LIFE STYLE BENESSEREBELLESSERE AVVOCATOAMICO VIAGGI CUCINA MAMMA+FIGLI SCRITTURA LIBRIITALIAN STYLE

Visualizzazione post con etichetta GIORNALISMO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GIORNALISMO. Mostra tutti i post

giovedì 10 giugno 2021

13 ESAMI DI MATURITA' 2021

 

COVID ED ESAMI DI MATURITA’

 

In tempo di Covid, benché arginato dall’intensa campagna vaccinale, tutto cambia, tutto si adatta, anche gli esami di maturità.

Quest’anno l’esame più importante della vita prenderà il via il 16 giugno.

Il Ministero dell'Istruzione ha sostituito le due prove scritte stabilite in base all’indirizzo di studio (greco e latino per il liceo classico, matematica e fisica per lo scientifico, scienze umane per il liceo omonimo e così via) con un colloquio unico a tutto campo che durerà circa un'ora e sarà articolato in quattro fasi.

La commissione sarà interna ad eccezione del presidente, unico membro esterno.

Il colloquio, detto anche maxi orale, sarà valutato fino a 40 punti, i restanti 60 deriveranno invece dai crediti del triennio e dal voto di ammissione.

La prova orale sarà caratterizzata dalla presentazione di un elaborato sulle discipline d'indirizzo e su  un argomento concordato che sarà assegnato dai docenti.

L'argomento dell'elaborato è stato già assegnato dai professori entro il 30 aprile e gli studenti lo hanno consegnato entro il 31 maggio. 

L’elaborato potrà avere la forma più varia, in modo da tenere conto della specificità dei diversi indirizzi di studio, della progettualità delle istituzioni scolastiche e delle caratteristiche dello studente in modo da valorizzare le peculiarità e il percorso personalizzato compiuto. Le materie oggetto dell'elaborato sono state invece pubblicate il 4 marzo. Il consiglio di classe inoltre ha indicato un docente come tutor nella redazione degli elaborati.

Ci sarà inoltre la lettura, la comprensione e la discussione di un breve testo, già oggetto di studio durante l’anno scolastico che termina domani, nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana.

L'ammissione sarà valutata dal consiglio di classe e la partecipazione alle cosiddette prove Invalsi e il completamento delle ore di PCTO non saranno requisiti obbligatori.

Quest'anno debutta anche il curriculum dello studente, importante documento che viene allegato al diploma, che certifica le competenze degli studenti e le esperienze legati ad attività extradidattiche. Intanto la maggior parte dei ragazzi ha ricevuto una prima dose di vaccino allo scopo di svolgere gli esami in sicurezza.

Tuttavia il personale scolastico e i ragazzi dovranno usare mascherine di tipo chirurgico e tra i candidati e i membri della commissione ci dovranno essere minimo due metri di distanza.

Sono previsti anche esami in videoconferenza  nel caso in cui le condizioni epidemiologiche lo impongano, in casi di fragilità, nel caso in cui lo studente fosse in quarantena o dove la  scuola non riesca a garantire il rispetto delle misure di sicurezza. 

lunedì 10 maggio 2021

ARTICOLO 11

 

CULTURA  Pubblicato il concorso letterario “E IO SCRIVO… under30”

È stato appena pubblicato un nuovo interessante concorso letterario "E io scrivo... under30". Si tratta della prima edizione di un concorso per narrativa inedita che ha un'unica sezione: romanzi a tema libero.

La prova è riservata  ai giovani autori nati dopo il primo gennaio 1991.

Le iscrizioni sono appena state aperte e scadono il 31 ottobre; i risultati del premio saranno resi pubblici il 31 dicembre. Tutte le opere dovranno  essere spedite in formato elettronico e dovranno rispettare limiti di lunghezza,  minimo 110.000 battute, massimo 350.000 battute. La quota d'iscrizione è fissata in 15 euro.

L'organizzatrice è la casa editrice Swan Book, che forse prende il nome dall’eroe proustiano. La commissione giudicatrice sarà composta da scrittori, critici, letterari ed d’arte, da artisti e giornalisti che esamineranno gli elaborati, valuteranno e individueranno i lavori migliori.

Il premio consisterà nella pubblicazione dell'opera vincitrice ad opera della casa editrice organizzatrice, dunque un'occasione ghiotta per i più giovani che amano scrivere e vogliono essere mettersi alla prova.

