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sabato 23 settembre 2023

Cinema: IO CAPITANO di Matteo Garrone

 Arriva l'autunno e torna la voglia di andare al cinema.

Questa sera ci sono stata con Claudio e gli amici, a Campobasso, in una multisala, Il maestoso, che poi tanto maestoso non era,  a vedere il film del momento, Io capitano di Matteo Garrone.

Il film, acclamatissimo, è uscito nei primi giorni di settembre in 200 sale in Italia e ha già ottenuto  più di un milione di euro di incassi. Nei prossimi giorni sarà proiettato in 350 sale in Italia ed è stato acquistato in molti paesi all'estero.  

È candidato come miglior film straniero agli Oscar. 

Il regista capitolino ne ha parlato approfonditamente in un'intervista. 

Il film inizialmente è molto crudo ma poi si dipana in  momenti onirici e di fiaba fino ad un finale lieto ma non scontato. 

Parla di due ragazzi senegalesi, cugini, che hanno il sogno di andare via dal loro paese, non tanto per sfuggire alla guerra o per cercare migliori fortune economiche ma perché affascinati dall'Europa, dalla globalizzazione e dalla possibilità di diventare due rapper famosi. Contro la volontà dei genitori si mettono in viaggio. Dal Senegal passano nel Mali, quindi attraversano tutto il deserto del Sahara, giungono in Libia e vengono imbarcati nel Mediterraneo.

Il viaggio è terribile. Uno dei due, il "capitano" Seydou, alla fine viene posto da scafisti senza scrupoli al timone di un barcone carico di migranti proprio perché minore e non imputabile.

Ma prima di giungere al mare, i giovani dovranno affrontare prove cruente e pentirsi amaramente di essere partiti. 

Nonostante le avventure davvero toccanti, ci sarà il lieto fine dell'approdo in Italia.

Ma il viaggio è davvero un odissea. I ragazzi partono su un'auto a noleggio di fortuna con altri fuggiaschi, dovranno  pagare per avere dei passaporti falsi, verranno scoperti, dovranno pagare ancora la polizia corrotta per poter proseguire, arriveranno in Libia dove saranno  separati perché Moussa, il cugino di Seydou, aveva nascosto il denaro rimasto dentro di sé. Verrà   scoperto e imprigionato. Ma anche Seydou in seguito sarà   tradotto in un carcere libico dove, sottoposto a percosse e torture, verrà comprato, insieme  a un uomo adulto che si prenderà cura di lui e lo proteggerà, per svolgere il lavoro di muratore. Lavorerà nel deserto per uno strano personaggio ricco e otterrà in dono la libertà e la possibilità di imbarcarsi. Durante il viaggio nel deserto e dopo le torture in carcere, il povero Seydou sognerà di poter ritornare dalla madre, di poterla vedere, di poterla chiamare.

I momenti onirici addolciscono la crudezza del film, stemperano la tensione introducendo gli elementi della fiaba. E del resto in tutte le fiabe c'è anche dolore e crudeltà. 

I momenti di maggior pathos sono quelli della traversata nel deserto, su una camionetta che li sballonzolerà sulle dune, e le scene delle torture in carcere. Molti uomini moriranno ma le determinazione dei ragazzi  li condurrà alla fine del viaggi.

Arrivati a Tripoli riusciranno a ricongiungersi ma Moussa è stato ferito.

La prima parte è sicuramente più cruenta e più approfondita.

La seconda è più veloce e comincia a virare verso il lieto fine, verso il fiabesco. 

È un film particolare, quasi un documentario,  tutto in senegalese e in francese, con i sottotitoli e con degli attori, forse, non protagonisti 

Pone al centro una delle più grandi emergenze umanitarie dei giorni nostri, una tragedia che mi ha toccato tantissimo al momento del naufragio di tanti barconi nel 2015 e ispirato alla scrittura della raccolta Strage d'anime, dedicata a tutti i caduti del Canale di Sicilia.



 

venerdì 12 maggio 2017

Su STRAGE D'ANIME

Pubblico di seguito la nota che Amerigo Iannacone, scrittore, poeta e critico letterario, ha voluto scrivere sulla mia ultima raccolta di versi. Recensione pubblicanda sul FOGLIO VOLANTE. Lo ringrazio "pubblicamente". 


