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sabato 15 giugno 2024

Mamma atipica

 Finalmente un giorno di riposo e relax. Avrei voluto svegliarmi più tardi ma l'incedere dell'età non lo consente. Comunque ho fatto colazione con mio marito e mi sono rintanata nel lettone, col balcone aperto sul panorama del mio paese. 

Le campane rintoccano, il venticello fresco muove le tende, il gatto mi fa le fusa. 

Sono lieta, leggera. Passo da una lettura all'altra, un libro di Riza, la raccolta dei test Tolc Psi, un testo di Maharishi sulla meditazione trascendentale, una spy story per ispirarmi (ne sto scrivendo una), una rivista. 

Dopo un'ora di letture sono andata a svegliare il mio Claudietto, l'ho convinto a venire nel mio letto e l'ho condotto in una meditazione a modo mio con un po' di body scan, un po' di respirazione diaframmatica, poi identica, sui chakra e così via. Ho messo insieme le mie conoscenze per farlo rilassare e predisporre a una buona giornata. 

Poi sono scesa di nuovo giù in cucina e ho preparato una ratatouille...

martedì 26 settembre 2023

NON C'E' NIENTE DA CAPIRE

 

Lasciar fluire

Quando proviamo malessere, quando l’angoscia si insinua nelle nostre giornate stringendoci il petto, quando l’ansia si impossessa di noi, spesso facciamo l'errore di cercare di capire il perché del nostro malessere, cerchiamo di darci una spiegazione logica. 

Siamo esseri pensanti, razionali ed è normale cercare una spiegazione, interrogarci, cercare le cause, cercare di arrivare a una conclusione con l'idea di dover quasi dipanare una matassa intricata. 

Così facendo rischiamo di dare una spiegazione errata, forzata dei nostri disagi che parlano un'altra lingua; spesso ci riferiamo a dei cliché, alle convinzioni errate che abbiamo su noi stessi: sono sbagliata, sono stata impulsiva o avventata, finisce sempre così,... 

Dopo l'analisi che ci riesce, la classificazione, la spiegazione di quanto è accaduto o ci tormenta, cerchiamo di "rimettere le cose a posto" coartandoci e confondendoci ulteriormente. 

Chiedersi il perché delle cose e delle emozioni è inevitabile, a volte necessario, ma quando si entra nella sfera delle emozioni e dei sentimenti, quando siamo in un piano diverso, quello del profondo e dell'inconscio, bisogna cambiare lo sguardo e il metodo di ricerca delle soluzioni. 

Impossibile risolvere i problemi dell'anima e dell'inconscio con la ragione, con la mente, con i pensieri. 

E' come se volessimo sistemare dell'acqua in scatole di cartone: è impossibile. 

Per anno ho fatto questi errori finché ho iniziato a capire, ad approcciare le cose in modo diverso, servendomi di guide illuminate come Sadhguru o ScardovelliMorelli di Riza Psicosomatica che seguo su YouTube o sulla carta stampata. 


Anche se sono tentata, quando sto male, di un male impalpabile e sottile quanto profondo, cerco di evitare di capire i motivi del malessere, di soffermarmi, di spremermi le meningi a trovare ragioni e perché. 

Non c'è niente da capire. Quando stiamo male dobbiamo solo accogliere e guidare, accettare e integrare. 

lunedì 25 settembre 2023

PENSIERO STOP

 

Gli psicologi e i saggi (io seguo molto R. Morelli, Ruga, Andreoli e Sadhguru)

Sadhguru, il 1° ottobre a Milano 

consigliano di non affidarsi al pensiero ma piuttosto al profondo. 

Il pensiero, la mente, la razionalità sono utili e necessari per risolvere problemi di ordine pratico ma non aiutano ad affrontare problematiche di tipo esistenziale. 

Il pensiero non aiuta a liberarsi dei disturbi e dei malesseri interiori, soprattutto quando lo utilizziamo per risolvere, per riesaminare in modo critico le sofferenze, gli accadimenti del passato che spesso passiamo al vaglio per trovare soluzioni relative all'attualità. 