 

Venafro, 4 maggio 2021

domenica 9 maggio 2021

ARTICOLO 9

Campobasso L'Università degli Studi del Molise si fregia di nuove nomine accademiche 

Cultura  Ambìto riconoscimento per tre professori della Università Molisana 


L'Accademia dei Georgofili, tristemente famosa per l’attentato che si verificò nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, è un'istituzione storica con sede a Firenze, riconosciuta a livello internazionale. L’Istituto “fu fondato a Firenze nel 1753 per iniziativa di Ubaldo Montelatici, Canonico Lateranense, allo scopo di «far continue e ben regolate sperienze, ed osservazioni, per condurre a perfezione l’Arte tanto giovevole della toscana coltivazione». Il Governo Granducale Lorenese le conferì presto carattere di Istituzione pubblica (prima nel mondo), affidandole importanti incarichi. Con l’Unità d’Italia, l’Accademia dei Georgofili, che già di fatto aveva una dimensione extra-toscana, divenne anche formalmente nazionale. Nel 1897 fu riconosciuta come Istituzione Statale. Nel 1932 fu eretta in “Ente morale” e, sempre nello stesso anno, ottenne la concessione in uso gratuito dell’attuale sede demaniale. L’Accademia dei Georgofili è al mondo la più antica Istituzione del genere ad occuparsi di agricoltura, ambiente, alimenti, e promuove il progresso delle conoscenze, lo sviluppo delle attività tecnico economiche e la crescita sociale. Adeguando ai tempi organizzazione, metodologia e strumenti di lavoro, ha sempre mantenuto il proprio ruolo e gli obiettivi enunciati con l’atto costitutivo.”

Ebbene, tre professori dell’Università del Molise sono stati insigni dell’ambito e prestigioso titolo accademico di Georgofilo, riconoscimento della loro attività di studio, ricerca e insegnamento. Si tratta di Emanuele Marconi, ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari presso il Dipartimento di Agricoltura Ambiente e Alimenti; Marco Marchetti, ordinario di Assestamento Forestale e Selvicoltura presso il Dipartimento di Bioscienze e Territorio e Romano Pazzagli, associato di Storia Moderna e di storia del Territorio e dell'Ambiente sempre presso il Dipartimento di Bioscienze e Territorio.

Un onore, oltre che personale e di ateneo, anche per i cittadini molisani che possono fregiarsi di avere presso l’Università Regionale alte personalità culturali. 

Ai professori, dunque, i migliori auguri della nostra redazione per il riconoscimento ottenuto e il prosieguo dell’attività accademica. 

Venafro, 30 aprile 2021 

Giuditta Di Cristinzi


sabato 8 maggio 2021

ARTICOLO 10

 

POLITICA  CASELLATI E 124 VOLI DI STATO

VOLI BLU DOPO LE AUTO ANCHE I VOLI ALLA RIBALTA

Simone Mori on Twitter: "Il presidente del Senato più incapace, più  spocchioso, più inutile della storia. Prendere poi 124 volte un aereo di  stato nell'epoca #Covid è un cazzotto in faccia alla

Qualche giorno fa è stata divulgata dal quotidiano La Repubblica un'indagine fatta sui voli di Stato di cui avrebbe usufruito la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati.  La Alberti è nata a Rovigo nel 1946 da genitori calabresi, ha studiato giurisprudenza e diritto canonico, è stata ricercatrice universitaria presso l'Università di Padova, ha esercitato la professione di avvocato matrimonialista ed è la prima donna a ricoprire la seconda carica dello stato. Da decenni in politica, ha aderito da subito a Forza Italia.

Ebbene, sembra che la presidentessa nell’ultimo anno abbia utilizzato il Falcon 900 dell'Aeronautica, 31esimo stormo di Ciampino, ben 124 volte, 97 per voli di andata andata e ritorno Roma-Venezia (la Casellati abita con la famiglia a Padova) e sei  voli Roma-Alghero nel periodo estivo. Sembra infatti che ella abbia trascorso le vacanze in Sardegna.

In realtà vi sono delle regole ben precise sui voli di Stato, declinate dal decreto-legge n 98/2011. I cosiddetti aerei blu possono essere utilizzati solo dal capo dello Stato, dai presidenti di Camera e Senato, dal premier e dal Presidente della Corte Costituzionale, dunque da altissime personalità in casi particolari. Le eccezioni devono essere autorizzate per comprovate imprevedibili e urgenti esigenze di trasferimento e per  l'impossibilità di utilizzare voli di linea.

I voli di Stato sono pubblicati sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri e per motivi di trasparenza tutti possono conoscere del servizio dei voli di Stato  che non sono ammessi per le tratte sulle quali è possibile il trasporto ferroviario. Quando sono stati pubblicati gli esiti di questa inchiesta da più parti, soprattutto dai  5 Stelle e da esponenti di sinistra, sono state chieste delle spiegazioni, che a tutt'oggi Maria Elisabetta Alberti Casellati non ha fatto pervenire.

Il tema delle auto blu è stato spesso oggetto di discussione politica e di critica da parte di giornali e cittadini. I privilegi di pochi ripugnano alla coscienza collettiva, si sa, particolarmente in periodi complessi  come quello che viviamo.

Chi ci governa dovrebbe esercitare le proprie funzioni con sobrietà,  cercare di dare l'esempio e contenere le spese. Pare invece che  i voli di Stato della signora Casellati, forse adottati per evitare contatti e contagio o solo per comodità, siano costati agli italiani in un anno circa 1.000.000 di euro. Nell’anno in cui, a causa della pandemia sono fortemente aumentati i disoccupati ed è diminuito il PIL.

