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martedì 28 aprile 2020

PANDEMIA: LE MISURE IN ITALIA E NEL MONDO

Mi incuriosisce molto sapere come si comportano negli altri Paesi per contrastare il diffondersi della pandemia. Molte cose le conosciamo da giornali e televisione, ma mi sembra interessante sapere di più da privati cittadini e capire come reagiscono le persone. 
Noi italiani  abbiamo un carattere particolare, sicuramente variegato da nord a sud, ma soprattutto mediterraneo, sociale, rivolto all'incontro. 
I tedeschi, sì sa, sono conosciuti per il loro rigore, per la precisione e il rispetto delle regole. I francesi per lo spirito alto e ribelle, se necessario. Certo, non si può ragionare per generalizzazioni, ma i tratti comuni di un popolo ci sono e sono veritieri, indicativi. 

Per capire di più ho chiesto ai miei contatti in giro nel mondo quali fossero le misure adottate dai rispettivi  governi. 

Ho chiesto a Rosa, Ivana, Carmela, Erika. Le prime tre sono italiane che hanno dovuto lasciare il Bel Paese alla ricerca di migliori opportunità. Erika è tedesca. 

Rosa Parisi è la mia "nipotina",  seconda figlia di Adriana, ormai quantenne, campana di origine, brillantemente laureata in Scienze Statistiche all'Università di Bologna, vive da anni in Gran Bretagna, è sposata con Andrea, un farmacista italiano,  ha un bambino, Luca, biondissimo come un nordico vero,  e fa la ricercatrice all'Università di Manchester dove vive. 

Mi ha detto che le linee guida del Governo prevedono che si possa uscire solo per comprare da mangiare, per motivi di salute e per lavorare, ma solo se non si può lavorare da casa; non sono obbligatori mascherine e guanti, anche se alcuni li indossano, bisogna rispettare la distanza di due metri gli uni dagli altri, si può uscire per fare sport all'aria aperta da soli o con membri della propria famiglia una volta al giorno, scuole e università La triste Brexit di uno studente italiano a Manchester – La Voce ...sono chiuse, quindi Luca e Rosa sono a casa ed è lei che deve fare lezione al figlio secondo le indicazioni e i compiti assegnati dall'insegnante. Gli unici lavoratori che escono di casa sono per lo più medici, infermieri, operatori sanitari, farmacisti, dipendenti di case di cura. 
In effetti, nonostante le restrizioni, le persone in giro ci sono, ci sono controlli ma non troppi, non  stringenti come in Italia e non vi è bisogno di autocertificazione. Queste misure sono andate in vigore dal 23 marzo. Il fatto che le persone possano liberamente uscire una volta al giorno per fare sport determina  il movimento presente nelle strade. 
Come si fa a sapere se una persona esce effettivamente per fare jogging una sola volta al giorno o più di una? La cautela e il rispetto delle regole sono  lasciate alla coscienziosità del singolo. 

Veniamo alla Francia adesso. Ho chiesto notizie ad Ivana. 
Ivana è una dottoressa  in Psicologia, calabrese di origine,  che dopo il dottorato, ha lavorato a Roma e in Germania, ha vissuto a Venafro, dove l'ho conosciuta, e ha lavorato alla Neuromed di Pozzilli come ricercatrice del Parco Tecnologico. Da qualche anno si è trasferita a Parigi, Coronavirus, a Parigi annullati il Salone del Libro e il Salone ...dove lavora all'Università come ricercatrice. Ivana è dolcissima, è una viaggiatrice intancabile, una blogger (I MATTINIERI DEL LUNEDI, SOLOCOSEBELLE) e una scrittrice (adesso sta lavorando a una trilogia fantasy) amante dei gatti, come me. (Attendo report). ...

E adesso parliamo un po' tedesco con Erika. 
Erika è una mia amica a distanza, con la quale corrispondo da un po' su Linkedin. Economista, general manager in un'azienda alimentare e scrittrice di fiabe per bambini, vive a Dortmund. 
Erika mi dice che in Germania le misure non sono state troppo severe come da noi, le scuole sono rimaste aperte così come la maggior parte dei negozi, anche se devono rispettare il distanziamento sociale e quindi si creano file. I tedeschi possono muoversi liberamente anche se bar e ristoranti sono chiusi. Da ieri è stato introdotto l'obbligo delle mascherine, sembra infatti che gli ultimi rilievi non siano troppo incoraggianti. Coronavirus, in Germania oltre 3500 vittime e oltre 132mila casi ...La sanità pubblica, già ben funzionante è stata potenziata e con successo visto il basso indice di mortalità.
Inutile dire che le misure restrittive sono state accettate dai tedeschi in maniera disciplinata e rigorosa, anche se sono state annullate alcune manifestazioni importanti come la Fiera Internazionale del Turismo nella capitale e la Festa della Birra a Monaco di Baviera. 