Posso testimoniare che è davvero così 

Io sono una grafomane nata, mi esprimo scrivendo e praticamente da sempre tengo un diario. 

Ebbene, fino a qualche tempo fa, quando ero in ambasce, ripescavo dalla soffitta vecchie lettere e i miei diari, finanche il primo, quello del 1976-77,

I diari Holly Hobby 

e rileggevo, scavavo, esaminavo, confrontavo, cercando di capire come comportarmi nel presente, come si erano ingenerati convinzioni e comportamenti disfunzionali.

Niente di più sbagliato. Leggere quei diari mi faceva restare nel problema, mi impediva di evolvere e trovare soluzioni nuove, efficaci, diverse e "impregiudicate". 

(Mi propongo, quando avrò tempo, di sfogliarli ancora una volta e di gettarli via, al fuoco, quest'inverno, un fuoco di purificazione e addio, nel camino di casa, la casa dove vivo adesso o nel camino di casa di mamma, ove tutto è disfunzionalmente iniziato). 

Dunque, quando viviamo sofferenze, il pensiero continua a tornare indietro e a ripercorrere i momenti passati per trovare una spiegazione. 

La verità è che il passato non ha soluzioni per il presente. 

Ma c'è un posto profondo e intimo dentro di noi che ci riconosce e sa cosa ci occorre. Questo posto è il Sé,  ma può  anche essere chiamato  anche anima o profondo. 

A volte resistiamo. Ma i saggi ci consigliano di continuare a provare. 

Dunque come si fa a neutralizzare il pensiero a spegnerlo, a togliergli forza? Aiuta compiere gesti semplici, immergendosi completamente in essi, gesti da fare con le mani nei quali perdersi. 

Molto spesso è utile fare giardinaggio,


toccare la terra, fare l'uncinetto, cucire, disegnare, anche come i bambini in schemi fissi o colorare dei mandala (Il sostantivo maschile e neutro sanscrito maṇḍala (devanāgarī: मण्डल; adattato come mandala) è un termine polisemico che in particolar modo intende indicare un oggetto, anche sacro, di "forma rotonda", o un "disco", in questo caso specialmente se riferito al Sole o alla Luna... Fonte Wikipedia)
Mandala da colorare per perdersi nel gesto

 nella maniera che più ci piace, con i pastelli, con gli acquarelli, con i pennarelli. 

Importare è fare un gesto in cui perdersi, quello che è più congeniale al momento e che ci radica nella consapevolezza del presente. 

martedì 19 settembre 2023

RIMUGINIO MENTALE STOP

Sempre alla ricerca del benessere, proiettata sulla via della crescita personale, seguo molto Raffaele Morelli, i suoi video su YouTube e i suoi sapienti scritti raccolti in libri monotematici e nelle riviste Riza psicosomatica e Riza Relax. 

Talvolta appare difficile mettere in pratica i suoi consigli perché comportamenti e atteggiamenti mentali errati sono cronicizzati, tuttavia traggo sempre spunti interessanti, accendo propositi e mi arricchisco. 

Cambio prospettiva

Lasciarsi tutto alle spalle, come una scia inghiottita dall'acqua

Per star bene, Morelli consiglia di limitare le modalità che ci sottraggono energia, che creano conflitti e contraddizioni e perpetuano i disagi facendo solo il necessario, senza complicare troppo le cose.  

Il dolore non dura oltre il necessario se non lo tratteniamo, se non continuiamo a pensare ad oltranza alle cose che ci fanno e ci hanno fatto soffrire. Rimuginando  ci soffermiamo sulle cause che possono aver creato il dolore e così lo tratteniamo a noi a oltranza. Così avremo il cuore pieno di sofferenza. 

Troppo spesso sono rimasta ancorata al passato, ad analizzare, a soppesare, riempiendomi di altra sofferenza. Ho vissuto immersa nel rimuginio mentale, ma poi ho capito che non va, che così mi faccio solo del male. 

Spesso recriminiamo su quello che ci è accaduto. Perché proprio a me?

Perché doveva essere così, perché accade quel che deve accadere, quel che può accadere. 

Bisogna avvicinarsi alle azioni semplici, a quelle necessarie, come accade in natura. 