 

 

Venafro, 4 maggio 2021

giovedì 6 maggio 2021

ARTICOLO 8

 

 

ISERNIA  Annunciata la personale di pittura dell’artista belga Paul Yves Poumay

ARTE  Lo Spazio Arte Petrecca ospiterà per tre settimane presso i suoi locali nel  capoluogo isernino un’interessate mostra iconografica dal titolo programmatico ART FOR CHANGE  

Un comunicato stampa della galleria ha diffuso la notizia di una mostra pittorica, curata da Carmen D’Antonino e Martina Scavone, che sarà aperta l’8 maggio e terminerà il 29 successivo presso la sede isernina di Corso Marcelli.

 

Il comunicato è integrato da una nota esplicativa della storica dell’arte, Martina Scavone che scrive “L’Arte per il Cambiamento (Art for Change) è l’arte del futuro, un’arte che si impegna attivamente nel sociale per combattere le ingiustizie e portare un rinnovamento capillare. Il sistema è in gran parte corrotto e spesso questo aspetto, anziché esser denunciato, viene insabbiato per lasciare l’immoralità e la degenerazione libere di prosperare. Ma l’arte è un linguaggio libero e, in quanto tale, può permettersi il lusso di portare alla luce tematiche anche molto complesse e che dividono l’opinione pubblica.  La denuncia di Poumay nei confronti della società contemporanea non fa alcuna eccezione e gli effetti della dilagante frenesia consumistica sono all’origine delle opere che compongono la prima sezione della mostra, testimonianza di come il capitalismo non debba essere considerato quale un modello al quale continuare a ispirarsi negli anni a venire.”

Un’opera impegnata dunque, che pone l’accento sui mali della società moderna, dalla distruzione delle  foreste al traffico dei migranti.

 

Ma l’artista belga va oltre e mette su tela anche il meglio del genere umano, gli aneliti degli uomini onesti e della brava gente comune, in tele come Ricostruzione.

“Osservare le opere di Paul-Yves Poumay significa immergersi nella realtà, studiandone attentamente ogni singolo tassello: la società contemporanea, il degrado ambientale, l’aspetto finanziario, la musica, il cinema, la letteratura e la politica.  Siamo di fronte all’arte del futuro e si può notare con quanta maestria l’artista assorbe tutto come una spugna, traspone nei suoi lavori ciò che vede attorno a lui, ciò che la vita gli racconta e che lui stesso, a sua volta, in un rapporto osmotico, riporta sulla tela e nelle sculture con abile dinamismo. Le sue opere, tuttavia, non sono un semplice specchio che riflette un'immagine vuota come fanno le vetrine dei grandi negozi, ma, drammaticamente, trasmettono ben altro: l’essenza dell’essere umano”, commenta la curatrice e storica dell’arte D’Antonino.

                                                                                    

Il padron della manifestazione, direttore artistico dello SPAZIO ARTE, Gennaro Petrecca, osserva che Poumay  “rappresenta l’incarnazione dell'artista contemporaneo nella dimensione in cui il contemporaneo racchiude i sommovimenti dell'anima e le inquietudini del tempo presente. È un artista poliedrico in perfetto equilibrio tra pittura e scultura la cui sintesi concettuale è di notevole impatto, è un artista del “segno” inteso come rappresentazione di sé e di altro da sé, del proprio vissuto e del visibile, del detto e del non detto, segno rappreso in un grumo di materia piuttosto che in una linea che nella sua apparente semplicità declina molteplici suggestioni.”

 

Dunque un pittore  importante, definito artista primitivo contemporaneo, libero e provocatore, attento ai mali del mondo ma ottimista, utopista indignato, istintivo, autodidatta, espressionista, nato in Belgio nel “69,  si è dedicato inizialmente alla fotografia, formatosi all’Académie, autore di molte opere e vincitore di svariati premi, Paul Yves Poumay è un autore contemporaneo da seguire.

Paul Yves Poumay______________________________________________________________________________

 

Dunque una bella occasione quella di vedere le sue opere presso lo SPAZIO ARTE PETRECCA di Isernia (Tel: 345 506 8036) dall’8 al 29 maggio, possibilmente con prenotazione e nel rispetto delle norme anti Covid.

 

domenica 2 maggio 2021

ARTICOLO 6

 

POLITICA Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza consegnato alla Camera

GOVERNO Una pioggia di miliardi per rinnovare l’ITALIA

Ieri 25 aprile, 76° anniversario della Liberazione, il Governo ha trasmesso al Parlamento il cosiddetto PNRR, ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che si inserisce nel programma Next Generation EU, un insieme di provvedimenti per complessivi 750 miliardi che l’Unione Europea Unione Europea - Infoparlamento ha disposto di stanziare per far fronte alla crisi determinata dalla pandemia da Coronavirus.

