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venerdì 26 novembre 2021

Bell'Italia




Umbria, Toscana, Emilia,...

Che bello andare in giro, su e giù per lo stivale, per diletto, per lavoro, per motivi di salute o di famiglia!

L'Italia offre il panorama più vasto e vario che ci sia: mare e monti, colline e città, paesini e boschi, laghi e parchi, strade e ruscelli, isole e vulcani.

Ed bello viaggiare in auto, in treno, in aereo e in nave, in ogni modo, perché la vita è altrove, un altrove che va cercato e raggiunto.

Di recente sono stata in auto  in Umbria dove ho visitato Orvieto

Duomo di Orvieto 

Duomo di Orvieto

e il suo famoso Duomo (pare sia stato costruito in maniera così sontuosa perchè destinato ad ospitare il famoso miracolo di Bolsena);












 

poi in Toscana, una regione che amo molto, dove ho rivisto Siena, piazza del Campo, il Duomo,
Duomo di Siena 

il Battistero 





















e il famoso quadrato magico, un palindromo perfetto scolpito nel marmo che si studia a scuola.



Lasciato il capoluogo ho percorso le vie del Chianti e l'Eroica, che Claudio vuole tornare in moto o in bici, ho scoperto il castello di Brolio e i segreti del barone Bettino Ricasoli, enologo geniale, ho conosciuto Gaiole e Radda e rivisto Castellina,





visitata più di venti anni fa con Monica  (di casa lì), Gaetano, Giovanni, Rosy, Claudio, Roberta e Franco Valente,  che magistralmente ci fece da guida.  Ho assaggiato squisitezze, la Toscana ne è patria. 















Ho cercato ricordi più antichi sul lago Trasimeno

Una quisita fonduta di formaggi al tartufo presso il ristoro del Buongustaio a Castiglione




dove con zio Peppino e mamma mangiai pesce 🎏 di lago all'Isola Maggiore.









Rientrata a casa, neanche il tempo di disfare i bagagli, sono ripartita in treno alla volta dell'Emilia e di Bologna.












Ho viaggiato con una Freccia Rossa che è una vera figata: veloce, comoda, funzionale, con tanti servizi di ristoro e di intrattenimento Wi-Fi  come film, musica, corsi, giornali.













Arrivata a destinazione per prima cosa sono corsa ad abbracciare mio figlio Claudio.

E poi l'ho coccolato tutto il tempo come ho potuto. 


Diana



Diana



Gli sono andata incontro verso l'università, poi mi sono letteralmente abbandonata alle dolcezze di una città che merita tutti i suoi nomignoli: la dotta, la grassa,  la rossa.

L'ho trovata rossa nelle manifestazioni in piazza Nettuno, grassa grassissima nei ristoranti Diana, Donatello e Buca di san Petronio, nelle vetrine dei negozi gourmet, nei mercati alimentari(il mercato delle erbe), dotta tra gli studenti, all'ateneo, nell'Archiginnasio,



al teatro comunale.

Bella, singolare, unica, antica  nei monumenti  e nell'impostazione architettonica, moderna tra la gente, multietnica, disinvolta, anticonvenzionale, allegra, produttiva.

Bologna è una città che corre, viva, veloce, attiva, indifferente, colorata.

I portici, che riparano dal caldo afoso e piatto d'estate e dal freddo umido e pungente d'inverno, ne sono l'anima coi loro pavimenti consumati e vari, i tanti clochard che vi si acconciano giacigli in modo quasi leggiadro, con tanto di abbellimenti e personalizzazioni, la gente che cammina frettolosa e chiusa nel suo mondo, con il telefonino alla mano e gli auricolari alle orecchie, vicina eppure lontana, gente moderna. 

Bologna è la bontà nel piatto con cibi della tradizione, piatti etnici, locali d'ogni genere, ma è soprattutto tortellini in brodo,










passatelli, tagliatelle al ragù, lasagne, guance, mortadella, zuppa inglese. 
Bologna è ancora la tradizione culianaria emiliana e l'innovazione, è monumenti arcinoti, segreti,...

Bologna è un tassello meraviglioso  in un mosaico eccezionale che si chiama Italia. 

E domani, beh, domani si riparte, e ancora, e ancora.


