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lunedì 17 febbraio 2020

CURIOSITA'

Ieri sono stata a vedere la Norma di Bellini al San Carlo di Napoli e ho avuto una curiosità: la famosa Pasta alla Norma ha qualcosa a che fare con l'opera? 
Ho fatto qualche ricerca e sembra proprio di sì. 
La Pasta alla Norma (ottima quella di mia suocera) si prepara con pasta corta condita con pomodoro, basilico melanzane fritte e un'abbondante grattugiata di ricotta salata, è tipica di Catania, città natale del maestro Bellini, e sembra che in occasione del debutto dell'opera in città il commediografo siciliano Nino Martoglio  davanti ad un piatto di pasta così condito abbia esclamato: "È una Norma!", come a dire una cosa eccellente, un piatto che racchiude in sé tutti i colori, i sapori e i profumi del nostro sud, amata e immortale quanto l'opera omonimaRisultato immagini per pasta alla norma perché.

NORMA

La Norma (Norma è un'opera in due atti di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani, tratto dalla tragedia Norma, ou L'infanticide di Louis-Alexandre Soumet (1786-1845). Composta in meno di tre mesi, nel 1831, fu data in prima assoluta al Teatro alla Scala di Milano il 26 dicembre dello stesso anno, inaugurando la stagione di Carnevale e Quaresima 1832Quella sera l'opera, destinata a diventare la più popolare tra le dieci composte da Bellini, andò incontro a un fiasco clamoroso, dovuto sia a circostanze legate all'esecuzione, sia alla presenza di una claque avversa a Bellini e alla primadonna, il soprano Giuditta Pasta. Non solo, ma l'inconsueta severità della drammaturgia e l'assenza del momento più sontuoso, il concertato che tradizionalmente chiudeva il primo dei due atti, spiazzò il pubblico milanese. Il soggetto è ambientato nelle Gallie al tempo dell'antica Roma, e presenta espliciti legami con il mito di Medea. Fedele a questa idea di classica sobrietà, Bellini adottò per Norma una tinta orchestrale particolarmente omogenea, relegando l'orchestra al ruolo di accompagnamento della voce. Fonte Wikipedia) è un'opera composta da Vincenzo Bellini alla quale non avevo mai assistito. La prima volta fu interpretata dalla cantante mia omonima GIUDITTA PASTA e per questo mi aveva sempre incuriosito. 
Ieri l'ho seguita con interesse anche se mi è sembrata un po' pesante. Bravissime le due soprano, la Santafè, che interpretava Adalgisa, quasi più brava della protagonista Siri, eccessivamente pesante, poco leggiadra, una cantante talentuosa ma priva de  le fisique du role. 
Opera amatissima, seguitissima e ammirata in teatro anche da moltissimi stranieri (tedeschi, inglesi, giapponesi, ...).
Ho riflettuto sulla somiglianza della trama con quella della Medea di Euripide studiata al liceo e mi sono chiesta quanto una storia del genere, una tragedia, sia in linea con i tempi. 
Credo poco, molto poco. 
La storia narra dell'amore segreto e ormai finito tra una sacerdotessa druida e un proconsole romano e rinvia alle idee anzi agli ideali di patria, di lealtà, di castità sacerdotale (mentre noi discutiamo del matrimonio dei sacerdoti), di amore per i figli, di gelosia, vendetta, passione violenta, tradimento, fatale e corale punizione, senza appello, non solo per il nemico, occupante straniero, ma anche per la figlia del re. 
Oggi tutto è diverso, tutto è consumato all'insegna della leggerezza, del divertimento,  dell'andare avanti ad ogni costo, anche calpestando principi e ideali, pur di vivere, di godere al massimo di ogni attimo dell'esistenza concessa, senza moniti, senza dei, senza rimorsi. 
I tempi cambiano e tutto sommato credo sempre in meglio. 




E' stata sublime Norma nel canto alla LUNA, nell'aria famosa CASTA DIVA,bravissimi gli orchestrali e vivace il direttore.






Se dovessi identificare la Norma con un colore sceglierei sicuramente il rosso, rosso l'amore dei tre protagonisti, rossa la rabbia, la vendetta, la gelosia, rosso il risentimento di Norma, rosso il fuoco del rogo che arderà gli amanti arsi dal pentimento e dalla condanna e rosso il fondo della scena finale. 
Risultato immagini per norma bellini san carlo immagini

TEATRALI!

Scioltami a fatica dall'abbraccio domenicale di Morfeo, riemersa dalle brume del mattino invernale molisano, mi sono preparata per passare una giornata diversa con la mia sorellona Iva con pantalone nero, dolce vita e pelliccetta. 
Ma arrivate a Napoli, ecco che la dea Partenope Risultato immagini per dea partenopeci ha cinto in un abbraccio marino caldo 23° e snervante di traffico  selvaggio, indemoniato  e intenso. 
Non ci siamo arrese allo scoramento, ben decise a passare una bella giornata insieme come non ci capitava da anni. 
Allestimento sculture in  piazza Municipio 

Risultato immagini per sculture piazza municipio napoli lupi
WOLVES COMING 
I 100 LUPI DELL'ARTISTA CINESE LIU RUOWANG 