Ingenti gli importi destinati all’Italia, uno dei paesi più colpiti.

Il Piano illustrato oggi in Parlamento da Draghi, accolto da molti applausi, prevede riforme che dovrebbero modernizzare l’Italia secondo una rigida tabella di marcia già segnata.

Gli  ambiti interessati sono quelli Pubblica Amministrazione, della Giustizia, della Semplificazione normativa e della Concorrenza.

Il Piano, secondo una nota diffusa dal Governo “ha come principali beneficiari le donne, i giovani e il Mezzogiorno e contribuisce in modo sostanziale a favorire l’inclusione sociale e a ridurre i divari territoriali.
Nel complesso, il 27 per cento del Piano è dedicato alla digitalizzazione, il 40 per cento agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, e più del 10 per cento alla coesione sociale. Il Piano si organizza lungo sei missioni.”

La prima missione ha riferimento a “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”, la seconda è relativa a Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, la terza è a sostegno delle  Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, la quarta si occupa di “Istruzione e Ricerca”, la quinta è dedicata a “Inclusione e Coesione”, quindi è mirata a potenziare lo sviluppo dei centri per l’impiego e l’imprenditorialità femminile, la sesta denominata semplicemente “Salute”, ha l’intento di potenziare la prevenzione e  i servizi sanitari sull’intero territorio della Repubblica, affinché, si spera, non possa più accadere in futuro quello che è accaduto con il diffondersi della pandemia attuale che ci ha trovato indifesi e impreparati. Pioggia Di Soldi - Fotografie stock e altre immagini di Banconota - iStock

Insomma un piano poderoso, completo  e ambizioso che mira a modernizzare il Paese.

Particolarmente interessante il programma di riforma del mondo della giustizia attraverso l’assunzione di nuovo personale che possa integrare l’ “Ufficio del Processo” e rendere finalmente più competitivo il Paese con la velocizzazione dei processi.


Il Governo prevede che grazie alle misure da adottare sin dal “2026 il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto allo scenario di base. Nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale (2024-2026), l’occupazione sarà più alta di 3,2 punti percentuali. Il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno su 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, per una quota dunque del 40 per cento.”
Insomma ottimi auspici.

Se tutto quello che viene programmato nel piano potesse davvero essere realizzato nei tempi previsti, se i partiti consentiranno la stabilità politica necessaria per attuare i progetti delineati, potremmo davvero dire che non tutti i mali vengono per nuocere o, almeno, non solo.

Venafro, 26 aprile 2021

                                                                                              GDC

 

sabato 1 maggio 2021

ARTICOLO 4

 

CULTURA Finchè il caffè è caldo …si può tornare indietro

VIAGGI NEL TEMPO nell’interessante libro del giapponese Toshikazu Kawaguchi

Ho appena finito di leggere FINCHE’ IL CAFFE’ E’ CALDO del narratore Toshikazu Kawaguchi  che, con un grande sforzo di fantasia o forse interpretando un recondito desiderio di noi tutti, immagina che in particolari condizioni sia possibile viaggiare nel tempo.

Tutto accade in un particolare caffè di Tokio gestito da un omone buono, Nagare, e dalla moglie Kei, con l’aiuto di una imperturbabile collaboratrice  di nome  Kazu, che ha il compito di versare un particolarissimo caffè.

L’atmosfera del bar è rarefatta, le pareti hanno il colore del tempo, gli avventori sono conoscenti e abitué. Ma ogni tanto fa ingresso nel locale qualcuno che per un motivo particolare, un rimpianto, un rimorso, un dubbio, vuole tornare indietro nel tempo, a un momento ben preciso, per incontrare una persona in particolare e rivivere una situazione determinante della sua vita.

La possibilità di tornare indietro fluisce in una rigida cerimonia con regole e restrizioni, la principale: nonostante tutto il futuro non potrà cambiare. Tuttavia tornare indietro, con la consapevolezza del domani, aiuterà a comprendere e ad avere un atteggiamento diverso nei confronti di chi si ama, un fidanzato, un figlio, una sorella, un marito e a dire le persone giuste. La magia permette anche di viaggiare nel futuro e di scorgere quello che accadrà.

Il libro del  giapponese, pubblicato nel 2015, ha scalato le classifiche e ha venduto oltre un milione di copie, forse perché fa viaggiare, oltre che nel tempo, con la fantasia a quello che si vorrebbe, a quello che avremmo potuto fare, attraversando i  dubbi e i desideri di ciascuno di noi. La  prosa di Kawaguchi è pulita, semplice e asciutta e tiene attaccati al libro fino alla 177ema e ultima pagina.

Il romanzo ha avuto grande successo mondiale tanto che ha avuto un seguito nel 2020,  parimenti graditissimo, in BASTA UN CAFFE’ PER ESSERE FELICI.