lunedì 26 novembre 2018

GITA IN UMBRIA

I luoghi dell'anima
GITA IN UMBRIA
Giuditta Di Cristinzi
Novembre, un mese un po' triste: metà autunno, giornate corte, fresche, ventose,  a volte piovose. Ci prende un po' di malinconia. Cosa c'è di meglio da fare, potendo,  che interrompere la routine quotidiana con una breve gita fuori porta, una fuga romantica, una puntatina in un'antica città d'arte in centro Italia e un breve soggiorno in una Spa?
Quando mio marito me lo ha proposto, ho colto l'occasione al volo, anche se lascio la mia piccola tribù, composta da una mamma anziana, tre figli adolescenti, una vecchia cagnolina e un gatto dispettoso in amore, sempre con un po' di preoccupazione e  rammarico.
Siamo partiti sabato mattina in auto, con comodo,   abbiamo imboccato e seguito l'Autostrada del Sole da San Vittore fino a Orte, dopo una statale, con una piccola sosta in un Autogrill per rifocillarci con semplicità,  un panino e una birretta; poi abbiamo proseguito tra le colline umbre, rapiti dal paesaggio verde, molle, ameno, fatto di coltivazioni ordinate, uliveti, vigneti in filari educati, allineati come soldatini disciplinati, borghi puliti, file di cipressi, vialetti, casali, cortili, facciate di case rivestite di cotto e pietre, sotto un cielo ancora terso e  mite. Intorno alle 14.00 siamo arrivati alla prima metà, Torgiano, indicato come uno dei borghi più belli d’Italia,  per trascorrere una giornata in pieno relax in una spa, acronimo latino che sta per salus per aquam.
La struttura scelta, BORGO BRUFA, è nuova, ampia, accogliente.
Immerso nel verde, composto da diverse costruzioni basse e  rustiche ma moderne e funzionali al tempo stesso, l’elegante resort è l'ideale per una remise en forme psicofisica, per chi vuole prendersi cura di sé in prospettiva olistica. Tante le possibilità e  i servizi:  piscina estiva, piscina interna, piscina esterna, idromassaggi, sauna finlandese, bagno turco, docce emozionali, zona relax, palestra, vasca salina, sala tisane, boxes massaggi, beauty e  air. Ce n'è per tutti i gusti!
Nello stesso blocco, al piano superiore, bar, caminetto, sala lettura, ristorante. I menù, curati dallo chef e dalla sua brigata affiancano piatti raffinati e  delicati a specialità locali.
A fine cena abbiamo trascorso un bel momento attorno a fuoco acceso, in un grande camino a centro stanza, mentre un affiatato duo maschile diffondeva note  di famosi refrain e una garbata  cameriera serviva coppette  di carta ricolme di  caldarroste. Io ho innaffiato  la serata con un buon bicchiere di Barolo chinato,  un vino speciale, ottenuto con l'aggiunta di zucchero e  spezie,  come radice di rabarbaro e genziana a un buon Barolo piemontese.
Ristorati dai trattamenti relax e da un buon sonno, la mattina della domenica abbiamo proseguito il piccolo tour alla volta di Perugia,  splendida città di origine etrusca, capoluogo della regione Umbria, posta nel cuore del Bel Paese, sintesi di bellezze, armonia , arte e  cultura tutte italiane.
Arroccata a circa 500 metri sul livello del mare, cinta da mura  etrusche e medievali, la città -sede dell’Università degli Stranieri e di uno degli atenei più antichi d’Italia (1308), racchiude un borgo ricco di bellezze e non basta certo un  giorno per visitarla. Son troppe le cose da vedere,  ma una passeggiata tra piazzette,  stradine, vicoli e scalette da un'idea dei tesori che custodisce. Un giro veloce è solo la promessa di tornare, magari per Eurochocolate o Umbria Jazz,  manifestazioni che la città ospita ogni anno a ottobre  e dicembre, facendo il pieno di turisti.
Noi abbiamo parcheggiato in basso, nei pressi della stazione e siamo saliti lungo una serie di scale mobili che attraversano la Rocca Papalina, un'opera di ingegneria e architettura che coniuga vecchio e nuovo,  armonia e  funzionalità, ove  tutto è curato,  pulitissimo  e  allietato estemporaneamente dalla musica lieve di un bravo artista di strada.
Saliti in cima, la città,  patria di Perugino e di Pinturicchio, si apre come uno scrigno di cose preziose. L’una dietro l’altra le tante cose da vedere gironzolando rigorosamente a piedi:  la Fontana maggiore, il Palazzo dei Priori, la Cattedrale, il Pozzo etrusco, la Galleria Nazionale; meraviglie che trasportano con la fantasia in un tempo lontano; poco purtroppo il tempo, sempre tiranno.
Arrivata l'ora di pranzo,  abbiamo solo l'imbarazzo della scelta perché sono molti i ristoranti e le trattorie più o meno rinomati che si aprono invitanti sulle vie del centro. I menù esposti in vetrina ammiccano ai passanti:  faraona alla leccarda, parmigiana di Gobbi,  torta al testo,  specialità al tartufo e ai funghi,  strangozzi, patè,  carni e pesce del vicino Lago Trasimeno.
Abbiamo scelto di pranzare all'Osteria 13, un locale carino e curato,  un tagliere di formaggi locali e salumi come  coppa,  prosciutto,  salame e soppressata di testa, un Macco di fave e cicoria con crostino croccante arricchito dall’aroma del pepe macinato fresco, chianina al sangue con sale rosa e olio locale da crudo,  il tutto innaffiato da un gradevole Montepulciano della casa.
Abbiamo lasciato un posticino libero per gustare qualche golosità cioccolatosa locale presso lo store della Perugina, casa leader nella produzione del cioccolato dove abbiamo trovato non solo i famosi Baci e il nero fondente Luisa,  ma anche praline,  cioccolatini alla  banana,  cioccolato al latte, blocchi al fondente extra,  tablò,  tavolette e nocciolati. 
Mancavo da anni da Perugia, ne avevo un ricordo lontano di visite infantili al Parco di Spagnolia o Città della Domenica, ideato dal figlio della nota imprenditrice Luisa Spagnoli, creatrice del Bacio Perugina,  dell'angora Spagnoli e della nota casa di moda omonima.
Ho ritrovato il centro migliore di come lo ricordassi,  una città bella, accogliente, pulita, funzionale, tranquilla, concreta, a  misura d’uomo.
Ciao Perugia,  tornerò!
Meriti più di una visita fugace,  ma ora mi aspetta la Venafro,  il  piccolo,  modesto, autentico  luogo della mia anima!



E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...