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mercoledì 21 maggio 2025

Mamma

  

La mia vita è divisa in due, quasi a metà, con te e senza te, come ha detto Benigni alla sua musa.

Da quando non ci sei, manca l’accettazione, l'amore incondizionato, il perdono e l'indulgenza.

Tento di farti vivere ogni giorno facendo quello che facevi tu.

Vengo a casa, ti chiamo, ti cerco, tocco le tue cose, metto ordine nel disordine delle mie emozioni.

Spazzo il viale, nervosamente, pulisco con furia per annegare il dolore Prendo i vestiti, li guardo.

E poi le scarpe e tutto il resto, lasciato in grande quantità.

Mi sento sola e in verità non c'è nessuno, credo, che abbia minimamente capito cosa mi accade e che abbia davvero cercato di alleviare la pena di averti perduta.

E quando, come oggi, come spesso accade, lui è manchevole, anzi mi aggredisce, non averti più si fa più grave.

                                                                                Venafro, 21 maggio 2025

mercoledì 29 maggio 2024

Pensieri sdruciti, pensieri in libertà

 Penso che la vita riservi tante stranezze, incontri spiacevoli, casualità. Non tutto è frutto di scelte, nostre o altrui. Gli eventi si intrecciano. I rapporti umani mi lasciano sempre più da pensare. Perché siamo un coacervo di forza e debolezza e spesso usiamo gli altri o veniamo usati. (Intanto tuona, nonostante sia il 29 di maggio). Oggi sono stata vittima di un'aggressione verbale, poco motivata in realtà, una reazione non proporzionata a mie distrazioni, dovute a una certa stanchezza. Rifletto sul fatto che il compimento dell'anno si avvicina e io in fondo ho girato in lungo e in largo ma ho elaborato poco; ho scoperto le ombre fosche di chi vedevo splendente; ho assaporato giudizi aspri e alte pretese, invero micragnose; mi sono cullata nella tenerezza dei figli e di una sorella speciale e molto buona; ho formalmente cambiato registro a lavoro; ho scavato, nelle cose, le ho buttate, le ho toccate e catalogate. Talvolta chi ti fa più male è chi ti è più vicino. E l'indifferenza di molti segna il passaggio ad un'età adulta e disincantata. (Intanto piove). E cane e gatto mi guardano.

sabato 20 aprile 2024

 Il clima, di nuovo, improvvisamente freddo, ci dà una pausa, gradita. 

Mi fa piacere. 

È ancora un po' inverno.

L'estate, la vita, può aspettare. 

Resto a letto, nel mio letargo cittadino o meglio paesano, a riposare, a consolidarmi. 

lunedì 15 aprile 2024

Si matura pian piano, ogni giorno, ad ogni età.

Oggi ricorre il 32esimo anniversario della mia faticosa laurea. Quanto mi è stata utile per sbrigare le mie tante faccende personali!

Avrei dovuto ingrassare avvocati e consulenti se non avessi potuto seguire le mie cose da sola. 

Bene. 

Anche se il 3 scorso ho dovuto registrare con dispiacere la mia cancellazione dall'Albo degli Avvocati e dalla Cassa, con dubbi sui profili pensionistici, vado avanti con la professione di magistrato onorario a tempo pieno. 

In tempi di bilanci, devo annotare che quest'anno, oltre ad aver portato via la mia mamma carissima, mi ha fatto registrare un altro lutto gravissimo e doloroso. 

Non è morto materialmente nessun altro ma ho avuto una cocente delusione finale. 

Sì, finale, perché da circa 10 anni, da lui avevo ricevuto lontananza, distacco, giudizio. 

Ma negli ultimi tempi è stato anche peggio: durezza, recriminazioni, apprezzamenti negativi su mamma e me, fetenzie, porcherie, fino a una sorta di maldestro tentativo di ricatto.

Al quale non ho voluto cedere, cocciuta e sentimentale bimba ingenua...

venerdì 12 aprile 2024

 Ci sono alcune cose che sempre avrei voluto imparare e che non ho appreso mai. Dattilografare, parlare inglese, ballare il tango. Forse sono ancora in tempo per qualcosa ma non ho voglia. 