Peccato che questo speciale caffè che fa viaggiare in avanti e indietro nel tempo non ci sia, ma è lo spunto per una riflessione su come utilizzare la nostra preziosa e irripetibile esistenza.

Venafro, 25 aprile 2021

                                                                                     Giuditta Di Cristinzi

venerdì 30 aprile 2021

ARTICOLO 7

 

Isernia     Pubblicato dal noto poeta Antonio Vanni il dodicesimo libro

Cultura    Dimenticato, una raccolta di poesie per sognare e riflettere

Transiti Poetici: Il "Plasmodio" di Antonio Vanni

Il noto poeta isernino Antonio Vanni, classe 1965, ha dato alle stampe per i tipi della casa editrice cosentina Macabor di Bonifacio Vincenzi il suo undicesimo libro di poesie, il dodicesimo considerando anche la prosa di una silloge di racconti.

La raccolta ha un unico filo conduttore, il mondo visto da un fanciullo che si chiama appunto Dimenticato che cade da una stella e corre nel mondo, invisibile a tutti se non ad una leggera crisalide che cerca di toccarlo senza riuscirvi mai, forse la rappresentazione romantica dell’innocenza non percepibile da tutti.

La pubblicazione fa parte di una collana dedicata esclusivamente alla poesia denominata Le Stelle di Macabor 2.

Molto curata la veste tipografica, ispirati come sempre i contenuti di uno dei massimi poeti molisani. Antonio dipinge con tocco delicato e leggero, ma emotivamente penetrante, le pieghe dell’animo umano e rimanda a un’immagine eterna.

Il testo giunge dopo Plasmodio e Iridio ed è la conferma di una vena poetica unica e inesauribile, che dalla prima pubblicazione del 1984, caratterizza non solo l’espressione privilegiata di Antonio ma il suo vero sentire.

L’autore, raggiunto telefonicamente, ha spiegato di aver elaborato il testo negli ultimi cinque anni e di averlo scritto negli ultimi difficili mesi del lockdown, come d’abitudine, con un tratto leggero di matita, disteso nella sua intimità domestica.

Un ulteriore originale contributo di Antonio alla poesia, che aiuta a vivere e a sognare.  

Dimenticato - Antonio Vanni - Libro - Mondadori Store

Venafro, 27 aprile 2021

                                                                                     GiudittaDiCristinzi

giovedì 29 aprile 2021

ARTICOLO 5

 

ITALIA  Illustrato dal Presidente del Consiglio alla Camera il PNRR

26 aprile DRAGHI: SE CRESCE IL SUD CRESCE L’ITALIA

Applauditissimo durante il discorso alla Camera dei Deputati il Presidente del Consiglio Draghi, che ha riferito a Montecitorio sul Recovery plan prima della trasmissione alla Commissione Europea entro il 30 aprile.

Il casus belli agitato da Renzi, causa ufficiale della caduta del secondo Governo Conte, è arrivato in Parlamento. Il Presidente Draghi ha confezionato il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza e prima di consegnarlo in Europa, ove non ha mancato di svolgere manovre preliminari, come la telefonata con Ursula von der Leyen,  per aggiudicarsene l’accoglimento, ne ha parlato alla Camera dei Deputati in un discorso breve (ore 16.30-17.00) quanto efficace, sintetico e ispirato.

Tale è apparso infatti ex uomo delle banche, guardato finora con diffidenza da più parti e oggi applaudito ad ogni passo, applausi per cui a ringraziato garbatamente ogni volta, in omaggio a un fair play forse acquisito ai tavoli internazionali.

Il presidente si è riferito a De Gasperi, «A noi onere e onore di preparare l'Italia di domani», padre della patria che implicitamente promette di emulare nelle intenzioni di ricostruzione e rilancio di un Paese disastrato dalla pandemia.

Ha avuto un aperto pensiero verso tutti quelli che “per il bene di tutti e per limitare il diffondersi del contagio” hanno chiuso attività che forse non riapriranno o hanno perso il lavoro.

Promesse misure concrete in particolare in favore di alcune categorie di cittadini, i più deboli: le donne, i giovani, le famiglie; della digitalizzazione; del rispetto dell’ambiente; della riforma della giustizia e dell’informatizzazione del processo.

Ad ogni modo una potenza di fuoco quella che ci verrà dall’Europa e che il capo dell’Esecutivo si prefigge di spendere come si deve. "Sarà da 248 miliardi. In ballo il destino del Paese, no a miopi visioni di parte".

Il premier, Mario Draghi (ansa)

 

"Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr sia solo un insieme di progetti, tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi e scadenze. Metteteci dentro le vite degli italiani, le attese di chi ha sofferto la pandemia, l'aspirazione delle famiglie, le giuste rivendicazioni di chi non ha un lavoro o di chi ha dovuto chiudere la propria attività, l'ansia dei territori svantaggiati, la consapevolezza che l'ambiente va tutelato. Nell'insieme dei programmi c'è il destino del Paese, la sua credibilità".  

