come sono e sapeva di poter contare su di me. E io avevo capito lui, conoscevo i suoi pregi e, perchè no, i suoi difetti. Spesso lo assecondavo, per una finalità alta, precisa. 
Francesco ha portato nella sua piccola città Renzo Paris, Elio Pecora, Beppe Costa, Claudio Giovanardi, Soldini, Mina Welby, Mariano Sabatini, Walter Lazzarin, Matteo Persica, Valentina Farinaccio, Isabella Borghese, Giulio Perrone e tanti, tanto altri, scrittori, poeti, letterati, pittori. 





Ha studiato, tradotto, pubblicato, rivoluzionato, coinvolto, curato la raccolta di Cartoline da una regione  che forse esiste. 
Francesco, così giovane, insegnava all'università. Pensava, inventava, escogitava, Francesco caro!
Ha tenuto a battesimo parecchie opere mie, da Solo una donna a Il caso di Roccaventosa, da Strage d'anime a PETALI e zanzare per il quale ha firmato la prefazione, senza poter presenziare alla presentazione. 
Qualche volta è stato a pranzo da me, con gli ospiti delle nostre manifestazioni, allegro, gioviale, buon mangiatore  e bevitore, sempre col suo zainetto, col taccuino e la penna per registrare fatti ed emozioni. 
Quest'estate, già tanto debilitato dalla malattia e dalle cure, venne al mare e mi telefonò sapendomi a Scauri. "Vieni, sono al Lido Tirreno". Scappai subito da lui, smagrito, pallido, ma sempre forte, ottimista, sicuro della terapia. Il padre lo aveva accompagnato e gli gironzolava attorno come un angelo custode, mentre mi ripeteva della testardaggine di Francesco nel rinviare gli accertamenti per aspettare di finire i corsi all'università. Francesco mio, per non lasciare i tuoi ragazzi qualche mese prima, li hai lasciati per sempre e te ne sei andato in attesa di un intervento che non ha fatto in tempo  ad arrivare. Forse anche per via dell'affollamento attuale degli ospedali. 
Doveva andare così. Non ci resta, impotenti e affranti, che accettare. 
Tutti gli amici oggi scrivono per te. 
Io sinceramente non sono riuscita nemmeno a scrivere il necrologio. Mi viene solo da piangere e urlare parolacce. Addio Francesco. Chissà, forse un giorno davvero ci rivedremo e parleremo ancora di poesia. 



FRANCESCO


A ISERNIA SPAZIO CENTO80 CON VALENTINA FARINACCIO

A ISERNIA CON MARIANO SABATINI E WALTER DELL'OMO

A ISERNIA CON IL TRATTURO E MARILENA FERRANTE

ISERNIA PRESENTAZIONE DI CARTOLINE DALLA TERRA CHE FORSE ESISTE


VENAFRO, MUSEO DI SANTA CHIARA NOVEMBRE 2019
Nella notte se n'è andato francesco. 
Ho ricevuto la notizia da Vera appena sveglia. 
Una notizia terribile, che mi ha lasciata incredula e affranta in questo periodo di per sè difficile e singolare. 
Francesco aveva cominciato ad avere disturbi circa un anno fa, ma non aveva voluto fare accertamenti prima della fine dei corsi che teneva presso l'Università di Cassino, lui professore universitario in giovane età. 
Forse quell'attesa, quell'attaccamento al lavoro e ai suoi ragazzi sono  stati fatali. 
Aveva cominciato a perdere peso e forze, finchè -giunta la diagnosi- aveva cominciato a curarsi. Francesco ha lottato, con la tempra della sua gioventù, con ottimismo, con coraggio, con fiducia. Purtroppo sono passati giorni, settimane, mesi, si è assottigliato giorno per giorno, ma ha resistito in attesa di un intervento chirurgico che non è arrivato, che non è stato possibile e stanotte si è spento tra le braccia dolorose dei suoi cari. 
Francesco aveva solo 36 anni, compiuti a dicembre. Era intelligente, brillante, studioso, vivace, colto, eloquente. Aveva mille idee. Ha animato le associazioni culturali più attive della piccola città, come lui amava chiamare la nostra Venafro, Agorà, EtCetera Cultura e Società, Venus Verticordia. Studiava insegnava traduceva scriveva. Quattro testi al suo attivo e tante collaborazioni, tante iniziative, Francesco parlava coi grandi della letteratura italiana, aveva contatti, invitava a Venafro personalità illustri, intervistava, collaborava. 
Ci lascia orfani addolorati attoniti increduli impotenti. Neanche un funerale...
Possiamo solo pensarti, ricordarti, celebrarti con affetto, per adesso solo sui social, presto con una messa i cui leggeremo le tue cose e ti daremo un estremo saluto. 
Tutti noi di Venus continueremo le attività culturali di celebrazione del bello che ti innamorava, perchè la bellezza, quella no,  non muore.
MONTERORUNI IL CASTELLO 2016