L'artrite al dito medio della mano destra e le infiltrazioni al ginocchio e all'anca mi fanno capire che sono sull'alto versante. Come pure la cancellazione dall'albo, i bambini che vivono da soli, altrove. Adulti. 

Provo molto dolore per la morte di mamma, non ho altro da dire, non ho altro da scrivere. 

Mi manca e basta.

 Mi accorgo di fare da cassa di risonanza alle parole che sento, di essere influenzabile. 

...sei piccola e graziosa... è stata deliberata la cancellazione dal 3 aprile 2024... oh, n t fa parlà... è così, provi a ... ma ti dispiace... 

Momenti interlocutori, nel silenzio fraterno che cerco di interpretare, stancamente. 

Tanto gentile e tanto onesta pare ma è solo una piccola donna avida, contratta, permalosa, tirchia, cornuta del micragnoso. 

È lui ormai è inaccessibile. 

Mio fratello mi ha deluso oltre modo. E' un dantesco, che dal culto del canto V è passato direttamente al 32esimo, influenzato da parole aspre e chiocce. Che delusione cocente. 

La verità è cerco di prendere le misure, di capire, di trovare nuovi equilibri da quando mamma non c'è più. Era un affetto e un rapporto così pesante, così esclusivo, così viscerale, da farmi a volte mancare il fiato. Cerco di piangere. Torno nella casa vuota e piena di cose da gestire, da gettare, da archiviare. Trovo lettere e lenzuola e gonne e scarpe e matite e riviste della maestra Titina, ricordi, foto delle sue crociere con l'amica infida che non l'ha visitata una volta nella malattia, che non ha fatto condoglianze, che ha ferito e omesso. 

Paola e i suoi pacchi, panettoni di Caserta riciclati a Pasqua e richieste assurde di prelievo a domicilio. 

Scrivere è l'unica cura. 

Oggi siamo stati a Perugia per l'udienza GIP. Abbiamo fatto anche questo. E ho pagato cena e hotel.

Come è difficile cambiare il baricentro di tutto quando il centro per quattro persone ridotte a una ero solo io. 

Tutti ne vogliono un poco ora, questioni da sbrigare, divisioni, tetto da demolire e rifare, calcoli non fatti,  prestito non reso a tempo. 

La pensione di reversibilità. Non sono stati 400. Ne ho avuto solo 75. E che vorresti dire? Chi ha preso quel che manca?!

Ma è tutto così assurdo. Tutto perchè a lei, la regista, deve essere andato storto qualcosa. Ma cosa? Almeno a dirlo! Ma no, non può esser detto perchè è roba che non alberga in buoni sentimenti. 

Il karma ne renderà ragione, ne sono certa, e saranno dolori. Non solo per me.

Una persona che ha messo il genio, a volte, a servizio della fetenzia. 

martedì 12 marzo 2024

Aggiornamento del blog

 È mia intenzione aggiornare il blog quotidianamente ma spesso non riesco a causa dei tanti impegni familiari o lavorativi.

Di recente ho fatto un bellissimo viaggio in India che mi ha lasciata entusiasta di questo paese e della cultura del luogo. Avrei voluto scriverne analiticamente.  

Ci sono stati poi tanti altri momenti degni di nota, degni  di essere appuntati in questa sorta di diario on-line: i rapporti con le persone a me più vicine, alcune delusioni,  alcune note positive,  la crescita che mi coinvolge nonostante l'età avanzata, lo scorso weekend alle terme con mio marito, insomma tante tante cose...

Spero di poter scrivere presto.


mercoledì 27 settembre 2023

Diario minimo: Scauri, mare, mercato

Quella di oggi è una giornata rubata, rubata alla monotonia, rubata all'autunno, rubata al lavoro, alla routine alla vita monotona; quella di oggi è una giornata di fuga al mare, a Scauri, la mia oasi felice.Sono partita con poco bagaglio appena ho potuto, sono arrivata presto.  Ad accogliermi il mio mare e una giornata meravigliosa. Ho parcheggiato l'automobile e mi sono immersa nelle bancarelle del mercato, una cosa che adoro fare e che mi diverte sempre tanto.  



