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sabato 23 settembre 2023

PUBBLICO O PRIVATO?

 


Poco fa, sfogliando la mia pagina Facebook, mi sono imbattuta in questa vignetta che mi è sembrata molto intelligente e che ha acceso in me alcune riflessioni.

La statalizzazione di servizi essenziali è stata una conquista di chi ci ha preceduto, una conquista risalente agli ultimi due, tre secoli, che attualmente stiamo buttando nel cestino, poco per volta, per incapacità dello Stato, per mal governo, per volontà politica e sete di danaro delle lobby. 

Ci sono dei servizi invece,   dei diritti, come quelli alla salute, alla giustizia, all'istruzione che dovrebbero istituzionalmente  essere amministrati dallo Stato, almeno in prevalenza. Sciola 🏫, università,  sanità, giustizia,  a mio parere, devono essere pubblici, a garanzia di imparzialità e di libero accesso per tutti.

Se tutto fosse privato, solo i più abbienti avrebbero l'accesso ai servizi essenziali. In uno Stato di diritto, moderno, eccipiente, alcune cose devono essere alla portata di tutti. 

sabato 8 maggio 2021

ARTICOLO 10

 

POLITICA  CASELLATI E 124 VOLI DI STATO

VOLI BLU DOPO LE AUTO ANCHE I VOLI ALLA RIBALTA

Simone Mori on Twitter: "Il presidente del Senato più incapace, più  spocchioso, più inutile della storia. Prendere poi 124 volte un aereo di  stato nell'epoca #Covid è un cazzotto in faccia alla

Qualche giorno fa è stata divulgata dal quotidiano La Repubblica un'indagine fatta sui voli di Stato di cui avrebbe usufruito la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati.  La Alberti è nata a Rovigo nel 1946 da genitori calabresi, ha studiato giurisprudenza e diritto canonico, è stata ricercatrice universitaria presso l'Università di Padova, ha esercitato la professione di avvocato matrimonialista ed è la prima donna a ricoprire la seconda carica dello stato. Da decenni in politica, ha aderito da subito a Forza Italia.

Ebbene, sembra che la presidentessa nell’ultimo anno abbia utilizzato il Falcon 900 dell'Aeronautica, 31esimo stormo di Ciampino, ben 124 volte, 97 per voli di andata andata e ritorno Roma-Venezia (la Casellati abita con la famiglia a Padova) e sei  voli Roma-Alghero nel periodo estivo. Sembra infatti che ella abbia trascorso le vacanze in Sardegna.

In realtà vi sono delle regole ben precise sui voli di Stato, declinate dal decreto-legge n 98/2011. I cosiddetti aerei blu possono essere utilizzati solo dal capo dello Stato, dai presidenti di Camera e Senato, dal premier e dal Presidente della Corte Costituzionale, dunque da altissime personalità in casi particolari. Le eccezioni devono essere autorizzate per comprovate imprevedibili e urgenti esigenze di trasferimento e per  l'impossibilità di utilizzare voli di linea.

I voli di Stato sono pubblicati sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri e per motivi di trasparenza tutti possono conoscere del servizio dei voli di Stato  che non sono ammessi per le tratte sulle quali è possibile il trasporto ferroviario. Quando sono stati pubblicati gli esiti di questa inchiesta da più parti, soprattutto dai  5 Stelle e da esponenti di sinistra, sono state chieste delle spiegazioni, che a tutt'oggi Maria Elisabetta Alberti Casellati non ha fatto pervenire.

Il tema delle auto blu è stato spesso oggetto di discussione politica e di critica da parte di giornali e cittadini. I privilegi di pochi ripugnano alla coscienza collettiva, si sa, particolarmente in periodi complessi  come quello che viviamo.

Chi ci governa dovrebbe esercitare le proprie funzioni con sobrietà,  cercare di dare l'esempio e contenere le spese. Pare invece che  i voli di Stato della signora Casellati, forse adottati per evitare contatti e contagio o solo per comodità, siano costati agli italiani in un anno circa 1.000.000 di euro. Nell’anno in cui, a causa della pandemia sono fortemente aumentati i disoccupati ed è diminuito il PIL.

 

 

Venafro, 4 maggio 2021

domenica 2 maggio 2021

ARTICOLO 6

 

POLITICA Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza consegnato alla Camera

GOVERNO Una pioggia di miliardi per rinnovare l’ITALIA

Ieri 25 aprile, 76° anniversario della Liberazione, il Governo ha trasmesso al Parlamento il cosiddetto PNRR, ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che si inserisce nel programma Next Generation EU, un insieme di provvedimenti per complessivi 750 miliardi che l’Unione Europea Unione Europea - Infoparlamento ha disposto di stanziare per far fronte alla crisi determinata dalla pandemia da Coronavirus.

