LIFE STYLE BENESSEREBELLESSERE AVVOCATOAMICO VIAGGI CUCINA MAMMA+FIGLI SCRITTURA LIBRIITALIAN STYLE

Visualizzazione post con etichetta POESIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta POESIA. Mostra tutti i post

domenica 2 marzo 2025


Prima che finisca 

L'inverno

Voglio riposare ancora

Prima che finisca

Voglio restare attaccata 

A questa insostenibile 

Voglia di nulla

E di riposo

Mollezza nel letto

Vedo le case

Emergere dal monte

Di fronte a me

Le campane insolenti 

Che annunciano primavera

Il riverbero fioco del sole

E il rumore stonato 

Della tagliaerba che 

Stranamente ha imbracciato 

Oggi mio marito

Forse nostalgico di qualche 

Rombo di motore

Mi turba il nastro

Orribile della ferrovia

Cemento prosaico 

Che conduce prima 

A Roma 

Nella capitale altera

Che nonostante tutto 

Mi ha laureato 

E che ora ha rapito 

Ale

Sequestro senza 

Possibilità di riscatto

Malato di Stoccolma 

Abbandonato il talamo

Tutti disertano il mio letto

Bene

Vorrei disertarlo 

Anch'io 




venerdì 7 giugno 2024


Oggi, nel giorno

Della nascita

Preparavi la dipartita

Spenta ai richiami

Eri in altra dimensione 

Compiuta alle cose 

Di questa terra 

Chiusa la bocca

Parlavi con gli occhi

E io non udivo 

Quelle parole impalpabili

In quel tuo amore 

Immenso e ottuso

Rapivi il mio cuore

Quel che non ho voluto 

Darti in tenue autoconservazione 

Lo hai preso e

Portato via con te

E io resto

Orfana di te e di me





lunedì 6 maggio 2024

La tentazione seduttiva

è quella di raggiungerti lì 

nel nulla del riposo 

La debolezza è qui

alcun desiderio

nella fiacca di membra e spirito 

Attonito 

vagare stordito 

tra passato tenace 

e futuro sfinente 

avvolta nel niente 

giovedì 2 maggio 2024

Quando tutto si sgretola

Non vi è riparo 

Nella notte profonda 

Non vi è barlume di luce

Quando tutto si sgretola

C'è chi affonda strali

Nel dolore una pausa

Due chiacchiere squattrinate

Riprendere fiato 

Sospendere pensiero e giudizio 

Quando tutto si sgretola 

Nuovi equilibri 

Forse

Nel tempo


giovedì 8 febbraio 2024

Nubi

Se le nubi 

attanagliano la cima

scivolo via,

rotolo giù

leggera 

Fiume che scorre 

e scompare nel mare

mercoledì 8 novembre 2023

Brandelli di te

ogni giorno 

vengo da te 

ma non ci sei 


ti ritrovo a brandelli

brandelli di te 

mi parlano chiaro 

riordino, apro, scopro, pulisco

un armadio e un cassetto, 

una stanza e un'altra, 

il garage e la soffitta,

insieme a terrazza e balconi

librerie, buffet, cristalliere

cassapanche, credenze 

oggi ho incontrato il tuo abito da sposa

bianco di raso decorato di perle lacrime

e il vestitino della mia prima comunione

e quello lungo e antico del battesimo

e lana e cotone

e maglie da sfilare 

e aghi e uncinetti e ferri

e schemi e giornali

e tanta biancheria

fini ricami antichi

trine, merletti, orli

coperte calde che non bastano 

per il freddo che mi hai lasciato


sola, sola a fare tutto questo

il mio destino di figlia unica

il rovescio della medaglia


vengo a cercarti ogni giorno 

e ritrovo solo brandelli di te

e faccio pulizia e getto via cose

butto via te in brandelli polverosi 

ed  è peccato

da cui non posso avere 

assoluzione 



martedì 31 ottobre 2023

Le poesie dell'ALCHIMISTA

Mi è giunto per posta da amici e colleghi poeti, un ricco volume di poesie. L'ho sfogliato bramosa di ispirazione e confronto e la mia attenzione si è fermata sulle ultime pagine, quelle che ospitano le vibranti parole di... 



Le opere dell'Autrice sono inserite in una pregevole antologia poetica collazionata da Dantebus Edizioni in una collana intitolata I poeti di via Margutta, nome che da solo evoca e rimanda a grandi artisti.

