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sabato 1 marzo 2025

Da mamma

 Stamattina sono andata ancora una volta a casa di mamma, a sistemare un po', a svuotare gli armadi, a fare scatoloni, a catalogare. C'è ancora, dopo due anni, di tutto: scarpe, borse,  biancheria , filati, stoffe, materiale vario da cucito come cotoni, aghi in quantità, spille, trine, applicazioni. E poi ancora chiavi e serrature, chiavi antiche, posate e piatti. Ogni ben di Dio. Squadre, righe, penne, matite, portachiavi. È difficile mettere in ordine, capirci qualcosa. Mi sono portata a casa molte pentole di rame, ho raccolto dei limoni. Ho riempito un sacco, l'ennesimo, per la Caritas e sono andata a portarlo al punto di raccolta. Ho confezionato 




Lenzuola di nonna, con ricamo ad ago e iniziali GR ricamate da lei a macchina

Lenzuola con applicazioni di tombolo molisano



Botti di rovere di babbo odi nonno P.



















vari scatoli e ci ho scritto su il contenuto. 

Ho ritrovato il ferro col quale nonna si faceva le onde nei capelli. Anni "20, credo. Toccare le loro cose mi fa specie, mettere le mani nei ricordi,  negli scritti, in appunti riservati e borsette è quasi sacrilego. E io sono l'unica depositaria di tutto. Lo dico e lo ripeto. Non mi faccio capace. E quando do via delle cose, tante, spesso, mi pare di buttare un pezzo di loro. 

E non c'è terapia o chiacchiera amicale che tenga per fugare questa sensazione. 


E che ne sarà dopo di me? E che ne sarà delle mie povere o ricche cose? 

lunedì 22 giugno 2020

IL CORREDO



Il corredo della sposa è una di quelle cose che non si usa più. 
E a giusta ragione. Le tradizioni cambiano in base ai tempi e alle esigenze. 
Prima le donne stavano in casa e avevano ore per cucire, ricamare, fare il tombolo, l'uncinetto, la calza, ...

Avevano tempo di lavare cose delicate a mano, di stirare lenzuola di lino e pizzo. Adesso si corre. Non si ha tempo a disposizione e la biancheria di casa deve essere fresca, pratica, leggera, allegra colorata, si deve lavare facilmente in lavatrice e possibilmente non stirare. 

Tutte queste cose moderne le uso volentieri anch'io, ma a volte mi lascio prendere dalla nostalgia e dal romanticismo. 
Questa mattina ho "cambiato il letto" e ho messo delle lenzuola candide che 25 anni fa ho fatto io stessa, in occasione dell'imminente matrimonio.
Perchè ai miei tempi (ma soprattutto prima), le "brave ragazze" si preparavano il corredo a mano. 
Io ho sempre studiato e scritto. Ho cucinato zero e ricamato poco, ma qualcosa la so fare, avendo avuto l'esempio di mamma che ha le mani d'oro, le mani di fata e mi ha fatto tante cose belle (spesso mai usate).






Mi ha insegnato però a lavorare ai ferri, a fare l'uncinetto, l'orlo a punto a giorno, il mezzo punto e qualche ricamino più semplice. 
LE LENZUOLA CHE HO FATTO IO SONO IN PENDANT COL LETTO DI NONNA GIUDITTA, NICHELIO E OTTONE, PUTTINI E ROSE

GIGLIUCCIO E UNCINETTO TIPO FILET
UNA TRINA ALL'UNCINETTO FATTA DA TANTI PICCOLI PEZZI A MAGLIA BASSA
UNITI DA TRAVETTE, UN ESERCIZIO DI PAZIENZA PER LE FUTURE SPOSE. FATTA DA ME!
(ADESSO ADORNA LA TENDA A PACCHETTO DI UN PICCOLO BAGNO)

Ebbene, stamattina ho messo al letto queste candide lenzuola  per le quali ho fatto  gli entredeux (per intenderci i ntramiez, i tramezzi) all'uncinetto tipo filet scegliendo disegni di fiori e puttini Risultati immagini per puttiniche richiamassero il letto antico di nonna Giuditta che avevo scelto per me. Carino. Finchè il lavoro non riprende a pieno ritmo, si può fare!

sabato 23 maggio 2020

INDOVINA CHI MI INVITA A CENA?