Dopo aver chiesto alle amiche "europee", ho fatto un volo oltreoceano e ho indagato in CANADA, chiedendo alla mia amica Carmela, con la quale passo bei momenti al mare, d'estate, a Scauri

Carmela Ciano in Riccardelli è un'imprentrice in pensione, calabrese di origine, naturalizzata canadese. Vive da decenni a Toronto Toronto, cosa visitare?con la famiglia, dove ha fondato con il brillantissimo marito Joe (Giuseppe Riccardelli) due compagnie (company, dicono loro, in italiano società) di successo nei  settori elettrico e edile, per appalti pubblici e privati. (Joe e Carmela
per me, Claudio e i ragazzi sono due personaggi quasi mitologici. Emigrati da giovani, sono l'esempio di come lavoro, intelligenza, volontà e genio italiano sappiano fare fortuna nel mondo. E' un piacere chiacchierare con loro a cena, seduti a tavola con un buon bicchiere di vino: viaggi, macchinoni, moto, casinò, affari, vacanze, sacrifici, acquisti, progressi, affetti (due figli, le nuore e sei adorati nipoti), avventure e molto altro). 

Ebbene, in Canada sono ancora nella fase 1, hanno cercato di controllare e comprimere con decisione la curva del contagio. Lo stato è federale ma ogni singola provincia ha potuto adottare proprie misure sanitarie e sociali. Le frontiere sono state chiuse, può intervenire  la polizia per assicurare  il rispetto delle direttive, le autorità hanno dato comunicazioni tempestive, quotidiane e trasparenti sul diffondersi della pandemia. Non subito, come da noi, ma più tardi e per necessità è stato disposto il lockdown: tutti i negozi sono chiusi, tranne alimentari e farmacie, nei negozi ci sono a terra strisce come distanziatori e si formano file al di fuori, i giardini pubblici sono chiusi, i viaggi sono limitatissimi. Non vi è il sistema di tracciamento con app  per motivi di privacy (in Canada sarebbe inconcepibile), è stata rafforzata la sanità pubblica con il richiamo al lavoro di medici e infermieri in pensione; le case di riposo per anziani sono state isolate; molti e pervasivi sono stati i divieti disposti per gli anziani che vivono da soli in casa, per proteggerli: non possono uscire e ricevono tutto a casa; scuole e aziende sono chiuse, come pure i vari luoghi pubblici; l'insegnamento è solo on line per ogni ordine e grado; le  pay tv sono divenute gratuite per tutti, per rendere più accettabile lo stare in  casa. Chi trasgredisce le misure di sicurezza riceve multe salatissime. 
Un paese civilissimo dunque,  tanto da far desiderare la decantata casetta in Canada. 
Casetta in Canada? di antoniosm8 partecipa al concorso Laghi e ...

mercoledì 15 aprile 2020

LAUREA

In questi giorni vedo sui social tante foto di ragazzi che si laureano, purtroppo in queste condizioni, senza poter festeggiare. Ben vestiti, con l'abito comprato per la cerimonia, la corona d'alloro sulla fronte e un tocco di rosso, sorridenti e felici, circondati dall'abbraccio dei genitori. Tutti i festeggiamenti, la consegna dei doni, i progetti sono rinviati a tempi migliori. 

Il 15 aprile di 28 anni fa mi laureavo io.
Era giovedì santo. In quel periodo non stavo affatto bene in salute. Il Morbo di Basedow mi dava mille fastidi oltre a gonfiarmi non poco. Ma ero felicissima. Si avverava un sogno inseguito con grande determinazione, forse un po' per emulare i miei fratelli, ma soprattutto per vedermi realizzata e dare una svolta alla mia vita. Volevo "uscire di casa", lavorare, mettermi alla prova, essere indipendente. Avevo la seduta nel pomeriggio. Alle 12 partimmo da casa, babbo (felicissimo per la quinta laurea in famiglia), mamma, Iva e la mia amica Paola. Arrivammo a Roma, alla Sapienza, entrammo in Facoltà e aspettammo il mio turno. Il corridoio era affollato da ragazze e ragazzicome me, col vestito nuovo, la tesi rilegata tra le mani, i genitori, gli amici. 
Mi chiamarono ed entrai. Emozionata, incredula, rinchiusa nel mio tailleurino blu, mi interrogorono, esposi, mi declamarono DOTTORE IN GIURISPUDENZA! La felicità scoppiò dentro di me, gli amici mi donarono i bouquet di fiori rossi, il fotografo scattava foto. 
La mia relatrice era una bella donna, l'avvocatessa FERNANDA MONETA MANTUANO, un grande avvocato divorzista che aveva rappresentato MARTA FLAVI nella separazione da MAURIZIO COSTANZO riuscendo a spuntare non solo asseggni ma una quota della società di produzione di proprietà. Ricordo ancora che quando andavo a trovarla nel suo studio a Roma, in via Treviso c'è esposta sulla libreria una bella  foto della Flavi con  dedica "AL MEGLIO AVVOCATO DE' ROMA".
BELLISSIMA E GIOVANE IVA IN PRIMO PIANO IN ROSSO VALENTINO

Tornammo a Venafro e festeggiammo con parenti e amici con una bella cena al PALACE HOTEL che all'ora andava per la maggiore. 
Qualche giorno dopo festeggiai a casa con gli amici. Bei ricordi, l'inizio di un lungo cammino professionale e di vita che continua ancora. 
ELISA E ROSA, ADRIANA, IVA 

GUIDO E ADRIANA

IVA MAMMA LA SIGNORA ROSETTA DI NOTO BABBO
LE TAVOLE DI GIANNA, MAESTRA DI BUON GUSTO 
AMELIA ELVIO BABBO

UMBERTO E GIANNA 
Auguri, auguri a tutti, anche a chi si laurea adesso in sordina e che festeggerà al sole bello e forte dell'estate. 
Un sole che verrà, mai dubitare.

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...