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giovedì 25 novembre 2021

Cinema


Ho appena visto l'ultimo film di Sorrentino


(Paolo Sorrentino nasce a Napoli, nel quartiere del Vomero, il 31 maggio del 1970. A 17 anni perde  contemporaneamente entrambi i genitori a causa di un incidente domestico e decide di non intraprendere la stessa carriera del padre, di professione bancario. Si iscrive a Economia e Commercio, ma gli studi universitari non fanno per lui, così sceglie di rischiare, facendo della propria passione per il cinema un mestiere. Fonte Comingsoon),  E' stata la mano di Dio,

in uno sperduto cinema Odeon che c'è voluta l'altra mano di Dio per trovarlo, sotto la pioggia. 

Ma ne è valsa la pena, mi è piaciuto molto. 

E' una celebrazione di Napoli, della nostra società anni "80 con diverse citazioni, dell'età dell'innocenza, della perdita dell'innocenza attraverso il dolore. 

E' poetico e drammatico, è comico e folkloristico, è colorato e sincero. 

E' un film autobiografico e intimo che fa anche ridere. 

Tanti gli attori campani o napoletani a partire dal giovane protagonista FILIPPO SCOTTI, nato  il 22/12/1999    e Tony Servillo 


(Marco Antonio Servillo nasce ad Afragola, in Campania, il 25 gennaio del 1959. Fratello di Peppe Servillo (leader della Piccola Orchestra Avion Travel), muove i primi passi nel campo della recitazione presso l’oratorio salesiano di Caserta ed esordisce a teatro nella pièce di Bertolt Brecht "Le visioni di Simone Machard". Fonte Comingsoon), fino a  Luisa Ranieri e Massimiliano Gallo (I Bastardi di Pizzofalcone, Imma Tataranni, sostituto procuratore). 

Bello anche che il film sia uscito proprio in occasione del primo anniversario della morte di Maradona
Insomma un film da vedere in questa situazione di semilibertà ritrovata e precaria. Finchè si può. 

venerdì 6 aprile 2018

BEI FILM

Ieri sera, facendo zapping, mi sono soffermata sul canale IRIS che non vedo mai perché in genere rifuggo da tutto quel che è Mediaset e che mi ricorda Berlusconi.
Per la seria Ritratto di donna, in onda ogni giovedì, trasmettevano il film Malena, che avevo già visto a cinema anni fa, al momento di uscita nelle sale, non apprezzando abbastanza.
Sono stata rapita subito dalla sconvolgente e totalizzante bellezza della Bellucci, dalla poesia in cui fluttuava l'intera storia, dal tema musicale di Ennio Moricone, dallo sguardo trasognato del giovane Giuseppe Sulfaro nei panni di Renato Amoroso, amoroso davvero.
Alcune scene sono state girate con lo sfondo del  barocco siciliano, alcune alla Scala dei Turchi, in una sapiente mescolanza di bellezze naturali e architettoniche accostate a scene di violenza, abbandono, guerra e distruzione.
Ma quello che su tutto la fa da padrone è il senso dell'incanto del ragazzo verso la sua musa, ispiratrice di vita, di crescita, di amore, di trasporto e buoni sentimenti contro tutto e tutti.
La storia è la sua iniziazione alla vita. I pettegolezzi delle comari del paesino siciliano, le invidie, la prepotenza predatoria dei maschi, la fame e la solitudine della protagonista, tutto fa da sfondo all'innamoramento viscerale, totalizzante, sognante, ossessivo del ragazzo, rapito completamente dalla realtà.
Incuriosita vado a cercare su internet e vedo che la pellicola non è piaciuta solo a me (!).
Giustamente ha fatto incetta di  meritati premi, alla fotografia, alla colonna sonora, quale miglior film straniero, ai costumi, al registra, all'attore esordiente, al montaggio, alla scenografia.
Insomma, ho pensato tra me, de gustibus... fino ad un certo punto. Quando una cosa è bella, è bella e basta e alle cose italiane capita spesso.


E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...