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sabato 16 novembre 2024

Quiete serena

Mentre i giorni d'autunno si inseguono, io sto.





















Sto bene, ferma nel mio sole di novembre, a godermi l'amore sempiterno di mio marito Claudio e la laurea di mio figlio Ale.

Bisogna saper aspettare perché le gioie tornano sempre a casa, prima o poi, mentre consapevolezze crescono. 

Pietro ora è a casa, pacificato e dolce; Claudio Maria è a Bologna, solo,  a tessere la sua tela; Iva c'è, è una certezza; la foto di mamma mi guarda dal comodino. 

Babbo lo penso e comprendo, lo accolgo. Gli amici, una corolla, i viaggi, i libri, le terapie, la Canovi, la Grossi, Roberta, tutti mi fanno buona compagnia. 

L'altra sera, alla festa, ho parlato con Gianna, ho guardato Umberto. Non vado oltre perché non voglio soffrire. Non si può prosciugare un mare. 

L'altra è lontana, distante, fredda e risentita. Aspettava lasciti, poverina, rinchiusa nelle sue assurde aspettative, nelle mancate risposte, in rapporti a senso unico che confermano forte dipendenza affettiva. Mi spiace. Sono piccola,  non tocca a me aiutare, anche perché quando è stato il mio turno non è toccato a loro aiutarmi.

Ale mi ha reso felice. La laurea di un figlio è una grande gioia.

Allora non sono stata così male, o no? 

E oggi ho fatto pure le tagliatelle in casa con la bolognese! 


mercoledì 11 ottobre 2023

Ottobre: ancora al mare

 

Al mare, ora come allora


Sabato, dopo aver trascorso la giornata alle terme insieme con Iva, mi sono trasferita al mare ove ci aspettava Claudio giunto a Scauri  in moto.  
Dopo una doccia e una pausa di riposo,  siamo andati con amici a "fare" un aperitivo 🐝 a Formia, all' enoteca Telaro, sempre piena di gente, e poi a cena al ristorante sulla Flacca Marì.


 Il giorno successivo abbiamo cercato un lido aperto vicino casa e siamo fermati al Lido del Sole, ancora attrezzato, dove abbiamo preso  ombrellone e  lettini e abbiamo goduto di una giornata meravigliosa.


Corro al mare 

Claudio sparapanzato al sole

Acqua limpida






Claudio ed io abbiamo fatto una lunga passeggiata verso Monte d'Argento e poi ho fatto un bellissimo bagno. Credo non mi sia mai successo di fare il bagno al mare a ottobre. È stato imprevisto e bellissimo. 

L'Italia bella e il buon clima ci regalano queste possibilità! 


martedì 10 ottobre 2023

Ottobrata alle terme di Suio


Il meteo continua a regalarci giornate bellissime, miti e piene di ☀️ sole. 

Anche se abbiamo ripreso a lavorare, il weekend fa venir voglia di uscire e godersi questa splendida ottobrata. Non ne ricordavo di belle così dall'anno 1988. (Ricordo che il 27 ottobre di quell'anno andai da casa a Roma, all'università, per fare l'esame di diritto commerciale indossando un pantalone di lino nero, una maglietta di cotone e un paio di scarpe aperte.)

Tanto tanto tempo fa. Adesso molto è cambiato, ma non la mia voglia di sole e mare. 

E così sabato ho deciso di andare alle terme di Suio, nel  comune di Castelforte, con mia sorella Iva.

Abbiamo scelto -tra i vari-  lo stabilimento di Sant'Egidio, il più grande e forse il più vecchio. 

La struttura andrebbe rinfrescata e ristrutturata un po' ma il parco e le sue piscine sono di prim'ordine. 

