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Visualizzazione post con etichetta narcisista patologico. Mostra tutti i post
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giovedì 30 maggio 2024

Vittime e narcisisti

 «I narcisisti possono farti innamorare di loro così fortemente che potresti persino sentire di rinunciare a una parte della tua vita quando la relazione è finita, perché sono così bravi a diventare il centro del tuo universo mentre stai con loro». 

Judith Orloff, psichiatra.

domenica 10 dicembre 2023

ECO E NARCISO

 Giornata casalinga di riflessioni e scrittura e molto altro. 

E' iniziata presto, perché alla mi età non si dorme più come prima, più come si vorrebbe.

Sono scesa giù in cucina e mi sono preparata la solta parca colazione, nessuna concessione alla domenica e alle calorie di troppo. Poi sono tornata nella tana e ho letto e scritto, ho guardato la tv e ho tracciato il canovaccio per il prossimo romanzo, Non solo botte. Un libro sul tema dei rapporti tossici, della violenza insolente sulle donne, sulla dipendenza affettiva e sugli uomini che attirano le donne fragili. 

Riuscirò a scriverlo, a terminarlo? Non lo so, scrivere è difficile ed è innanzi tutto una fatica, materiale e psicologica, un travaglio e un parto. Non è così scontato. 

Poi sono scesa di nuovo per pranzo. In realtà se n'è occupato Claudio, per fortuna, dalla spesa alla preparazione di un bel piatto di pappardelle ai funghi porcini. 

Siamo soli, noi due. I ragazzi sono via. 

In questi giorni il pensiero è andato all'inizio della nostra storia, nient'affatto lineare, non come sembra. 

Il 4 dicembre di trenta anni fa partimmo per un viaggio a Londra e lì iniziò tutto. Avvistamento, valutazione, avvicinamento, corteggiamento, fidanzamento e via. Innamoramento, passione, alti e bassi, il concorso, il matrimonio, la casa, i tre figli, le nostre famiglie, così diverse, le litigate, le riappacificazioni, i viaggi, gli acquisti, i figli impegnativi e sempre più grandi, i problemi di salute, i lutti, il lavoro che poteva essere insieme e insieme non è stato. Tutto il mondo che gira attorno e noi, nostro malgrado, malfermi, ma al centro, asse inclinato di un'esistenza che gira e che è andata avanti ben oltre la metà del cammino. 

Dopo il pranzo, Domenica in, un programma che mi distende. E poi un funerale, triste, prematuro. Uno di noi, uno che poteva essere noi. 

Una comunità che si stringe in lacrime sotto le ciminiere, ancora una volta...

Son tornata e con la compagnia di cane  e  gatto ho finito una borsa all'uncinetto per un'amica cara, una che se la merita, una persona disponibile, presente, rara. 




Poi ho ascoltato su YouTube un video intero e lungo di Massimo Borgioni, uno psicoterapeuta che la sa lunga. Bravissimo.


Un intervento magnifico, illuminante, magistrale. Eco e Narciso, un mito utile per il libro che mi accingo a scrivere. 

E poi ho visto Il diario di Bridget Jones, un film cult sullo stesso tema, un narcisista patologico e una dipendente affettiva.


Per scrivere bisogna documentarsi. Anche per vivere, per comprendere, per fare autoterapia. 

E poi la cena, un bicchiere di vino rosso, il cane, il gatto,
diversamente e parimenti affettuosi, la televisione, una sigaretta, il mio blog, la mia scrittura. Sempre. 

Perché Eco si perde quando svende il suo talento e lo abbandona. Io non voglio farlo, per quanto possa apparire tardi, in primis a me, voglio coltivare la mia vocazione, nutrire il mio talento, riscattarmi, aver fiducia, essere forte, avere la mia narrazione, la mia voce, che non sia solo un'eco. 

Tra Eco e Narciso


chi è più dipendente, chi più Narciso? Se fosse esattamente il contrario? Vedremo...

sabato 9 dicembre 2023

Perché tanta violenza


Normalmente sono le donne a subire violenza, più frequentemente, violenza fisica e psicologica. Perché? 

