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martedì 10 ottobre 2023

Ottobrata alle terme di Suio


Il meteo continua a regalarci giornate bellissime, miti e piene di ☀️ sole. 

Anche se abbiamo ripreso a lavorare, il weekend fa venir voglia di uscire e godersi questa splendida ottobrata. Non ne ricordavo di belle così dall'anno 1988. (Ricordo che il 27 ottobre di quell'anno andai da casa a Roma, all'università, per fare l'esame di diritto commerciale indossando un pantalone di lino nero, una maglietta di cotone e un paio di scarpe aperte.)

Tanto tanto tempo fa. Adesso molto è cambiato, ma non la mia voglia di sole e mare. 

E così sabato ho deciso di andare alle terme di Suio, nel  comune di Castelforte, con mia sorella Iva.

Abbiamo scelto -tra i vari-  lo stabilimento di Sant'Egidio, il più grande e forse il più vecchio. 

La struttura andrebbe rinfrescata e ristrutturata un po' ma il parco e le sue piscine sono di prim'ordine. 

L'acqua delle vasche è acqua sorgente calda e solfurea, indicata per tutti i problemi della pelle e articolari. Lo stabilimento consta di un grande albergo con zona riservata ai trattamenti convenzionati con il SSN come i fanghi, un ampio giardino, un parco che si estende fino alla riva destra del fiume Garigliano con zona picnic e svariate piscine con acqua calda di diverse temperature. Le vasche sono dotate di getti, idromassaggi, sedute e cascate. 

Al Sant'Egidio c'è anche una pizzeria 🍕 e un bar tavola calda per rifocillarci.

Insomma è un bel posto in cui passare momenti di grande relax in acqua calda, soprattutto in autunno. 

Mi dispiace solo che il comune di Castelforte non incoraggi il turismo, non faccia la giusta e dovuta manutenzione alle strade e alle infrastrutture ma Suio ha grandi potenzialità. 












martedì 3 ottobre 2023

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI

Sono un got, un giudice onorario di tribunale (non amo l'appellativo postumo di gop, giudice onorario di pace), dal 2002. 

Sono un lavoratore a nero dello stato italiano, un professionista sfruttato, un avvocato orfano, un giurista che conosce di cause e fa giustizia emettendo decreti, ordinanze e sentenze esattamente, salvo che per competenze diverse e superiori, come i magistrati professionali o di carriera, ovvero coloro che hanno superato un concorso per esami e non per titoli come me. 

Finora, in futuro vedremo, lo stato si è servito di me e dei miei colleghi per smaltire il contenzioso, per decidere valanghe di procedimenti, alla modica spesa di 98 euro lordi a udienza. (Ma ci è stato vietato fare più di due udienze a settimana per non gravare sui conti pubblici. Vedremo d'ora innanzi). 

Io non ho goduto di maternità, malattia, ferie, contributi per la pensione. Perchè l'ho fatto? Beh, questa è un'altra storia e comunque sono fatti miei.

Ebbene, hanno tentato tutti o quasi di fare una riforma che ci desse diverso riconoscimento e inquadramento, da Mastella a Orlando. 

Finchè non ci ha pensato il giudice costituzionale e ministro Cartabia. 

Con la sua riforma ha stabilito che noi poveri magistrati onorari, in carica da chissà quanto tempo, con esperienza spesso più che ventennale, per essere legittimati a continuare, dovessimo fare una sorta di esame

Ed ecco che, con nota prot. x del tribunale di y del 21 settembre 2023, in seno alla procedura di conferma nell'incarico, sono stata convocata a sostenere la prova orale domani alle ore 15.00 presso il tribunale, aula gip. 

Sono arrabbiata, stufa e stanca. 

Mi domando: e se non superassi l'esame, se venissi delegittimata a posteriori, come la metterebbe lo stato italiano con i cittadini e con le centinaia e centinaia di provvedimenti che ho emesso?

Che ho emesso in virtù di una laurea in giurisprudenza conseguita in un ateneo pubblico, l'Università La Sapienza di Roma, del superamento del concorso pubblico per avvocato, rectius, procuratore legale, dell'anzianità di iscrizione ed esercizio come avvocato, della domanda e della nomina (per titoli) fattami dal CSM. 

Voglio dire, in sostanza, che non sono un'abusiva, non sono un'impostora, non sono un'ignorante giuridica. 

