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martedì 13 febbraio 2024

Viaggio in India: preliminari

Finalmente è arrivato il momento tanto atteso, che negli ultimi giorni mi  creava un po' d'ansia. E così venerdì 9 ho preso da Venafro, accompagnata alla stazione da Claudio, il treno delle 15.31 per Roma. A Cassino è salita Raffaella. A Roma abbiamo preso il Leonardo per Fiumicino, abbiamo raggiunto il terminale 3 e con uno shuttle convenzionato abbiamo raggiunto l' hotel 🏨. Abbiamo lasciato i bagagli e siamo andate a mangiare qualcosa. Siamo entrate nel primo locale nel quale ci siamo imbattute, Cielo, un grande ristorante, pub, pizzeria.


Mangiato un panino, siamo andate subito a letto  in hotel.

mercoledì 18 novembre 2020

Di necessità virtù


O, si potrebbe dire in dialetto, comm vann i tiemp accuscì m'namm i rient!

E così, visto che non possiamo più uscire come è nostra abitudine il venerdì e il sabato sera, cerco di preparare cosette gustose a casa per gratificare i miei ragazzi. 

L'altro giorno Claudio ha voluto fare per i ragazzi una vera cena da pub. Ha comprato panini giganti e cinque begli  🍔hamburger di scottona, li ha arrostiti sulla piastra e ha farcito i panini aggiungendo provola affumicata secca. Li ha fatti intiepidire in forno per per sciogliere la scamorza e poi ognuno li ha conditi con la salsa preferita e i vari sott'olio che preparano pe noi Iva e nonna Flora. 

Io ho fatto precedere la cena da una deliziosa e delicata tartare di carne, come quella che ho mangiato quest'estate a Saturnia.

Ho chiesto al mio macellaio di fiducia un mezzo chilo di carne sceltissima, lui mi ha proposto un controfiletto molto magro e lo ha tagliuzzato,  allacciato col coltello. 

Allacciato è un termine dialettale mutuato dal napoletano e deriva dal tardo latino 

 ad lacciatriturare finemente carni(lardo e/o prosciutto o pancetta ) ed è derivato da un tardo latino parlato *ad+aciare (formato su di un *acia per il class. acies= tagli affilati e per metonimia coltelli,orbene: adaciare→ addacciare→allacciare= inferir tagli, come suggerisce il dotto LELLO esperto di idioma napoletano nel suo interessante blog. 

Presa la carne l'ho condita con sale, olio AURINO extra vergine di oliva dei nostri poderi e pepe. L'ho servito in forme circolari ai miei lupi famelici con una salsina di maionese e senape. 

E così abbiamo ingannato il ritiro forzato con una cenetta gustosa sperando di poterla fare presto anche fuori casa. 








venerdì 5 giugno 2020

JUS VARIANDI

Lo jus variandi è tutta un'altra cosa in realtà (Con l'espressione ius variandi si intende la tipica facoltà, di natura sia privatistica che pubblicistica, che consente al suo titolare di ritornare sulle sue scelte ed effettuarne altre, melius re perpensa, anche in assenza di mutamenti della situazione oggettiva. In linea di massima si tratta di una facoltà unilaterale, cioè, attribuita ad un solo soggetto attivo, ed esercitata nei confronti di un soggetto passivo nei limiti delle tutele che la legge riconosce a quest'ultimo. Fonte www.wikipedia.it), ma per me è fare quello che mi pare e cambiare spesso, dedicarmi alle cose più disparate, alla lettura e alla scrittura, ai lavori di casa, alle pulizie, al bricolage, ai viaggi, allo shopping e al fai-da-te, una delle cose che amo più fare quando ho tempo, cosa che mi rilassa oltre a ricoprire evidentemente anche una veste di pratica utilità.
In particolare mi piace tinteggiare o verniciare e così ieri,


aperti finalmente i  confini regionali,

me ne sono andata nella mia casetta di Scauri, il mio buen retiro, e ho fatto grandi pulizie con l'idropulitrice  (un recente regalo di mio marito per assecondare le mie manìe o smanie che dir si voglia!) e poi ho verniciato ringhiere e inferriate, che al mare arrugginiscono molto facilmente ed è necessario manutenere annualmente.
Ho trascorso la giornata affaccendata in queste cose, ma mi sono concessa una breve pausa per il pranzo, che ho fatto con un semplice panino,
e per un caffè al bar del Lido (I Delfini) dove ho guardato il mio mare, sperando di andare presto in vacanza.