La Poetessa verga i suoi versi intensi e moderni con lo pseudonimo di Alchimista. Null’altro è noto di lei ma il nome suggerisce molto. 

Alchimista è chi pratica l'alchimia, le scienze esoteriche, è chi vuole trasformare il piombo in oro, chi varca la frontiera del conosciuto, chi fa un viaggio e sale tutti i gradini della scala sapienziale. 

E alchimia è termine che deriva dal greco e significa fondere, dunque alchimista è anche chi riesce a fondere insieme elementi diversi dando vita a qualcosa di nuovo.

Lo fa con le parole l'Autrice, parole di fuoco che evocano il tormento del cammino umano e lo spleen di Baudelaire. 

L'angoscia per l'esistenza è espressa con forza nei primi versi che richiamano “momenti perduti, labirinto di rovi, sangue rovente, lande devastate, odio che cresce, bianco dissacrato.” 





Questi versi rimandano al disgusto, alla malinconia, alla disperazione. La visione pessimista tuttavia in seguito si apre e dal buio indefinito e totale, l'autrice afferma melodie e voci leggiadre perché in sé, negli affetti, nella volontà, nella memoria ritrova la bussola, mette da parte il contorcimento dell'animo e riscopre la calma dello spirito e la pace.

Da vera Alchimista ha saputo fondere gli elementi contrastanti della vita, sopire il pathos e trasformare le tenebre della precarietà umana in accettazione e riconoscimento dei valori positivi: il placido perpetrarsi della vita stessa, l'amore, la gioia racchiusa in alcuni momenti irripetibili che bastano per sempre a sostenere il cammino.

La poesia di Alchimista insomma è moderna, sciolta, esistenziale, densa e intensa, evocativa.


                                                                            Giuditta Di Cristinzi

 

venerdì 31 marzo 2023

È vuota 

la mia stanza 

dove aspetto 

un segno 

dalla statua di sale 

È invadente 

il vociare 

dei pensieri 

È solitudine 

la pausa 

in riflessione 

È surreale 

la Spa 

senza 

È inutile 

l'infradito 

rimasto solo 

sul bordo

È stilicidio 

la musica 

di relax 

mero concetto 

Perfino l'acqua 

non è più acqua

non è più niente 


Fiuggi, 31-3-2023

domenica 24 luglio 2022

Affetti

Sulla linea

Del tempo 

Ridisegno

La geografia 

Dei miei affetti

Continenti

Divengono 

Asterischi








domenica 24 aprile 2022

 rasa al suolo

la quota del respiro

piccolo uomo buono

avevi sempre 

per noi 

una telefonata

via per sempre 

cornetta e saluti

addio zio nino

dai natali di gaeta 

a venafro 

al cuore dell'umbria

hai volato basso 

ma cortese


giorni faticosi

lenti

carcasse malandate

digrignar di denti

fili burattini scene

teatri e maschere 

(e mascherine)

aiuti sperati

mancati

assenze

fughe

indifferenze

contorni sfumati

tutto da 

ridisegnare 

                                            Venafro, 24 aprile 2022

venerdì 8 aprile 2022

Scrivere poesie Fuggire emozioni Cercare parole Nascondere paure Parlare parlare Stemperare tensioni Fare ordinare controllare Sedare il mare in tempesta Incapacità di navigare 8 aprile 2022

venerdì 30 aprile 2021

ARTICOLO 7

 

Isernia     Pubblicato dal noto poeta Antonio Vanni il dodicesimo libro

Cultura    Dimenticato, una raccolta di poesie per sognare e riflettere

Transiti Poetici: Il "Plasmodio" di Antonio Vanni

Il noto poeta isernino Antonio Vanni, classe 1965, ha dato alle stampe per i tipi della casa editrice cosentina Macabor di Bonifacio Vincenzi il suo undicesimo libro di poesie, il dodicesimo considerando anche la prosa di una silloge di racconti.

La raccolta ha un unico filo conduttore, il mondo visto da un fanciullo che si chiama appunto Dimenticato che cade da una stella e corre nel mondo, invisibile a tutti se non ad una leggera crisalide che cerca di toccarlo senza riuscirvi mai, forse la rappresentazione romantica dell’innocenza non percepibile da tutti.

