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sabato 18 gennaio 2020

NAPULE E'...

Risultati immagini per napoli panorama golfoNapoli è la città a noi più vicina, quella più facile da raggiungere, per questo mi capita spesso di andare a farci un giro. Napoli non mi delude mai, ha mille facce, mille colori come cantava Pino Daniele. C'è il quartiere bene del Vomero, il mercatino di Forcella con i suoi banchi variopinti, i venditori di tutte le etnie, gli imbrogli, i "pezzotti", le imitazioni malfatte, la zona della stazione in piazza Garibaldi, principale punto d'arrivo in città, via Roma o Toledo, in ricordo della dominazione spagnola, e i suoi negozi, Riviera di ChiaiaRisultati immagini per riviera di chiaia, Mergellina nello stesso quartiere, via Caracciolo, meravigliosa promenade sul lungomare, la collina panoramica di Posillipo, la parte più elegante di piazza dei Martiri e di via dei Mille con le sue boutiques per lo shopping d'élite, le pasticcerie, gli animati Quartieri Spagnoli, Fuorigrotta e lo Stadio SAN PAOLO, Napoli sotterranea, piazza Plebiscito, il Palazzo Reale, il San Carlo, ...





Settembre 2019 Bolle and friends
Insomma ricchezza, varietà, contrasti. E anche la gente di Napoli è speciale: umana solare aperta disponibile. Condivido appieno una massima di Nievo che definiva Napoli CAPITALE DELL'ANIMA. 

Di recente, la prima domenica di questo mese, siamo tornati a Napoli con gli amici Claudio e Maristella e abbiamo deciso di visitare il meraviglioso MUSEO ARCHEOLOGICO o MANN, approfittando anche dell'iniziativa "musei gratis". Nel museo ci sono essenzialmente tre sezioni: collezione FARNESE (reperti romani), collezione pompeniana e collezione egizia, così ricca da fare invidia al museo del Cairo o a quello di Torino.


All'ingresso un presepe napoletano artistico  molto articolato.


  Dopo la visita al Museo e alla chiesa di Santa Chiara, ci siamo persi per le viuzze del centro storico, ancora addobbate a festa. Era tutto un brulicare di persone, colori, sapori, odori, ammiccamenti, non solo visivi ma anche culinari. Abbiamo camminato per  piazzetta Nilo e lungo le vie di san Biagio dei librai e di San Gregorio Armeno coi suoi presepi. Ovunque girassimo lo sguardo squisitezze: babà alla crema o con la panna o  col cioccolato o con le fragoline di bosco o a forma di Vesuvio, sfogliatelle ricce e frolle, tarallini sugna e pepe, pizzette a portafoglio, cuoppo con frittura di mare o di terra. E poi "strilloni" che con menù o  volantini in mano invitavano già ad accomodarsi nei ristoranti, magari quelli più nascosti, per la cena, bancarelle con merce di ogni tipo, insomma uno spasso, un godimento per gli occhi e per lo spirito. 
Purtroppo non abbiamo potuto visitare il Chiostro di Santa Chiara e Napoli sotterranea perché già chiusi. 
Un buon motivo per tornare. 
Ma in compenso abbiamo mangiato una buona pizza (io con scarole e provola) e abbiamo fatto un'ultima sosta serale in piazza mercato dove ho comprato dolci per preparare le calze "della Befana" per mamma (e sì, adesso sono io a regalarla a lei!), Pietro, Ale e Claudio Maria.





lunedì 23 settembre 2019

RIFLESSIONI

Un recente episodio di vita quotidiana mi ha fatto riflettere sulle differenze tra le persone in base alla provenienza geografica. 
Ho acquistato dei mobili da una nota ditta presente su tutto il territorio nazionale. Mi è già capitato altre volte quest'anno.
In passato erano venuti a montare il mobilio degli operai rumeni: giovani, stranieri, inclini a fare quale lavoretto extra in cambio di una mancia ma timorosi di denunce, guai e licenziamento. 
L'ultima volta invece, a Roma, ho ricevuto due squadre di operai, quattro in tutto, napoletani o perlomeno dall'accento campano. Aperti, simpatici, disponibili, scherzosi e rumorosi, insomma i soliti "champagnoni", quelli che io preferisco, forse perché più simili a  me. Questi, senza farsi troppo pregare, hanno accettato di mettere i bastoni delle tende, le tende stesse, un'applique in una stanza, hanno effettuato un collegamento elettrico per una lavasciuga, ... e avrebbero continuato così se non fossero stati richiamati all'ordine in maniera perentoria dal preposto della ditta datrice di lavoro. Evidentemente l'azienda conosce il tempo necessario per montare una camera piuttosto che una cucina e li richiama all'ordine onde evitare che perdano tempo o lavorino per se stessi appunto. 
Comunque in Italia fatta la legge, trovato l'inganno e in una situazione del genere accade più o meno la stessa cosa: date le regole, si trova il modo di sovvertirle a proprio comodo. 
Ovviamente ho offerto loro caffè al mattino, pizze, acqua e birra a pranzo, taralli e acqua fresca a merenda e ... una mancia. 
Il giorno successivo la stessa ditta mi ha mandato idraulico ed elettricista, questa volta dall'accento romano. Ho cercato anche in questo caso di "corrompere" l'operaio e di far completare alcuni lavori non previsti in contratto ma stavolta il tizio è stato perentorio: "E no signò, e se poi ce stà quarcosa che non va? Lei richiama e a me me licenziano!"
Chi ha ragione, chi s'è fidato o chi è rigoroso? Chi osa chiedere come me o chi si attiene rigidamente a quanto previsto?
Io non lo so, di certo però il mondo è bello perché vario!

E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...