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venerdì 17 febbraio 2023

Gatti

@gato_nomada e Marcelo

Sghere a letto 

sghere e alfonsino

Eskere e papà 


Sghere e consorte 



Ho sempre amato fortemente i gatti e ne ho sempre avuto uno

(nel corso degli anni Nerino, Michel Platini, Silvestro, Guendalina, Liz Taylor, Daisy-Desiderio-Eskere,...), 

non so perché, se per il loro incedere elegante, per la loro ostentata indifferenza mista a dolcezza, se per quelle fusa accattivanti o per quella indipendenza mista a sicurezza che io non ho e cui anelo, non so. 

Sta di fatto che li amo e l'amore non si spiega ma spesso suggerisce cosa ci manca.

Sono una gattara dunque e i gatti lo sanno. Ricambiano affetto e stima.

Il 17 febbraio è la loro giornata mondiale e io li festeggio tutti con un tenero pensiero. 


Non so se avrò il piacere di avere il mio Skere oggi a pranzo perché lui è un ribelle libertino e forse vorrà festeggiare con gli amici e le pupe, ad ogni modo mi troverà ad aspettarlo quando avrà voglia di casa e riposo

giovedì 23 aprile 2020

GIORNATA MONDIALE DELLA LETTURA

Mentre sono seduta al tavolo della cucina a scrivere, la mia attenzione è  richiamata da una bella immegine: nella casa di fronte a me, la casa di Carmela e Guglielmo, la nuova arrivata, la nipotina Azzurra, gioca attraverso i vetri col gattone rosso che i miei figli chiamano Campanellino, per via di un simpatico campanello che ha sempre attaccato al collo.

La giovane mamma paziente la sostiene in attesa che la bimba impari a camminare e che si possa uscire un po' al sole bello della primavera. 
Questo momento verrà, bisogna solo saper aspettare. 

L'immagine fa il paio con quella del mio gatto che in uno scatto rubato da Claudio oggi si crogiola sul dondolo sotto il grande cuscino per difendersi dal vento. Intelligenza felina.


Oggi, 23 aprile, è la Giornata Mondiale del libro, dei diritti d'autore e della lettura. Questa giornata è stata istituita anni fa proprio in questa data perché il 23 aprile del 1616 morirono Cervantes e Shakespeare
Cervantes, l'autore di Don Chisciotte della Mancia, è considerato il maggiore autore in lingua spagnola e Shakespeare è più grande autore in lingua inglese. (Una annotazione. Shakespeare era innamorato dell'Italia e in particolare del Veneto. Ha ambientato ROMEO E GIULIETTA e I DUE GENTILUOMINI DI VERONA a Verona appunto, la città dell'Arena, dei Montecchi e dei Capuleti; IL MERCANTE DI VENEZIA nel capolluogo e LA BISBETICA DOMATA a Padova, tant'è che si è pensato che l'autore abbia vissuto in Italia per un periodo o vi abbia fatto almeno un lungo viaggio ma non vi sono riscontri).

La lettura è importante, è particolarmente lo è nel momento particolare che viviamo
La lettura accende la fantasia, stimola e apre la mente, riduce lo stress,  rilassa, accresce il nostro vocabolario, cosa molto importante perché quante più parole conosciamo, più idee, più concetti possiamo elaborare,  aumenta il nostro senso critico, accende la fantasia, ispira, aiuta a scrivere, aumenta  il nostro senso analitico, accresce la nostra cultura, apre mondi nuovi  e fa sognare.
Dunque buona lettura a tutti, soprattutto dei classici!



venerdì 27 marzo 2020

NON POSSIAMO FALLIRE!

Tutto procede come meglio si può. Ieri per la prima volta da molto tempo non ho scritto sul mio blog, ma mi sono dedicata alla scrittura creativa che richiede più energia e concentrazione. Ho ripreso il mio racconto giallo, TRAGEDIA GRECA, che spero di finire oggi (l'ho iniziato a luglio, ma io sono molto discontinua nelle mie cose. O meglio, mi viene un'ispirazione all'improvviso e comincio a scrivere, poi sono presa da altro, impegni, lavoro, urgenze, perdo il filo e mollo. Poi è difficile riprendere. Dunque adesso spero nel Corona. Dovrei avere meno distrazioni). 