Me lo sono chiesto in questi giorni di commemorazioni, di cronache feroci, di giornate dedicate.

Talvolta la violenza di genere arriva ad uccidere, creando un male irreparabile, tal altra ferisce, indebolisce, esaspera tenendo in vita.

Accade per un intrecciarsi di motivi culturali e biologici. Ed è dato di fatto. Il contrario non accade, se non di rado.

Eppure le donne sentono sin da subito che qualcosa non va, ma non riescono a sottrarsi. Quando cadono in rapporti malati, tossici, apparentemente entusiasmanti e risolutivi di un'intera esistenza, percepiscono fastidio, disappunto, pericolo. Hanno dubbi. Tuttavia restano avvinte perché si creano dinamiche perverse di 'bastone e carota', anzi di carota e bastone. Corteggiamenti, dolcezze, regali, complimenti, gentilezze, brividi, promesse che illudono, parole che fanno sentire speciali. Sono fittizie, forse inconsapevolmente. 

Son cose che attecchiscono su donne fragili, provate, indecise, dipendenti affettive. 

La dipendenza affettiva è generata da traumi familiari, da rapporti contorti, dalla morte di uno dei genitori in età tenera, da genitori assenti o disattenti o discontinui, o ancora da genitori molto presenti ma richiedenti, da una mamma o un papà che amano a condizione di... essere una brava bambina, di andar bene a scuola, di divenire questo o quello. Quando una donna così psicologicamente compromessa incontra un uomo apparentemente sicuro e risolto, brillante e simpatico, si innamora. Quell'uomo promette, anche senza parlare, di colmare tutte le sue lacune e di renderla felice.

Ma lui in fondo è altrettanto insicuro, ha una pessima immagine interiore di sé e ha scelto la persona più vulnerabile e adatta a scaldare le sue incertezze. Dopo la prima fase, quella corteggiamenti, dell'innamoramento, vorrà dominarla, la sminuirà, cercherà di costringerla a fare cose non volute, sarà geloso, farà proibizioni, le imporrà i suoi comportamenti, la trascurerà, la lascerà sola incurante di tutta la sofferenza che potrà causare perché un uomo così fondamentalmente non è empatico, non riesce ad immedesimarsi nello stato d'animo altrui. 

Quando la vittima comprenderà, proverà ancora più dolore, tenterà di staccarsi ma incontrerà enormi difficoltà. Ci saranno altri e bassi. Lui proverà a trattenerla fino alle estreme conseguenze. Nel caso apparentemente meno grave, della violenza psicologica, i confini sono molto meno netti e la presa di coscienza  più difficile. Anche perché momenti di svalutazione e aggressione verbale si alterneranno a fasi di riavvicinamento e cura. La donna dipendente affettivamente è la vittima perfetta, perché le fasi positive agiranno come una droga, come una dose che crea felicità e appagamento.

Difficile prendere coscienza, ancor più decidere di chiudere, allontanarsi e farcela. 

Talvolta però è lui che chiude, non solo con un gesto drammatico, ma con l'abbandono. Accade quando il maschio, probabilmente affetto da narcisismo psicologico, sentendosi scoperto, dopo tanti confronti e dolorose liti, preferisce andar via. Lei infatti non gli rifornisce più la linfa vitale, emotiva; inoltre, è stato smascherato e non ci sta ad essere visto da nessuno per quello che è. Quello che è ma che lui in realtà non vede. Lei fungerebbe da specchio. Visione insopportabile. Troppo pesante da accettare. Ha costruito la sua vita e la sua personalità sulla menzogna di essere forte, capace, brillante. 

Questa mia è solo una riflessione,una ricerca di spiegazioni, è il frutto delle mie letture, della mia curiosità. 

È certo però che se si sente di essere in difficoltà bisogna chiedere aiuto, non solo a familiari e amici, che renderanno a minimizzare, ma a specialisti che possono aiutare a oggettivare i dubbi e a fornire strumenti adeguati per fuggire via e dare una svolta alla propria vita. 


E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...