Gli animali fanno solo ciò che è necessario per sopravvivere e per la sopravvivenza della specie. Le piante fanno lo stesso. Orientano naturalmente le loro foglie e i loro fusti verso la luce (fototropismo, dal greco luce e nutrimento) e verso il sole (eliotropismo, dal greco sole e nutrimento). Non fanno altro. 

Noi ci complichiamo l'esistenza, desideriamo cose non necessarie, sviluppiamo ATTACCAMENTO, alle persone, alle case, alle cose, ai soldi, alle posizioni sociali, allontanandoci dal nucleo, inquinando la serenità nella quale siamo nati con RIMUGINII MENTALI.


Altra regola del benessere secondo i vecchi e i nuovi saggi  è riconoscere che tutto ciò che ci capitaci riguardaA volte ci diciamo "Questo cosa non lo voglio, non lo meritavo, non è giusto". Dovremmo invece dirci, "è così, è andata così, va bene così, così doveva essere, mi è successo, posso farvi fronte".  

Ci preoccupiamo dei nostri asseriti sbagli. 

Non esistono gli sbagli. Esistono le azioni fatte in in certo momento perché solo quelle potevamo o volevamo fare. Stop al processo alle intenzioni, basta soppesare, criticare. Meglio dire "questa cosa sono iomi riguarda, la mia psiche profonda è soddisfatta e si riconosce nelle azioni che le appartengono." Così, troverà le soluzioniInoltre, non dovremmo mai dimenticare che le difficoltà fanno evolvere. 

Una vita senza "sbagli" è una vita inutile, ha scritto qualcuno. 

Quando una difficoltà viene a trovarci è un "buon incontro", un momento evolutivo. Inoltre bisogna accettare che per trovare il vero benessere, dobbiamo prima incontrare i nostri demoni le parti di noi che ci disturbano, i nostri "difetti", i lati bui, quelli di cui ci vergogniamo, quelli che non vogliamo mostrare agli altri, ma che noi dobbiamo conoscere e accettare, accogliere e guardare. 


Siamo  luce e ombra secondo il grande Jung


Altra regola del benessere è uscire dall'idea che qualcun altro possa risolvere i nostri problemi: sono nostri, noi dobbiamo occuparcene, solo noi possiamo aver cura delle nostre ombrePer farlo, dobbiamo immaginarci come un raggio di luce che ha bisogno della sua ombra, secondo R. Morelli e RizaQuando i grandi psicanalisti parlano del  lo immaginano come un punto luminoso circondato dall'ombra

Quando riusciamo a far convivere luci e ombre dentro di noi, spegnendo il criticismo interiore, siamo sulla strada del benessere e riusciamo a combattere il rimuginio della mente. 


Fonti: Riza Psicomatica, Dott. R. Morelli, C. G. Jung

lunedì 18 settembre 2023

LASCIAR ANDARE

La natura non fa niente di inutile, diceva Aristotele.

L’uomo invece spesso pone in essere e mantiene sovrastrutture superflue, anzi dannose a se stesso, come relazioni finite, abitudini sbagliate e modi di pensare antichi, appartenenti a un'altra fase della vita. Manteniamo, non vogliamo disfarci di nulla perché abbiamo paura dell'ignoto, del cambiamento, di rinnovarci

Chi lascia la via vecchia per la nuova...

Ed è così che si genera un sovraccarico, un fardello, una zavorra che ci rende sempre pensierosi

Raffaele Morelli, in Riza Psicosomatica, che io leggo sempre con attenzione e piacere, ricavandone ottimi spunti, suggerisce di immaginare di essere un albero 


in cui ciascun ramo corrisponda a una relazione, a un compito, a un interesse coltivato, a un ricordo, a una convinzione, un atteggiamento, un ruolo.