Eppure, dopo 21 anni di servizio, domani dovrò essere esaminata da una commissione composta da un magistrato "di serie A", un procuratore "di serie A" e un avvocato al quale potrei aver fatto perdere una causa tre giorni fa. 

Complimenti allo stato italiano!

Non credo che cose simili accadano altrove in Europa, Europa che minaccia da tempo sanzioni invano.


giovedì 19 gennaio 2023

Laurea

L'emozione più bella, più forte dell'anno, me l'ha regalata mio figlio primogenito Pietro: una laurea magistrale a pieni voti e a tempo di record  in ingegneria gestionale. 

Pietro si è laureato presso la prestigiosa università degli studi di Napoli intitolata a Federico II.

È stata una grande soddisfazione, una gioia intensa forse superiore a quella provata trenta anni prima per la mia laurea a Roma all'università statale La Sapienza. 

I candidati erano dieci. L'aula magna era piena di parenti e amici, i professori erano severi, seri e composti. Pietro è stato quasi l'ultimo a discutere. È stato brillante e alla fine anche ironico. 

Mi è sembrato bello e perfetto. Cuore 💓 di mamma! Ogni scarrafone...

Aveva su un abito di lana blu fatto su misura dal sarto di mio marito Claudio, idem per la camicia candida con iniziali di famiglia, P3, scarpe artigianali, cravatta sul rosso della nota cravatteria napoletana  Marinella e cintura nera di Ferragamo.

La tesi, da me letta e riletta, verteva sulla supply chain della milionaria società napoletana Nuova Meccanica Navale.

Dopo la camera di consiglio c'è stata la proclamazione dei giovani dieci ingegneri, Pietro il più giovane.

Dopo tante foto di rito siamo scesi dabbasso, all'esterno e abbiamo stappato una bottiglia grande di champagne 🍾🥂 e mangiato qualche pasticcino in attesa del professore relatore. Abbiamo brindato anche con lui e poi siamo tornati a casa. Cambio d'abito e via a ristorante per festeggiare con familiari e amici mangiando e ballando. 

Auguri auguri auguri a Pietro che è già volato via verso nuove avventure.










lunedì 17 ottobre 2022

Bologna

Sono a Bologna.


Sono partita ieri dopo aver fatto udienza col mio tailleur, divisa del tribunale, in treno. Il regionale Cassino - Roma è stato puntuale, la Freccia

invece ha accumulato oltre un'ora e venti di ritardo. Penso che chiederò il rimborso che mi spetta. All'arrivo è venuto Claudio Maria a prendermi. Sono venuta qui a trovare lui. Sono scesa dal treno con un enorme valigia rossa, scomodissima da portare, nella quale avevo stipato tante cose per lui: un piomone sottovuoto, un coprimaterasso, un lenzuolo color rubino, un giubbino per il mezzo tempo, uno più pesante, una busta di taralli venafrani e anche un barattolino di sugo alla bolognese fatto però a Venafro da me. Quando l'ho visto mi sono illuminata ma lui subito si è innervosito perché la valigia era troppo grande e mi ha detto che avrei dovuto spedire tutto con un pacco o comprare su Amazon e in effetti aveva ragione. Il ritardo che avevo accumulato non ha consentito di andare prima a casa e andare poi al ristorante; abbiamo pensato di prendere un taxi e di andare direttamente a mangiare. Le  file per prendere i taxi erano lunghissime e lui si è arrabiato di nuovo ma per fortuna molto scorrevoli quindi siamo arrivati ben presto in via Saragozza 67 dove abbiamo mangiato in un bistrot. Niente di eccezionale. Claudio ha preso dei tortellini

e io, mi sembra, una scamorza nel tegamino con funghi porcini e patate. Quando abbiamo finito  siamo andati a casa sua.
via del Pratello

Sono rimasta sconcertata nel vedere l'appartamento dove abita quest'anno: mi è sembrato peggiore di quello dell'anno scorso. Ad ogni modo contento lui, contenti tutti. Abbiamo dormito stipati nel suo letto ad una piazza e mezzo e quando la mattina mi sono svegliata avrei voluto accoccolarmi vicino a lui e fargli delle moine, ma mi ha detto di lasciar stare. Del resto lui è sempre stato così schivo. Il tempo di prepararci e ho cominciato a fare un po' di pulizie; la casa era davvero sporca. Poi abbiamo lasciato stare e siamo andati a fare colazione in un bel bar in via San Felice; abbiamo preso due cornetti anche per i coinquilini...

segue

Santuario di San Luca

venerdì 26 novembre 2021

Bell'Italia




Umbria, Toscana, Emilia,...