Mi sono soffermata al banco di Agostino che vende usato, dove ho comprato un abito di seta nero e verde a un euro e due pezzi di stoffa per far rivestire un divano rovinato. Affiderò l'opera di cucito alla mia vecchia  sarta Rita.  Poi sono andata da Giovanni che ha capi di grande qualità ma spesso non della mia piccola taglia e, infine, da Pasquale. Sono rientrata a casa. Ho preparato tutte le cose che dovrò riportarmi a Venafro e che, speranzosa, ancora avevo lasciato qui, la mise per questa sera e la mise per domani, ho lavato una pesca, messo nella borsa del mare dell'acqua,  del succo di pompelmo e un libro di De Giovanni e sono scesa al lido; mi sono fatta preparare un caffè decaffeinato con tanta schiuma che ho sorbito sulla terrazza; ho chattato con le mie amiche e adesso sono sotto l'ombrellone, anzi accanto, a godere di questo sole gradevole, debole, discreto, non prepotente come il sole di luglio e di agosto.

C'è qualcuno che ha anche il coraggio di mettersi nell'acqua fresca e  fare il bagno, ci sono signore attempate che passeggiano sulla battigia e donne più giovani che camminano a passo veloce per tonificarsi e tenersi in forma. Io sono come sospesa, tra la casa e il pensiero del mio Claudio e dei miei figli,  il lavoro, l'esame da fare, lo studio, i messaggi che vorrei mandare a Raffaella e a  Iva e il vuoto totale che induce questa dimensione.Più tardi tornerò a casa e mangerò qualcosa di veloce, un po' di carne arrosto con dei pomodori, e poi andò dal dottore Mariano di Biasio a farmi bella, anzi, come direbbe Ale, a farmi ancora più bella di quello che sono. Ovviamente scherzo. Poi tornerò sulla spiaggia o riposerò un po' a letto e per le cinque del pomeriggio andrò da Gilda, scoperta di quest'anno, a fare un massaggio incisivo e prepotente, decontratturante eppure rilassante;  cazzeggerò ancora in qualche modo, forse studierò, attaccherò una lavatrice, cenerò qualcosa e poi insieme a Marianna, Roberta e Valeria andrò a giocare a burraco a casa Camerota. Una splendida giornata che mi ha donato settembre e che con determinazione mi sono donata io. Domattina ripartirò presto alla volta del tribunale per la mia solita udienza civile.

lunedì 25 settembre 2023

DOMENICA

Piatto da re

Ieri ho cercato di godere della domenica come ho potuto. 

Ho fatto colazione con Claudio mio, ho avuto le coccole di cane e gatto, ho studiato, ho scritto e poi sono andata in moto con Claudio a Scauri. 


Sulla Flacca 




Dalla terrazza dell'Arenauta 


Un trionfo della natura

Bontà italiane

Ho salutato le "amiche del mare", abbiamo preso un aperitivo al lido (I Delfini)


e poi abbiamo proseguito per Sperlonga dove abbiamo pranzato wild all'Arenauta, un ristoro lungo la via Flacca, vista mare, da una splendida terrazza, dove fanno poche cose ma eccellenti. 

Abbiamo preso una mozzarella di bufala freschissima, una bella insalatina di pomodori con olive di Gaeta, rectius di Itri, e del prosciutto, il tutto innaffiato da una bella birretta, bionda e fredda. 

Lì qualcuno ha fatto i complimenti per la moto a Claudio, un'Harley fantastica, amica delle nostre trasferte. 


Sulla strada del ritorno abbiamo preso in po' di pioggia che siamo andati ad asciugare, se così si può dire al Gran Caffè Tirreno di Formia, dove Caudio ha preso una zuppa inglese e io una mega granita di caffè con panna, la consumazione preferita di mamma. 


E l'ho celebrata anche così. 

Cerco di farlo in tutto. 

Rientrati a casa, Claudio è uscito per andare a vedere la partita di calcio del Napoli con gli amici, mentre io sono andata per un po' allo studio e per il resto del tempo da mamma

Da mamma si fa per dire perché mamma non c'è più da oltre 100 giorni. 

Mamma santa e adorata. 


Mi sono persa a casa sua, in garage  a toccare, selezionare, pulire, in maniera nervosa, nevrotica, tesa. 