Ingenti gli importi destinati all’Italia, uno dei paesi più colpiti.

Il Piano illustrato oggi in Parlamento da Draghi, accolto da molti applausi, prevede riforme che dovrebbero modernizzare l’Italia secondo una rigida tabella di marcia già segnata.

Gli  ambiti interessati sono quelli Pubblica Amministrazione, della Giustizia, della Semplificazione normativa e della Concorrenza.

Il Piano, secondo una nota diffusa dal Governo “ha come principali beneficiari le donne, i giovani e il Mezzogiorno e contribuisce in modo sostanziale a favorire l’inclusione sociale e a ridurre i divari territoriali.
Nel complesso, il 27 per cento del Piano è dedicato alla digitalizzazione, il 40 per cento agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, e più del 10 per cento alla coesione sociale. Il Piano si organizza lungo sei missioni.”

La prima missione ha riferimento a “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”, la seconda è relativa a Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, la terza è a sostegno delle  Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, la quarta si occupa di “Istruzione e Ricerca”, la quinta è dedicata a “Inclusione e Coesione”, quindi è mirata a potenziare lo sviluppo dei centri per l’impiego e l’imprenditorialità femminile, la sesta denominata semplicemente “Salute”, ha l’intento di potenziare la prevenzione e  i servizi sanitari sull’intero territorio della Repubblica, affinché, si spera, non possa più accadere in futuro quello che è accaduto con il diffondersi della pandemia attuale che ci ha trovato indifesi e impreparati. Pioggia Di Soldi - Fotografie stock e altre immagini di Banconota - iStock

Insomma un piano poderoso, completo  e ambizioso che mira a modernizzare il Paese.

Particolarmente interessante il programma di riforma del mondo della giustizia attraverso l’assunzione di nuovo personale che possa integrare l’ “Ufficio del Processo” e rendere finalmente più competitivo il Paese con la velocizzazione dei processi.


Il Governo prevede che grazie alle misure da adottare sin dal “2026 il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto allo scenario di base. Nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale (2024-2026), l’occupazione sarà più alta di 3,2 punti percentuali. Il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno su 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, per una quota dunque del 40 per cento.”
Insomma ottimi auspici.

Se tutto quello che viene programmato nel piano potesse davvero essere realizzato nei tempi previsti, se i partiti consentiranno la stabilità politica necessaria per attuare i progetti delineati, potremmo davvero dire che non tutti i mali vengono per nuocere o, almeno, non solo.

Venafro, 26 aprile 2021

                                                                                              GDC

 

giovedì 29 aprile 2021

ARTICOLO 5

 

ITALIA  Illustrato dal Presidente del Consiglio alla Camera il PNRR

26 aprile DRAGHI: SE CRESCE IL SUD CRESCE L’ITALIA

Applauditissimo durante il discorso alla Camera dei Deputati il Presidente del Consiglio Draghi, che ha riferito a Montecitorio sul Recovery plan prima della trasmissione alla Commissione Europea entro il 30 aprile.

Il casus belli agitato da Renzi, causa ufficiale della caduta del secondo Governo Conte, è arrivato in Parlamento. Il Presidente Draghi ha confezionato il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza e prima di consegnarlo in Europa, ove non ha mancato di svolgere manovre preliminari, come la telefonata con Ursula von der Leyen,  per aggiudicarsene l’accoglimento, ne ha parlato alla Camera dei Deputati in un discorso breve (ore 16.30-17.00) quanto efficace, sintetico e ispirato.

Tale è apparso infatti ex uomo delle banche, guardato finora con diffidenza da più parti e oggi applaudito ad ogni passo, applausi per cui a ringraziato garbatamente ogni volta, in omaggio a un fair play forse acquisito ai tavoli internazionali.

Il presidente si è riferito a De Gasperi, «A noi onere e onore di preparare l'Italia di domani», padre della patria che implicitamente promette di emulare nelle intenzioni di ricostruzione e rilancio di un Paese disastrato dalla pandemia.

Ha avuto un aperto pensiero verso tutti quelli che “per il bene di tutti e per limitare il diffondersi del contagio” hanno chiuso attività che forse non riapriranno o hanno perso il lavoro.

Promesse misure concrete in particolare in favore di alcune categorie di cittadini, i più deboli: le donne, i giovani, le famiglie; della digitalizzazione; del rispetto dell’ambiente; della riforma della giustizia e dell’informatizzazione del processo.

Ad ogni modo una potenza di fuoco quella che ci verrà dall’Europa e che il capo dell’Esecutivo si prefigge di spendere come si deve. "Sarà da 248 miliardi. In ballo il destino del Paese, no a miopi visioni di parte".