Che bello andare in giro, su e giù per lo stivale, per diletto, per lavoro, per motivi di salute o di famiglia!

L'Italia offre il panorama più vasto e vario che ci sia: mare e monti, colline e città, paesini e boschi, laghi e parchi, strade e ruscelli, isole e vulcani.

Ed bello viaggiare in auto, in treno, in aereo e in nave, in ogni modo, perché la vita è altrove, un altrove che va cercato e raggiunto.

Di recente sono stata in auto  in Umbria dove ho visitato Orvieto

Duomo di Orvieto 

Duomo di Orvieto

e il suo famoso Duomo (pare sia stato costruito in maniera così sontuosa perchè destinato ad ospitare il famoso miracolo di Bolsena);












 

poi in Toscana, una regione che amo molto, dove ho rivisto Siena, piazza del Campo, il Duomo,
Duomo di Siena 

il Battistero 





















e il famoso quadrato magico, un palindromo perfetto scolpito nel marmo che si studia a scuola.



Lasciato il capoluogo ho percorso le vie del Chianti e l'Eroica, che Claudio vuole tornare in moto o in bici, ho scoperto il castello di Brolio e i segreti del barone Bettino Ricasoli, enologo geniale, ho conosciuto Gaiole e Radda e rivisto Castellina,





visitata più di venti anni fa con Monica  (di casa lì), Gaetano, Giovanni, Rosy, Claudio, Roberta e Franco Valente,  che magistralmente ci fece da guida.  Ho assaggiato squisitezze, la Toscana ne è patria. 















Ho cercato ricordi più antichi sul lago Trasimeno

Una quisita fonduta di formaggi al tartufo presso il ristoro del Buongustaio a Castiglione




dove con zio Peppino e mamma mangiai pesce 🎏 di lago all'Isola Maggiore.









Rientrata a casa, neanche il tempo di disfare i bagagli, sono ripartita in treno alla volta dell'Emilia e di Bologna.












Ho viaggiato con una Freccia Rossa che è una vera figata: veloce, comoda, funzionale, con tanti servizi di ristoro e di intrattenimento Wi-Fi  come film, musica, corsi, giornali.













Arrivata a destinazione per prima cosa sono corsa ad abbracciare mio figlio Claudio.

E poi l'ho coccolato tutto il tempo come ho potuto. 


Diana



Diana



Gli sono andata incontro verso l'università, poi mi sono letteralmente abbandonata alle dolcezze di una città che merita tutti i suoi nomignoli: la dotta, la grassa,  la rossa.

L'ho trovata rossa nelle manifestazioni in piazza Nettuno, grassa grassissima nei ristoranti Diana, Donatello e Buca di san Petronio, nelle vetrine dei negozi gourmet, nei mercati alimentari(il mercato delle erbe), dotta tra gli studenti, all'ateneo, nell'Archiginnasio,



al teatro comunale.

Bella, singolare, unica, antica  nei monumenti  e nell'impostazione architettonica, moderna tra la gente, multietnica, disinvolta, anticonvenzionale, allegra, produttiva.

Bologna è una città che corre, viva, veloce, attiva, indifferente, colorata.

I portici, che riparano dal caldo afoso e piatto d'estate e dal freddo umido e pungente d'inverno, ne sono l'anima coi loro pavimenti consumati e vari, i tanti clochard che vi si acconciano giacigli in modo quasi leggiadro, con tanto di abbellimenti e personalizzazioni, la gente che cammina frettolosa e chiusa nel suo mondo, con il telefonino alla mano e gli auricolari alle orecchie, vicina eppure lontana, gente moderna. 

Bologna è la bontà nel piatto con cibi della tradizione, piatti etnici, locali d'ogni genere, ma è soprattutto tortellini in brodo,










passatelli, tagliatelle al ragù, lasagne, guance, mortadella, zuppa inglese. 
Bologna è ancora la tradizione culianaria emiliana e l'innovazione, è monumenti arcinoti, segreti,...

Bologna è un tassello meraviglioso  in un mosaico eccezionale che si chiama Italia. 

E domani, beh, domani si riparte, e ancora, e ancora.


E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...