VENAFRO BIBBLIOTECA

ROMA 2017

ROMA

ROMA  2017 GIANMARCO CIMORELLI, WALTER LAZZARIN, VERA CAVALLARO, PAOLA CARAMEDRE, ALESSIA GIAMPIETRI

VENAFRO  BIBLIOTECA CON RENZO PARIS

ROMA PERRONE EDITORE 2017 CON VERA CAVALLARO

giovedì 6 febbraio 2020

UN PACCO TANTO ATTESO...

Oggi ho ricevuto un pacco molto atteso: quello della mia casa editrice contenente le copie fresche di stampa del mio ultimo libro, l'ottavo, intitolato PETALI e zanzare, una silloge di poesie, ancora una volta, raccolte tra il 2014 e il 2018 circa.
La cosa mi ha reso felice, mi ha emozionata.
Quando si pubblica qualcosa è sempre un po' traumatico perché si consegna una parte, la più privata, intima, segreta di sé agli altri.
Non è semplice, perché degli altri si vorrebbe solo il consenso e non è detto che sia sempre così. Quando si scrive ci si espone.
Perché allora si scrive? Per attirare l'attenzione degli altri su di sé, per allentare le tensioni interne, esistenziali, per immortalare i propri pensieri e le proprie emozioni? Non lo so. Si scrive un po' per tutto questo e un po' perché non se ne può fare a meno. E accada quel che accada!

Il libro,  pubblicato da PLANET BOOK, una casa editrice pugliese che ha premiato la mia raccolta inedita a novembre,  si avvale della prefazione di Francesco Giampietri, credo la persona di maggior spicco culturale al momento nella regione Molise, e della copertina elaborata a tema per me e disegnata con maestria e passione da Federica Passarelli, poetessa anch'ella.

Le poesie verranno presentate al pubblico il 29 febbraio, presso la Palazzina Liberty, a Venafro, in un contesto molto poetico, "POMERIGGIO IN POESIA", iniziativa dell'associazione culturale VENUS VERTICORDIA. 

martedì 12 marzo 2019

FEMMINILE PLURALE

Domenica 10 marzo, a Venafro, nella sala della ristrutturata Palazzina Liberty,
si è svolta con notevole successo di pubblico, la quinta edizione di Femminile Plurale, organizzata da EtCetera Cultura e Società. 
La fortunata kermesse ha ospitato una sorta di  talk-show animato da Sara Ferri,
vicepresidente associativo e rappresentante della Cooperativa il Geco
Sara ha intervistato con la verve  che la contraddistingue, Gigetta Altopiedi, Luce Visco e Sharon Adibeli.  

Gigetta è nota in provincia per essere un'attivista politica, da sempre impegnata nel sociale per la tutela dei più deboli, insegnante di lettere, scrittrice e autrice di tre volumi. 
L'ultimo, edito per i tipi de L'Erudita di Roma, sarà presentato a breve. Abbiamo saputo in anteprima assoluta che è intitolato Maryam ed è dedicato alla Madonna vista nella sua umanità, così come l'autrice ha potuto ricostruirla e coglierla dallo studio annoso e attento delle Sacre scritture. Leggeremo con interesse. 

