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mercoledì 27 settembre 2023

Diario minimo: Scauri, mare, mercato

Quella di oggi è una giornata rubata, rubata alla monotonia, rubata all'autunno, rubata al lavoro, alla routine alla vita monotona; quella di oggi è una giornata di fuga al mare, a Scauri, la mia oasi felice.Sono partita con poco bagaglio appena ho potuto, sono arrivata presto.  Ad accogliermi il mio mare e una giornata meravigliosa. Ho parcheggiato l'automobile e mi sono immersa nelle bancarelle del mercato, una cosa che adoro fare e che mi diverte sempre tanto.  



Mi sono soffermata al banco di Agostino che vende usato, dove ho comprato un abito di seta nero e verde a un euro e due pezzi di stoffa per far rivestire un divano rovinato. Affiderò l'opera di cucito alla mia vecchia  sarta Rita.  Poi sono andata da Giovanni che ha capi di grande qualità ma spesso non della mia piccola taglia e, infine, da Pasquale. Sono rientrata a casa. Ho preparato tutte le cose che dovrò riportarmi a Venafro e che, speranzosa, ancora avevo lasciato qui, la mise per questa sera e la mise per domani, ho lavato una pesca, messo nella borsa del mare dell'acqua,  del succo di pompelmo e un libro di De Giovanni e sono scesa al lido; mi sono fatta preparare un caffè decaffeinato con tanta schiuma che ho sorbito sulla terrazza; ho chattato con le mie amiche e adesso sono sotto l'ombrellone, anzi accanto, a godere di questo sole gradevole, debole, discreto, non prepotente come il sole di luglio e di agosto.

C'è qualcuno che ha anche il coraggio di mettersi nell'acqua fresca e  fare il bagno, ci sono signore attempate che passeggiano sulla battigia e donne più giovani che camminano a passo veloce per tonificarsi e tenersi in forma. Io sono come sospesa, tra la casa e il pensiero del mio Claudio e dei miei figli,  il lavoro, l'esame da fare, lo studio, i messaggi che vorrei mandare a Raffaella e a  Iva e il vuoto totale che induce questa dimensione.Più tardi tornerò a casa e mangerò qualcosa di veloce, un po' di carne arrosto con dei pomodori, e poi andò dal dottore Mariano di Biasio a farmi bella, anzi, come direbbe Ale, a farmi ancora più bella di quello che sono. Ovviamente scherzo. Poi tornerò sulla spiaggia o riposerò un po' a letto e per le cinque del pomeriggio andrò da Gilda, scoperta di quest'anno, a fare un massaggio incisivo e prepotente, decontratturante eppure rilassante;  cazzeggerò ancora in qualche modo, forse studierò, attaccherò una lavatrice, cenerò qualcosa e poi insieme a Marianna, Roberta e Valeria andrò a giocare a burraco a casa Camerota. Una splendida giornata che mi ha donato settembre e che con determinazione mi sono donata io. Domattina ripartirò presto alla volta del tribunale per la mia solita udienza civile.

martedì 4 febbraio 2020

La vexata quaestio della PRESCRIZIONE

Risultato immagini per BONAFEDE In questo periodo si parla tanto di prescrizione a causa della riforma della giustizia firmata dall'attuale guardasigilli Bonafede del Movimento 5 Stelle
La riforma della prescrizione è entrata in vigore il 1° gennaio 2020.
Da allora moltissime le polemiche. 
La riforma prevede lo stop della prescrizione (art. 159, comma 2, Codice penale: "Il corso della prescrizione rimane altresì sospeso dalla pronunzia della sentenza di primo grado o del decreto di condanna fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o dell’irrevocabilità del decreto di condanna.”) dopo la sentenza penale di primo grado, di condanna o assoluzione che sia, con notevoli effetti pratici. 
Molti gli scioperi degli avvocati penalisti e i giudizi forti parte di magistrati e politici. 
La maggioranza di governo è  divisa sul testo e si cerca ancora una soluzione di compromesso per ritoccare il testo. 
Per comprendere meglio il problema e fare valutazioni proprie e indipendenti bisogna sapere alcun cose su 

IL TEMPO E I DIRITTI 

Lo scorrere del tempo ha effetto sui diritti. 
Il legislatore, per assicurare la certezza dei diritti nonostante il trascorrere del tempo ha ideato gli istituti della prescrizione e della decadenza (la decadenza è l'istituto giuridico in forza del quale, decorso un determinato periodo di tempo, non può più essere esercitata una pretesa giuridica, codice civile artt. 2964 e segg.).

LA PRESCRIZIONE 

In campo civilistico, secondo l'articolo 2934 del nostro codice civile, un diritto si estingue per inerzia da parte dell'avente diritto, si estingue dunque se non viene esercitato per un determinato periodo di tempo, normalmente per 10 anni, ma sono fissati dallo stesso codice termini diversi, più brevi.



In campo penale (cioè quello di cui si discute), l'istituto ha un altro valore. 
Va precisato che esiste la prescrizione dei reati e delle pene. 

La prescrizione di un reato, secondo gli artt. 157 e segg. del codice penale, determina l'estinzione del reato stesso sul presupposto che trascorso un certo periodo di tempo dal compimento del fatto, per lo Stato sia venuto meno l'interesse a perseguire il comportamento e a tentare di reinserire il reo nella società.

Se si elimina la prescrizione senza effettuare altre riforme volte ad accelerare il corso della giustizia, senza mettere a concorso altri posti da magistrato, i tempi dei processi non si accorciano automaticamente e i processi possono diventare eterni. 
Pertanto la riforma Bonafede rischia di essere non solo inutile ma addirittura dannosa, se non anche incostituzionale (articolo 111 Costituzione Italiana, La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata). 

L'istituto è stato già travolto e distorto in passato. 
Ricordiamo la legge del  5 dicembre 2005, n. 251 (la famosa  legge ex Cirielli) che introdusse modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354 in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di (...omissis) e di prescrizione appunto
In particolare, diminuì i termini della prescrizione. Dell’accorciamento dei tempi di prescrizione si avvalse Silvio Berlusconi Risultato immagini per berlusconi silvio in aula a processe molti dei suoi (per questo la norma fu definita legge ad  personam), ma essa ha avuto effetto su tanti altri casi, da Stamina, ai disastri ambientali 
del petrolchimico e dell’amianto, ai processi sulla malasanità e altri.

Questo ripugna il comune sentire, quello  dell'onesto cittadino che apprende dai media di reati, di processi, di vittime e che poi vede andare tutto in fumo per l'intervento della famigerata prescrizione. 

Ma la soluzione non può essere quella dettata da giustizialismo e populismo, non può essere l'eliminazione della prescrizione a prescindere, ma una riforma ragionata, mediata, integrata della giustizia che purtroppo è lenta a volte lentissima.

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...