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mercoledì 9 luglio 2025

 

II

Gaetanina                                                                                                       Gioia sospesa

Aversa, 25 settembre 1958

 

 

Oggi avrebbe potuto essere la giornata più bella della mia vita.

Quando stamattina mamma mi ha chiamato dicendo che c’era una lettera dal provveditorato, sono balzata in piedi e sono volata giù dalle scale.

  Gaetanì, c’è una raccomandata per te, è ’na busta gialla.

  Mo vengo, ma’. E che sarà?!

Ho afferrato e strappato la busta. Ho letto avidamente e non potevo credere ai miei occhi. Era un incarico all’insegnamento nella scuola elementare di Lauria, vicino Potenza, un incarico annuale. Certo, una sede molto lontana e scomoda.

Ho pensato subito che papà si sarebbe opposto, ma mamma è stata subito dalla mia parte. Credo che proietti su di me le sue vecchie aspirazioni; lei, una donna così intelligente, finita in questa campagna desolata con una persona coi paraocchi come papà, con i suoceri in casa e poi con zia Gaetana, che, per carità, ci adora e vive per noi, ma a volte è davvero pesante.

Quando papà è rientrato per pranzo, mamma gli ha detto subito:

  Vincè, vedi che Gaetanina ha una bella cosa da farti vedere.

Io gli ho mostrato la lettera e lui mi ha guardato dritto negli occhi.

martedì 26 luglio 2022

L'ENIGMA DELLA STANZA 622

Dopo aver letto con piacere La verità sul caso Harry Quebert,


tomo acquistato niente meno che in banca, senza convinzione, ho voluto un altro testo di Joel Dicker per farmi compagnia in questa estate rovente e avvilente sotto vari punti di vista. (Mamma se ne sta andando e nessuno se ne frega tranne me). 

Bene, sono andata su Amazon e ho scelto L'enigma della stanza 622,


un bel volume di oltre 600 pagine. 

Ho iniziato a leggere con lena dalla quarta di copertina ai risvolti i commenti da meraviglie, poi ho cominciato il volume che è scritto in prima persona dall'autore come fosse un racconto autobiografico. In realtà è una fictio, perlomeno al 90 %. 

(Joël Dicker è nato il 16 giugno 1985 a Ginevra, nella zona francofona della Svizzera, figlio di una bibliotecaria e di un insegnante di francese, pronipote dell'avvocato e politico di estrema sinistra Jacques Dicker (1879-1942), ebreo russo emigrato in Svizzera e naturalizzato nel 1915[1]. Dicker è cresciuto a Ginevra, frequentando il Collège Madame de Staël, senza tuttavia essere molto attratto dagli studi. All'età di 19 anni ha preso lezioni di recitazione all'accademia di arte drammatica Cours Florent di Parigi. Un anno dopo è tornato a Ginevra per studiare legge presso l'Università di Ginevra, laureandosi nel 2010.

Il primo romanzo scritto da Dicker è intitolato Gli ultimi giorni dei nostri padri, e racconta la storia del SOE, un ramo segreto del Secret Intelligence Service. Malgrado l'avere terminato la stesura dell'opera nel 2009, inizialmente Dicker non ha trovato alcun editore disposto a pubblicarlo. Nel dicembre 2010, il romanzo ha vinto il concorso del Prix Genevois des Ecrivains, importante premio assegnato ogni quattro anni, riservato unicamente ad opere inedite. Successivamente, il titolare della casa editrice svizzera L'Âge d'HommeVladimir Dimitrijević, lo ha contattato dichiarando il proprio interesse per la pubblicazione del suo romanzo. Dimitrijević era dell'idea di lanciare il libro in Svizzera nell'aprile 2010, ma in seguito ha notato che il tema del libro avrebbe potuto suscitare l'interesse del pubblico francese, proponendo così di posticipare il lancio fino al settembre 2010. Nel mese di giugno però, Dimitrijević è morto in un incidente stradale in viaggio verso Parigi[2].

