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lunedì 14 dicembre 2020

ROMA-PECHINO-ROMA

Oggi nuova esperienza "gustativa" col pretesto di lavori a casa a Roma.

Avevo avvistato in settimana un bel ristorante cinese, molto elegante e moderno, in somma non il solito ristorante cinese economico

con roba precotta, ma un vero ristoro di tradizione culinaria cinese, il DAO a viale Jonio. 


Siamo entrati e ci hanno accolto con molto garbo, con la vera gentilezza orientale, ci hanno fatto attraversare tutte le sale arredate solidamente con gusto moderno e stilizzato ma caldo e ci hanno porto il menu e la lista del beverage  facendoci immergere in un'atmosfera molto relax con musica di sottofondo e luci soffuse. 


Ottimo e invitante il menu degustazione ma noi abbiamo preferito singoli piatti: mix di ravioli alla carne e al pesce,



pollo con anacardi

e filetti di branzino fritto in agrodolce. 

Quando avevamo finito Claudio ha voluto iniziare da capo e ha ordinato spaghetti di soia con gamberetti e involitini primavera. 

Abbiamo terminato con delicati dolcetti fritti con cuore dolce al sesamo nero. 


Ho trovato tutto molto gusto e raffinato, ben cucinato e leggero. Ho preferito i ravioli con ripieno di pesce racchiusi tutti in forme diverse, in paste varie e complesse, foglia di cristallo, al nero di seppia,  spoglia verde.

Insomma tante nuove idee per la mia cucina. 

mercoledì 18 novembre 2020

Oggi sushi
















Tutto è pronto 








Riso cotto a raffreddare nel legno



Gli attrezzi del mestiere

I miei ragazzi adorano la cucina giapponese e quindi il sushi. Spesso quando usciamo e ne abbiamo la possibilità lo mangiamo. 

I questo periodo va  molto di moda il cosiddetto all you can eat, ovvero tutto quello che puoi mangiare, che consiste nel poter chiedere di tutto, senza limiti, pagando un prezzo fisso a patto di non lasciare nulla nel piatto. Spesso si tratta di una fregatura e di cibo di cattiva qualità, ma ci sono anche locali in cui si mangia cibo giapponese di ottoma qualità, ad esempio al GINZA GOLD a Roma in via Barberini, dove anni fa Claudio ed io facemmo una cena coi fiocchi. 

Ad ogni modo, anche incentivata da un'amica ottima cuoca che sperimenta di tutto con successo, ho deciso di provare. 

Così mi sono approvvigionata dell'occorrente su internet: riso per sushi, fogli di alga Nori, tappetini per arrotolare, bacchette e aceto di riso;  poi ho comprato dei filetti filetti freschi di tonno, salmone e spada che ho messo in freezer ad abbattere per 72 ore. 

Quindi, sabato mattina, mi sono messa all'opera. 

E' stata una lunga e laboriosa preparazione. Ho messo il riso a bagno, 


l'ho sciacquato più e più volte finché l'acqua non è risultata limpida, ho tolto tutte e le impurità, poi ho messo in pentola stesso quantitativo di riso (nel mio caso 500 grammi) e di acqua, ho portato ad ebollizione, ho mescolato una sola volta e  fatto sobbollire a fuoco medio per 5 minuti, poi ho passato la fiamma e ho fatto cuocere ancora per 7 minuti. Ho spento, mescolato e  fatto riposare; poi ho rimesso di nuovo sul gas per 30 secondi e fatto raffreddare. Da parte ho preparato il condimento rappresentato da 150 grammi di aceto di riso in cui ho fatto sciogliere 38 grammi di sale e 60 di zucchero,  ho mescolato per bene e ho versato sul riso che intanto si era raffreddato in un contenitore di legno (non avendo l'arnese giapponese ad hoc ho usato una cassetta di vini ben lavata). Il contenitore di legno va fatto prima impregnare di acqua affinché non assorba l'aceto. Ho rimestato per bene finchè il riso divenuto lucido non è stato condito uniformemente. Ho fatto riposare ancora, mentre ho rivestito i tappetini di pellicola di plastica, poi ho posizionato l'alga e vi ho steso il riso compattandolo, ho disposto i vari tipi di farcitura e ho arrotolato.Insieme al pesce ho messo listelli di avocado, semi di sesamo  e semi di chia. Da ogni rotolo ho ricavato quattro pezzetti che ho tagliato con un buon coltello affilato bagnato per evitare che si attaccasse. E così ho preparato tanti California rolls. 

Intanto Claudio ha realizzato i cosidetti NIGIRI che abbiamo completato con listelle di pesce crudo.

In effetti la preparazione è complessa e richiede esperienza e manualità, ma il risultato è stato niente male. Ho guarnito con ciuffetti di formaggio spalmabile assoluto o mescolato al salmone in spuma e ho servito con  salsa di soia e wasaby, molto piccante da dosare con attenzione. 

Mamma non ha gradito!

Ne sono venuti fuori tre piatti variopinti e invitanti che abbiamo terminato fino ...all'ultimo chicco.

 Da rifare!

domenica 31 maggio 2020

CENA NIPPONICA

L'altra sera i ragazzi hanno espresso il desiderio di una cena diversa, di  cucina giapponese a base di sushi. (Il sushi  è un insieme di piatti tipici della cucina giapponese a base di riso insieme ad altri ingredienti come pescealghe noriuova o avocado. Il ripieno è crudo o in alcune varianti cotto e può essere servito appoggiato sul riso, arrotolato in una striscia di alga, disposto in rotoli di riso o inserito in una piccola tasca di tofu. Fonte Wikipedia).