Scorcio da via Toledo
Iva ha 15 anni più di me, è la mia madrina di cresima, abbiamo condiviso la stessa camera per anni, da quando lei tornò a Venafro nel 1978 laureata in Medicina, fino a quando io nel 1996 convolai a nozze. Ricordo le chiacchiere serali, le confidenze notturne, le sue spippiate di sigaretta fino a notte fonda o di primo mattino, le tante gite fuori porta, i suoi doni da sorella maggiore, ... 
Belle cose. Adesso ognuna è presa da i suoi impegni lavorativi e familiari ed è raro trovarsi se non per qualche pranzo in famiglia, ma per  me lei  è sempre super, una delle mie (poche) persone speciali, la mia seconda mamma. So di poter contare su di lei sempre,  in maniera assoluta.
Comunque, lasciando da parte i massimi sistemi e tornando ai diletti che aiutano a vivere, per ieri, le avevano regalato due biglietti in poltronissima, per assistere alla Norma al Teatro San Carlo, biglietti che Iva ha voluto condividere con me che ho accettato volentieri. 
Arrivate a Napoli, abbiamo fatto una bella passeggiata distensiva lungo via Roma
Confesso che si siamo fermate un po' da Zara all'interno della splendida galleria, dove mi è piaciuto quasi tutto (ma non ho comprato nulla). 
Abbiamo poi fatto una sosta nella nota rosticceria LUISE, dove abbiamo mangiato una frittatina di maccheroni accompagnata da una bella birra fresca.
Sinceramente sono rimasta delusa: da LUISE si mangiava molto meglio prima (L.U.I.S.E. in realtà è un acronimo che significa Leccornie Uniche Italiane Specialità Estere, ma io di estero non ho visto nulla).
Abbiamo proseguito lungo via Toledo e ci siamo fermate incuriosite dinanzi a Palazzo ZEVALLOS (Il palazzo Zevallos (o anche palazzo Colonna di Stigliano o ancora palazzo Zevallos Stigliano) è un palazzo monumentale di Napoli ubicato lungo via ToledoIl palazzo ospita l'omonima galleria museale, facente parte delle gallerie d'Italia di proprietà del gruppo Intesa Sanpaolo

Portale d'ingresso
Il primo proprietario del palazzo fu appunto Giovanni Zevallos (Juan de Zevallos Nicastro, duca di Ostuni) che ne acquisì la proprietà nel 1639 dopo la fine dei lavori. Alla sua morte il palazzo passò prima al figlio Francesco e poi dopo, nel 1653, fu ceduto definitivamente ai Giovanni Vandeneynden mercante e collezionista d'arte fiammingo, nonché padre di Ferdinando, che prese a moglie una Piccolomini dopo che acquisì il titolo di marchese di Castelnuovo dal re di Spagna. ... FONTE WIKIPEDIA) che ospita sempre mostre interessanti grazie al mecenatismo moderno della banca Intesa San Paolo. Ieri c'era (e ci sarà fino al 19 aprile) una mostra su David e Caravaggio
Io sono rimasta colpita dall'immagine della morte di Marat, che si studia in storia dell'arte a scuola, quindi abbiamo deciso di salire a fare un giretto culturale. 
Le scale in marmo del meraviglioso Palazzo Zevallos Stigliano

Un delizioso puttino 


L'ingresso 

Sono rimasta un po' delusa perché la gran parte delle opere esposte erano delle copie, delle riproduzioni di scuola e studio, comunque ne è "valsa la pena". 
Abbiamo proseguito fino a Piazza Dante dove ci siamo sedute a un bar per prendere un caffè e gustare una sfogliatella (l'ho presa al pistacchio, per cambiare e assaggiare un gusto nuovo. Altro errore culinario della giornata. Pazienza!), poi siamo tornate sui nostri passi per andare a teatro. Il San Carlo (Il Teatro di San Carlo, noto semplicemente come Teatro San Carlo, è un teatro lirico di Napoli, nonché uno dei più famosi e prestigiosi al mondo. È tra i più antichi teatri d'opera chiusi in Europa e del mondo ancora attivi,] essendo stato fondato nel 1737. Può ospitare 1386 spettatori e conta un'ampia platea (22×28×23 m), cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo più un ampio palco reale, un loggione ed un palcoscenico (34×33 m).Date le sue dimensioni, struttura e antichità è stato modello per i successivi teatri d'EuropaAffacciato sull'omonima via e, lateralmente, su piazza Trieste e Trento, il teatro, in linea con le altre grandi opere architettoniche del periodo, quali le grandi regge borboniche, fu il simbolo di una Napoli che rimarcava il suo status di grande capitale europea.
Fondato per volontà di Carlo di Borbone, costruito da Giovanni Antonio Medrano e Angelo Carasale per una capienza da 3.000 posti, fu inaugurato il 4 novembre 1737, proprio in occasione del giorno dell'onomastico del re,... Fonte Wikipedia) è magnifico e cinge i fortunati ospiti in un abbraccio 
sontuoso di luci, velluti rossi e decori dorati.



Per la prima volta 
ho assistito a uno spettacolo seduta in platea, 
vicinissima al palcoscenico e all'orchestra. 
Era di scena la NORMA di Bellini, che non avevo mai visto, in un 
allestimento di Amato, Frigerio, Squarciapino. L'orchestra era diretta 
dal Maestro Ciampa e i protagonisti erano interpretati da Siri, Santafè 
e Sartori. Tra Norma e Adalgisa non avrei saputo chi delle due sia 
stata più brava....
segue 

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...