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domenica 12 febbraio 2023

Secondo giorno

Il secondo giorno ad Atene, sabato 11, è coinciso con il compleanno di Claudio.

Auguri amor mio!!!

Dopo una lauta e buona colazione in hotel 🏨 con feta, yogurt greco, formaggio e tante altre cose buone, ci siamo diretti verso l'Acropoli. 

Alla biglietteria ci siamo imbattuti in una guida, Attanasio, l'immortale, che per la "modica" cifra di 20+10 euro 💶 ci ha fornito di biglietti e spiegazioni. 

Era una macchinetta, parlava italiano velocissimamente e bene spiegando  dell'Acropoli, dell'Odeon, del Partenone e dell'Eretteo. 

Meravigliosa visita, splendido panorama. Ma ricordo che quando ci sono stata con mamma e babbo ❤️ si entrava all'interno del tempio.
















sabato 11 febbraio 2023

La culla

L'ultima volta che sono stata in Grecia, ad Atene, è stato 40 anni fa, con mamma e babbo. 






È stata la prima e l'ultima volta che babbo si è concesso ed ha concesso un'uscita fuori porta alla sua seconda famiglia. Gli altri figli erano ormai grandi e pressoché sistemati  e quindi babbo si era sentito  autorizzato a partire solo con mamma e me.

Credo che mamma avesse sempre desiderato un momento del genere, tutto nostro.

Prenotarono un viaggio di una settimana nella capitale greca perché io avevo frequentato il primo anno del liceo classico, avevo studiato un po' di greco e di arte  ellenica,  l'Acropoli, il Partenone e  l'Eretteo  con il nostro professore di storia dell'arte Tonino De Luca.  

Chissà se è vivo ancora. Era tanto bravo, lo ricordo con piacere.  Prendemmo da Roma un aereo dell'Alitalia, un Boeing 747, arrivammo nella capitale, ci trasferimmo in taxi  in albergo, un albergo bello, di tre o quattro stelle situato nella piazza centrale, di fronte al palazzo governativo mi sembra, dove vedevo sostare le guardie impegnate nel loro ufficio e nel cambio allo scoccar dell'ora, in costume tipico ellenico, con tanti di zoccoli.

Prendemmo posto in un'unica stanza, su in alto, ove godevamo di una bella vista. Ricordo che facevamo per lo più  colazione, pranzo e cena nel ristorante panoramico dell'albergo.

Mamma e babbo mi portarono a visitare l'Acropoli,  il Partenone,  l'Eretteo, l'Agorà, il Museo Nazionale, Capo Sunio, il porto del Pireo, la Plakka, i resti della città antica, culla della nostra civiltà...

mercoledì 21 ottobre 2020

AUGURI

Oggi Pietro ha compiuto 22 anni! 


Mamma mia, quanto tempo è passato, quante cose sono accadute, quanti ricordi affollano la mente. 

La mattina del 21 ottobre 1998 (mi pare fosse mercoledì come oggi) mi svegliai verso le 4, scesi giù, pioveva a dirotto, c'era vento, io ero smaniosa, nervosa, uscii fuori e mi misi a raccogliere i panni stesi per non farli bagnare. Poi cominciarono i dolori, sempre più forti. Mi sedetti sul divano e cercai di fare qualche esercizio di respirazione, invano. In realtà soffrivo molto e avevo paura. 

Alle 6 svegliai Claudio e gli dissi di andare, che era arrivato il momento. Anche lui era teso ed emozionato. Ci vestimmo, prendemmo la fatidica valigia e uscimmo di casa. Claudio ebbe la felice idea di fermarsi in bar a fare colazione. Io mi contorcevo appoggiata al bancone sotto lo sguardo perplessi di camionisti e avventori mattutini. Eravamo giovani e inesperti.  Andammo via e arrivammo presto in ospedale (allora c'era, il glorioso Santissimo Rosario), mi diedero una stanza e mi trattenni lì per un po'. Chiamammo le nostre mamme e alle 10 mi spostarono in sala travaglio. Ne ebbi per un po' e alle 12 mi portarono in sala parto, mia sorella Iva, mio angelo custode, sempre presente. 

Alle 12.55 nacque Pietro. Rosso, con i capelli neri e bagnati, aveva la camicia. Dopo poco, in camera, me lo attaccarono al seno e cominciò a succhiare forte. Bevve parecchi grammi di latte. Che tenerezza! Ho sempre pensato che l'amore tra noi sia nato in quel preciso momento, chissà.

E così, dopo la prima infanzia, l'asilo, la scuola, il liceo, lo sport, gli interventi chirurgici, l'università, eccoci qui  a festeggiare alla maniera COVID i 22 anni. 

Da ieri sera faccio i conti, adesso era ancora nella pancia, ecco, mancava poco, adesso stava per nascere, ...

Grande emozione la prima maternità, forte. E Pietro ha continuato a darmi forti emozioni sempre, preoccupazioni e soddisfazioni. 

Ma ora stop ai pensieri nostalgici, vengo ad oggi.

L'ho onorato con un pranzetto semplice ma gustoso (purtroppo Ale non c'è, è a Roma). 

Ho preparato qualche stuzzichino per antipasto, dei paccheri conditi con porro soffritto, zuccchine, salmone e panna e un contorno di bietole ripassate con aglio, acciughe e capperi. 