Ho provato sensazioni molto forti, violente. 

Ho aperto vecchi armadi impolverati e ho sfiorato i suoi vestiti dismessi. 

Ho trovato le mie cose, quelle di quando ero giovanissima. 

Ho fatto un viaggio a ritroso nel tempo: una gonna svasata di morbida pelle avion, un tailleur di renna verde penicillina, cose costose di una giovane fortunata da un verso e sfortunata da un altro... (realtà perfettamente integrate oggi, dopo tanto lavoro).

Sto attraversando una strada impervia ma devo farlo. 

Farò tutto da sola. 

Voglio cercare, vedere, toccare, trovare,  annusare, elaborare,  e non finirò mai. Abbandonato giardino e garage, sono andata al piano di sopra e ho cercato di fare ordine tra scarpe e borse

Voglio aprirle, vederle, toccarle e poi cercare di venderle. 

Che per noi non è un'offesa: è dare valore anche venale a  ogni cosa. Commercianti i miei, commerciante nell'animo io. 

E poi credo coi nonni che "Chi n fiammif'r nn prezza, n fiammif'r nn val".

In ogni borsa, carta pesta per dare forma, pettine, ventaglio, una penna, fazzoletto di stoffa, spiccioli, pacchi di fazzoletti di carta, caramelle a menta, interi astucci di caramelle Golia, Polo o gelatine. Non sapevo che mamma fosse così metodica e ordinata. Io trasferisco tutte le cose da una borsa all'altra, quando cambio. Mamma no. Ognuna aveva il su corredo, il suo necessaire. 

Ma io non posso credere che ora non ci sia più, non ci riesco. 

A Scauri ero come sedata, in trance, ero fuggita dal lutto, ecco. 

Ora sono tornata. Non posso più scappare. 

Mamma mi ha abbandona per sempre. 

E' stata dura. Forti emozioni ieri sera. 

Mi sono talmente persa nel gesto, nei gesti, per ore,  che ho fatto tardissimo e sono rientrata a casa dopo Claudio, col quale ho condiviso il resto della serata vedendo un paio di puntate della serie DOMINA su Sky

E anche davanti alla Tv ho avuto attimi di paura, di forte ansia che ho cercato di accogliere e guardare. 


PENSIERO STOP

 

Gli psicologi e i saggi (io seguo molto R. Morelli, Ruga, Andreoli e Sadhguru)

Sadhguru, il 1° ottobre a Milano 

consigliano di non affidarsi al pensiero ma piuttosto al profondo. 

Il pensiero, la mente, la razionalità sono utili e necessari per risolvere problemi di ordine pratico ma non aiutano ad affrontare problematiche di tipo esistenziale. 

Il pensiero non aiuta a liberarsi dei disturbi e dei malesseri interiori, soprattutto quando lo utilizziamo per risolvere, per riesaminare in modo critico le sofferenze, gli accadimenti del passato che spesso passiamo al vaglio per trovare soluzioni relative all'attualità. 

Posso testimoniare che è davvero così 

Io sono una grafomane nata, mi esprimo scrivendo e praticamente da sempre tengo un diario. 

Ebbene, fino a qualche tempo fa, quando ero in ambasce, ripescavo dalla soffitta vecchie lettere e i miei diari, finanche il primo, quello del 1976-77,

I diari Holly Hobby 

e rileggevo, scavavo, esaminavo, confrontavo, cercando di capire come comportarmi nel presente, come si erano ingenerati convinzioni e comportamenti disfunzionali.

Niente di più sbagliato. Leggere quei diari mi faceva restare nel problema, mi impediva di evolvere e trovare soluzioni nuove, efficaci, diverse e "impregiudicate". 

(Mi propongo, quando avrò tempo, di sfogliarli ancora una volta e di gettarli via, al fuoco, quest'inverno, un fuoco di purificazione e addio, nel camino di casa, la casa dove vivo adesso o nel camino di casa di mamma, ove tutto è disfunzionalmente iniziato). 

Dunque, quando viviamo sofferenze, il pensiero continua a tornare indietro e a ripercorrere i momenti passati per trovare una spiegazione. 

La verità è che il passato non ha soluzioni per il presente. 