Nel 2011, viene finalmente pubblicato il romanzo Gli ultimi giorni dei nostri padri per L'Âge d'Homme e curato per la Francia da Éditions de Fallois[3]. In Italia sarà pubblicato nel 2015. Nel 2012 (in Italia nel 2013) viene pubblicato La verità sul caso Harry Quebert, un romanzo che è stato tradotto in 33 lingue[4], premiato con il Grand Prix du roman de l'Académie française nel 2012[5] e da cui è stata tratta una serie tv di 10 puntate. Nel 2015 (in Italia nel settembre 2016) vede la luce il romanzo Il libro dei Baltimorespin-off de La verità sul caso Harry Quebert. Nel 2018 viene pubblicato il romanzo La scomparsa di Stephanie Mailer, mentre nel 2020 viene pubblicato il romanzo L'enigma della camera 622. Fonte Wikipedia)

Non lo è quando parla del suo editore, un certo Bernard de Fallois


che io non conosco. (Bernard de Fallois (1926-2018), professore di lettere classiche, ha scoperto e pubblicato, all’inizio degli anni cinquanta, Jean Santeuil e Contre Sainte-Beuve, due testi inediti ritrovati tra i manoscritti di Marcel Proust. A partire dai primi anni sessanta si dedica all’editoria. Crea i primi libri tascabili in Francia per Livre de Poche, in seguito diventa direttore generale di Hachette (1968-1975), poi amministratore delegato di Presses de la Cité (1975-1987), prima di fondare nel 1987 la casa editrice che porta il suo nome. Amico personale, tra gli altri, di Georges Simenon e Marcel Pagnol, nel 2012 ha scoperto e lanciato lo scrittore svizzero Joël Dicker con il romanzo La verità sul caso Harry Quebert. Fonte La Nave di Teseo.it). 

Prosegue in continuo flashback il racconto di Joel in persona e Scarlett, un fortuito incontro in quel di Verbier, in Svizzera, e i fatti verificatesi anni prima e anni prima ancora nell'hotel ove il protagonista narratore alloggia. 

In sostanza tempo addietro, in un'occasione particolare demoninata Grand Weekend della Banca Elbezer, il presidente della banca stessa, appena nominato, viene ucciso. 

Personaggi, fatti e fatterelli, viaggi, finte spie, amori travolgenti, ricchezze inusitate, espedienti grotteschi contribuiscono a tessere trama e ordito di una storia deludente, farsesca, irreale, che è ben lontana dallo stile e dai contenuti complessi e ben architettati della storia Quebert che non a caso è stata un successo internazionale e fonte per una serie tv. 

Capisco bene che a volte scrivere è difficile, che l'ispirazione fatica a venire, che ci son storie che funzionano più di altre ma questa, caro Joel, proprio non l'ho capita e apprezzata. 

Tra stupidaggini, raggiri, ritrattazioni  e maschere di gomma alla Diabolik ho già scordato chi era l'assassino. Ma forse era tutto un sogno e forse in realtà non c'è stato neanche il delitto!


2020
11 giugno 2020
640 p., Brossura
9788834602249

venerdì 2 luglio 2021

NON E' UN PAESE PER ROCKER


Tutto inizia quanto Kurt Cobain

finisce. 

Roma,  anni "90.

Cinque ragazzi componenti della rock band Last Whisper alla ricerca di se stessi e di una via: Stefano, il frontman di borgata, bello e pieno di sé; Nicola, l'alleato e rivale; Fabrizio, figlio unico, con un'innata propensione per la musica, alla ricerca di un centro di gravità permanente nelle percussioni della sua batteria;  Tommaso, ispirato "ragazzo ombra";  infine Andrea,  bassista, unica donna, contesa, diafana e sfuggente.

I protagonisti interpretano, ciascuno a modo proprio, il peso schiacciante della giovinezza e della indeterminazione. 

In fondo cos'è la nostra vita?

Un urlo nella notte del mondo alla ricerca di un senso. 

I Last  credono di poterlo trovare nella musica, ma troppi fattori interagiscono: i pesi familiari, la paura e le deviazioni, le dipendenze, la società italiana anni "90, le oggettive difficoltà ad affermarsi come rocker e a far coincidere il sogno e le aspirazioni con la realtà.

Le vicende dei protagonisti, affiancati da diversi comprimari, tratteggiati con delicatezza e precisione dall'autrice, non sono non scevre da un'indagine psicologica attenta ed esperta (Giorgia è counselor),  i fatti e i conflitti dei protagonisti raggiungono l'acme in una sparizione misteriosa che muta il colore della narrazione, che scioglie tutti i nodi solo alla fine. 

Giorgia Sbuelz, bellissima, 


è un'autrice esperta e seduttiva, che sa muoversi su diversi registri narrativi, dai racconti di NIPPON SHOTS

al fantasy al romanzo di formazione collettiva qual è
Non è un paese per rocker, in cui muove le corde del cuore dei lettori al ritmo di una struggente ballata rock che fa da sottofondo suadente all'intero racconto. 

Il libro potrebbe divenire un film...

Intanto è da leggere subito, sotto l'ombrellone.


GIORGIA SBUELZ NON E' UN PAESE PER ROCKER RESALIO EDITORE 2021 pagg. 235


E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...