Per finire ho provato a fare un dolce particolare di cui mi ha dato la ricetta la mia amica pasticcera Antonella: una sofisticata cheesecake cioccolato e mandarino, un mélange di gusti ben assortiti.




Ho tritato i frollini e li ho amalgamati e compattati con il burro fuso; ho aggiunto uno strato cremoso e goloso realizzato con panna fresca montata, yogurt greco compatto, formaggio morbido e zucchero, cui ho aggiunto cioccolato fondente fuso. Ho livellato lo strato e messo in frigo a raffreddare. 

Intanto ho premuto dei mandarini, ho setacciato e messo sul gas con poco zucchero da sciogliere. Poi ho completato con la colla di pesce ammollata, ho coperto il dolce e ho messo in frigorifero a raffreddare e "indurire". Stamani ho decorato con "citazioni" degli ingredienti: biscotti, cioccolato e mandarino

Il dolce è di facile realizzazione, gustoso e non banale, goloso di cioccolato, leggermente aspro di yogurt e succo, fresco di frigo e gelatina. 


AUGURI PIETRO!

giovedì 6 agosto 2020

FESTA A SORPRESA

Ieri è stato il compleanno della mia amica "marina" Valeria, un compleanno importante che ha siglato il mezzo secolo di vita. 
Il maritino, Giancarlo,
un marito devoto e compito, colonnello dell'esercito dalle molte missioni, ha organizzato per lei, unitamente alla figlia Elena,
una festicciola a sorpresa in casa. Ha invitato pochi, intimi amici del mare e di casa e ha preparato un ricco rinfresco.
La sorpresa è riuscita in parte perchè Valeria ha il controllo della casa e nulla le sfugge, ma comunque ne è venuta fuori una bella serata. Siamo arrivati puntuali  dai nostri ospiti. Giancarlo ci ha accolto  in cima alle scale. Abbiamo fatto gli auguri a Valeria, bellissima e luminosa in bianco. 
Tanti i bouquet che ornavano la tavola imbandita con salumi, rustici, mozzarella, pizzette, cornetti salati ed altri sfizi. 
Giancarlo ha attinto alla sua ricca cantina e ha stappato vini campani e ottime bollicine Ca' del Bosco e Valdobbiadene. 
Mentre chiacchieravamo e pasteggiavamo in terrazza, sorpresa nella sorpresa, è arrivata Roberta,
la primogenita, al rientro dalle vacanze in Sardegna,  per fare di persona gli auguri alla mamma commossa e felice. 
Tra un bicchiere e una chiacchiera, un assaggio e una risata, siamo arrivati al momento della torta e delle candeline che Valeria ha spento con le figlie, ragazze meravigliose, belle di bellezza non comune, dentro e fuori, serie, educate, sorridenti, studiosissime da sempre, dal liceo alla Nunziatella, dall'Accademia alla Bocconi. Cinque le candeline simboliche per Valeria, cinque i desideri da esprimere, cinque gli auguri: salute, serenità, tempo, amore  e leggerezza. 


Sì, Valeria, più leggerezza ti auguro, perchè come scriveva il grande Calvino "leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore. [...]"!

giovedì 2 luglio 2020

CHE GIORNATA!

26 giugno 2020 

Giornata quanto mai varia. 
E' il compleanno del mio fratellone amatissimo Umberto.

Il primo pensiero dunque è stato per lui. Ho pensato di preparargli un dolce seguendo una ricetta di Benedetta Rossi, la torta soffice noci e mele  di facile esecuzione e di bell'effetto.






Mentre la torta cuoceva, ho finito di verniciare lo scaffale nero


che ho svecchiato con una tinta chiara per assecondare Pietro che vuol riporci nella sua stanza le coppe e i riconoscimenti del suo recente passato sportivo. 

Poi sono passata  dallo studio dove ho avuto una riunione di lavoro a mezzo teams (on-line), ho portato la torta a Umberto sperando sia buona quanto bella e  sono partita per il mare. Non ho saputo resistere alla tentazione di fermarmi per strada in un bazaar cinese per comprare un po' di stupidaggini e di cianfrusaglie per abbellire la mia casetta a Scauri.


Finalmente, terminate le incombenze, sono scappata in riva al mare a prendere  il sole.
Dopo un po', una gradita sorpresa: Amelia ed Eleonora sono venute a farmi una gradita visita così abbiamo trascorso il resto del tempo a chiacchierare, ricordare i bei tempi di scuola,



a parlare delle nostre vite arrivate al mezzo secolo ed oltre, a passeggiare e a consumare una cena semplice a Lo Scoglio.

Dirò una cosa banale ma l'amicizia è una cosa meravigliosa, un dono, una pianta 🌱 da coltivare. Amelia ed io ci conosciamo da settembre del 1980, agli inizi del Ginnasio, quando la nostra "Enzina" ci prese sotto le sue ali maestre e ci condusse con un talento pedagogico unico dalla preparazione acerba delle scuole medie alla maturità del Liceo.

Grazie, mille volte grazie. La nostra prof non ci ha insegnato le nozioni, ovvero non solo le nozioni, ma la curiosità, l'amore per il sapere, con il suo modo vivace, profondo,  vario, eclettico di fare lezione per quattro ore filate, saltando da una cosa all'altra, passando agilmente dal latino al greco, dall'italiano alla storia, dalla geografia alla filosofia, dell'attualità alla politica. 
Bei ricordi. 
Quei due anni mi hanno molto formata. 

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...