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domenica 21 giugno 2020

CON MAMMA

Ho appena trascorso un week end al mare


con mamma.



Per quanto sia triste vederla così avanti negli anni, dipendente e bisognosa di aiuto, per quanto l'immagine di mamma oggi collida con quella che ho di lei  negli occhi, nella memoria e nel cuore, è stato un privilegio per cui ringrazio Dio. 

Mamma ha 92 anni e da quando ha rotto il femore, nonostante un intervento riuscito e tanta fisioterapia, non è più la stessa e non è più la stessa la sua vita. E' costretta in casa e vive con una (brava)  badante, cosa che non le fa piacere. 

Quando vado al mare, il mio posto del cuore, amo stare da sola, ho i miei tempi, voglio in mio spazio, non ho orari, voglio pigrare e leggere e scrivere,
ma in questi tre giorni appena trascorsi mi sono dedicata a lei; siamo state sempre insieme,
l'ho portata a passeggio e sulla spiaggia e a prendere il gelato e in pizzeria. 

E lei ha accettato tutto in silenzio, con grande sopportazione e pazienza, com'è nel suo carattere, mamma cara mia.

MA MA MA MA, 
MAMMA

MATERNE ALLITTERAZIONI*



Mamma, maestra d’amore,
maggio di rose
Mamma, mare magnum di bene,
magma informe d’abbracci
Mamma, mantra di vita,
manìa di coccole e lacci
Mamma, mambo di baci,
malìa di sguardi e sorrisi

Amante, amorevole amica
ammiro  in te
il bello del mondo e
la forza della vita
                                    






                                                                                             Venafro, 07.09.2010
*da Filastrocche per un anno, Edizioni Eva, 2012

martedì 14 aprile 2020

IL POETA DEI GRANDI E DEI BAMBINI

Oggi moriva, 40 anni fa, il poeta GIANNI RODARI (Gianni Rodari, all'anagrafe Giovanni Rodari (Omegna23 ottobre 1920 – Roma14 aprile 1980), è stato uno scrittorepedagogistagiornalista e poeta italiano, specializzato in letteratura per l'infanzia e tradotto in molte lingue. Unico vincitore italiano del prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970, fu uno fra i maggiori interpreti del tema "fantastico" nonché, grazie alla Grammatica della fantasia del 1973, sua opera principale, uno fra i principali teorici dell'arte di inventare storie. Fonte Wikipedia) e in questo stesso anno ricorrono i 100 anni dalla sua nascita.Gianni Rodari: le sue favole e filastrocche antidoto al Coronavirus Ho studiato molto RODARI e ho imparato a memoria svariate sue poesie, alle elementari, grazie alla mia illuminata e bravissima maestra, Mimmina Di Iorio, o Gelsomina Gamberale. Ricordo che a quei tempi gli altri bambini imparavano vecchie poesie, forse più tradizionali, classiche, ma la mia maestra era "avanti", apprezzava quel genio innovatore e contemporaneo  che era R. e lo fece conoscere anche a noi, alunni degli anni "70. 
Risultati immagini per rodari poesie
Gianni Rodari venne riconosciuto in vita un genio che sapeva guardare al mondo con gli occhi di bambino, con spirito di accettazione verso le cose negative, ma con spirito critico sveglio e acuto sebbene espresso con ironia. Ha scritto decine di poesie, di filastrocche e di fiabe, nonchè articoli di giornale perchè il maestro era giornalista, ispirato per le prime da grande spirito di immaginazione, da fervida fantasia. Quando nel 1970 vinse il prestigioso Rremio Andersen,  riconoscimento internazionale per la letteratura per ragazzi, unico italiano ad averlo vinto,  spiegò cosa fosse la fantasia:
"Si può parlare degli uomini anche parlando di gatti e si può parlare di cose serie e importanti anche raccontando fiabe allegre. Facciamo il caso del signor Isacco Newton. Ora una volta, se è vero quello che raccontano, stava seduto sotto un albero di mele e gli cadde una mela in testa. Un altro al suo posto, avrebbe detto quattro parole poco gentili e si sarebbe cercato un altro albero per stare all’ombra. Invece il signor Newton comincia a domandarsi: e perché quella mela è caduta all’ingiù? Come mai non è volata all’insù? Come mai non è caduta a destra o a sinistra, ma proprio in basso? Quale forza misteriosa l’attira in basso? Occorre una grande fantasia, una forte immaginazione per essere un vero scienziato, per immaginare cose che non esistono ancora e scoprirle, per immaginare un mondo migliore di quello in cui viviamo e mettersi a lavorare per costruirlo."
Qualche sua parola, una fiaba o un suo verso, 
possono essere la lettura adatta in questo momento controverso. 
Se io avessi una botteguccia, fatta di una sola stanza, vorrei mettermi a vendere, sai cosa? La speranza. “Speranza a buon mercato!” Per un soldo ne darei, ad un solo cliente, quanto basta per sei. E alla povera gente, che non ha  da campare, darei tutta la mia speranza, senza fargliela pagare!
Promemoria
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