L'acqua delle vasche è acqua sorgente calda e solfurea, indicata per tutti i problemi della pelle e articolari. Lo stabilimento consta di un grande albergo con zona riservata ai trattamenti convenzionati con il SSN come i fanghi, un ampio giardino, un parco che si estende fino alla riva destra del fiume Garigliano con zona picnic e svariate piscine con acqua calda di diverse temperature. Le vasche sono dotate di getti, idromassaggi, sedute e cascate. 

Al Sant'Egidio c'è anche una pizzeria 🍕 e un bar tavola calda per rifocillarci.

Insomma è un bel posto in cui passare momenti di grande relax in acqua calda, soprattutto in autunno. 

Mi dispiace solo che il comune di Castelforte non incoraggi il turismo, non faccia la giusta e dovuta manutenzione alle strade e alle infrastrutture ma Suio ha grandi potenzialità. 












venerdì 22 settembre 2023

LA SALUTE UN BENE PREZIOSO: PREVENZIONE

 


La salute è un bene prezioso che, come tale, va custodito e curato. Importante è la prevenzione attraverso esami e check-up completi o mirati, che possono evidenziare eventuali patologie non ancora nota.

L'autunno mi sembra un momento adatto a queste indagini. 
Al ritorno dalle vacanze, a settembre o a ottobre, io faccio sempre un check-up di base
Mi faccio prescrivere dal mio medico di base, fino allo scorso anno mia sorella Iva, oggi in pensione, degli esami del sangue per controllare emocromo, azotemia, bilirubinemia, colesterolemia, HDL, LDL, creatinina, elettroforesi siero proteica, fosfatasi alcalina, gammaGT, glicemia, sideremia, ALT, AST, trigliceridi, uricemia, VES,  oltre l'esame delle urine.
In ogni caso, il medico di fiducia può darci consigli mirati per ulteriori approfondimenti.
Normalmente il prelievo del sangue va eseguito a digiuno dalla mezzanotte della sera precedente, in una posizione seduta standard. È una pratica poco fastidiosa e pressoché indolore.
Gli uomini possono aggiungere un check-up specifico per il controllo del PSA, del PSA libero  e dell'uricemia in quanto dopo una certa età, sono soggetti a problemi della prostata. Sarebbe opportuno, prima degli esami, astenersi dal fumo, dall'alcol e dallo stress.
Anche le donne hanno dei check-up specifici da eseguire, esami che mirano al controllo della ferritina, della uricemia, del calcio e della sideremia, in quanto le donne sono più soggette ad anemia e osteoporosi.



Alcune persone si accorgono da sole di avere delle intolleranze alimentari che possono insorgere anche in età adulta. Dopo aver introdotto per anni degli anni alimenti incompatibili, infatti, si possono creare sensibilizzazioni. Le tolleranze alimentari possono essere controllate con un semplice prelievo del sangue.

Esistono poi ulteriori check-up:
- quelli che afferiscono al profilo epatico, al profilo cardiologico, al colesterolo, alla tiroide.

Di questo so purtroppo più di qualcosa in quanto mi sono ammalata di ipertiroidismo nel lontano 1984. All'epoca ho eseguito moltissimi esami come ecografie, scintigrafie, esami del sangue anche con mezzo di contrasto, Tac, RMN, Rx della sella turcica e via discorrendo in quanto ho avuto numerose complicanze fino all’esatta diagnosi di morbo di Basedow e all'indicazione chirurgica di tiroidectomia (posso dire di aver risolto i miei problemi, di aver avuto una vita normale, di aver partorito tre figli sani, naturalmente, e di averli allattati felicemente al seno a lungo).

Ad ogni modo, chi vuole effettuare un check-up base della tiroide deve effettuare un prelievo di sangue per il dosaggio di FT3, FT4 e cioè delle frazioni libere di T3 e T4, del TSH, ovvero dell’ormone tireotropo, degli anticorpi anti tireoperossidasi e degli anticorpi anti-tireoglobulina. A questi si può unire un check-up del profilo metabolico, che va ad indagare anche proteine totali e frazionate, omocisteina, apoA e  apoB.
Le persone che soffrono particolarmente di stomaco, come mio marito Claudio, nel periodo primaverile o autunnale, quindi al cambio di stagione, in genere vedono acuirsi i disturbi gastroenterologici. In questi casi può essere utile monitorare lo stato di saluto di stomaco e intestino, con esami di amilasi, lipasi, Helicobacter Pilori e ricerca di sangue occulto nelle feci. 


