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venerdì 1 aprile 2022

Forse c'è un tempo per parlare e un tempo per tacere. Forse adesso sono in quest'ultimo. Sebbene io sia così eloquente, ora è  il momento di riflettere. 

Negli ultimi tempi ho scritto tanto, ho pubblicato, ho curato con costanza il mio blog e ho condiviso molto sui social avendone un ritorno di simpatia e plauso ma anche di qualche fastidio e molti giudizi. Questa cosa me la sono sentita forte addosso e all'improvviso ho iniziato a non pubblicare più, stanca di essere attenzionata nel bene e nel male. 

Certo, continuo a scrivere, sto lavorando molto faticosamente, da settembre, al mio romanzo, che nel frattempo ha cambiaro nome. Non si chiama più E in mezzo l'equatore ma Volevo solo ballare. Però le pagine, anzi le righe, escono fuori lente e faticose. 

Questo è l'anno in cui anche Claudio Maria è andato via, a segnare una stagione della vita finita per sempre, i figli a casa, al liceo, i figli bisognosi di me, è l'anno in cui io e Claudio siamo rimastio soli, ad osservare il nostro rapporto, nudo, così com'è, a misurarci dopo 28 anni insieme, è il momento in cui soffro stanchezza al lavoro, difficoltà di rapporti e insoddisfazione del ruolo, sempre un po' misconosciuto e lontano da un effettivo riconoscimento. 

Sono i giorni delle numerose sentenze GdP, quelli in cui ho tentato di evadere con dei viaggetti, peraltro ora abbandonati, ma sono soprattutti i giorni del declino inerosabile di mamma, un declino cattivo e lento cui lei reagisce deprimendosi nel cupio dissolvi e nel desiderio di stare di più con me, di possedermi, come sempre, e io (reagisco) con gli incubi e i pensieri continui della sua fine. Forse tento di esorcizzarli occupandomi della cappella e del vestito per quando sarà ma il risultato è sempre uno stato di dolorosa sospensione, in attesa. 

Voglio viaggiare, fuggire, evadere, ma non è dato. 

Voglio scrivere, ma mi riesce difficile, voglio andare avanti e non pensare al passato, alle persone che mi hanno molto deluso, persone vicine, ora completamente assenti, che non fanno una visita o una telefonata a me o a mamma, dopo aver tanto avuto. Persone di principio, gli adamantini li chiamo, severi nel giudizio, anelastici, paralizzati dal rancore, un rancore che supera la gratitudine. Un rancore così profondo da essere ingiustificato.

Acci, com'è tosta la vita. Quando pensi di aver imparato come prenderla, dà un affondo che richiede altre risorse, altre energie, nuovi equilibri. 

Il tempo corre e la pelle avvizzisce, il tempo corre e noi siamo in scadenza, il tempo corre e io lo perdo. 

In questi giorni sto cercando di leggere l'Ulisse di Joyce ma è davvero complesso. Tosto, incomprensibile ma voglio farcela. 
 

Aspetto, aspetto che mi torni la vena giusta. che forse è già in viaggio. 

domenica 11 ottobre 2020

Eccomi qua!

 - Ma non scrivi più?

- Sei sparita dai social!

- Che fine hai fatto?

Le amiche mi chiedono che faccio.

Non scrivo più? Impossibile, scrivere è come respirare. Scrivo sempre, magari altro, oppure sul blog, senza condividere su Faceboook o altrove, ma  scrivo, scrivo sempre. 

Ho finito il racconto TRAGEDIA GRECA, che adesso deve viaggiare, prendere il suo volo. (E' un'altra avventura "gialla" dell'ispettore Costa (che ha le sembianze di babbo da giovane e si chiama Sandro come lui), finalmente trasferito a Venafro, nel 1949. Quindi la storia si svolge per le vecchie strade del nostro paese e al liceo, il nostro glorioso liceo classico, dove il professore di lettere è morto avvelenato dalla cicuta mentre recitava il ruolo di Socrate nel Fedone di Platone, durante le prove generali, addì 31 maggio 1949 (e qui ci scappa la citazione e l'omaggio a mia sorella Adriana, cui ho dedicato il racconto), mente sostituiva nella parte del famoso pensatore greco il bel professore di filosofia...).

