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giovedì 19 gennaio 2023

Laurea

L'emozione più bella, più forte dell'anno, me l'ha regalata mio figlio primogenito Pietro: una laurea magistrale a pieni voti e a tempo di record  in ingegneria gestionale. 

Pietro si è laureato presso la prestigiosa università degli studi di Napoli intitolata a Federico II.

È stata una grande soddisfazione, una gioia intensa forse superiore a quella provata trenta anni prima per la mia laurea a Roma all'università statale La Sapienza. 

I candidati erano dieci. L'aula magna era piena di parenti e amici, i professori erano severi, seri e composti. Pietro è stato quasi l'ultimo a discutere. È stato brillante e alla fine anche ironico. 

Mi è sembrato bello e perfetto. Cuore 💓 di mamma! Ogni scarrafone...

Aveva su un abito di lana blu fatto su misura dal sarto di mio marito Claudio, idem per la camicia candida con iniziali di famiglia, P3, scarpe artigianali, cravatta sul rosso della nota cravatteria napoletana  Marinella e cintura nera di Ferragamo.

La tesi, da me letta e riletta, verteva sulla supply chain della milionaria società napoletana Nuova Meccanica Navale.

Dopo la camera di consiglio c'è stata la proclamazione dei giovani dieci ingegneri, Pietro il più giovane.

Dopo tante foto di rito siamo scesi dabbasso, all'esterno e abbiamo stappato una bottiglia grande di champagne 🍾🥂 e mangiato qualche pasticcino in attesa del professore relatore. Abbiamo brindato anche con lui e poi siamo tornati a casa. Cambio d'abito e via a ristorante per festeggiare con familiari e amici mangiando e ballando. 

Auguri auguri auguri a Pietro che è già volato via verso nuove avventure.










venerdì 16 ottobre 2020

GRANDE GIOIA

Questa mattina Pietro ha fatto l'esame finale, quello che ai miei tempi era la discussione della tesi, perché in effetti gli esami veri e propri, quelli curriculari, li ha finiti da un po'. 


La pandemia ha sconvolto tutto, niente seduta di laurea, niente festa, niente viaggio a Napoli presso la gloriosa sede della Facoltà di Ingegneria di Fuorigrotta, dove il 4 novembre del 1981 si laureò mio fratello Umberto (ero piccina), ma ugualmente tanta emozione. 

Lui ha studiato tantissimo ed era teso per l'esame. Io mi sono tenuta libera e sono rimasta in casa. Alle 11.30 sono salita su e mi sono messa dietro la porta della sua cameretta, chiusa a chiave, a origliare accarezzando il gatto. 

Ho seguito domande e risposte di Meccanica, per me incomprensibili fino a quando il professore ha detto: "Va bene, allora è fatta, lei è praticamente laureato, è andato molto bene e il voto sarà alto, ma non mi chieda quando ci sarà la proclamazione perché  io non lo so...".

Il Covid rimescola le carte e detta nuove regole. 

Ma non importa. Quello che so è che Pietro, il mio bambino biondo, che ho tanto rimproverato da piccolo, si è laureato (è la triennale) in Ingegneria Gestionale. Ed io ero là, con lui, in lacrime di commozione, dietro la porta, per fargli gli auguri per prima, prima dopo il prof.

Ho pensato a mamma che trovai a passeggiare per strada, tesa, fuori la scuola il giorno dei miei esami di maturità. La storia si ripete, i figli tracciano la loro strada per il fturo, per la vita adulta e i genitori  li accompagnano, sempre, ognuno a suo modo, a volte sbagliando, ma sempre con amore, sempre in buona fede.

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...