Un esame molto particolare è quello richiesto talvolta dai genitori sui figli per la ricerca della presenza di sostanze stupefacenti. Si tratta dei cosiddetti DRUG TEST, che vanno a verificare la presenza nelle urine di oppiacei, di cocaina, di cannabinoidi, di anfetamine, di metanfetamine, di MDA o ecstasy, di metadone e di buprenofina.

Tutti questi esami possono essere eseguiti presso gli ospedali oppure in centri diagnostici privati convenzionati o meno con il SSN.

(Fonti dott.ssa Iva Di Cristinzi; UN ANNO DI SALUTE di Biomedical Center di Venafro, via Colonia Giulia).

mercoledì 20 settembre 2023

MAMMA MIA

 


Un pranzo in suo onore, per l'onomastico, a Cascina Le Noci

Mamma a Scauri 

Scauri La Luccioletta

Con la sua amica del cuore ROSA DI NOTO D'AMICO

Di recente, mamma ed io insieme al Laghetto

Chissà dove a bere un caffè con me

Dopo la messa in memoria di babbo 

Tra le braccia di Pietro

Una distinta e bella signora 

Con Iva cara, il suo medico, la sua compagna di vita per 50 anni e oltre

HOTEL DORA Pranzo per i suoi 90 anni 

con gli amati nipoti 

A casa mia, al battesimo di Claudio Maria

a Rocca da Iva 

All'Hotel Dora per un suo onomastico
















                 























Faccio finta che tutto sia normale, esco, entro, parlo, scrivo, mi sono trattenuta a lungo a Scauri, al mare, lontana...
Ma in realtà nulla è normale e io sto facendo, in questi ultimi 100 giorni tristi,  soprattutto una cosa: elaborare il lutto di mia madre, della mia mamma adorata. 

Penso, ripenso, sogno, guardo foto, vado al cimitero, metto in ordine nella sua casa, vado lì a pulire, a 

innaffiare le piante, a svuotare un cassetto, a riordinare l'anta di un armadio, a sbrinare il frigo, vado a pensarla. 

Mi siedo sulla sua poltrona, mi stendo sul suo letto di morte, piango, urlo il suo nome invano ma mamma non risponde, mamma  non c'è più, è inutile, non ci sarà mai più, l'ho perduta per sempre. 

Mamma adorata, santa, sapiente, prodiga, paziente, mamma con le mani d'oro, mamma che mi adorava e viveva solo per me, figlia unica vezzeggiata e viziata, mamma cara, silenziosa, prudente, altruista, buona, opportuna, mamma che sapeva fare tutto, che mi ha insegnato tutto quello che so. 

Mi sento orfana come una bambina di tre anni invece ho goduto di lei per 56 anni, del suo saper fare, dei suoi regali immensi, piccoli o milionari, dei suoi consigli, del suo aiuto incessante, del buon esempio, dei suoi soldi. 

Mamma mia, come vorrei tenerti qui, ora, accanto a me, allo studio, mentre scrivo, e tu non volevi; vorrei prenderti la mano stanca e fare l'amore con gli occhi. Ti amo tanto mamma mia, è straziante non averti più accanto in carne e ossa, pelle e ossa. Ti eri consumata, non eri più autonoma, le badanti non le volevi, volevi solo me e io invece saltellavo di qua e di là. Ne provo il rimorso. 

Ti hanno trattata male, mamma mia bella? Dimmelo...