Strage d’anime

Una delle piú gravi tragedie di questo scorcio di terzo millennio, forse la piú grave, è quella dei profughi che fuggono dalle guerre, dalla povertà, dalla fame, e vengono a morire nel mare Nostrum. Una tragedia di fronte alla quale nessuno può rimanere indifferente. Tanto meno una persona sensibile come Giuditta Di Cristinzi. Ed ecco che, appunto, la poetessa  venafrana dà alle stampe una nuova raccolta di poesie, la sesta, dal titolo emblematico Strage d’anime.
Messi ad esergo, questi versi: «La poesia del viandante è triste / Come è triste il cuore / Di chi / Lascia casa e va / Senza sapere dove approderà.»
«Il sangue che arrossa ogni giorno le acque del Mediterraneo – scrive Beppe Costa in postfazione e non si può che condividere – ha la sua complessa, orribile, disumana ragion d’essere nella enorme ricchezza economica di pochi. Questa poesia non teme di schierarsi al fianco, vicino al cuore, degli ultimi, gli umiliati, gli offesi, i rifiutati, le cui vite vengono spente con una indifferenza che fa rabbrividire. Tuttavia proprio questa poesia ci fa affermare che fino a quando ci saranno poeti disposti a cantare la sofferenza, il dolore e la morte, e a riviverli in sé facendoli propri fino in fondo, in modo tale che la vita e l’umanità possano infine vincere in ciascuno di noi, non ci vergogneremo di dirci esseri umani.»
Ecco, Giuditta Di Cristinzi si schiera dalla parte di chi non ha nulla, dalla parte di quei poveri cristi che sperano nella vita e spesso trovano la morte.
Il linguaggio è semplice, volutamente semplice, quasi da articolo di cronaca.
Ed ecco, sotto il titolo “Notte”, una poesia che quasi ci fa vedere un ragazzo durante l’angosciosa traversata: «Sento di avere la febbre / Dentro questa notte di luna piena / Tremo e ho sete / Disteso, coperto / Solo da pallide stelle / Le onde paiono cullare / Il mio tormento / Ho paura / Giungerò / Alla fine di questa notte?»


Giuditta Di Cristinzi, Strage d’anime, L’Erudita, Roma 2017, pp. 66, € 12,00. Poesie. ISBN 978-88-6770-209-1.

martedì 9 maggio 2017

Strage d'anime Breve storia delle migrazioni II

Copertina
...segue

Negli anni "70 vi è stata un'inversione di tendenza. Il nostro Paese, storicamente luogo di partenza di migranti, ha cominciato ad attirare, grazie al boom economico, donne dell'est europeo, filippine, tunisini, marocchini, slavi. Molti si sono impiegati come collaboratori domestici, o in edilizia, o come venditori ambulanti. 
La caduta del muro di Berlino nel 1989 e la frantumazione dell'URSS hanno favorito ulteriori  spostamenti verso il nostro paese e poco dopo sono iniziati gli sbarchi dal sud del Mediterraneo. 
Rileggere la storia delle migrazioni dunque dimostra che i flussi si sono avvicendati e invertiti negli anni; che si sono creati rapporti di potere a livello mondiale e che tutt'ora c'è un continuo travaso di forza lavoro. 
Attualmente, in Italia si grida all'invasione, ma i dati dicono altro. La presenza -registrata- di cittadini non comunitari in Italia nel 2016 è di circa € 4.000,00 di unità.
Quanto agli sbarchi, secondo i dati dell'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, sarebbero stati circa 60.000 nel 2013, 124.000 nel 2014, 153.000 nel 2015, 180.000 nel 2016. 
Non sono cifre apocalittiche che un paese industrializzato qual è il nostro non possa sostenere con l'aiuto dell'Europa. 
Presentazione a Campobasso 
I migranti provengono essenzialmente dalla Nigeria, dal Gambia, dalla Somalia, dall'Eritrea, dalla Guinea e dalla Costa d'avorio. Si tratta di paese tempestati da anni da guerre civili e dittature sanguinarie, da instabilità politica e sociale. La maggior parte di chi si mette in cammino nel deserto e supera a piedi confini e agguati, di chi si affida all'incerta navigazione di un barcone o di un gommone, spesso bambini soli, lo fa per sfuggire alla guerra e alla morte certa. 

Questi fatti e le emozioni violente e commosse che ho provato ascoltando quasi quotidianamente notizie di naufragi e di morti in mare aperto, hanno ispirato Strage d'anime, una raccolta di poesie semplici, povere più che mai, prive di retorica e di sovrastrutture dedicate a tutti i migranti del mondo e ai caduti del canale di Sicilia. 