Ora sto scrivendo CORANOVIRUS, una spy story, semiseria sulla sciagura che c'è capitata. (Un goffo presidente degli Stati Uniti, la quinta moglie, un virus che deriva dai pangolini, o forse no, creato in laboratorio, da chi? Perchè? I rapporti commerciali con la Cina, i servizi segreti, il figlio contagiato, insomma una realtà romanzata, ma come si sa la realtà supera sempre la fantasia).Vi renderò conto a suo tempo, perchè purtroppo queste elaborazioni  non sono poi così veloci.

E poi c'è  stata tutta la vita quotidiana da riorganizzare dopo la lunga estate, l'inizio della scuola, le esigenze dei ragazzi, mamma, la casa, il lavoro. I lavoro più complicato al tempo del COVID, le udienze in presenza e per iscritto e da remoto, i rinvii, i provvedimenti, la nuova organizzazione, ...

Insomma mille cose, a volte meno piacevoli della scrittura spontanea e disincantata, ma necessarie.

Ma comunque, eccomi qui, sempre con la penna in mano o, forse, ormai, con le dita sui tasti di un pc.

venerdì 5 giugno 2020

SCRIVERE

GLI 11 COMANDAMENTI DI HENRY MILLER PER SCRIVERE

Henry Miller, autore di Tropico del Cancro e  Tropico del Capricorno (io sto scrivendo E IN MEZZO L'EQUATORE), aveva una rigida disciplina di scrittura. 
Ecco i suoi 11 comandamenti (difficili da seguire), raccolti nel suo manuale Henry Miller on Writing.7 giugno 1980, muore Henry Miller. Correggiamo Bianciardi - Pangea


1. Fai una cosa alla volta e non passare alla successiva finché non l’hai completata.

2. Non cominciare altri nuovi libri, non aggiungere altro materiale a ‘Black Spring.’
3. Non essere nervoso. Lavora con calma, con gioia, con coraggio o come ti pare.
4. Lavora seguendo il Programma e non in base al tuo Stato d’Animo. Fermati al momento stabilito!
5. Quando non puoi creare, puoi  sempre lavorare.
6. Aggiungi un po’ di cemento ogni giorno, invece di nuovo fertilizzante.
7. Resta umano! Vedi gente, vai in giro, bevi se ti viene voglia.
8. Non sei un cavallo da soma! Lavora solo con piacere.
9. Dimentica il Programma quando ne senti il bisogno ma poi torna a seguirlo il giorno dopo. Concentra. Riduci. Escludi.
10. Dimentica i libri che vorresti scrivere e pensa solo al libro che stai scrivendo.
11. Scrivi sempre e prima di tutto. Arte, musica, amici, cinema vengono dopo.

Quanto è bello!
Quanto è difficile!


lunedì 11 maggio 2020

SCRIVERE

Scrivere stanca.Salute – Imparare a scrivere… che fatica! | TG24.info RubricheNon lo dico solo io. 
Scrivere è una fatica immane nella quale si impiega energia, testa, pensiero, ma anche anima  e sentimento.Giacomo Fasola on Twitter: "Molto bello il pezzo di ...
E' necessario avere l'ispirazione e limarla attraverso idee e  tecnica.Scrivere. Una fatica nera | Alessandro Lucchini | Deus | 1996
Io amo scrivere, per me è un impulso, ma è anche una cosa dalla quale a volte stranamente rifuggo. Mi sveglio la mattina e decido: "oggi scrivo al romanzo, oggi finisco il racconto, ...".Franco Forte - Scuola di Scrittura 7 - Scrivere è fatica - YouTube
Poi ci giro attorno, mi metto a fare i servizi,
a cucinare,
vado a fare la spesa, lavoro alla consolle,
vado allo studio e da mamma, faccio mille altre cose (tutte necessità),  proprio come se volessi evitare di scrivere; Problemi di sQuola'': La fatica di leggere - ATNews.itc'è una sorta di strano evitamento che confligge con il desiderio che ho di farlo; forse questo dipende dal fatto che per scrivere ci vuole tempo, idee, concentrazione, spazio, metodo, solitudine, sofferenza a volte, convinzione. Bisogna annullarsi e bisogna che ci sia un silenzio non solo materiale ma interiore.Libri. "Pavese, Fenoglio, Calvino: il mestiere di vivere, il ...
La ridda di pensieri che in genere mi accompagna deve essere sedata. Scrivere la mente: un libro, un convegnoInsomma scrivere è comme o' c. ... : nn vò pensier!


E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...