Ma c'è un posto profondo e intimo dentro di noi che ci riconosce e sa cosa ci occorre. Questo posto è il Sé,  ma può  anche essere chiamato  anche anima o profondo. 

A volte resistiamo. Ma i saggi ci consigliano di continuare a provare. 

Dunque come si fa a neutralizzare il pensiero a spegnerlo, a togliergli forza? Aiuta compiere gesti semplici, immergendosi completamente in essi, gesti da fare con le mani nei quali perdersi. 

Molto spesso è utile fare giardinaggio,


toccare la terra, fare l'uncinetto, cucire, disegnare, anche come i bambini in schemi fissi o colorare dei mandala (Il sostantivo maschile e neutro sanscrito maṇḍala (devanāgarī: मण्डल; adattato come mandala) è un termine polisemico che in particolar modo intende indicare un oggetto, anche sacro, di "forma rotonda", o un "disco", in questo caso specialmente se riferito al Sole o alla Luna... Fonte Wikipedia)
Mandala da colorare per perdersi nel gesto

 nella maniera che più ci piace, con i pastelli, con gli acquarelli, con i pennarelli. 

Importare è fare un gesto in cui perdersi, quello che è più congeniale al momento e che ci radica nella consapevolezza del presente. 

lunedì 28 agosto 2023

#DIARIO #SCRIVERE

 

Scrivere è una delle attività umane più importanti e singolari a parer mio e io adoro farlo. Per me spesso è una vera urgenza.

Scrivere e incontrare grandi scrittori

Scrivere ferma nel tempo quello che accade, documenta, dà la possibilità di fare uno sfogo discreto, che non sarà divulgato. È un mezzo per comunicare, dire quello che si pensa, affermare in modo più puntuale il proprio pensiero.

Tanti sono i generi di scrittura. Uno molto importante è quello del diario. Un genere con tanti benefici per chi lo adotta.

Molte sono le persone che tengono un diario, io lo tengo da sempre, da quando mia sorella, mentre frequentavo le scuole elementari, me ne regalò uno della Holly Hobbie, con lucchetto.

E’ un'abitudine sana per il mio benessere mentale ed è una scrittura totalmente libera e spontanea. Scrivendo faccio ordine, provo almeno, nelle mie emozioni spesso violente, confuse.

Scrivere un diario è uno spazio in cui sfogarsi e buttare fuori macigni pesanti, in cui scaricare le proprie emozioni e conservare i propri ricordi, preservarne la memoria.

Alcuni scrivono un diario per lasciarlo ai figli, per quando non ci saranno più, oppure lo tengono come una cassaforte personale e intima.

Scrivere un diario vuol dire guardare le cose con un occhio più profondo, attribuire un significato speciale alle cose, valorizzare l'esistenza, manifestare, esplorare se stessi; avere la possibilità di rileggersi, di rivalutare, di rivangare tutto quello che abbiamo scritto in maniera spontanea.

È una bella abitudine, un riguardo che riserviamo alla nostra vita, è l'occasione di stare in compagnia di noi stessi e prendersi cura del nostro vissuto.

I diari possono essere di vario genere, personale o liberatorio, quelli comunità o memoria, quelli filosofici e i diari di viaggio.

Molte persone famose hanno scritto i diari che li hanno ancor più immortalati.

Ma come fare a redigerne uno che si rispetti? Non ci sono vere regole ma posso dire che una cosa importante è indicare all'inizio della pagina la data, il giorno e a volte anche l'ora; seguire un ordine cronologico, parlare in prima persona singolare, talvolta rivolgendosi proprio al diario, anche se questo mi sembra un manierismo più adatto ai giovanissimi; usare il tempo presente.

I principali sono racconti di viaggi come quello famosissimo di Marco Polo o i diari di sogni, raccomandati da Freud e da Jung, i diari di parole, quelli di lavoro o delle emozioni.

Quale che sia, l’importante è iniziare a scriverlo, un diario che vada avanti di pari passo con la vita…

venerdì 1 aprile 2022

Forse c'è un tempo per parlare e un tempo per tacere. Forse adesso sono in quest'ultimo. Sebbene io sia così eloquente, ora è  il momento di riflettere. 

