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venerdì 25 novembre 2022

Yoga ad Ananda

Il desiderio di star bene, di capire, di interiorizzarmi e arrivare all'individuazione mi porta a cercare nuove vie per la crescita interiore. Letture, analisi, aiuti, rilassamento, meditazione, yoga,


scrittura autobiografica sono le mie modalità. Ho voluto arricchire il mio bagaglio in un momento molto difficile di vita personale con un ritiro spirituale yoga. 

Ho cercato sul web e ho notato che l'offerta è varia e ricca. Ho scelto un soggiorno in un centro Ananda ad Assisi


Ho cercato la compagnia di amiche, invano; infine, sono andata con mio figlio che, gentile, dolce, garbato, disponibile, mi ha accompagnato con partecipazione discreta. 

Il viaggio in auto, il 18 novembre, è stato gradevole e baciato dal sole. Uscita dalla A1 a Orte, mi sono addentratata nel verde dell'Umbria. Arrivata ai piedi di Assisi, molto bella, suggestiva, bianca ed estesa, ho voltato per Gualdo Tadino e seguito le indicazioni per circa 30 chilometri di boschi colorati d'autunno. Ho accarezzato con gli occhi alberi col il fogliame verde, giallo, arancio, rossiccio, violaceo. Molto bello, calmante.

Arrivata al centro, dopo il check in, ho goduto della prima attività di yoga con Cashi. 

Tutti gli istruttori e i residenti di Ananda assumono un nuovo nome, indiano, significativo, simbolico. 

La prima attività, svolta nel tempio, è consistita in spiegazioni, esercizi di energizzazione, rivitalizzazione dei cosidetti 20 punti ed altro. 

Alle 19.30 abbiamo cenato nella sala comune. La filosofia di Ananda è molto protesa verso la natura e il rispetto dell'integrità del nostro universo, la dieta dunque è vegeteraria. Nei due giorni di ritiro ho mangiato riso basmati, cous cous, ceci, lasagne ai funghi, torta al cacao, minestrone, insalata di finocchi e mandarini, focaccia con ricotta, verdure di ogni genere in umido, tofu, frutta, latte, thè, biscotti, yogurt, cereali, semi. 

A tarda ora abbiamo conosciuto la nostra guida, Gitanjali, una dolcissima signora californiana trasferitasi da tempo in Italia, dopo un soggiorno di cinque anni in India. 

Seguace di Swami Kriyananda, fondatore di Ananda ad Assisi nel 1968, dopo essere stato discepolo di

Swami
Yogananada, 

YOGANANDA 


Gitan ci ha introdotto al tema del seminario intitolato alla Libertà Interiore. 

Il mattino dopo ho iniziato le attività di yoga alle sette, nel tempio, poi sono andata a svegliare il mio cucciolo e insieme abbiamo fatto colazione. Alle undici abbiamo avuto la prima "lezione". 
Gitanjali, che Ale chiamava con me simpaticamente la Signorina Genitali, ci ha spiegato che molto spesso agiamo seguendo schemi, ritualità che non sono autentiche ma abitudini assunte nel corso del tempo con uno scopo ben preciso, che finiscono con l'allontanarci dalla nostra vera natura, esaurire la loro funzione positiva ed essere piuttosto di danno. 

Perchè, parliamoci chiaro, che lo dica Jung o gli antichi Greci, gli yoghi o i filosofi, il problema della sofferenza psichica dell'uomo fondamentalmente dipende dal allontanamento dal sè, dalla mancata realizzazione della nostra vera natura. 
Tanti maestri del pensiero hanno compreso qual è la via, difficile onere di ognuno riuscire a percorrerla per conquistare la felicità. 
«Conosci te stesso» (in greco antico γνῶθι σαυτόν, gnōthi sautón, o anche γνῶθι σεαυτόν, gnōthi seautón), massima religiosa greco antica iscritta nel tempio di Apollo a Delfinosce te ipsum in latino (Fonte Wikipedia), Divieni ciò che sei secondo  Friedrich Nietzsche, Diventa chi sei per Pindaro, Individuazione per Jung, Eudaimonia (=buon demone) o felicità per i greci, tanti i nomi, tante le definizioni per un concetto che va attualizzato con impegno e a fatica seguendo la strada dell'analisi, dello yoga, della meditazione, di letture nutrienti, dell'interpretazione dei sogni ed altro ancora.  

Il soggiorno ad Ananda è continuato in assoluta calma e serenità, tra sedute di yoga, momenti di meditazione, lezioni, canti e celebrazione finale del Satsang. 

In ogni ambiente del centro c'erano immagini sacre, tutti erano sorridenti, gioiosi, estatici quasi; penso che credano alla reincarnazione
In molte cose sono distanti da me, che dopo anni di fede, mi ritrovo atea cristiana, ma la ricerca della saggezza, la meditazione, il tentativo di individuare ed eliminare le incrostazioni stratificate su di noi da famiglia e società per la conquista di sè e della libertà interiore sono temi che da sempre mi affascinano. 
In definitiva una bellissima e nutriente esperienza. 







lunedì 2 marzo 2020

AVER CURA DI SE' II

Cerco sempre di avere cura di me e di non perdere il focus. Non è un fatto di egoismo o egocentrismo. E' cercare di stare bene, dentro e fuori, di avere attenzione alle proprie emozioni, ai bisogni, ai cambiamenti interiori ed esteriori che si verificano numerosi con l'andare del tempo. 