L'ho amato così tanto che mi ha ispirato, tant'è che anni fa scrissi anch'io una piccola raccolta di filastrocche, FILASTROCCHE PER UN ANNO


VIVA L’ITALIA
In occasione del 150° anniversario dell’Unità  




Evviva l’Italia, per sempre unita,
per Te tanti prodi  hanno perso la vita.
Evviva l’Italia e il suo Tricolore,
il rosso è la fiamma del nostro ardore,
il bianco è il candore,
                               il verde è la speme
di crescere ancora, di crescere insieme
Da sempre racchiusa in uguali confini,
le Alpi ed i Mari, contro altri destini
DividerTi in pezzi, ora o in passato,
è come smembrare un corpo amato
Unita la lingua, prima dello Stato
Uno il sentimento, una la cultura,
assoluta l’arte,  sfolgorante la natura
Sei  il Bel Paese da Petrarca a noi.
Patria di geni, naviganti ed eroi,
creatori del bello,  perché nel bello nati e vissuti,
una Terra, un popolo di uomini arguti.
Stringiamoci ancora in un bel girotondo,
stringiamoci a coorte, ombelico del mondo.
C’è l’Europa unita, la globalizzazione,
ma niente è possibile senza Nazione!

Venafro, 10-17  marzo 2011



Perchè in questo periodo più che mai ci vuole un po' di patriottismo.