La pubblicazione fa parte di una collana dedicata esclusivamente alla poesia denominata Le Stelle di Macabor 2.

Molto curata la veste tipografica, ispirati come sempre i contenuti di uno dei massimi poeti molisani. Antonio dipinge con tocco delicato e leggero, ma emotivamente penetrante, le pieghe dell’animo umano e rimanda a un’immagine eterna.

Il testo giunge dopo Plasmodio e Iridio ed è la conferma di una vena poetica unica e inesauribile, che dalla prima pubblicazione del 1984, caratterizza non solo l’espressione privilegiata di Antonio ma il suo vero sentire.

L’autore, raggiunto telefonicamente, ha spiegato di aver elaborato il testo negli ultimi cinque anni e di averlo scritto negli ultimi difficili mesi del lockdown, come d’abitudine, con un tratto leggero di matita, disteso nella sua intimità domestica.

Un ulteriore originale contributo di Antonio alla poesia, che aiuta a vivere e a sognare.  

Dimenticato - Antonio Vanni - Libro - Mondadori Store

Venafro, 27 aprile 2021

                                                                                     GiudittaDiCristinzi

giovedì 2 aprile 2020

PETALI E AMICHE

Oggi la mia bellissima amica Giorgia Sbuelz DAEDALUS Opera, idee e cultura fuori dal labirinto.
mi ha fatto dono di una accurata recenzione di PETALI e zanzare e di una intervista pubblicate su
Le ripropongo qui tal quali. Grazie Giorgia!


PETALI e zanzare di GIUDITTA DI CRISTINZI: piccoli inni alla vita


Petali e zanzare: Giuditta Di Cristinzi
Petali e zanzare: Giuditta Di Cristinzi
L’incedere del tempo, l’intimità domestica, l’amore coniugale, la cura filiale… temi di una semplicità disarmante, resi con grazia e stupore: questo è il dono che Giuditta Di Cristinzi restituisce alla vita in sillabe poetiche.
PETALI e zanzare”, di Planet Book Edizioni, è l’ultima raccolta poetica dell’autrice di Venafro, che compie una svolta all’interno dopo l’estroflessione della silloge “Strage d’anime” (2017), in cui i versi erano testimoni compassionevoli della cronaca contemporanea, come ben ci fa notare il filosofo Francesco Giampietri nell’ottima prefazione.
Qui la poetessa indaga il suo io, ricontattandolo nel gesto quotidiano, nei ruoli assunti, negli attimi vissuti e negli attimi mancati:
“ (…)
Cercavo di prepararmi alla vita
E invece la vita era quella
Che inesorabilmente sfuggiva
E lui, saggio, lo disse”
La poesia è credibile, dimora solida e accogliente di un’esistenza che fa i conti con se stessa. Il sentimento trabocca nello sguardo di chi scruta nella bellezza di giornate accolte come un dono. L’autrice abbozza bilanci, gioca con l’amore: di donna, di figlia e di madre. E osserva la sua di madre, nel lento trasmutare del tempo in vecchiaia, con i ricordi raccontati con gratitudine e la paura del distacco esorcizzata dalla sacralità di una devozione permanente.
L’occhio si posa su fugaci dettagli, come le Madeleine de Proust, l’oggetto più ordinario risuona come un’espediente di autoanalisi:
“ (…)
Un piatto di pasta, sempre scotta
Da inforcare con le posate
Di plastica bianca
bianca come vorrei fosse la mia anima
Un’anima da purgare”
Quindi una riflessione sul senso di salvezza, suo come di ognuno di noi. Quando nella storia di ciascun essere umano all’improvviso arriva il mare a benedirci:

“Il mare mi cala nell’anima
visione d’infinto
e redenzione”
L'autrice Giuditta Di Cristinzi
L’autrice e poetessa Giuditta Di Cristinzi

Raggiungiamo telefonicamente Giuditta Di Cristinzi per farci raccontare da lei la sua esperienza d’autrice.
  • Salve Giuditta, partiamo da te. Sei avvocato e giudice onorario presso il Tribunale di Cassino, hai alle tue spalle ben  6 raccolte di poesie, una di filastrocche per bambini, una di racconti e un giallo. Sei madre di tre figli maschi. In che modo la scrittura fluisce e influisce in una vita così piena?

La scrittura mi accompagna fedele, in un contesto che muta. E’ sfogo, è riflessione, è urgenza, è bisogno quotidiano per me, come l’aria e il cibo, come i sentimenti e i contatti umani.