Tutti in casa fanno più o meno le stesse cose. Alcuni accaniti giocatori continuano a fare partite di Burraco on line,
le mie amiche e colleghe carissime, Raffaella e Rosanna,  cucinano manicaretti,
LA PARMIGIANA DI ROSANNA - FORMIA 
LA PASTA AL FORNO DI RAFFAELLA - ATINA
Francesca si dedica con soddisfazione ai  nuovi arrivati
e
mi suggerisce di fare un po' di bricolage. In effetti, vorrei fare un quadro con i tappi di sughero, ma io non sono brava come lei, anzi un po' pasticciona e non ho in casa molto materiale, ma se la quarantena continua ci proverò; 

i maschietti sono più "fisici" di noi e cercano di tenersi in forma con un po' di fitness casalingo. E oggi per la prima volta ci ho provato anch'io con esercizi e un po' di ballo che mette buonumore e scarica, ma in genere sono presa da mille servizi: cucinare, spazzare, lavare a terra, rifare i letti e i bagni, lavare i panni, stenderli, ritirarli, cucire se serve, svuotare la lavastoviglie, puliree i fornelli quasi sempre accesi, ... Alcune cose le faccio con piacere, altre mi stanno davvero antipatiche e poi comincia a farmi male la schiena per la stanchezza e per la mancanza delle mie abitudini, palestra, yoga, massaggi, posturale, fisioterapia. Pazienza, passerà, mi ripeto ogni volta. 

Quello che mi manca di più è il sole. Ci fosse il bel tempo dei giorno passati si starebbe molto meglio, ma che possiamo fare!? Il sole tornerà. 
Mi fa rabbia inoltre sentire le notizie relative al trend di nuovo in crescita dei contagi e al no di certa Europa, Germania in primis, a misure economiche straordinarie. 
Vorrei vedere loro! Noi  finora al Fondo Salvastati abbiamo solo versato moneta sonante e preso nulla. Che dobbiamo fare? Augurargli i nostri numeri? No, questo non lo voglio pensare, è un'idea che devo scacciare, ma che nervoso; non è come una famiglia, la nostra Europa. Gli inglesi intanto se ne sono andati. Sarà meglio o peggio per loro per affrontare questa emergenza epocale? Sono super allegati dei potenti USA. Intanto il povero Carlo ha beccato il Corona e imperversano sul web e nelle nostre chat varie vignette: il poverino dopo 70 anni d'attesa ha preso la CORONA sbagliata. Sono contenta per Camilla. Io tifavo per Diana. 





non è come una famiglia, la nostra Europa. 
Comunque, in sostanza ha ragione OMER SIMPSON 

domenica 2 febbraio 2020

CANI, GATTI E COMPAGNIA...