Negli ultimi tempi ho scritto tanto, ho pubblicato, ho curato con costanza il mio blog e ho condiviso molto sui social avendone un ritorno di simpatia e plauso ma anche di qualche fastidio e molti giudizi. Questa cosa me la sono sentita forte addosso e all'improvviso ho iniziato a non pubblicare più, stanca di essere attenzionata nel bene e nel male. 

Certo, continuo a scrivere, sto lavorando molto faticosamente, da settembre, al mio romanzo, che nel frattempo ha cambiaro nome. Non si chiama più E in mezzo l'equatore ma Volevo solo ballare. Però le pagine, anzi le righe, escono fuori lente e faticose. 

Questo è l'anno in cui anche Claudio Maria è andato via, a segnare una stagione della vita finita per sempre, i figli a casa, al liceo, i figli bisognosi di me, è l'anno in cui io e Claudio siamo rimastio soli, ad osservare il nostro rapporto, nudo, così com'è, a misurarci dopo 28 anni insieme, è il momento in cui soffro stanchezza al lavoro, difficoltà di rapporti e insoddisfazione del ruolo, sempre un po' misconosciuto e lontano da un effettivo riconoscimento. 

Sono i giorni delle numerose sentenze GdP, quelli in cui ho tentato di evadere con dei viaggetti, peraltro ora abbandonati, ma sono soprattutti i giorni del declino inerosabile di mamma, un declino cattivo e lento cui lei reagisce deprimendosi nel cupio dissolvi e nel desiderio di stare di più con me, di possedermi, come sempre, e io (reagisco) con gli incubi e i pensieri continui della sua fine. Forse tento di esorcizzarli occupandomi della cappella e del vestito per quando sarà ma il risultato è sempre uno stato di dolorosa sospensione, in attesa. 

Voglio viaggiare, fuggire, evadere, ma non è dato. 

Voglio scrivere, ma mi riesce difficile, voglio andare avanti e non pensare al passato, alle persone che mi hanno molto deluso, persone vicine, ora completamente assenti, che non fanno una visita o una telefonata a me o a mamma, dopo aver tanto avuto. Persone di principio, gli adamantini li chiamo, severi nel giudizio, anelastici, paralizzati dal rancore, un rancore che supera la gratitudine. Un rancore così profondo da essere ingiustificato.

Acci, com'è tosta la vita. Quando pensi di aver imparato come prenderla, dà un affondo che richiede altre risorse, altre energie, nuovi equilibri. 

Il tempo corre e la pelle avvizzisce, il tempo corre e noi siamo in scadenza, il tempo corre e io lo perdo. 

In questi giorni sto cercando di leggere l'Ulisse di Joyce ma è davvero complesso. Tosto, incomprensibile ma voglio farcela. 
 

Aspetto, aspetto che mi torni la vena giusta. che forse è già in viaggio. 

giovedì 18 febbraio 2021

CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI


Torno al mio blog dopo un po' per una recensione. 

Non che nei giorni passati non ci siano stati accadimenti e stimoli dei più diversi da annotare  -il mio compleanno,


quello di Claudio,

San Valentino,

le prime uscite a pranzo fuori,

il lavoro, un'intensa attività di scrittura

e di preparazione alla pubblicazione di nuove cose (il mio prossimo libro davvero sarà una sorpresa), gli impegni domestici,

con mamma e con i ragazzi, il carnevale e la voglia di sorridere,

la politica, la triste "bravata" di Renzi, l'incarico a Draghi, il nuovo Governo, ... 

Anzi, forse proprio a causa di tanti impegni non ho scritto qui, ma adesso sento l'esigenza di farlo per l'entusiasmo provato nel leggere CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI di Valérie Perrin, edito da edizioni e/o. 



Quest'estate l'ho visto tra le mani della mia amica Valeria, l'ho sfogliato e ho avuto subito voglia di leggerlo. L'ho comprato e l'ho tenuto per qualche mese in attesa, in buona compagnia, insieme ad altri volumi classici e non (Il Capitale di Marx, I tre moschettieri, testi di Oriana Fallaci, De Giovanni, Morante ed altri) sul mio divano di velluto rosso che da qualche tempo è divenuto una seconda piccola biblioteca, quella delle cose "urgenti". 