  • Come nasce PETALI e zanzare e perché questo titolo?
Ogni mia raccolta di poesie, anche tra uno scritto di prosa e l’altro, nasce immediatamente, appena la precedente termina. Così ho iniziato a scrivere per PETALI subito dopo Strage. L’ho intitolata PETALI, in maniera provvisoria, pensando ai petali dei fiori, progettando di aggiungerne una dopo l’altra, in maniera spontanea. Poi nella mia vita, come in quella di tutti, sono arrivati dei dolori, delle delusioni, delle sofferenze che ho paragonato alle punture fastidiose delle zanzare, anche se ovviamente sono state molto più forti e hanno avuto bisogno un lungo processo di metabolizzazione.

  • C’è una tua opera a cui sei più affezionata di altre?
Sì, sono affezionata alla mia prima silloge, POESIE, quella in cui ho timidamente raccolto i miei primi versi giovanili, intimi, acerbi, sofferti, che ho dato alle stampe quasi 10 anni dopo e non senza fatica e trauma, il trauma di rendere pubblico, per la prima volta, ciò che è più intimo e privato. E poi il mio giallo. L’ho adorato, il primo scritto in prosa, dopo i racconti, LA VITA E’ CAOS, di più lungo respiro. Ho faticato a trovare la mia voce e quando ho creduto di averla trovata, ho dovuto faticare ancora per scrivere qualcosa di organizzato, compiuto, lungo, uno scritto che ha richiesto metodo e applicazione quotidiana, cosa cui non sono avvezza e che, confesso, mi risulta difficile.

  • E l’opera di altri a cui sei più affezionata?
 Tante belle cose. Superlativo DELITTO E CASTIGO, che ti tiene avvinto fino alla fine, doloroso, emozionante, magistrale. Ma anche IL CARDELLINO di Donna Tartt, e altro ancora.

  • Sei spesso impegnata in progetti culturali. Vuoi raccontarci alcune esperienze?
 Ho partecipato vivamente e con gioia a EtCetera Cultura e Società e adesso a Venus Verticordia, progetti culturali che ho condiviso col filosofo Francesco Giampietri, prefatore dell’ultima opera, recentemente e prematuramente scomparso. Insieme ad altri appassionati amici, abbiamo organizzato molti eventi come FEMMINILE PLURALELA NOTTE DELLA POESIA, IL FESTIVAL DELLE CONTAMINAZIONI di varie arti. Abbiamo ospitato nella nostra piccola città grandi personalità della letteratura contemporanea. Poi sono stata “cacciatrice di cultura” per GEArtis, una bella realtà tutta al femminile; mi è stato chiesto dalla INNER WHEELER di presentare libri e autrici. Infine, ho organizzato un premio letterario in 7 sezioni, intitolato alla memoria di mio padre Alessandro, culminato in una bella cerimonia di premiazione che si è tenuta l’anno scorso a Venafro nel centesimo anniversario della sua nascita.

  • Prossimi impegni narrativi?
Molte cose. Intanto, appena chiusa PETALI, ho continuato a scrivere versi in MOMENTI D’ESSERE. Credo di aver scritto già una quarantina di componimenti. Poi sto lavorando a un romanzo che, per il momento, si chiama E IN MEZZO L’EQUATORE, sto compilando una raccolta di proverbi, di cui molti dialettali, testimonianza di una saggezza antica cui sono affezionata e grata, sto scrivendo dei racconti gialli (Tragedia greca con il mio Ispettore Costa e Coranovirus). Ho nel cassetto una spy story e una sorta di libro epistolare, 100 e una lettera d’amore. Insomma tante cose. Spero solo di avere tempo e costanza per portare a temine tutto quanto. I prosaici impegni della vita quotidiana e il mio caratterino sono i miei nemici. Chi la spunterà?

  • Per concludere…
 Per concludere innanzitutto voglio ringraziarti per il tempo e l’attenzione che ha voluto dedicarmi e per la bellissima introduzione che è una recensione curata e sottile, e un’interpretazione acuta e azzeccata dei miei versi, peraltro sempre molto spontanei, non costruiti sugli orditi antichi di metrica e rime, se non per citazioni. Per il resto, viva la scrittura. Io spero di continuare così a lungo e anche di più!