Ho sempre amato i gatti, da quando ero piccola. Ne ho avuti diversi e li ricordo tutti. 
Il primo fu un gattone rosso a casa  di nonna Giuditta a Porta Nuova, praticamente nella preistoria, poi la mia cara Nerina, condivisa con i vicini Scurcitt; la "battezzai", le feci un golfino di lana e una festa con tanto di biscotti, complice mia madre che assecondò le  mie stranezze infantili; poi fu la volta di Michel Platini, ovviamente bianco-nero, che mi fu regalato al liceo dal mio compagno di scuola Stefano Galfrè (dove sara finito? Era di Torino...); quindi di Silvestro, adoratissimo, buono, docile, addomesticato, un soriano tigrato con una macchietta bianca in petto che mi era stato regalato da Annalisa Castellano, ottima neurologa della Neuromed, allora Sanatrix, collega di mia sorella Iva e gattara come me. 
Silvestro mi lasciò il 28 gennaio 1992. Fu investito da una macchina; una dirimpettaia me lo venne a dire. Lo prendemmo e la buona Margherita Pompeo, cui mamma ricorse, nostra vicina di casa, lo seppellì nel nostro giardinetto. 
Poco dopo Loredana mi regalò una splendida certosina che le aveva dato per me a sua volta Eleonora Buffarini: me la portò in  uno scatolo, infiocchettata e bellissima, ma per me era presto perché  un altro gatto potesse prendere il posto di Silvestro. 
Di lì a poco mi sposai e Guendalina (così l'avevo chiamata)Risultato immagini per certrosina con fiocco, rimasta a casa dei miei,  ebbe una cucciolata; mamma scelse il gatto più bello, una magnifica siamesina, e me la portò a casa nuova in un secchio. 
La chiamai Liz Taylor per il colore intenso degli occhi, ma ben presto Liz, stanca delle nostre continue defezioni, assenze e vacanze, un bel giorno decise di abbandonarci e andò a stare dalla mia vicina di casa Teresa. 
Me ne feci una ragione, anche perché aspettavo e presto avrei avuto il mio cucciolo Pietro. 
Qualche anno dopo riprovammo con Leo che però morì piccolissimo, forse perché separato troppo presto dalla mamma. 
Decidemmo allora di tentare coi pesci rossiRisultato immagini per pesciolini rossivinti una sera in un Luna Park da uno dei ragazzi. I pesciolini, di cui non ricordo il nome, vissero a lungo grazie alle cure della nostra tata Marcella. Ma quando lei se ne andò, andarono via pure loro. 
Intanto nel 2005 venne a trovarci (è stata lei a sceglierci) una cagnolina dolcissima, sola, abbandonata a se stessa (i padroni se ne erano sbarazzati e l'avevano portata a Monte Cesima), ma lei aveva ritrovato la strada per Venafro e il quartiere ed era tornata. Claudio Maria era piccolo e la accarezzava con piacere, la cercava ed era sereno e felice accanto a lei. Allora decisi di prenderla, per lui, per Claudietto. Andai a chiedere il permesso ai vecchi padroni e la tenni. Ma era malata, aveva problemi ad un occhio e aveva la rogna. Dovetti essere prudente e tenere la cosa segreta. Claudio non avrebbe accettato. Grazie alla complicità di Amelia, la feci curare da un veterinario speciale, Raffaele Iacobucci, che la guarì. Poi la feci sterilizzare, tanto lei aveva già avuto le gioie della maternità. Prima si chiamava Maia, ma noi la ribattezzammo CLENDETTA.
CLENDI

Clendetta è stato per anni un cane fedele, sensibile, educato, di poche pretese. Mangiava qualsiasi cosa e non entrava mai in casa, discreta, se non quando c'erano temporali o botti. Quando uscivamo, specie a piedi, ci seguiva. Quando andavamo via, l'affidavamo alle cure di qualcuno e lei ci aspettava con impazienza e affetto e ci accoglieva al rientro con entusiasmo. 
Purtroppo è invecchiata e ha cominciato ad avere mille acciacchi (reumatismi, cataratte, sordità, otite) e bisogno di cure che ho cercato di non farle mancare, sempre con l'aiuto compentente e affettuoso di Raffaele.
DAISY
Intanto, l'amore per i gatti, sempre tanto forte, un paio di anni fa mi ha indotta a una nuova adozione: quando Costanza mi offrì in dono una bella siamese, non seppi dire di no. La portai a casa e fu dura farla abituare. Claudio non voleva un gatto in casa e poi c'era il cane, ma man mano ho cercato di far abituare tutti. 
CHE Z'ADDA FA P CAMPA'
Li ho fatti mangiare insieme, nello stesso piatto, mentre li accarezzavo, sotto mia stretta sorveglianza e alla fine sono divenuti amici. 
Finalmente amici
Io e Stefania battezzammo il gatto DAISY, pensando fosse una bella micia, fino a scoprire qualche mese dopo che... anche il gatto era maschio, come quasi tutti gli abitanti della mia casa (ognuno ha il suo harem!). Allora i ragazzi l'hanno rinominato ESKERE che non so cosa significhi. 
Skere è simpatico, viziato, schivo, entra ed esce di casa e fa ciò che vuole, come tutti i gatti, soprattutto quando è in calore, periodo in cui si allontana anche per intere giornate facendoci preoccupare. 


La tigre della Malesia nella giungla

Un gatto colto

Acrobatico
CLENDETTA E SKERE; PROVE DI CONVIVENZA






STANCHISSIMO














COCCOLE DA CLENDI E SKERE



CLAUDIO MARIA CON PAOLETTO, IL CANE DI UMBERT'O


FINALMENTE AMICI




Purtroppo Clendetta è mancata lo scorso 28 dicembre, proprio mentre noi eravamo fuori a Lisbona, motivo per il quale mi è dispiaciuto ancora di più. Non ha mai dato alcun fastidio, fino alla fine. Ma è stato un cane così dolce prodigo e affettuoso che resterà nei nostri cuori per sempre. 

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...