Io, ahimè, essendo una persona complessa, sarei (e sono) un albero assai fronzuto, nonostante la mia gracilità, un albero costretto a portare la sua linfa vitale in molte, forse troppe direzioni: la famiglia più allargata, i figli, Claudio, le amiche,  il lavoro di GOT, l'avvocatura, gli immobili, la casa, le relazioni sociali, la spesa, la cucina, l'automobile, i libri da leggere, i libri da scrivere, i blog, i massaggi, lo yoga, il ballo, gli allenamenti col mio personal, la mia salute con tanto di medici e medicine, il mio cane Alfonsino e il mio gatto siamese ESKERE, i miei animali del passato, la cultura, le reminiscenze scolastiche, la moda, il vestire e, naturalmente, mamma, al centro del cuore e dei ricordi, e tutti gli altri e tutte le altre cose e più e più...


LA CULTURA, SCRIVERE, LEGGERE


LA CUCINA E LE FACCENDE DI CASA

INCONTRI CULTURALI 

LA SPESA E GLI ALTRI ADEMPIMENTI PER LA CASA

CLAUDIO E IL TEMPO CHE RECIPROCAMENTE CI DEDICHIAMO

I FIGLI, LA FAMIGLIA


GLI AFFETTI, LA FAMIGLIA, I RICORDI, IL PASSATO 

LO SPOR 

I rami continuano a crescere ma non tutti sono vivi e vegeti, la linfa però deve nutrire tutto l’albero, le parti vive come quelle morte, con un notevole dispendio di energie. È per questa ragione che un bravo giardiniere periodicamente pota le sue piante: tagliando i rami secchi il ciclo generativo della pianta si rinnova lasciandola più resistente agli attacchi esterni. Avrà una crescita più armoniosa e una maggiore fertilità. Se impariamo a farlo anche noi la nostra pianta potrà rifiorire…, dice Morelli. 

Che fare allora?

Eliminare relazioni e impegni che ci affaticano e  soffocano senza dare abbastanza in cambio; stabilire le priorità quando non si può fare tutto. Quando ci accorgiamo di essere stressati, di avere troppo pensieri, troppi problemi, quando capiamo da soli non non poter star dietro a tutto dobbiamo ricollegarci con la nostra essenza. 

Se non riusciamo a scegliere cosa eliminare, dobbiamo iniziare a fare quello che ci fa più piacere e a dire qualche no.


Una signora anziana e saggia era solita dire "con un no ti spicci e con un sì ti impicci". Ed è così. Di recente mi sono appropriata del no e lo rivendico. Prima ero sempre presente per tutti, per tutto, pasticciando magari. 

Adesso, se mi sento sopraffatta, non corro più. 

MI FERMO. Osservo, respiro, riparto da una cosa che mi fa star bene e così recupero energie.

LE COCCOLE DI ALF


GIARDINAGGIO E CURA DELLE PIANTE 

CUCCIOLI PELOSI E AFFETTUOSI

YOGA 

IMMERSIONE NELLA NATURA



UN GIRO IN MOTO 

UN MOMENTO IN SPIAGGIA 

LE TERME 


GIOCHI CON L'ACQUA 

  


lunedì 4 settembre 2023

Come vivere i disagi interiori

 Adoro approfondire temi di tipo psicologico; seguo molti podcast sull'argomento e video su YouTube;  sono abbonata alle riviste Riza psicosomatica e Riza Relax dirette dal noto psichiatra Raffaele Morelli.


Sin da quando ero  ragazza, mi appassionavano i temi e le letture di Freud o di Jung.

Forse fu allora che lessie della  distinzione tra Io, Superio ed Es, faccenda affascinante.

Di recente ho approfondito il tema comprendendo che la cosa più importante della nostra vita è essenzialmente quella di star bene con noi stessi, non tanto con gli altri, non tanto nella società ovvero tutto questo dopo e subordinatamente allo  stare bene con se stessi.

Ma come si fa a star bene con noi, a spegnere il giudice interiore, a non fare confronti? 

Ebbene, bisogna  imparare a non criticarsi, accettare ogni stato d'animo che arriva perché molto spesso disagi quali l'ansia, la paura, il panico non sono altro che manifestazioni dell'anima più profonda, di quella parte sotterranea nascosta; i malesseri  sono come dei messaggeri della nostra anima, messaggeri  che suggeriscono all'Io a volte prepotente che le cose non vanno, che dobbiamo modificare la nostra vita e mutare i nostri obiettivi, la nostra prospettiva.