La seconda ospite, Luce Visco, è una giovane molisana, di Colli al Volturno, transgender. Una donna coraggiosa che ha vissuto sulla propria pelle l'esperienza di sentirsi nata in un corpo sbagliato. Luce, al secolo ancora per poco Pierluca, ha sofferto, si è confrontata con i pregiudizi, la famiglia, il paese, la società per affermare se stessa e, con l'aiuto di amici e di un laborioso  percorso psicoterapico, è riuscita nello scopo di vivere liberamente per quello che è:  una meravigliosa e bella donna di 22 anni. Ha subito cure fastidiose e interventi e ancora ne affronterà; attualmente è impegnata come referente Arcigay Molise. 

Infine Sharon Adibeli, nigeriana ventiduenne,  ha raccontato con emozione, un po' in inglese, un po' in italiano, l'odissea vissuta con la famiglia alla ricerca di una vita migliore. 
Abbandonato il paese di origine, morto il padre, attraversato il Niger,  è giunta in Libia. Lì è stata tragicamente separata dalla madre della quale ha perso le tracce,  è stata rinchiusa in carcere e ha subito privazioni e violenze, è  stata mal nutrita e non ha potuto lavarsi per intere settimane, finché non è stata tradotta  sulla costa meridionale del Mediterraneo per la traversata della fortuna. 
In mare ha perso la giovane sorella ed è approdata in Italia ove è stata ospite di diversi centri di accoglienza con alterna fortuna. Ora, giunta in Molise, sta imparando la nostra lingua e un mestiere per vivere. Nella sua voce, rotta dall'emozione, e negli occhi colmi di lacrime represse, tutto il contrasto tra il ricordo delle sofferenze e delle perdite patite e la speranza di una giovane vita espressa anche con un melodioso canto nel quale si è esibita alla fine del sua preziosa testimonianza.

Ha allietato il pomeriggio la musica e la voce del talentuoso giovane musicista venafrano Aldo Mascio e hanno cantato anche a cappella due giovani di colore facenti parte di un coro gospel nato in paese.
Il presidente di EtCetera Cultura e Società, il filosofo professore Francesco Giampietri
ha fatto gli onori di casa e ha presentato i vari momenti. 
Conclusa la prima parte, è stato presentato dalla scrivente l'ultimo  e terzo libro di Giulio Perrone
Giulio è un vecchio amico dell'associazione. È un editore e uno scrittore romano di successo. Nel 2005 ha fondato a Roma con la moglie Mariacarmela Leto la Giulio Perrone Editore. 
Ha pubblicato nel 2015 L'esatto contrario, un thriller ambientato a Roma in zona universitaria e, nel 2017,  il divertente Consigli pratici per uccidere mia suoceraRisultati immagini per perrone giulio immagini, presentato anche a Venafro, entrambi con la RizzoliIl 14 febbraio di quest'anno è uscito L'amore finché resta per Harpercollins ItaliaRisultati immagini per l'amore finche resta copertina
Il libro, godibilissimo, piano, scorrevole, divertente, narra di Tommaso Leoni, uno psicologo  quarantenne superficiale e farfallone, sposato per interesse con una pariolina ricca e viziata, padre di Piero, costretto dall'abbandono della moglie a fare i conti con la dura realtà. 
I passi più gustosi del libro sono stati letti, anzi interpretati con passione da Vera Cavallaro, psicologa e attrice. Risultati immagini per vera cavallaro immagini Molte le copie vendute. 



L'incontro di domenica, patrocinato dal Comune di Venafro, ha celebrato la donna, in occasione dell'annuale festa, in maniera non retorica, esaltando ed evidenziando la femminilità nelle sue tante declinazioni e sfaccettature. 
EtCetera dà appuntamento alla prossima edizione!