Insomma Palazzo Chigi  vuole "consegnare alle nuove generazioni un paese più moderno… Sia chiaro che, nel realizzare i progetti, ritardi, inefficienze, miopi visioni di parte anteposte al bene comune peseranno direttamente sulle nostre vite. Soprattutto su quelle dei cittadini più deboli e sui nostri figli e nipoti. E forse non vi sarà più il tempo per porvi rimedio".

Il discorso di Draghi non è stato seguito sono in Italia ma anche all’estero, ove sono preoccupati forse quanto noi della salute economica e finanziaria del Bel Paese. Già diffusi a mezzo stampa telematica i primi commenti. In particolare il Financial Times,  quotidiano finanziario inglese, elogia il  premier italiano per aver  restituito credibilità a un Paese definito inadempiente se non addirittura "delinquente". Apprezzamento sgradito quanto ingiusto che speriamo di smentire presto facendo buon uso dei fondi, tutti, non solo i politici, gli imprenditori, la classe dirigente del Paese, ma tutti i cittadini.

Venafro, 26 aprile 2021

                                                                                               GDC

 

 

lunedì 26 aprile 2021

ARTICOLO N. 1

 

CORONAVIRUS  Indetto il concorso letterario “LA MIA VITA AI TEMPI DEL COVID”

 

La pandemia che ha cambiato la nostra vita oggi diviene oggetto di riflessione e scrittura

 

Le Associazioni “DIRITTI DI CITTADINANZA DEL LAGO”, che da tempo si occupa di solidarietà, difesa dei diritti dei più deboli e valorizzazione del territorio,  e “TERRA TRICOLORE”, agenzia di media marketing, hanno indetto un interessante concorso letterario a livello nazionale per componimenti poetici e racconti brevi dal titolo  “LA MIA VITA AL TEMPO DEL COVID”.

La pandemia ci ha cambiato completamente la vita; ha cambiato quella dei ragazzi che hanno dovuto adattarsi all’esperienza scolastica della DAD; ha cambiato la vita dei più anziani e fragili costretti a vivere quasi rinchiusi per evitare contatti e possibilità di contagi; ha modificato la vita sociale e di relazione di tutti noi; ha imposto lo smart working; ha causato crisi economica e talvolta la perdita del lavoro.

La paura, le ristrettezze, le riflessioni, le difficoltà materiali e psicologiche possono essere esorcizzate ed espresse con la scrittura di un saggio breve o di una poesia. Per questo le associazioni viterbesi hanno lanciato questa bella iniziativa, rivolta a tutti ma particolarmente i ragazzi. Il concorso individua due selezioni, GREEN per i più giovani e OPEN per tutti.

Il concorso è on line. Per partecipare bisogna mandare entro il 31 maggio a mezzo mail il proprio elaborato al seguente indirizzo concorso.covid@gmail.com, pagando una piccola quota di adesione. All’esito i vincitori saranno pubblicati in un’antologia.

 

Venafro, 22 aprile 2021

                                                                                   LA REDAZIONE

 

 

GIORNALISMO

Ogni scusa è buona per ... scrivere. 

Questa mi mancava, ma ho pensato di scrivere per un giornale e cercare di acquisire il tesserino di giornalista pubblicista. 

Ne ho parlato con il presidente del locale consiglio dell'ordine che gentilmente mi ha spiegato come fare e ho chiesto al direttore di Molise Network, l'amico Marco Valentino, di collaborare. 

Scriverò articoli di varia natura, dalla cronaca alla politica, dalla cultura all'attualità cercando di essere limpida e sincera, di approfondire le notizie e di non dare solo la mia opinione, pericolo sempre in agguato. Vedremo...

Intanto ho già iniziato di gran carriera e ho scritto i miei primi cinque articoli che pubblicherò anche qui nel blog dopo la pubblicazione sul giornale.  