A volte infatti l'Io ci porta testardamente a essere troppo immersi in una realtà esterna che esige da noi cose contrarie al nostro vero essere. La soluzione è quella di accogliere l'ansia, accettare il panico, guardare il disagio, accettare i messaggi e non soffocarli con i farmaci, non negarli perché verrebbero a galla ancora  più forti.

Per aiutarsi in modo efficace e naturale si può fare ricorso alla respirazione, alla meditazione, allo yoga, al mondo delle immagini.

Ma la cosa più potente di tutte, quella risolutiva e affidarsi alla creatività: fare cose semplici cone mani e scoprire i nostri vero talenti che molto spesso non coincidono col lavoro d'ufficio che crediamo di essere costretti a fare.

#LUNEDI #SETTEMBRE #MARE #LAVORO #MELONI #CERNOBIO #FORUM #CALISTHENICS #MONZA #GRANPREMIO #PARCO #RIZA #MORELLI #GOT #ESAME #CONFERMA

Lunedì

Sola nella mia casa al mare.

Intanto tutto riparte, è settembre

PARCO RECILLOSCAURI MINTURNO




Ho avuto contatti con il tribunale e corretto un provvedimento; ho aperto un ticket per assistenza tecnica e preso appuntamento per il 7 settembre, giorno della prima udienza della ripresa,  quando davvero la solita vita riprenderà.

Ma intanto ancora relax e dimensione sospesa.

Ho acceso la tv e ha ascoltato le notizie. La Meloni non è andata a Cernobbio al Forum Ambrosetti ma a Monza per il Gran Premio di Formula 1. Anche mio figlio Pietro. 

Ho fatto la mia solita colazione salutare a base di cereali, frutta secca e yogurt poi sono uscita, così in pigiama com'ero ma tanto qui al mare tutto è concesso, e sono andata nel vicino parco Pappa a recuperare un  costume perso da una mia amica rientrata a Caserta ieri. In realtà il costume,  più che perso, era  volato giù dal balcone.

Poi ho indossato brassiere, leggins e scarpette da ginnastica e sono uscita per fare una bellissima passeggiata sul lungomare






Mi sono fermata





a un  chioschetto  a prendere un caffè e lì ho suscitato le spontanee confidenze del barista che da poco ha perso la mamma. Gli si sono riempiti gli occhi di lacrime. Mi ha confessato di soffrire d'ansia e io gli ho consigliato di fare respirazione e meditazione; poi sono andata sorridendo intimamente per questi miei approcci così semplici, così familiari, così spontanei.

Sono arrivata al Parco Recillo e ho approfittato dell’attrezzatura calisthenics, bellissima e da poco installata,  per fare un po' di movimento; mi sento arrugginita dopo due mesi di torpore sul lettino della spiaggia.

Parco Recillo è un polmone verde di fronte al mare con un ampia gradinata, un grosso spazio dedicato agli attrezzi verde spontaneo, prato naturale, aria buona.

Mentre facevo gli esercizi, ho ascoltato Riza  di Morelli con le cuffiette; ne ricavo sempre buoni spunti per stare meglio, così come dalle riviste RIZA PSICOSOMATICA e RIZA RELAX cui sono abbonata. Al termine mi sono lavata le mani, ho preso un sorso d'acqua dalla fontanina e sono rientrata a casa per continuare la mia giornata  al mare.


Sto bene. 

Sento la solitudine, penso a mamma continuamente, mi manca, mi sento in colpa. E' un vuoto incolmabile. 

Penso ai miei figli a Milano, Bologna e Roma; penso a Claudio, così radicato a Venafro. 

Penso all'esame che devo fare per la mia conferma GOT, ne sono spaventata, penso al dover studiare e a scrivere, ai miei blog, a cercare assistenza per migliorarli, penso alla casa a Bologna, alla ristrutturazione, alla casa di mamma da sistemare e chiudere, all'idea di un negozio di usato, alle mie mille passioni, al ballo ad esempio, a come realizzarmi sempre di più e a placare il mio eterno rimuginìo mentale. 

Sono complicata e un po' stanca di vivere con me (!), non sono una persona facile. 

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...