                                                              Giuditta Di Cristinzi

venerdì 16 novembre 2018

LETTERE E DISARMONIA di FRANCESCO GIAMPIETRI


Il valore dell’opera e  lo spessore culturale di Francesco erompono e si colgono sin dalle prime pagine, direi dalle prime righe.
Nelle parole di questa sorta di diario interiore, emozionale oltre che cognitivo, scopriamo le tante idee dell’autore, il richiamo ai legami familiari, le sensazioni e le personali impressioni non solo sulla società attuale -in senso lato-, ma anche su questo spicchio di realtà, Venafro, la nostra piccola città, come a lui piace sempre chiamarla, amata e spesso evocata quale paradigma della vita di provincia.
In Lettere e disarmonia Francesco ha diluito saperi  filosofici ed evocazioni liriche in episodi di vita vissuta e talvolta sofferta, come lui stesso ha confidato.
Credo sia stato  un esperimento ben riuscito.
L’opera -per la prima volta- non è un testo filosofico, ma un libro per tutti, di agevole anzi piacevole lettura,  tuttavia è pur sempre un testo dotto, fitto di citazioni e di rimandi,  a grandi pensatori come Paul Ricoeur,  Spinoza,  Levi Strauss,  Kierkegaard, Aristotele,  Barthes, S. Tommaso,  ma anche a cantautori come Guccini, Leonard Cohen, Claudio Lolli.
L’intento che si propone l’autore credo sia quello enunciato nel titolo, Lettere e disarmonia dunque.
Su un’intelaiatura di filosofia, letteratura e  studi classici che sottendono l’intera stesura,  Francesco fa una disamina delle discordanze, delle  dissonanze, delle  stonature del nostro tempo, della nostra società liquida, postmoderna e multimediale, priva dei solidi riferimenti del passato.
Ma il titolo Lettere e disarmonia per assonanza rimanda anche al binomio Lettere e Filosofia, quindi alla facoltà degli studi di Francesco, inoltre ogni frammento può essere visto come una lettera in un mosaico tutto da comporre.
Sostanzialmente il testo è una mistura, uno zibaldone dei pensieri raccolti nel corso degli ultimi 5-6 anni, a far tempo dal berlusconismo declinante sino ad oggi, durante i quali ogni incontro, ancorché casuale, ogni contatto amicale o familiare, ogni viaggio in Italia o all’estero, in Egitto come in Germania,  ogni spostamento, spesso per motivi di studio, in metro o  in pullman, in treno -da e per Roma- è spunto  per riflessioni profonde sui rapporti umani, sulla religione, sulla politica, sulle forme della moderna alienazione.
Così Francesco trova agevolmente e in maniera sempre acuta, lucida, originale, lo spunto per dire la sua sul cristianesimo, visto come la più nobile  filosofia della consolazione, sull’amore, su Renzi e sul suo pragmatismo spavaldo, su Berlusconi e il  suo ventennio, sulla TV di oggi, spesso trash, sui casi di Stefano Cucchi e Federico Aldovrandi, sull’Auschwitz di 70 anni fa e sull’A.  che si ripete ogni volta che l’uomo vede l’altro uomo solo come una cosa,  sui movimenti populisti che di recente prendono sempre più piede in ogni angolo del globo, sulla filosofia,  sull’Europa,  vista purtroppo solo come utopia di unione,  sull’omosessualità, sulla droga, su Internet e sui social.
I numerosi pensieri espressi, in maniera piana e diretta, sono raccolti senza un apparente ordine sincronico e tematico, perché in Lettere e disarmonia  è condensato tutto il nostro tempo nel suo fluire magmatico, tuttavia accordi e fughe di senso sono presenti sottotraccia  e vanno ricercate dal lettore e da ciascuno  con la propria sensibilità.
Ma nell’opera, che è un amalgama di ingredienti vari, è possibile cogliere anche dell’altro.
Tra le righe fitte di citazioni e pensieri che appaiono prima facie sovrastanti, forse perché il pensiero è pur sempre il lavoro di Francesco, in realtà ogni incontro, ogni episodio di vita on the road suscita emozioni e dà origine a creazioni liriche che colpiscono e commuovono, nel senso etimologico del termine,  il lettore.
Così la prosa spesso si fa poesia, attraverso la sublimazione del reale.  
Ascoltiamo ad esempio un brano tratto da pagina 71 dalla voce espressiva della nostra amica Vera Cavallaro:
Certe notti sono confuse nella loro dolcezza suadente.
Girare a vuoto in macchina per trovare una chiave di volta,
(…) .
Talvolta può bastare una vecchia canzone riscoperta alla radio.
Certe notti le stelle, fioche ma inesauste, intrecciano
trame generose.
 E così il cuore, prima calato come le serrande dal silenzio domenicale, può battere festosamente.
Certe notti cadono le maschere, e musica e parole si elevano dal fondo brumoso del vociare quotidiano.
Di notte ci si riconosce. Forse si può amare, nel modo più autentico, soltanto mentre il mondo dorme.
Certe notti il mondo stesso è lieve.
Quel che si ruba al riposo è un investimento per la vita”.