Grazie e in bocca al lupo per la tua carriera!


Giorgia Sbuelz





lunedì 2 marzo 2020

PRESENTAZIONE

Sabato pomeriggio, nella suggestiva cornice della Palazzina Liberty sul laghetto, a VenafroRisultato immagini per palazzina liberty venafroho presentato agli amici il mio ottavo libro PETALI e zanzare, silloge poetica edita da PLANET BOOK, interessante realtà editoria pugliese diretta dal dottor Alessandro Labonia, con prefazione del professore e filosofo  Francesco Giampietri copertina della poetessa e disegnatrice Federica Passarelli. 

L'evento è stato patrocinato dall'associazione socio-culturale VENUS VERTICORDIA (che si ispira nel nome e nel logo a uno dei simboli più potenti di Venafro: la bellezza che ‘apre i cuori’, quella della Venere Callipigia – nasce dall’incontro di due gruppi, 'Agorà' ed 'EtCetera', che negli ultimi cinque anni hanno animato la scena culturale locale promuovendo molteplici eventi di notevole spessore socio-culturale. Occasioni di arricchimento per tutti, nell’interesse esclusivo del bene comune. Erede di quelle esperienze, Venus si propone di valorizzare la cultura e le arti in tutte le loro forme espressive. Perché cultura è bellezza. Il Comitato Direttivo è composto da Donata Caggiano (Presidente onoraria), Francesco Giampietri (Presidente), Rocco Viccione (Vicepresidente), Giuditta Di Cristinzi (Segretaria), Sara Ferri (Tesoriera), Maria Assunta Prezioso e Marilena Ferrante (Consigliere).)

di cui ho il piacere di far parte. Presente in sala la presidentessa, professoressa di storia e filosofia,  Donata Caggiano.

Risultato immagini per venus verticordia associazione

La cerimonia è stata articolata e composita. 
Oltre al mio libro, è stata presentata anche l'antologia poetica Specchi, della giornalista PAOLA CARAMADRE (Giornalista, autrice e lettrice onnivora e curiosa. Promotrice culturale, 'regista dei libri' e cofondatrice di Tantestorie.it)

La serata è stata allietata dalle note di due giovani talentuosi venafrani, Luigi Pizzuti e Aldo Mascio, in arte Masho (chitarra e voce). 


Alle pareti della sala facevano bella mostra di sè i dipinti delle artiste ciociare Vincenza Rotondo che ha interpretato i miei Petali e Stefania Di Massa che ha dipinto per Specchi tele suggestive e rappresentative, felice sintesi delle arti rappresentate. 



Paola è stata invitata a parlare del suo libro da Marilena Ferrante, insegnante molisana, poetessa e vivace animatrice culturale; io sono stata ben interpretata e intervistata da Maria Giusti, notissima e ispirata poetessa venafrana che ha scavato -da addetta ai lavori- nel mio cuore e nella mia poetica permeatata dall'amore e dagli interrogativi sul tempo e sul senso della vita che corre via veloce mentre cerchiamo di comprenderne il senso.
I versi sono stati magistralmente declamati da Vera Cavallaro,



prodiga siciliana, psicologa e attrice, vecchia amica di Venus e Stefano Maria Pantano, attore,  che ha impreziosito le parole poetiche con vera ars drammatica. 
E' stata una piccola festa artistica, in cui si sono fuse poesia, pittura, musica e recitazione. Tanti i presenti, che ringrazio con affetto. 
Nonostante i ripetuti eventi di questo genere, uno zoccolo duro di persone a me vicine, sensibili al significato che la scrittura ha per me, non manca mai. Parlo, tra gli altri, di mamma, Iva, Claudio, mamma Flora, Francesco, Donata, Giovanni, Claudietto, le sorelle Iemma con Pasquale, Raffaella, Tonino Atella, la  preside Enzina con Ughetta, Alba Galardi, Claudio Luongo, il dottor Pagano, Gaetanino con la famiglia, le sorelle Simeone, Antonella Vettese, Antonella Basileo, Roberta Perissutti, Sara Ferri, le avvocatesse Marta e Manuela con i compagni, Maria Rosaria Valente Iannacone che con zelo continua l'attività del marito Amerigo, le sorelle Simeone,  Greta e Fiorentina, Virginia, amante della lingua in tutte le sue declinazioni, la stampa locale ed altri ancora. 







E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...