 

mercoledì 3 maggio 2017

STRAGE D'ANIME e LE MIGRAZIONI

La copertina
La questione dell'immigrazione è di grande attualità ed è un tema che appassiona e divide l'opinione pubblica, i media e la politica. Molti i luoghi comuni da sfatare. 
In realtà, il fenomeno delle migrazioni è antico quanto l'uomo e va ricostruito e storicizzato per essere ben interpretato.
Gli uomini si muovono da sempre e meno male che sia così, altrimenti la vita del genere umano sarebbe rimasta confinata in Africa. I motivi degli spostamenti vanno rinvenuti essenzialmente in esigenze economiche. 
Nelle epoche più antiche l'economia era essenzialmente legata alla pastorizia, al commercio, alla navigazione. Pertanto, molte popolazioni erano nomadi e si spostavano alla ricerca di sostentamento e risorse. 
Nel Medioevo il concetto di viaggio mutò e l'economia, legata maggiormente alla proprietà terriera e all'agricoltura, non favorì grandi migrazioni,  ma in questo periodo si sviluppò la sete di scoperta  e il desiderio di grandi viaggi. Basta pensare ai lunghi itinerari di Marco Polo nel lontano Oriente e alla scoperta epocale di Cristoforo Colombo. Proprio la scoperta dell'America (12 ottobre 1492) segna la fine del Medioevo e l'inizio dell'epoca moderna. 
Questo evento segnò l'inizio di una grande emigrazione, forse la più grande di tutti i tempi. Nel '500, nel '600 e nel '700  circa 55.000.000 di persone di spostarono dal Vecchio Continente verso le Americhe, l'Africa e l'Oriente in cerca di fortuna. Colonizzarono questi territori, imposero il loro governo, combatterono le popolazioni indigene e diedero il via alla tratta di circa 11.000.000 di schiavi. Tanti furono infatti i neri forzatamente spostati in America e avviati all'agricoltura nelle piantagioni di cotone. 
Tra l'Ottocento e il Novecento molti italiani dovettero espatriare per mancanza di lavoro e risorse; circa 16.000.000 raggiunsero gli USA, il Canada, il Brasile, l'Argentina, l'Australia e in seguito anche i paesi del nord Europa.  
Solo negli anni "70, con il boom economico,  vi è stata un'inversione di tendenza.... segue.
Una foto della presentazione di STRAGE D'ANIME
a Campobasso presso la sala consiliare del Comune
del capoluogo molisano

venerdì 14 aprile 2017

STRAGE D'ANIME

Da pochissimi giorni è nata la mia settima creatura letteraria, il mio settimo libro intitolato STRAGE D'ANIME, una silloge poetica scritta tra agosto e settembre del 2015, sul tema dell'immigrazione.
Durante l'estate di due anni fa tanti sbarchi di migranti ebbero tragico esito. Quasi quotidianamente i media diffondevano  notizie e immagini strazianti e io, emotivamente coinvolta, volli scriverne con annotazioni fattuali. E la creazione fu veloce, istintiva, spontanea. 
Ma, tutto considerato, i testi hanno una lunga gestazione: alla  composizione seguono  revisione, ricerca di un editore, tempi tecnici di pubblicazione, ...
Pertanto sono passati  mesi, ma il tema è rimasto tristemente attuale.
Gli sbarchi sono continuati, l'argomento accalora,  appassiona, preoccupa, divide. Le soluzioni o perlomeno la ricerca  di queste spetta alla politica. 
Al poeta ovvero alla donna semplice che sono resta solo la possibilità di parlare, di dire, di scrivere, di esprimere le emozioni provate nel profondo, forse da tutti o almeno da molti, rendere quello che è sentimento comune. E questo ho fatto in assoluta naturalezza componendo STRAGE. 
Spero possa piacere. 
E' un genere completamente diverso da quello delle ultime pubblicazioni, il giallo IL CASO DI ROCCAVENTOSA e i racconti di SOLO UNA DONNA. 
E' poesia, è una raccolta di liriche, questa volte civili e non intimistiche, personali, familiari o amorose. 
Ma è comunque il ritorno al mio primo amore, al mezzo più spontaneo e schietto che ho di esprimermi. 
La raccolta è preceduta da una prefazione dell'amico filosofo Francesco Giampietri, giovane e talentuoso concittadino, e seguita dalla gentile nota di Beppe Costa, poeta di fama nazionale, che a voluto farmi dono della sua attenzione. 
I libro è edito da L'ERUDITA di Roma, Gruppo Giulio Perrone Editore, è stato curato dai redattori Antonio Sunseri e Tommaso Castellana e si avvale della pregevole copertina di Simona Sanzi. 
Nei prossimi giorni le presentazioni a Campobasso, Roma, Isermia, Venafro, Scauri.

ISBN 978-88-6770-209-1

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...