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domenica 12 febbraio 2023

Grandi e lunghi passi

 Quando si va in giro si cammina sempre tanto e in questo weekend non abbiamo fatto eccezione.

Migliaia e migliaia di passi e decine di chilometri su suolo greco mentre cercavo di leggere ogni scritta, ogni insegna composta da quelle antiche amate letterine.


Dopo aver visitato l'Acropoli e aver scattato foto, siamo scesi giù dove abbiamo fatto un felice incontro, Marcelo e il suo 🐱, @gato_nomada, due simpatici spagnoli che girano l'Europa in bicicletta. 


Dopo aver acquistato dai viaggiatori un braccialetto, siamo scesi verso l'Agorà, l'antico Foro, e la Plaka.


Vecchi innamorati al museo




Passeggiando, dal sacro al profano...



al mercato

poveri agnellini, il piatto forte



prezzi molto convenienti 



 





dolci golosissimi









Abbiamo visitato qualche bella e suggestiva chiesa ortodossa, acceso candele secondo segrete intenzioni, visto negozi pieni di merce a buon mercato, ammirato generi alimentari tipici, attraversato il mercato comunale al coperto.
La visita è stata affascinante: colori e suoni, banchi ricchi di pesce 🐟🎏 fresco, carni di ogni genere, verdure fresche, grida dei venditori, acquirenti accorti, ristorantini e bar resi ancor più caratteristici da musicanti locali. 

Dopo aver pranzato e attraversato ancora la città, ci siamo diretti al porto, il famoso Pireo, dove abbiamo passeggiato ancora, lungomare, e fatto merenda con frittura di 🎏 pesce fresco in un localino niente male, trovato per caso, con musica dal vivo.




                               
soddisfatta a fine passeggiata sul terrazzo panoramico del mio hotel 





 

appetitosi salumi

Secondo giorno

Il secondo giorno ad Atene, sabato 11, è coinciso con il compleanno di Claudio.

Auguri amor mio!!!

Dopo una lauta e buona colazione in hotel 🏨 con feta, yogurt greco, formaggio e tante altre cose buone, ci siamo diretti verso l'Acropoli. 

Alla biglietteria ci siamo imbattuti in una guida, Attanasio, l'immortale, che per la "modica" cifra di 20+10 euro 💶 ci ha fornito di biglietti e spiegazioni. 

Era una macchinetta, parlava italiano velocissimamente e bene spiegando  dell'Acropoli, dell'Odeon, del Partenone e dell'Eretteo. 

Meravigliosa visita, splendido panorama. Ma ricordo che quando ci sono stata con mamma e babbo ❤️ si entrava all'interno del tempio.
















Il ritorno

Sono tornata ad Atene dopo 40 anni, un'enormità di tempo. La prima volta ero una giovane liceale, studiavo il latino e il greco, la storia dell'arte e la filosofia, avevo mille sogni e più di mille indecisioni e insicurezze.

Viaggiavo con mamma e babbo, ero nel nido. 

Questa volta sono più che adulta, non studio ma lavoro, faccio l'avvocato, il magistrato e scrivo. Scrivo sempre. È il mio tratto distintivo. Affido alle parole le mie emozioni, i miei sentimenti, i ricordi, i sogni.

Sono sposata, ho avuto tre figli, il mio corpo è diverso, la mia pelle è diversa ed è comparso qualche capello bianco.

Viaggio con Claudio, con mio marito, e con i nostri amici, per me Loredana e il marito, per lui Claudio Luongo con Maristella.

Stiamo bene insieme, si ride, si scherza, si propone, si è elastici e leggeri.

Venerdì 10 siamo arrivati in aeroporto e ci siamo trasferiti in centro e in hotel, il Lekka, in taxi. 

Poi abbiamo passeggiato a lungo e cenato in un ristorante tipico consigliato a Claudio L. da colleghi: agnello in fricassea, moussaka, 🥗 insalata 🥗 greca con olive Kalamata, cetrioli e feta. Abbiamo bevuto vino 🍷 locale e chiuso la cena con dolci tipici e ouzo.

Ogni passo, ogni visita, ogni pietanza risveglia un ricordo di quel viaggio del 1983, con mamma e babbo ❤️








sabato 11 febbraio 2023

La culla

L'ultima volta che sono stata in Grecia, ad Atene, è stato 40 anni fa, con mamma e babbo. 