Sì, perchè io, da quando ero ragazza,  faccio programmi precisi per le mie letture, come preparassi un calendario per studiare un esame all'università. Alcune cose mi piacciono, altre meno, ma mi "obbligo" ugualmente a leggerle, così, per cultura personale, perchè so che sono libri importanti, da conoscere, anche se pesanti. Alcuni sono davvero macigni che mi tengono bloccata per un po', ma non demordo. E intervallo con cose più leggere, romanzi più attuali, gialli, racconti, poesie.

Insomma, tra una cosa e l'altra, tra una lettura e tanta scrittura, è arrivato il turno di questo romanzo bellissimo, intenso, delicato, super premiato. 

Mi ha ricordato un po' L'ELEGANZA DEL RICCIO (L'eleganza del riccio (L'Élégance du hérisson) è un romanzo del 2006 scritto da Muriel Barbery. Il libro è stato una delle sorprese editoriali del 2007 in Francia: ha infatti avuto ben 50 ristampe e ha venduto oltre 2 milioni di copie[1], occupando il primo posto nella classifica delle vendite per 10 mesi [2] e vincendo numerosi premi letterari tra i quali il Premio Georges Brassens 2007, il Premio Rotary International e il Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi. Fonte Wikipedia), parimenti poetico. 

L'autrice di CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI è una creatrice, un'artista, fotografa e sceneggiatrice, compagna di Claude Lelouch, di circa 30 anni più vecchio. 

Il libro narra di Violette, una donna quasi cinquantenne, che commuove e conquista per la sua sfortuna e la  delicatezza d'animo. 

Violette non ha conosciuto i genitori, è vissuta in orfanotrofio e in case famiglia, è stata ospite di diverse famiglie ma mai nessuno l'ha chiesta in adozione. Perchè, si chiede, perchè nessuno l'ha mai voluta? Eppure è bella, è buona, è dolce. Ancora minorenne incontra l'amore della sua vita, Philippe Toussaint, bellissimo, viziato, svogliato, egoista. Hanno una bimba; Violette la cresce pressocchè da sola, lavorando per due come guardiana di un passaggio a livello, invisa dai suoceri, che un bel giorno prendono la bimba con sè per farle fare una settimana di vacanza in una colonia, ospite in un vecchio castello. 

Ma la sfortuna perseguita la povera Violette, si accanisce nei confronti di una giovane donna che la vita ha voluto mettere alla prova più e più volte. 

Nel castello divampa un incendio e la bimba, insieme ad altre, muore. 

Per un dolore così si può impazzire, si può morire, ma non è il caso della protagonista che cambia lavoro, cambia città e si ritrova a fare la guardiana in un cimitero. Il marito, che lei continua a chiamare Philippe Toussaint, con nome e cognome per tutto il libro, come a voler suggerire estraneità, va e viene, non lavora, la ignora e un giorno sparisce nel nulla. 

Ma la vita di Violette è ugualmente piena, di persone, di affetti, di amici, di pensieri, di cura, di lavoro come guardiana del camposanto, ove coltiva anche un orto e un giardino. Violette vende fiori ai visitatori,  scrive appunti, annota le orazioni funebri, offre thè ai parenti degli estinti. 

Violette ha amici, non solo nei tre necrofori, nel sacerdote, nei gestori delle pompe funebri; Violette raccoglie confidenze ed è aiutata da Sasha e Célia. Violette ricorda, immagina, ipotizza, comprende. Violette veste di nero o grigio nel cimitero, ma sotto la stoffa triste e scura nasconde sottovesti di seta rosa, abiti di raso rosso, segreti e tenerezze fino a un finale non scontato. 

La narrazione è avvincente; quando si lascia il libro per attendere all'attività quotidiane, si vuol tornare a quelle pagine; quando il libro finisce dispiace. Il racconto è  svolto per lo più in prima persona dalla protagonista come fosse un diario, attraverso frequenti flashback, ma ci sono anche altre voci narranti. 

Il romanzo si tinge di mistero se non di giallo riguardo la tragica morte della bambina; diviene indagini e sorprese, si carica di tensione fino al climax degli ultimi capitoli e finalmente si scioglie in  dolcezza riparatrice. 