Il premier, Mario Draghi (ansa)

 

"Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr sia solo un insieme di progetti, tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi e scadenze. Metteteci dentro le vite degli italiani, le attese di chi ha sofferto la pandemia, l'aspirazione delle famiglie, le giuste rivendicazioni di chi non ha un lavoro o di chi ha dovuto chiudere la propria attività, l'ansia dei territori svantaggiati, la consapevolezza che l'ambiente va tutelato. Nell'insieme dei programmi c'è il destino del Paese, la sua credibilità".  

Insomma Palazzo Chigi  vuole "consegnare alle nuove generazioni un paese più moderno… Sia chiaro che, nel realizzare i progetti, ritardi, inefficienze, miopi visioni di parte anteposte al bene comune peseranno direttamente sulle nostre vite. Soprattutto su quelle dei cittadini più deboli e sui nostri figli e nipoti. E forse non vi sarà più il tempo per porvi rimedio".

Il discorso di Draghi non è stato seguito sono in Italia ma anche all’estero, ove sono preoccupati forse quanto noi della salute economica e finanziaria del Bel Paese. Già diffusi a mezzo stampa telematica i primi commenti. In particolare il Financial Times,  quotidiano finanziario inglese, elogia il  premier italiano per aver  restituito credibilità a un Paese definito inadempiente se non addirittura "delinquente". Apprezzamento sgradito quanto ingiusto che speriamo di smentire presto facendo buon uso dei fondi, tutti, non solo i politici, gli imprenditori, la classe dirigente del Paese, ma tutti i cittadini.

Venafro, 26 aprile 2021

                                                                                               GDC

 

 

lunedì 4 maggio 2020

IL VERLASCE PERDUTO

Sono appena andata in ferramenta e sono passata da casa di mamma, via Traversa Quinto Vibio, per il VERLASCE.
Ecco lo stato indecente in cui versa.











Completamente abbandonato a se stesso, con erba alta più di un metro. Non sembra di essere in pieno centro abitato, ma in aperta campagna.

Ora io mi domando: Chi se ne deve occupare? Il Comune? Perchè non lo fa? Altri? Chi sta (!!!???) eseguendo i lavori di restauro? Ma se quest'ultimo non adempie direttamente, il Comune non dovrebbe vigilare e sollecitare?
Al di là dei ritardi assurdi nel recupero degli immobili, nel restauro di beni già privati, espropriati dal MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI negli anni "90, è possibile almeno  tagliare le erbacce?
E la ristrutturazione a che punto è? Franco Valente | Il Verlascio, l'anfiteatro romano di Venafro600 mila euro per restauro Verlascio | Molise Protagonista
Il terremoto che fece chiudere definitivamente i pagliai del Verlasce risale al 7-11 maggio 1984, ero ragazza e abitavo lì vicino, me lo ricordo benissimo. L'accesso fu sprangato e così è rimasto.  Sono passati ben 36 anni.
L'Aquila, a 10 anni dal terremoto ricostruita soltanto una scuola
AQUILA, PRIMA E DOPO 
Nuovo ponte, tutto in un giorno per la terzultima campata: varo ...
GENOVA, PONTE 
L'Aquila è stata quasi interamente ricostrita e il ponte di Genova è stato rifatto a spron battuto.
Piazza dell'Anfiteatro, Lucca | Cosa vedere: guida alla visita
LUCCA Piazza dell'Anfiteatro 
Piazza Anfiteatro | Turismo.Lucca.it
LUCCA 
Svegliamoci, per piacere, ma tutti, creiamo un comitato, pungoliamo le autorità preposte e riprendiamoci quello che è nostro.
A Lucca c'è un anfiteatro simile, un'ellisse, ben tenuto e anima della città,  Risultati immagini per anfiteatro di lucca elemento di attrazione turistica e fonte di ricchezza.

Così scriveva Altro Molise nel 2018: “Con il finanziamento di 600mila euro, ottenuto grazie all'impegno profuso dal x e dall'assessore y, sarà possibile procedere al restauro e alla riqualificazione dell’Anfiteatro romano ‘Verlasce’ di Venafro. Si tratta di fondi a valere sulle Risorse FSC 2000/2006. Un progetto che era stato bloccato dal governatore z che ora è stato rimesso in campo dal governatore x con la competenza dell'assessore y. Un ottimo risultato per il Molise e per Venafro che punta a valorizzare uno dei siti storici tra i più importanti della regione”. 

Bene, e poi?

P.S. Le erbacce del Verlasce fanno il paio, anzi il mucchio, con quelle della strada che porta a casa mia, costeggiata dalla ferrovia. Chi è competente? Per l'uno e per l'altra, l'erba resta lì. Ma di questo scriverò un'altra volta. 






E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...