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lunedì 27 gennaio 2020

ESPERIMENTI IN CUCINA III

Oggi è domenica dunque pranzo speciale. Mi sono lasciata ispirare da un piatto che ho assaggiato e  apprezzato al cenone di Capodanno all'Hotel Dora (andare al Dora è una garanzia, si mangia sempre benissimo: "Gli chef, Pino Marino e Adriano Cozzolino,propongono, infatti, le migliori specialità della cucina molisana che vengono realizzate utilizzando gli ingredienti locali, freschi e genuini. Fiore all'occhiello dell'intera struttura è rappresentata dall'attenzione che da sempre viene dedicata all'attività di ristorazione.Le antiche tradizioni gastronomiche del posto vengono rivisitate e valorizzate dagli chef.I sapori della cucina molisana sono fondati infatti su piatti semplici, dove predominano la fantasia e la sapienza nella scelta degli ingredienti". Fonte www.hoteldora.it): rotoli di sfoglia alla salsa Mornay.
Non chiedo mai le ricette, cerco di capire gli ingredienti e rielaboro a modo mio. 
Ieri ho comprato l'occorrente e ho riposto. Stamattina, scesa in cucina, mi sono accorta di aver sbagliato: anzicché prendere la sfoglia da lessare preventivamente (poi l'avrei scolata, agiata su un piano, farcita con mozzarella e cotto, tagliata a fette tanto da avere dei rotoli, ricoperta di salsa e infornata), avevo comprato la sfoglia trattata o forse precotta, insomma una sfoglia che non andava lessata. Non avrei certo potuto farcirla e ridurre in rotoli perché rigida. Ma non mi sono persa d'animo, ho usato le stesse cose che avevo preparato e ho messo la sfoglia in orizzontale facendo una sorta di lasagna. 
Ho preparato la salsa Mornay (La salsa Mornay è una besciamella più ricca, con l'aggiunta di panna e uova che danno una consistenza e un gusto particolare a questa cremosa preparazione, ideale per accompagnare verdure grigliate, al gratin oppure del pesce al forno. Fonte GialloZafferano), che è una besciamella  rinforzata secondo il proprio gusto. Io ho fatto una salsa piuttosto liquida per far cuocere bene la sfoglia e ho aggiunto un uovo intero e della groviera grattuggiata grossolanamente. Poi ho messo anche una forchettata di spinaci (non c'entravano nulla nella riccetta originaria, ma mi erano avanzati ieri e odio buttare le cosa da mangiare), quindi ho messo anche quelli nel Bimby e ho frullato tutto.


Ho preparato una teglia con carta forno, ho messo un filo d'olio (il burro sarebbe meglio ma è un grasso animale e già era nella béchamel -La salsa bianca o besciamella è una salsa bianca francese, fatto da un roux (miscela di farina di e burro ) cotto con il latte o panna . È una salsa madre utilizzata in molte ricette e utilizzata come base per altre salse. Sarebbe stata inventata in Italia come "Salsa Colla" o "Colletta", anche se sembra che le due ricette siano diverseprobabilmente deriva infatti dal miglioramento di una più antica salsa a base di crema inventata da François Pierre de La Varenne , chef di cucina di Nicolas Chalon du Blé, Marchese di Uxelles, che la dedicò, come facevano spesso i cuochi per la nobiltà dell'epoca, a Louis de Béchameil,... FONTE WIKIPEDIA- ) e poi ho fatto strati di sfoglia, salsa, fette di fior di latte, pezzetti di prosciutto cotto, fino a esaurimento della sfoglia. Ho completato con una ricca spolverata di formaggio grattuggiato e ho infornato. 
Una lasagne così è buonissima, diversa, delicata, golosa, una buona alternativa a quella tradizionale. 

martedì 28 gennaio 2014

ITALIA: PASTA, PIZZA E NON SOLO

Pasta e pizza ci distinguono nel mondo.
Se si dice Italia, si pensa mare, sole, arte, bellezza, e pasta e pizza, appunto.
Sono cibi semplici e poveri, in origine cibi da strada, alla portata di tutti, oggi forti simboli della nostra identità gastronomica nazionale.
Non si conoscono con precisione le loro origini.
Secondo alcuni l'uso della pasta, meglio, degli spaghetti, venne importato in Italia dalla Cina da Marco Polo, secondo altri risalirebbe addirittura al medioevo.
Viene da lontano infatti l'uso di un impasto di farina con acqua, a volta con l'aggiunta di uova e zucchero. Anticamente si parlava di pasta ogni volta che si voleva indicare un impasto siffatto, dolce o salato che fosse. Era alla base della dieta dei poveri, insieme al cavolo, dieta protrattasi nei secoli.
Nel '700, i ricchi europei in viaggio in Italia (tra questi Goethe) alla scoperta di bellezze naturali ed artistiche annotavano di straccioni, lazzari o lazzaroni, antesignani degni attuali scugnizzi,  che si nutrivano per strada di un piatto di pasta lunga, che mangiavano con le mani.
Inizialmente, la pasta veniva mangiata in bianco, con appena un po' di pepe, di olio o  di formaggio. Il sugo di pomodoro arrivò dopo.


Altro simbolo forte della nostra identità è la pizza, nota per essere stata offerta durante una visita a Napoli, nel 1899, a sua maestà la regina Margherita di Savoia , moglie di Umberto I, da cui prende il nome nella più popolare e gustosa delle sue mille varianti.
Ma la pizza in realtà è ben più antica e deriva il nome dalla greca PITTA o dal turco PIDE, una focaccia in uso in tutto il bacino del Mediterraneo, fatto di farina, acqua e olio o altro grasso.

Queste specialità ci hanno fatto grandi nel mondo, sono semplici, economiche, nutrienti e gustosissime. Fanno parte della nostra storia sociale e della nostra cultura. Vanno conosciute e celebrate e non solo mangiate!!!

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...