Ben tratteggiati tutti i personaggi, alcuni convenzionali, altri strani, stravaganti come talvolta è la vita che toglie e dà, inasprisce e cura. 

Da leggere. 

VALERIE PERRIN CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI EDIZIONI E/O TRAD. A.B. TESTASECCA 2018 PAGG. 473



giovedì 14 gennaio 2021

FACCIAMO IL PUNTO

Tanto per fare il punto della situazione e non perdere del tutto di vista il mio blog, ovvero il mio moderno diario telematico (e io di diario ne ho sempre avuto uno, cartaceo e col lucchetto, da quando ho 10 anni), devo dire che, si sa,siamo molto condizionati dal Covid e dal cattivo tempo, ma si va. 

Alla presenza forte e impegnativa dei tre figli a casa, si è unito il pezzo da 90, in tutti i sensi, mamma, abbandonata dalla "fida" badante. E va bene così, vuol dire che doveva succedere, doveva accadere che io infine potessi occuparmi di lei, potessi ricambiare tante cure e premure anche materialmente. 

Oltre al governo della casa, dei suoi abitanti e dello sprucido gatto, oltre alla cucina che tanto prende e rende, c'è la mia evoluzione personale, molte riflessioni su di me e sul mio rapporto di coppia, sulle relazioni con fratelli, cognati e amici. Qualche dispiace? Sì, onestamente sì. E poi tanti amici vecchi e più nuovi, molto impegno nella gestione degli immobili (bonus, affitti, interpelli, manutenzione, commercialisti, banche, ...), il lavoro di giudice onorario, i regali di Natale fatti e non ricevuti, insomma delusioni e soddisfazioni. 

In primis quella della pubblicazione del mio nono libro CORANOVIRUS e altri racconti su Amazon. E' bellissimo e divertentissimo seguire le recensioni, i commenti e le vendite in tempo reale. Continuerò sicuramente su questa scia a scrivere e pubblicare. E' la mia anima. 

E a riguardo devo dire che la mia amica Maggie, un po' olandese, un po' romagnola, mi ha invitato a partecipare al suo ultimo concorso letterario: descriversi in 25 parole. Inutile dire che ho accettato la sfida, dunque, eccomi qua!


NATA DA FAMIGLIA ANTICA, REGOLE DA SEGUIRE, MANDATI DA ASSOLVERE, MODELLI DA EMULARE, TRANSITATA NEL DIRITTO, AVVOCATO E GOT, MOGLIE E MADRE, STRARIPATA NELLA SCRITTURA.


giovedì 17 dicembre 2020

Trasformazione

 


Che dire, questa pandemia mi ha trasformata completamente come donna e come mamma. 
Anche i ragazzi, ovviamente, se ne sono accorti. 

Il fatto di dover trascorrere tanto tempo in casa mi ha fatto impegnare in attività domestiche che prima trascuravo, abituata più che costretta ad andare sempre di corsa, in giro freneticamente tra studio, tribunale, casa, mamma, supermercato, ... 

Da marzo il mio tempo scorre lento, esco meno, guido meno, non ho tempi morti, faccio udienze da remoto e a trattazione scritta, comodamente da casa, non ricevo, tutto è più tranquillo e ho modo di scrivere molto, cucinare, sperimentare, leggere, prendermi cura dei miei cuccioli, che credevo persi per sempre per via dell'età e dell'Università. 

Sto scrivendo molto e spero di pubblicare a breve qualcosa... 

Ma questa è ancora una sorpresa. 

E sto cucinando l'inverosimile, in primis per me. Ho sempre pensato di essere un'imbranata, invece... 

Questa settimana ho rifatto a casa i filetti di branzino fritto in salsa agrodolce



che avevo mangiato sabato scorso a Roma, una rustica con le patate, i fusilli con peperoni, noci e ricotta, i cornetti alla Nutella con miele alla nocciola e granella di frutta secca e tante altre pietanze che non faccio in tempo a impiattare che son già finite. 








Ma quel che è più divertente è che ho ripreso tra le mani anche l'ago, il filo e l'uncinetto e che ho fatto una bella borsetta 👜argentata


per... il veglione dell'anno prossimo! 





E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...