Lì abbiamo volentieri accontentati. 
Ormai tutto è facile, anche in paese. A parte il fatto che portate di sushi pronte si trovano in ogni supermercato nel banco dei surgelati, abbiamo scoperto che a Isernia c'è un ristorante che effettua consegne a domicilio anche a Venafro, una volta la settimana, presso il bar Centrale.
E così i ragazzi hanno ordinato per telefono o a mezzo WhatsApp e alle 20 in punto sono andati a ritirare quattro vassoi pieni di bontà orientali, tipo i sashimi (Il sashimi è un piatto della cucina giapponese che consiste principalmente in un carpaccio di pesce o molluschi freschissimi, ma talvolta anche carne, tagliato in fettine sottilissime. Ibidem),  rotolini di riso con salmone, con tonno,  ovvero i California Roll, nati negli Stati Uniti per far accettare l'idea del pesce crudo; sono maki con avocadosurimi e cetriolo nel quale lo strato esterno di riso è cosparso di semi di sesamo tostati oppure tobiko, uova di pesce volante, di colore rosso-arancione, molto croccanti. (Ibidem), con tanto di bastoncini e bustine di salsa wasabi e salsa di soia.
Forse la pietanza principale è costituita proprio dai maki. I maki sono i classici rotolini di sushi arrotolati nell’alga nori, quella nera per intenderci. Il termine “maki” significa  arrotolare e il rotolini di sushi vengono detti maki sushi. I maki, quindi, sono dei rotolini di riso con all’interno un ripieno che può essere a base di pesce, di verdura o di frittata. Il tutto è a sua volta avvolto nell’alga nori.
nigiri sono un’altra tipologia di sushi che si differenzia dai maki per il fatto di non essere avvolti nell’alga nori, bensì il riso assume la forma di una polpetta allungata su cui poi vengono sistemate le fettine di pesce crudo. Spesso si utilizza una strisciolina di alga nori per legare il pesce al riso.Il sashimi, infine, non è considerato un tipo di sushi vero e proprio, poiché a differenza degli altri due non prevede l’utilizzo del riso. Il sashimi, infatti, sono delle fettine di pesce crudo di vario tipo, tagliate molto sottili e servite con delle salse di accompagnamento come il wasabi, salsa piccante,  e la salsa di soia, piuttosto salata. Il sashimi viene servito accompagnato con alcuni pezzi di zenzero (forse era marinato, ma comunque delizioso) che serve per pulire la bocca tra un tipo di sashimi e l’altro. (Fonte www.ricette.com).


Sushi ottimo, che i ragazzi hanno mangiato abilmente con i tipici bastoncini. Nonostante la moderata quantità,  ci siamo saziati  e abbiamo gratificato il gusto con sapori diversi e originali. La nostra  cena giapponese casalinga per 5 persone è costata, per la cronaca,  € 70,00. 
Si può fare!

martedì 12 maggio 2020

CUCINA MULTIETNICA!

"Mamma ma davvero hai fatto la tiella di Gaeta col polpo



(e qui ci va una citazione. Si sa che i bambini coniugano nuovi termini e fanno metatesi. Anni fa, quandi Claudietto era piccolo, chiese al padre che aveva un difesa in tribunale "papà, ma è un delitto polposo?", ovvviamente scoppiammo tutti a ridere e cercammo di spiegare che cosa fosse un omicidio colposo ...)?" 
"Sì, certo. Perchè?"
"Allora devi fare una cosa pure per me."
"Va bene. Che vuoi?"
"I ravioli cinesi alla piastra."



"E vabbè, ma questo è difficile. Come si fanno?".
"No, è facile, è un vuotafrigo. Usi tutto quello che hai in casa." 


Ok, ho pensato, sfida accettata. Ho letto qualcosa su internet ("e che è la tecnologia! Mo p'ess gnorant d'adda mpegnà!" dice mio marito. Vero!) e ho realizzato. 
Ho preparato subito l'impasto per il giorno dopo. Quattro fettine di arista di maiale, qualche wurstel, due uova, pane avanzato sbriciolato, sale, pepe, noce moscata, zenzero, olio di peperoncino, carota, cipolla, formaggio grattuggiato e via, tutto nel frullatore e poi in frigo. 


Al mattino ho fatto la pasta (mai fatta in vita mia) con 250 grammi di farina e 150 di acqua più un po' di sale. Poi ho tirato la sfoglia.




Complicato. Perchè la pasta era elastica e appiccicosa, ma me la sono cavata. Poi ho ricavato dei dischi con un bicchiere capovolto (38 con queste dosi), li ho riempiti di impasto e li ho chiusi alla meglio cercando di fare le varie forme viste sul web
Ho chiuso le mezzelune coi i rebbi di una forchetta e ho aspettato i miei 4 prodi eroi. 
Poi ho miscelato acqua, olio e polvere di brodo granulare. Ho messo in una padella antiaderente. Arrivato a bollore ho messo i ravioli "venafrano-cinesi", ho fatto cuocere da tutti   i lati, ho fatto evaporare e poi arrostire, ovvero dorare, abbrustolire da un lato e dall'altro. Poi ho servito ai miei uomini affamati con salsa di soia

Una bontà assoluta!"

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...