In questo e numerosi altri passi possiamo abbandonare l’uso della ragione e la ricerca della comprensione e perderci nelle sfumature dell’ispirazione e nelle suggestioni della contemplazione lirica.
Qui  certe notti è l’evocativa anafora della dimensione più amata da Francesco.
Ho scorto una vocazione maggiormente poetica ed emozionale del testo soprattutto nell’ultimo capitolo, il quinto,  intitolato Diario minimale, in cui l’autore indugia nel ricamo di immagini molto suggestive e scrive di sfumature livide e purgatoriali che sembrano sospese fra un inferno consumato e un paradiso perduto, di voluptas e di baci che assecondano la tensione a sconfinare nel cuore dell’amato, di fuga come correlato di vuoto.
Nell’intero testo il linguaggio è elaborato, la narrazione é agile e fluida, la prosa aulica e ricercata, lo stile colto, anche quando l’episodio di  vita quotidiana narrato induce all’autoironia (pag.12).
….
Indugi poetici o passi gustosi come questo abbondano nel testo, se ne potrebbero citare molti, che vanno invece lasciati assaporare al lettore in solitudine, ma il vero manifesto o testamento spirituale dell’intera opera mi sembra contenuto in un biglietto augurale che l’autore  scrive –in occasione della venuta al mondo- ad una bimba, figlia di una cugina amata come una sorella (pagina 27):
Il nostro non è il migliore dei mondi possibili. Imparerai a resistere alle seduzioni degli entusiasti. L’ottimismo è sempre il rovescio della disperazione. Tutto sommato, questo mondo non è un granché. Imparerai a scovare e schivare le insidie oltre il velo delle cose. Sai, se un senso c’è – e non ho motivi per dubitarne – è stato capovolto. Le parvenze pagano più della sostanza. La logica del profitto ha scacciato la solidarietà. La diffidenza ha bandito la curiosità che è condizione di amicizia e conoscenza. Le sere si consumano nel riflesso del televisore. Gli sciocchi sono al potere. Non vorrei spaventarti, ma è giusto che tu sappia come stanno le cose. Non si crede più in qualcuno né in qualcosa, tantomeno in Dio. Io, ad esempio, non credo a nulla ma mi interesso a tutto. Sarò al tuo fianco.”
I
Ebbene, da queste righe appare in piena evidenza la lucidità di giudizio, la concretezza dell’analisi e il disincanto sulla realtà, nonostante i quali  l’atteggiamento di Francesco –mi pare evidente, forse grazie anche alla giovane età- resta di grande apertura, volto proprio a quei valori che lui ritiene spesso negati, alla curiosità, alla solidarietà, all’amicizia, alla conoscenza, al desiderio di andare incontro alla vita con coraggio, senza risparmiarsi esperienze ed emozioni.

Bravo Francesco. Auguri!


Lettere e disarmonia,  Francesco Giampietri, L’Erudita di Giulio Perrone Editore, Roma 2017

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...