Mi chiamavi, volevi me. Venivo ogni giorno, più volte al giorno ma erano visite troppo fugaci per farti resistere alla vecchiaia. Avrei dovuto tenerti a casa con me, portarti in giro, stare più tempo con te a chiacchierare, ma tu eri così chiusa, sempre arrabbiata. Mi guardavi con aria di rimprovero, di critica, di disapprovazione. Oh, mamma ci siamo amate così tanto, anni e anni di simbiosi. Ho dovuto staccarmi e ora mi pento. Eravamo diverse. Tu antica, severa, parca; io divisa e figlia del mio tempo come di te.

Ti vorrei ancora e ancora. E tu non puoi tornare. Chissà se ci rivedremo quando verrò io ma io non credo, non credo in nulla. 

Posso solo dire che ti amo, che mi manchi, che a volte mi sento perduta, sola, defraudata, bisognosa. Non ho più nessuno alle mie spalle, nessuno che mi ami come te, nonostante la mia bella e numerosa famiglia. 

Mamma mia, è dura. parole e lacrime non esprimono il vuoto, il disorientamento, il rimpianto, la mancanza, il rimorso, l'amore. 

Solo una cosa mi fa un po' di luce, benché tu sia andata via con dolore, consunta, stanca, vecchia, che sei andata via tra le mie braccia. Io ho raccolto il tuo respiro, io ho avuto il tuo ultimo sguardo perso nel vuoto, con Iva accanto e Umberto vicino. 

Riposa in pace e nella luce che meriti, mia adorata 

venerdì 17 febbraio 2023

L'orto


Questa è una bieta appena raccolta da mia sorella, medico in pensione, nel suo orticello. Intende fare una "pizza" di bieta,  preparazione tipica del periodo pasquale. Mi ha fatto ricordare dell'orto di mia madre. Dietro casa mamma coltivava a tempo perso un orticello, con annessa stalletta per le galline, ove coltivava un po' di tutto, secondo la stagione. A volte decideva di fare il minestrone;  scendeva nell'orto e prendeva una foglia di bieta, una di spinaci, una di lattuga,  aggiungeva un 🍅, due piselli,  due fagioli,  una carota, tutto quello che c'era, e preparava un minestrone favoloso insaporito da una crosta di formaggio vecchia di frigo. Spesso faccio il minestrone a casa, quello congelato, con tutte le verdure  uguali, tagliate a cubetti delle stesse dimensioni, sembra che abbiano anche lo stesso sapore. Lo preparo, lo impiatto, lo mangio e penso al minestrone dell'orto di mamma e a tutto quel che rappresentava: la semplicità, il risparmio, la genuinità, l'operosità di mamma, insegnante ma anche governante, ortolana, lavandaia, guardarobiera, ricamatrice e molto più...


martedì 13 ottobre 2020

IVA

Domenica abbiamo festeggiato con un pranzo in casa mia sorella IVA che dopo oltre quarantanni di onorata professione di medico, dal primo settembre è andata in pensione. 

Iva è una persona meravigliosa, buona come il pane, mia madrina di cresima e madrina di battesimo del mio dolce Ale. 

Non si è mai sposata e non ha avuto figli, ha vissuto in casa con mamma per quasi cinquant'anni, prima di trasferirsi a Roccaravindola nell'amata dimora avita. 

Si è laureata nel 1978 e dopo il tirocinio in ospedale, le guardie mediche, le specializzazioni e un decennio alla Sanatrix, dove faceva turni lunghi e massacranti, è stata il medico di base, di famiglia, per migliaia di pazienti grati. 

Gli anni passano, la tecnologia avanza, la pandemia stressa, e allora Iva ha deciso di andare in pensione. Ha festeggiato con noi, con un ricco pranzo a casa sua. E io le auguro di godere adesso del meritato e tranquillo riposo, magari interrotto spesso e volentieri da viaggi e vacanze.