Indovina chi viene a cena?, attori, regista e riassunto del filmOvvero degli inviti mancati

- Nonna, nonna, domani non posso venire da te.Riscrivere Cappuccetto rosso ai tempi del Covid-19 | LAB Magazine
- E perchè mai, piccola mia?
- Sono stata invitata a pranzo dalla mia amica Bianca. Lei vuole tanto bene a Rossella, ma questa  non la invita mai. Preferisce Bruna. E allora Rossella ha invitato me, forse per stare un po' in compagnia. Non so. Secondo te, perchè?
- Perchè ti vuol bene, piccola mia. Si invitano a pranzo o a cena le persone alle quali si vuol bene, i parenti, gli amici, quelli più cari, i più simpatici.
- Soltanto?
- Beh, no. Ci sono anche i pranzi di lavoro, quelli per sdebitarsi di una cortesia o quelli per ... chiederne una.
- Mmm, forse ho capito.
- Ma se Rossella non sapesse cucinare?
- No, figlia mia, è una scusa. Tra amici si mangia anche in modo semplice e frugale. E poi potrebbe andare sempre da zia Lisa a prendere qualcosa di pronto.
- Allora forse perchè è stanca o perchè la mamma e la nonna sono vecchiette.
- No, cara. Se fosse così, non inviterebbero Bruna.
- Hai ragione nonna. Poi ci sono anche i ristoranti per non stancarsi, o no?
- Certo, anche se a casa è più bello.
- E a Natale, a Pasqua?
- Solo i più cari, amore mio, i più cari. E io ti inviterò!

giovedì 21 maggio 2020

SONNI FELICI

Con tutto il tempo avuto a disposizione in questi giorni, ho riordinato nell'armadio e ho ripescato vecchie lenzuola del corredo che non uso mai. Ma perchè risparmiarle ancora mi sono chiesta? Per chi? I miei figli non le useranno di certo.
Allora le ho tirate fuori, lavate e stirate e oggi ne ho messo un paio ricamato da nonna Giuditta, SONNI FELICI


Mi piacciono tanto anche se sono poco pratiche. Non hanno le federe, prima non usava forse, ma le "traverse", cioè grandi teli che vanno messi su due cuscini. 
Mi sono divertita a rifare il letto e ad "apparecchiare" la stanza (anche il letto è antico, in nichelio e ottone ed era di nonna). Sono di lino, ricamate in vari punti, ma prevale il punto pieno, "imbottito", mentre gli orli a gigliuccio. Nonna era molto brava a ricamare a macchina, mentre mamma ha sempre ricamato a mano. E mi ha fatto, ad esempio, le tende della stanza e del mio bagno a intaglio
Il corredo della giovane sposa!
Tempi lontani. 
Nella stanza, nonostante le mia "tiepida" fede, ho tante immagini sacre che amo collezionare: il Cristo d'argento di nonna Bettina con le medagliette, la Madonna del Ferretti, una madonna di marmo anni "20 e un'icona russa, regalo di mamma al suo ritorno da una crociera sul Volga. Sono tanta grata a tutti i miei cari per tutto l'affetto e le cose ricevute negli anni. 

Venendo alle mie solite cose, oggi per pranzo freschezza e sfizio con riso nero Venere condito con sott'olio, sottaceto, pomodori, tonno e salsa di soia. Buon appetito!

venerdì 27 marzo 2020

AMMAZZARE IL TEMPO

AMMAZZARE IL TEMPO era un vecchio film del 1979 e soprattutto un brano del grande Eugenio Montale, pubblicato sul Corriere della Sera nel 1961. 
Il tempo per il poeta è un grande spazio vuoto da riempire, adesso più che mai. 
Tutto va bene dunque, lavoro e passatempi, riflessione e rapporti umani, i pochi possibili. 
Coi miei ragazzi non mi sento mai sola. Loro s'inventano sempre qualcosa
Riparazioni? Secondo me rompono definitivamente gli aggeggi della Play Station)

anche se adesso cominciano a soffrire.
"Mamma, ci stavamo chiedendo perchè quei due barattoli non li abbiamo mai rotti? Abbiamo rotto di tutto!"
Poi c'è mamma; mentre il resto dei rapporti li curo per telefono. Amo poco chiamare in questo periodo, non ho voglia di parlare, preferisco whatsapp, ma resto in contatto con le mie sorelle, con i nipoti e con le mie migliori amiche, con Paola, Loredana, Amelia, Raffaella e con i colleghi.