mercoledì 28 novembre 2018

LE MIE INTERVISTE

L’INTERVISTA
di Giuditta Di Cristinzi

Oggi è nostro gradito ospite Roberto Ippolito, classe “51, scrittore e giornalista, autore di svariati best seller come
Evasori e Il Bel Paese maltratto pubblicati da Bompiani seguiti dagli ultimi tre libri con Chiarelettere, nell’ordine Ignoranti, Abusivi e Eurosprechi. In precedenza altri suoi titoli sono usciti con Laterza. 
Ma Roberto è anche un attivissimo operatore e organizzatore culturale. Infatti   ha ideato e diretto diversi eventi tra cui "Voluminosi" presso i  Granai a Roma, festival letterario non stop,  Libri al centro  a Cinecittà, primo festival  svolto in un centro commerciale, "conPasolini" sempre  a Roma, Nel baule  al Maxxi, A tutto volume  a  Ragusa e  Pagine in cammino a Castellaneta. Inoltre è stato editor del Festival dell'economia di Trento e ha dato vita al Tour del Brutto dell'Appia Antica.
Ha curato a lungo  l’economia  per il quotidiano La Stampa  ed è stato direttore della comunicazione di Confindustria e delle  relazioni esterne dell'università LUISS di Roma. Ippolito ha avuto anche un’esperienza come docente di "Imprese e concorrenza" alla Scuola superiore di giornalismo della stessa LUISS.
Roberto, professionista della carta stampata dai variegati interessi, è oggi soprattutto scrittore di saggistica: dal 2000 ha dato alle stampe otto libri di inchiesta e approfondimento economico, politico, sociale e di costume. 
D. Benvenuto su GEArtis Web Magazine, Roberto. Vorrei sapere innanzitutto qual è stata la tua formazione?
R. Metterei in fila il vocabolario e i due volumi di un’enciclopedia che c’erano a casa che mi attiravano sin da piccolissimo; poi ci sono stati gli studi; poi ancora tanta lettura, il più possibile, di tutto cioè libri e giornali; l’edicola che è stata preziosa, consentendo di spaziare su ogni tema, di confrontare tante voci, di vedere gli approcci più diversi.
D. Dunque preparazione "enciclopedica", un po' scolastica, un po' fai da te. 
Ma da dove nasce tanto interesse per certi aspetti del vivere sociale e perché hai lasciato il giornalismo tout court per dedicarti alla saggistica e agli approfondimenti che hanno dato vita ai tuoi best seller?
R. Con molta banalità potrei rispondere che su questo nostro magnifico pianeta viviamo in una comunità, non essendo soli. Cosa accade intorno a noi è importante, in ogni istante,  e sapendolo può avere rilievo cosa possiamo far accadere. In una comunità le regole e il rispetto delle regole sono essenziali. Come sarebbe possibile non occuparsene? E come non pensare agli altri senza ricavarne infiniti stimoli? Il giornalismo è nel mio DNA. Nel giornalismo ci sono la scoperta degli avvenimenti e dei comportamenti, la ricerca dei dati dei fatti, la voglia di scavare nelle cose, i tentativi di comprendere e episodi e fenomeni e racconti. I tempi incalzanti del giornalismo sono gli stessi del mio modo di essere. Dopo aver compiuto un lungo percorso stando in prima linea in questo campo, ho sviluppato la mia attività su una prospettiva più ampia, per ricostruire dettagliatamente interi scenari. Con l’insaziabile curiosità di sempre! 
D. I libri di saggistica hanno la capacità di ampliare le conoscenze, di illustrare le tendenze di uno specifico settore, di analizzare i cambiamenti in atto e di guardare le possibili evoluzioni future. Quale peso hanno oggi?
R. La saggistica di attualità vive una stagione particolarmente difficile nel mercato editoriale che in generale non brilla. La disponibilità immediata di tante informazioni on line può dare l’illusione di sapere tutto con poche cliccate, dimenticando che un serio libro d’inchiesta o di analisi della realtà è frutto di mesi e mesi e mesi di lavoro. I libri possono essere l’antidoto ai toni esagerati, agli insulti e all’aggressività che si sono diffusi troppo. Ma non si vede traccia di una vera politica di sostegno ai libri, non per aiutare un editore o un autore in particolare ma per favorire la crescita collettiva.
D.
Italiani, un popolo di evasori, geniali, sregolati, abusivi, ignoranti. Questo il ritratto poco entusiasmante che sembra venir fuori dai titoli dei tuoi libri. E’ davvero così o è una favola antica? 
R. L’Italia e gli italiani, bisogna dirlo, sono una meraviglia. Poi potrei rispondere che non c’è una favola antica ma una favola attuale, una triste favola contemporanea. Le persone oneste e le persone preparate sono un’infinità. Ma guardando in faccia la realtà, cercando di rendersi conto di come stanno davvero le cose, si deve prendere atto dell’enormità dell’evasione fiscale, dell’abusivismo in tutti,  proprio tutti, i campi di attività, degli ultimi posti occupati dall’Italia nelle classifiche internazionali relative all’istruzione e alle competenze. Geni ne abbiamo, geni che hanno studiato e continuano a farlo ogni giorno. Ma purtroppo i dati documentano le spalle girate alle regole e alla preparazione. Come autore penso che sapere è importante per contribuire, ognuno di noi, a migliorare le cose. Nasconderle significa peggiorarle. Chi ama l’Italia non lo fa.