Oltre un piccolo dono prezioso, le ho fatto fare da Gaetano Visone delle Terrazze una torta al caffè e agli amaretti, decorata con una vecchia foto: Iva, giovane quarantenne, in rosso Valentino, nei corridoi della mia Università, nel giorno della mia laurea, 28 anni fa. Ancora AUGURI IVA!






LA MATTINA HA L'ORO IN BOCCA

Ho speso la mia mattina libera per restare in casa a scrivere completando quasi tutto il mio ultimo racconto.

Poi sono andata con amici a fare una commissione a Ponte Reale. Mi sono fatta riaccompagnare in centro, a Porta Nuova, per andare a fare una messa in  piega riccia, veloce e naturale da IVA. (L'adoro, buona, semplice  disponibile, non solo perchè si chiama come la mia sorellona). Da un po', a causa del lockdown prima e delle vacanze al mare poi, ho cambiato look. Non stiro più i miei capelli e amo portarli nature, mi sono riconciliata con il mio riccio voluminoso e naturale. 

Lì ho incontrato una signora che conosco, con la quale mi sono intrattenuta a chiacchierare del più e del meno e di questa nuova ondata della pandemia. 

Ho approfittato di varie commissioni da fare per andare un giro a piedi, in sostituzione della mia camminata campestre mattutina. Il  pranzo era già programmato, bello e pronto: pasta all'amatriciana per i ragazzi e contorno di asparagi, per me una ricca insalatona. Ma prima di rientrare sono passata da Zia Lisa per comprare qualcosa di pronto da aggiungere al primo piatto, per gratificare Pietro e  Claudio Maria. Ho preso focaccine, peperoni ripieni, zucchine alla scapece e melanzane a funghetti. 

Poi sono passata a L'Altro Mondo  per fare una ricarica telefonica al mio Claudietto, che ha sempre bisogno di qualcosa, e dagli egizi a comprare un po' di frutta. 

Carica di buste sono rientrata a casa di fretta, dove i miei maschi mi aspettavano affamati.

martedì 7 luglio 2020

Doni

Qualche giorno fa la mia amica Amelia mi ha regalato un bel pezzo di carne. 

Mi sembrava un taglio di coperta e non sapevo come cucinarlo. Brodo e ragù li ho subito esclusi data la stagione e il caldo asfissiante. 
Ci ho pensato un po' su senza trovare una soluzione soddisfacente. Poi me ne sono andata a fare udienza in Tribunale a Cassino. 
Durante la pausa pranzo


Calamarata al salmone
al risto-bar Richard
che attualmente va per la maggiore, ho trovato sulle mensole del locale un libro dello chef Antonino Cannavacciuolo.



Perfetto, mi sono detta, nell'attesa cerco qualche buona idea e stasera, ospite mia sorella a cena, faccio una cosa "scientifica". 

E così ho capito che il pezzo che noi volgarmente chiamiamo coperta o copertina, in modo più corretto si chiama REALE o Noce; ho cercato di capire come meglio cucinarlo e ho optato per  uno stracotto, ovvero un brasato al vino. 
Pietro, che è un cultore delle carni e della cucina in genere, non è stato d'accordo e mi ha criticato, ma alla fine si è dovuto ricredere. 
Ho pulito la carne dal grasso, l'ho distesa sul tavolo

l'ho condita a crudo con sale pepe aglio prezzemolo noce moscata e un velo di zenzero. L'ho arrotolata in diagonale perchè era un pezzo grande, lungo e stretto. Ho fatto rosolare un battuto di verdurine e ho messo il rotolo ad abbruscare su tutti i lati, ho aggiustato di sale e ho aggiunto abbondante vino rosso delle ...cantine DI CRISTINZI, ovvero di mio fratello Umberto che porta avanti con amore la tradizione paterna. Ho lasciato cuocere per ore. Al momento di mangiare, ho tagliato fette spesse e ho servito con abbondante fondo di cottura. Una bontà!

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...