ILLUSTRAZIONI AL LIBRO DI GIANNA MARIA SCARABEO








martedì 21 gennaio 2020

SCRIVERE


Scrivo da sempre. Scrivere mi piace, mi realizza, mi rilassa, mi esprime, mi prende, mi rapisce, mi galvanizza. 
Mi piace narrare, raccontare fatti e sensazioni. Non so se ci riesco bene o male, ma lo faccio, lo devo fare, è un'urgenza, un modo in cui passare il tempo. A volte scrivo in maniera febbrile, a volte a fatica, quando devo calare me stessa in storie altre, inventate. Trovare trame efficaci è complesso, mentre la realtà rapisce. Quando viaggio, cucino, faccio esperienze per me significative, tradurre tutto in scrittura completa, rende, immortala. 
Chissà, lo faccio per lasciare traccia di me, per fuggire il tempo che cancella tutto, lo faccio per farmi capire da chi legge, per cercare attenzione, per dire io ci sono? Non lo so. 
Ognuno ha il suo hobby. Chi ricama, chi cuce, chi legge, chi cucina, chi gioca a carte, chi guarda la tv, chi ascolta musica, chi vede film, ... 
Io faccio tutte queste cose, ovviamente, come tutti, ma scrivere è il mio quid pluris.
Ho cominciato da bambina, a scuola. Era di gran moda, quando facevo le elementari, lo sceneggiato (ora si chiamano fiction) SANDOKAN. Mi ispirò, forse per la prima volta, e cominciai a scrivere, sulla falsa riga della storia di Salgari, LA SAGA DEI GUILLON. Quel piccolo romanzo non l'ho mai terminato (ho un difetto gravissimo, sono un'incostante, ahimè!), ma ho continuato con poesie,  diari,  bei temi d'italiano, lettere d'amore. 
Poi una volta, nel 2002, trovai su REPUBBLICA un'inserzione relativa a un concorso per la pubblicazione di una silloge poetica. Mandai -dubbiosa e insicura- le mie poesie e furono accettate e pubblicate. Nel 2003 arrivarono le copie del mio primo libro  intitolato senza fantasia POESIE. Dopo -preso coraggio- pubblicai anche FIORI DI MAGGIO. Ma ero ancora vergognosa e non dissi a nessuno di questa mia cosa. 
Erano altri tempi. Scrivere poesie da parte di una persona comune sembrava una stravaganza, avevo paura di essere letta, capita, giudicata. Scrivere significa mettersi a nudo, pubblicare appunto il proprio mondo interiore. Tenevo i miei libri in uno scatolone e ne regalavo uno ogni tanto agli amici più intimi e  ai parenti. 
Poi ho preso coraggio. 
Mi sono confrontata col compianto AMERIGO IANNACONE, poeta, scrittore, letterato ed editore locale, e ho pubblicato con la sua casa editrice (EDIZIONI EVA) GENTE DEL SUD  e FILASTROCCHE PER UN ANNO
Era il 2012, erano passati 10 anni dalla prima esperienza. Mi sentivo più sicura, tanto da fare del libro di filastrocche la bomboniera per la prima comunione del mio terzogenito CLAUDIO MARIA. Magari un'altra mamma gli avrebbe fatto i centrini all'uncinetto per i confetti, ma io preferii essere me stessa e intessere le mie trine di parole in rima. 
Lanciata sulla via dell'espressione verbale scritta (sono anche una gran chiacchierona, talvolta prolissa), lessi di un concorso letterario (PREMIO CITTA' DI COLONNA). Volli partecipare con FUOCO, una poesia scritta in onore di D'Annunzio. Credevo fosse una schifezza, perché scritta quasi a comando, su commissione. Invece no. Vinsi il primo premio (una notte in hotel nella bella cittadina di Colonna e 100 euro mai ricevute. Sì, perché nel mondo della letteratura i soldi non girano affatto, anzi bisogna stare attenti perché in molti cercano di fregartene). In quella occasione, sempre accompagnata dal mio fido Claudio (chi lo avrebbe mai detto!? Invece gli piace tutto ciò!), conobbi tanta bella gente e anche l'editore romano Giulio Perrone. L'occasione fu ghiotta per aprirmi a più vasti orizzonti. Giulio mi disse che presso la sua casa editrice omonima, la moglie, l'editor Mariacarmela Leto, teneva corsi di scrittura creativa (perché sì, per scrivere bisogna studiare). Ne parlai con Claudio. I bambini erano ormai abbastanza cresciuti, dunque potevo permetterlo. Mi iscrissi e cominciai ad andare a Roma col pullman quando c'erano le lezioni, di sabato mattina. Non sono mai andata ad una scuola qualsiasi né all'università tanto felice, contenta, curiosa, emozionata. 
Lì conobbi Mariacarmela e tanti altri aspiranti scrittori come me, con i quali sono rimasta in ottimi rapporti (Maggie van der Toorn, Marco detto Dalissimo, Marco Gaetani, Alessandro Piragino, Mariella Tallari, Samantha Terrasi ed altri). Mariacarmela leggeva, spiegava, stimolava, sferzava e ci assegnava compiti, in classe e a casa. Io li facevo con diligenza, sottraendo tempo a tutto il resto. L'anno successivo ho seguito, sempre lì, il corso avanzato e poi ancora i work shop. Ho affinato la mia voce, anzi forse l'ho scoperta. Ho scritto racconti e altre poesie. In quel periodo ho pubblicato SOLO UNA DONNA che contiene in sé i racconti  LA VITA E' CAOS. 
Intanto ho trovato il tempo, la forza e la motivazione  per completare il mio giallo IL CASO DI ROCCAVENTOSA. Scrivere un romanzo non è come scrivere poesie o brevi racconti. C'è necessità di una trama, di tempo, di rilettura, di elaborazione, ma sono stata soddisfatta del risultato. I gialli sono molto di moda e io vorrei continuare con il mio ISPETTORE COSTA e riuscire a scrivere ancora di lui, vorrei fare una serie con le sue avventure investigative, anche per rendere un omaggio alla nostra terra (perché COSTA vive e lavora proprio qui, da Roccaventosa -paesino molisano immaginario- nel frattempo si è trasferito a Venafro).
Nel 2015 vi fu la grossa emergenza degli sbarchi in Sicilia, degli annegamenti di centinaia di immigrati. Ogni mattina aprivo il giornale e apprendevo una luttuosa notizia. Tristemente ispirata, scrissi STRAGE D'ANIME
E poi, e poi...
Ho continuato. Tanti concorsi letterari, il ritiro dei premi in svariati posti d'Italia (sempre accompagnata dal mio fido cavaliere cui dedico molti dei miei scritti), tante poesie, raccolte nella silloge PETALI e zanzare, di prossima uscita. 
Continuo, continuo e continuo. 
Sto già lavorando a un'altra raccolta che si chiamerà MOMENTI D'ESSERE, a un romanzo, a una raccolta di proverbi, a un romanzo epistolare, a dei racconti gialli,... 
E poi scrivo su questo mio blog, creato nel 2013, dopo il primo che si chiamava TIRA E... molla, scrivo lettere a tutti i miei cari, scrivo decine di whatsapp al giorno, mail, recensioni, aforismi, post e purtroppo anche atti giudiziari e sentenze (bisogna pur vivere e la letteratura soldi non ne dà) e... Non dormo più!

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...