È stata la prima e l'ultima volta che babbo si è concesso ed ha concesso un'uscita fuori porta alla sua seconda famiglia. Gli altri figli erano ormai grandi e pressoché sistemati  e quindi babbo si era sentito  autorizzato a partire solo con mamma e me.

Credo che mamma avesse sempre desiderato un momento del genere, tutto nostro.

Prenotarono un viaggio di una settimana nella capitale greca perché io avevo frequentato il primo anno del liceo classico, avevo studiato un po' di greco e di arte  ellenica,  l'Acropoli, il Partenone e  l'Eretteo  con il nostro professore di storia dell'arte Tonino De Luca.  

Chissà se è vivo ancora. Era tanto bravo, lo ricordo con piacere.  Prendemmo da Roma un aereo dell'Alitalia, un Boeing 747, arrivammo nella capitale, ci trasferimmo in taxi  in albergo, un albergo bello, di tre o quattro stelle situato nella piazza centrale, di fronte al palazzo governativo mi sembra, dove vedevo sostare le guardie impegnate nel loro ufficio e nel cambio allo scoccar dell'ora, in costume tipico ellenico, con tanti di zoccoli.

Prendemmo posto in un'unica stanza, su in alto, ove godevamo di una bella vista. Ricordo che facevamo per lo più  colazione, pranzo e cena nel ristorante panoramico dell'albergo.

Mamma e babbo mi portarono a visitare l'Acropoli,  il Partenone,  l'Eretteo, l'Agorà, il Museo Nazionale, Capo Sunio, il porto del Pireo, la Plakka, i resti della città antica, culla della nostra civiltà...

martedì 25 gennaio 2022

L'arte di correre

   Natale i miei ragazzi mi hanno regalato dei libri conoscendo la mia passione per la lettura. 

Ne ho iniziato subito uno e questa mattina ho finito di leggere L'arte di correre dello scrittore giapponese Murakami Haruki


Nel momento in cui ho iniziato il libro non ne sono rimasta particolarmente affascinata perché mi aspettavo un romanzo, mentre invece L'arte di correre è una sorta di saggio, è un libro di memorie messe insieme dal talentuoso scrittore che traccia una sorta di parallelo tra l'arte di correre e l'arte di scrivere sostenendo che entrambe siano sostenute essenzialmente dalle stesse qualità: il talento, la concentrazione e la perseveranza. 

Io aspiro a scrivere sempre di più quindi, non appena compreso il vero significato del testo, mi sono appassionata. 

Murakami è una persona veramente interessante. 

Nato a Kyoto nel 1949, si guadagna da vivere gestendo un bar e quasi improvvisamente inizia a scrivere, spontaneamente, prima un racconto, poi un altro, a partecipare a diversi premi letterari e a vincerne alcuni. 

In quel momento comprende che scrivere è esattamente quello che vuole fare e, d'accordo con la moglie che nel testo nomina spesso, decide di chiudere il bar e dedicarsi alla scrittura per almeno un paio d'anni, per capire cosa è capace di fare. 

La nuova attività comincia ad andare molto bene; scrive molti libri che riscuotono successo di pubblico e di critica e ricevono numerosi riconoscimenti; negli anni ottanta inizia anche a correre, a correre essenzialmente la maratona. Murakami si rende conto che la costanza degli allenamenti gli è utile per darsi una disciplina necessaria anche per scrivere. Corre diverse volte la maratona di New York, quella di Boston, quella originaria di Atene e l'ultra maratona di cento chilometri. Murakami è una persona rigorosa, che sottopone se stesso ad allenamenti intensi, a diete  e preparazioni atletiche. Lucido, autocritico, meticoloso, schivo, solitario. 

A un certo punto passa dalla maratona al triathlon, anzi pratica entrambe gli sport, d'inverno l'una, in primavera-estate l'altra, sempre con successo nonostante l'andare degli anni. 

Tutto però è finalizzato a "regolare e potenziare le capacità fisiche in modo da poter dare il meglio nella scrittura". 

A quanto pare il rimedio funziona, scrittore longevo, prolifico e pluripremiato. 

Conclusione: devo mettermi a correre!

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...