P. S. Guardando la spiaggia ho scorto le figure amiche di Annamaria, Sasi e Gabriel, quindi sono scesa giù a salutare con affetto, pur tenendo le prescritte distanze di sicurezza.

martedì 17 marzo 2020

SOLO UN PANINO


Risultato immagini per panino e birraSOLO UN PANINO E UNA BIRRA

Maria uscì di casa e si avviò verso la bottega di alimentari all'angolo. Entrò. Il negozio era vuoto. Adelina uscì fuori dalla tenda fatta con corde e pezzetti di bambù. Un vecchio ventilatore al soffitto muoveva lento le pale stanche.
- Buongiorno Maria, come va oggi?
- Va come va.
- Che ti do?
- Due chili di pasta, un chilo di pasta lunga e uno di pasta corta, un po' di sgombro e due chili di pane, una bottiglia di salsa di pomodoro e due litri di latte.  Poi, come tra sé, - E per stasera, per stasera che faccio? Ma…
- Dammi dodici uova e delle pesche. Stasera faccio una bella frittata con le patate.
- Altro?
- Una bottiglia di vino rosso. Segna  tutto. Alberto viene il 30 e ti paga.
- Adelina, fammi il piacere, mentre mi prepari la spesa, io mi siedo lì dietro, va bene?
- Certo, figlia mia. Riposati un po'. Stai tranquilla cinque minuti.
- E per favore, Adelina,  fammi un panino con la mortadella e aprimi una birretta. Mi metto lì dietro a mangiare e questa roba che la pago io, da parte.
Aveva tirato via qualche spicciolo dai pantaloni di Alberto. Fiacca si buttò a terra, sui gradini del retrobottega  e aspettò che Adelina  le portasse la colazione. Detestava compiangersi, ma doveva fare qualcosa. Sì, c'avrebbe pensato su e avrebbe fatto qualcosa, a breve, qualcosa di risolutivo.
Aveva solo 19 anni quando si era sposata. Tutto poteva sembrare anche normale. Invece, la situazione era precipitata. Lui aveva cominciato a bere, dopo il lavoro, e ad alzare le mani quando era nervoso e le aveva fatto fare dieci figli, dieci come le dita delle mani, delle  sue mani stanche e nodose.
Ora si andava avanti a fatica. Alberto non lavorava più tutti giorni, ma tutti giorni beveva. I ragazzi più grandi avevano cominciato a fare qualcosa e a portare un po’ di soldi a casa. Gianni e Luigi lavoravano, ma lei sapeva che presto se ne sarebbero andati via, per la loro strada e a lei toccava ancora tirare  su i più piccoli. Gloria ed Elisa erano cresciute ed erano proprio due belle ragazze. Ma chi poteva farsi avanti per loro? Qualche povero spiantato di basso livello come il padre Alberto e non era giusto, non era affatto giusto. Ma lei sapeva bene la fretta che le ragazze hanno a quell’età.
Adelina le diede il panino e la birra e la guardò, senza parlare, senza chiedere nulla.
- Maria, guarda, metto una manciata di caramelle nelle buste, per i ragazzi.
- Grazie.
Poi prese  un coltello bello grande cominciò ad affilarlo con un altro più corto. Maria guardò quelle lame argentee  ed opache appoggiate sul vecchio bancone di legno, un po’ unto.
Lui è a casa.
- Maria prendi un’albicocca, sono dolci.
- No, grazie, ora devo andare, ho  parecchio da fare. I ragazzi tornano da
scuola ed io prima devo sistemare tutto.
Prese le busta della spesa, una per parte, e si avviò verso casa.

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...