Non sono stata sempre bene, soprattutto da ragazza ho avuto mille malanni. 
E quando si è giovani si deve fare la fatica di crescere, proprio così. Si ritiene che la gioventù sia l'età più bella; in effetti è anche il momento in cui si deve divenire se stessi, una faticaccia immane, un compito esistenziale che non finisce mai. 
Divenire quello che si èRisultato immagini per divenire ciò che si èun'attività interiore e comportamentale evocata già da Pindaro (poeta greco 518-438 a.C.) e poi da Nietzsche (filosofo tedesco 1844-1900), che richiede lucidità e attenzione a quello che siamo nel profondo, nel nucleo, nell'Es si direbbe in psicologia, scienza che mi affascina da sempre e che avrei voluto studiare. 
Siamo davvero noi stessi solo da bambini, liberi, sereni, giocosi. Ma man mano la nostra essenza viene "ricoperta" da incrostazioni, da influenze esterne, dei genitori in primis e poi di tutti gli altri familiari, degli amici, della scuola, della società. Tutti dettano regole, questo è bello, quello è brutto, questo è corretto, quello è scorretto, questo non si fa, quello non si dice, questo è maleducato, quello è sconvenienteA tutte le norme sociali e parentali si aggiungono quelle della chiesa o delle religioni in genere, con giudizi non solo di valore ma morali, questo è buono e virtuoso, quello è brutto e cattivo, è peccato, è da nascondere, è da punire, e così viaRisultato immagini per galateoRisultato immagini per 10 comandamenti bibbia
Al riguardo, dopo essermi flagellata da ragazza con assurdi conflitti e sensi di colpa di ogni genere -come tutte le persone della mia generazione educate severamente e cattolicamente da genitori esemplari, inflessibili, morigerati, parchi e tosti-,  io me la sono sbrigata così: non si fa o comunque non è corretto fare quello che non vorrei fosse fatto a me. Regola semplice, efficace e sintetica.
Per il resto bisogna mirare alla propria realizzazione, ad andare alla ricerca di ciò che ci fa star bene, che è squisitamente nostro, soprattutto se non stiamo in gran forma e siamo presi da malessere, ansia, insonnia, depressione. 
Non è detto che si tratti seRisultato immagini per depressionempre e solo di malattie, di scombussolamenti chimici. Possono essere disagi interiori, causati dal fatto che stiamo vivendo male, comprimendo la nostra natura, la nostra anima.
Dovremmo lasciarla libera di sbocciare. 
Come si fa? 
Me lo sono chiesta a lungo e credo di essere riuscita a rispondermi con l'ascolto, la cura di me, attenzione al mio centro e ai desideri più intimi. 

Tutti noi dobbiamo cercare di fare quello che sentiamo, attimo per attimo, in modo naturale, senza costrizioni e ovviamente senza fare male agli altri, anzi rispettando chi ci sta vicino, ma pretendendo lo stesso rispetto. Da un po' di tempo, se devo fare qualcosa che mi scoccia, ma mi è richiesto dalle circostanze, solo perchè così si fa,  perchè è convenzione sociale o perchè fa piacere agli altri, semplicemente evito, non lo faccio. Certo, evito anche scontri e incidenti diplomatici. Così come evito di parlare troppo (esercizio molto complesso per me: mi ci devo concentrare bene!), di lamentarmi e di ascoltare le persone che si lamentano. Tutte queste cose fanno perdere energie vitali utili per fare altro. E cerco di concedermi piccoli piaceri: un bel massaggio che libera endorfine, una passeggiata nella natura, Risultato immagini per passeggiata nella naturauna semplice messa in piega o un trattamento dall'estetista, un'ora in palestra, una chiacchierata con un'amica cara con la quale mi intendo, un po' di giardinaggio,

un pomeriggio in casa a cucinare,  guardare la tv, fare le coccole al mio gatto. 
Tra le varie cose da fare per star bene, secondo me, ai primi posti è aver cura del proprio corpo, perchè il corpo è molto importante, è parte integrante: finché c'è il corpo ci siamo noi. Dobbiamo essergli grati e mantenterlo sano, lubrificato, idratato, puro, libero, tonico. 
Io ad esempio faccio da anni e anni ginnastica correttiva per un problema alla schiena. Dal 1979, momento in cui questa attività mi fu consigliata dal meraviglioso, indimenticato, ineguagliato dottore Giovanni Pesino (che mi indirizzo a Cassino da due fratelli greci di cui ancora ricordo il nome, Attanasio e Felice), non ho mai smesso. Certo, adesso non faccio più la vecchia ginnastica correttiva, ma ugualmente proteggo la mia schiena, non fosse altro che per mantenimento, con la ginnastica posturale di Mézières (fisioterapista francese 1909-1991) -che faccio con l'aiuto della brava terapista Antonella Vettese- e la terapia manuale ideata dal dott. I. Pulcini e riadattata e personalizzata dal dott. Giorgio Giannini presso la Biomedical. 
Appena posso faccio una manicure o un trattamento al viso o un semplice idromassaggio caldo a casa con i sali, che mi rilassa molto (cervellotica come sono, sto spesso contratta), o vado in palestra o mi calo una seduta di yoga con Patrizia Antonelli (so che dovrei andare più spesso, ma proprio non ho tempo). Risultato immagini per yoga immagini
E come posso viaggio, in famiglia, con la mia amica del cuore, con Claudio, in modo da migliorare separatamente ogni rapporto (mi dispiace di non poterlo fare più con mamma, ma con lei ho viaggiato tanto in passato), e non importa se si va vicino o lontano, in macchina, in pullman, in treno o in aereo, oltreoceano o a Valle Fiorita, al mare o ai monti, in prima o terza classe: è ininfluente se in valigia c'è voglia di adattarsi, muoversi, conoscere, cambiare orizzonte. 

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...