D. Come siamo veramente adesso e come sono le nuove generazioni?
R. C’è tanto di bello, di entusiasmante, di scattante nelle
nuove generazioni. Alle quali però vengono anche negati strumenti adeguati per l’istruzione, la cultura, la convivenza civile.
D. Possiamo tracciare una mappa geografica sui difetti degni italiani, ci sono ancora grandi differenze tra nord e sud, quanto a evasione fiscale, abusivismo e ignoranza, o c’è una certa omogeneità nella distribuzione dei vizi che caratterizzano gli abitanti del Bel Paese?
R. Non si scopre nulla parlando delle divaricazioni Nord-Sud che purtroppo resistono nel tempo. Ma bisogna fare attenzione a tutti gli aspetti. Faccio qualche esempio. Il Nord evade di più e il Sud ha più evasori. Il Sud ha più abusi edilizi e il Nord più abusivismo nelle professioni. Il Sud ha più dispersione scolastica ma non è tutto oro per l’istruzione al Nord. 
D. Interessante. Tu hai anche scritto di eurosprechi, ai quali hai dedicato da europeista l’ultimo tuo libro. Dunque conosci a fondo, per averla studiata, la situazione dell'Unione. A che punto siamo oggi? Cosa vuole l'Europa da noi e cosa può darci ancora?
R. L’Unione Europea non è un’entità astratta che incombe su di noi. E’ un’istituzione senza pari nella storia di tutta l’umanità essendo formata da stati che si sono legati insieme per scelta democratica, convinta, sostenuta dai trattati e dai parlamenti nazionali. Capovolgerei perciò la domanda: che cosa possiamo dare all’Europa? Tanto, tantissimo. Essendo l’Unione il frutto della volontà convergente dei singoli paesi membri, è indispensabile appunto che i singoli paesi membri si adoperino per renderla più forte, più bella, più attraente, più efficace sul piano istituzionale e su quello amministrativo. Che oggi l’Europa funzioni male è un fatto. Basandomi sugli oltre cento documenti ufficiali che ho utilizzato, nel mio libro svelo come i soldi si buttano via in misura non accettabile. Le cose possono cambiare. Se lo vogliamo. L’Europa può riprendere slancio. Se lo vogliamo. Ma oggi è un’impresa tremendamente difficile. Per me irrinunciabile.
D. Essendo un europeista convinto, sei preoccupato per l'attuale situazione economica e politica in Italia? Quali prospettive intravedi? 
R. L’attacco sistematico e denigratorio all’Unione Europea dipinta anche, addirittura, come la causa di tutti i nostri mali non ha fondamento. Le regole che dobbiamo rispettare sul fronte economico sono le regole che abbiamo sottoscritto con i trattati internazionali e che a nostra volta desideriamo veder rispettate da tutti gli altri paesi membri. L’Unione Europea è stata ed è importante per la nostra economia. L’euro ci ha dato e ci dà grossi benefici. Lo spaventoso debito pubblico dell’Italia è stato invece creato in Italia e può fare danni ai partners: è nostro dovere ridurlo. È evidente che sono più che preoccupato per le nostre scelte.  
D. Condivido appieno. Come si costruisce un libro d’inchiesta come uno dei tuoi, quali sono le fonti, il metodo e quanto tempo ci vuole? Fai tutto da solo o ti avvali di collaboratori?
R.
Un libro d’inchiesta si costruisce cercando e  poi cercando. E poi cercando. E cercando ancora. Guardando per strada, mettendo le mani nei cassetti, aprendo i siti, chiedendo in giro, leggendo tanto eccetera eccetera. Non c’è limite alle fonti. Il metodo è non darsi mai pace. Il tempo medio per un mio libro è di un anno, con alcuni periodi a tempo pieno ovvero dodici ore o anche più al giorno. Nessun collaboratore: con una battuta posso dire che a stento mi fido di me stesso. E in fondo non è neanche una battuta: mi controllo ogni virgola io stesso mille volte, affiancato dal prezioso lavoro della casa editrice.
D. Scriveresti mai un romanzo o non è proprio nelle tue corde? 
R. Sarebbe bellissimo farlo. Anche se uso una tecnica narrativa nei miei libri, ho la difficoltà di essere molto legato alla realtà.
D. Cosa ami leggere e qual è il tuo libro del cuore, il tuo scrittore preferito? E il giornalista che ritieni sia stato il tuo maestro?  
R. Leggo molta narrativa per entrare in mondi diversi. Come non parlare di Gabriel Garcia Marquez e dei suoi “Cent’anni di solitudine”, trionfo di una pazzesca costruzione fantastica? In pratica ho già detto che il mio maestro è l’edicola: tutta, con tutti coloro che ogni giorno l’abitano, di carta e digitale.
D. Dacci un'anteprima. A cosa stai lavorando adesso? Su quale argomento si incentrerà il tuo prossimo libro? Ancora un'inchiesta?
R. Sto compiendo delle ricerche e io stesso non so cosa accadrà.
D. Quindi ci lasci con una curiosità inevasa. Comunque, grazie mille Roberto, le donne GEArtis ti augurano buon lavoro e sperano di leggerti presto.
R. Credo che questo ringraziamento avrebbe dovuto chiudere l’intervista. Ma sono io a dire grazie a voi donne GEArtis per avermi fatto parlare insieme e per la considerazione. Grazie alle donne che si impegnano per la cultura!



E CONTINUANO I VIAGGI

      Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi.  Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...