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martedì 4 febbraio 2020

La vexata quaestio della PRESCRIZIONE

Risultato immagini per BONAFEDE In questo periodo si parla tanto di prescrizione a causa della riforma della giustizia firmata dall'attuale guardasigilli Bonafede del Movimento 5 Stelle
La riforma della prescrizione è entrata in vigore il 1° gennaio 2020.
Da allora moltissime le polemiche. 
La riforma prevede lo stop della prescrizione (art. 159, comma 2, Codice penale: "Il corso della prescrizione rimane altresì sospeso dalla pronunzia della sentenza di primo grado o del decreto di condanna fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o dell’irrevocabilità del decreto di condanna.”) dopo la sentenza penale di primo grado, di condanna o assoluzione che sia, con notevoli effetti pratici. 
Molti gli scioperi degli avvocati penalisti e i giudizi forti parte di magistrati e politici. 
La maggioranza di governo è  divisa sul testo e si cerca ancora una soluzione di compromesso per ritoccare il testo. 
Per comprendere meglio il problema e fare valutazioni proprie e indipendenti bisogna sapere alcun cose su 

IL TEMPO E I DIRITTI 

Lo scorrere del tempo ha effetto sui diritti. 
Il legislatore, per assicurare la certezza dei diritti nonostante il trascorrere del tempo ha ideato gli istituti della prescrizione e della decadenza (la decadenza è l'istituto giuridico in forza del quale, decorso un determinato periodo di tempo, non può più essere esercitata una pretesa giuridica, codice civile artt. 2964 e segg.).

LA PRESCRIZIONE 

In campo civilistico, secondo l'articolo 2934 del nostro codice civile, un diritto si estingue per inerzia da parte dell'avente diritto, si estingue dunque se non viene esercitato per un determinato periodo di tempo, normalmente per 10 anni, ma sono fissati dallo stesso codice termini diversi, più brevi.



In campo penale (cioè quello di cui si discute), l'istituto ha un altro valore. 
Va precisato che esiste la prescrizione dei reati e delle pene. 

La prescrizione di un reato, secondo gli artt. 157 e segg. del codice penale, determina l'estinzione del reato stesso sul presupposto che trascorso un certo periodo di tempo dal compimento del fatto, per lo Stato sia venuto meno l'interesse a perseguire il comportamento e a tentare di reinserire il reo nella società.

Se si elimina la prescrizione senza effettuare altre riforme volte ad accelerare il corso della giustizia, senza mettere a concorso altri posti da magistrato, i tempi dei processi non si accorciano automaticamente e i processi possono diventare eterni. 
Pertanto la riforma Bonafede rischia di essere non solo inutile ma addirittura dannosa, se non anche incostituzionale (articolo 111 Costituzione Italiana, La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata). 

L'istituto è stato già travolto e distorto in passato. 
Ricordiamo la legge del  5 dicembre 2005, n. 251 (la famosa  legge ex Cirielli) che introdusse modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354 in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di (...omissis) e di prescrizione appunto
In particolare, diminuì i termini della prescrizione. Dell’accorciamento dei tempi di prescrizione si avvalse Silvio Berlusconi Risultato immagini per berlusconi silvio in aula a processe molti dei suoi (per questo la norma fu definita legge ad  personam), ma essa ha avuto effetto su tanti altri casi, da Stamina, ai disastri ambientali 
del petrolchimico e dell’amianto, ai processi sulla malasanità e altri.

Questo ripugna il comune sentire, quello  dell'onesto cittadino che apprende dai media di reati, di processi, di vittime e che poi vede andare tutto in fumo per l'intervento della famigerata prescrizione. 

Ma la soluzione non può essere quella dettata da giustizialismo e populismo, non può essere l'eliminazione della prescrizione a prescindere, ma una riforma ragionata, mediata, integrata della giustizia che purtroppo è lenta a volte lentissima.

lunedì 27 gennaio 2020

ELEZIONI

Risultati immagini per ELEZIONI REGIONALIE così è stato consumato anche il rito delle elezioni regionali in EMILIA ROMAGNA e CALABRIA. In Calabria ha vinto JOLE SANTELLI, esponente Forza Italia,  che si è attestato primo partito con il 27% dei voti, sostituendo il precedente governo regionale di centrosinistra. 
Molto più controverso e complesso il voto in Emilia Romagna, per tradizione "regione rossa", che ha rieletto STEFANO BONACCINI. 
Il voto era molto atteso e come sempre era stato caricato di significati da parte dei vari contendenti e leader politici. 
La destra aveva il vento in poppa e sperava di "asfaltare" la sinistra su tutti i fronti, con ripercussioni anche sulla tenuta del Governo nazionale, adesso giallo-rosso, in un avvicendarsi di colori vari e disparati abbinamenti. 
Invece no. 
Gli emiliani e i romagnoli hanno votato, oltre il 51%, il governatore uscente. 
A causa delle SARDINE (l'EMILIA NON SI LEGA)?
O forse a causa degli eccessi di Salvini, leader indiscusso della Lega e del Centrodestra (FORZA ITALIA è crollata al 2,6%, mai così male credo)?
Un po' l'una e un po' l'altra cosa, secondo me. 
Salvini, al di là del pensiero politico, esagera nei modi. Ostenta sicurezza, va a bussare ai citofoni di normali cittadini alla ricerca di spacciatori (!), personalizza e carica di significato  il voto, attacca verbalmente, si mostra in atteggiamenti "sciolti". 
E la gente non ci sta, anche gli sfiduciati, chi si sarebbe astenuto, chi non era stato più di tanto contento del governo regionale appena conclusosi, ha deciso di alzarsi, uscire di casa e andare a votare, pur di evitare il trionfo annunciato dell'altra parte politica.  
(In questo quadro generale si inserisce la disfatta del MOVIMENTO 5 STELLE, il cui segretario DI MAIO (prevedendo?) si era dimesso 2 minuti prima. Ma questa è un'altra storia...)

giovedì 26 settembre 2019

I PICCOLI E I GRANDI DELLA TERRA

I media ci bersagliano di notizie di ogni tipo: l'alternarsi dei governi e delle alleanze in Italia; i 5S imparentati prima con Salvini (un'unione contro natura secondo me), ora col Partito Democratico capeggiato da uno Zingaretti che non ha il carisma del fratello "Montalbano"; Renzi che incassa due ministri e un sottosegretario e poi se ne va a fare Italia Viva (ma non doveva andarsene dopo il famoso referendum, non doveva abbandonare la politica? Questa parola mancata per me da sola è motivo per disistimarlo); l'economia francese che tira piu di quella tedesca, stranamente; gli inglesi che non sanno più che fare per uscire dall'Europa (questa faccenda della Brexit è una buona ghigliottina, prima ha fatto cadere Camerum e May, poi ha indotto Johnson a far chiudere il parlamento con l'avallo della regina, provvedimento bollato come illegittimo in seguito da una vecchietta, un magistrato di polso della Corte Suprema); lo speaker della camera inglese che indossa cravatte improbabili e sgiargianti e urla dalla sua postazione come recitasse uno strato antico rituale; Trump che strilla in tutte le direzioni e di fatto ha cominciato la nuova campagna elettorale mentre richiedono il suo l'empeachment; Greta che viaggia per il mondo bacchettando i grandi della terra contro l'inquinamento globale e il rischio più che concreto di innalzamento del clima (il nostro Monte Bianco a Courmayer si sta sciogliendo), ...
E noi stiamo qui, attoniti, a guardare, ad ascoltare, a cercare di capire e  ad aspettare che i grandi della terra decidano per noi sulle cose essenziali della vita.

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...