A volte arriva anche qualche telefonata assurda e inopportuna ma rimedio subito, in maniera spiccia. 
Le attività più gettonate per ammazzare il tempo sono tutte le attività domestiche, dalla cucina alle pulizie, ascoltare la musica, preferibilmente energetica, vedere la tv, leggere e scrivere. 
Ieri ho fatto una gustosissima quiche, ovvero una torta rustica,
Sembra bruciata ma non lo è. Quelle sono rotelline di salsiccia secca messe su. Come guarnizione metto sempre una "citazione" del ripieno
con pasta brisè e farcia di carne delle salsicce e besciamella rinforzata. La merenda dei miei tesori. Che fame hanno! Per cena invece hanno voluto delle cipolline in agrodolce
per arricchire i panini con gli hamburgers. "Mamma, ma perchè gli hamburgers si chiamano hamburgers? Amburgo c'entra?". "Sì, ragazzi esattamente, sono le cosiddette bistecche d'Amburgo."
Per fare le cipolle per quattro panini, ho preso due belle cipolle bianche, le ho tagliate finemente, le ho messe in padelle antiaderente con un filo d'olio e un po' d'acqua. Ho coperchiato e fatto appassire, poi ho aggiunto sale e un po' zuccherro e aceto bianco che ho fatto sfumare. 
Saporitissime. Per oggi ho in programma un primo che è una delle specialità di mia suocera: ziti spezzati con amatriciana ai funghi porcini. Stasera invece pesce, che i ragazzi non mangiano molto volentieri, ma mi adopererò per renderlo appetitoso. 

Sto scrivendo abbastanza e sto riordinando casa. E ieri sono stata da mamma e ho curiosato tra vecchie foto che hanno riaccesso ricordi, sensazioni e affetti perduti. 

Nonno Camillo (1902-1982) e nonna Giuditta (1897-1988), miei nonni materni, amatissimi, in questa foto fidanzati negli anni "20. Nonna era più grande di nonno, di ben cinque anni; era una donna forte, serena, saggia, lavoratrice. Nonno era un po' bricconcello, credo che nella via si sia concesso delle piccole digressioni, corse di moto, spese, donnine, ... ma era un magnifico padre, un buon marito e un ottimo commerciante e imprenditore che fece fortuna dal nulla nel dopoguerra grazie all'intelligenza e al pallino per gli affari, nonostante scarsi studi, terminati alla classe sesta delle elementari. Si sposarono il 26 ottobre 1925 e riuscitono a festeggiare le nozze d'oro e più. 

Questi bellissimi fratellini anni "30 sono mamma (1928) e zio Peppino (1929-1987). Si volevano tanto tanto bene. Nonna diceva loro, nella sua semplicità, "io n v lass niente, solo l'affetto". E loro hanno ubbidito e si sono amati tantissimo fino alla fine (ho cercato di dare la stessa educazione ai miei ragazzi che finora e spero per sempre si adorano). Un affetto, quello della famiglia Greco, quasi esclusivo, in cui più tardi (1964) si inserì timidamente zia Sisina (1928-1982) e poco dopo io, amatissima, a volte quasi in maniera soffocante, unica figlia, unica nipote. (Il proverbio dice un cient gl'alloca e un gl'affoca, ma io ho sofferto, ma mai demorso).
Poi ho trovato la foto delle nozze (30 aprile 1966) di mamma e babbo (1919-1994), anche coi miei fratelli, l'inizio di tutto. 

Che cuccioli, al matrimonio del loro papà, dopo aver perso la mamma in tenera età. La vita sa essere dura. 
Infine questa, credo del 1986, io giovane universitaria in viaggio in Austria (quell'Austria che ieri ci ha detto di no) con mamma e la signora Rosetta Di Noto, che da anni non c'è più.

Che mi viene da pensaredopo questa lunga carrellata? Che forse questo Corona virus, odioso per quanti morti sta seminando e per i problemi economici che ci lascerà, ci sta facendo il dono di fermarci, di bloccare la nostra corsa, di incrinare il nostro senso moderno di onnipotenza, di farci recuperare memorie e contatto con noi stessi. 
Cerchiamo di trarre sempre il meglio da ogni situazione, non possiamo fare diversamente. 
Sì, per tante, tantissime cose noi contiano davvero poco, allora ci resta una sola cosa da fare: accettare, dire con convinzione VA BENE COSI.

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...