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venerdì 17 novembre 2023
AMORE
venerdì 15 settembre 2023
BENESSERE A 360 GRADI
Anche oggi voglio parlare di benessere, benessere a 360°, benessere che coinvolge corpo e mente.
Ho aderito da tempo infatti a una visione olistica della vita.
Olistico è un termine che viene dal greco (io adoro spiegare il significato delle parole attraverso l'etimologia e avendo fatto studio classici, mai dimenticati, facendo ricorso alle reminiscenze scolastiche di latino e greco, riesco spesso a comprendere il significato delle parole senza necessariamente consultare il vocabolario) ὅλος che significa «tutto, intero, totale».
Secondo Treccani olismo è la "Tesi secondo cui il tutto è più della somma delle parti di cui è composto. Questo principio generale è stato variamente articolato in diverse discipline...".
Ebbene, concordo. 
la bellezza dei fiori 
l'arte 
una bella casa 
l'amore reciproco dei nostri cuccioli 
l'amore 
cane e gatto: amici 
yoga, vibrazioni e campane tibetane 
le terme 
le terme: BAGNO VIGNONI 
le coccole tra genitori e figli 
il mare, i viaggi, la natura 
limpidezza e benessere 
la dieta
Noi siamo pensiero, ma non solo pensiero, noi siamo il corpo, ma non solo il corpo, noi siamo emozioni, ma non solo emozioni, noi siamo sentimento, ma non solo sentimento e così via e, messi insieme tutti questi elementi, siamo altro.
Queste parole si ripetono in molte delle mie mediazioni preferite e servono a fermare il rimuginio della mente, a guardare i pensieri, a prenderne il giusto distacco.
Dunque per un benessere totale e duraturo nel tempo è importante curare la propria salute, fare periodici controlli clinici e diagnostici, evitare fumo e alcool, passeggiare all'aria aperta, nel verde, adottare una sana dieta mediterranea non eccessivamente calorica, praticare uno sport, avere uno o più hobbies ai quali dedicarsi con regolarità e piacere, leggere, aggiornarsi, fare giochi enigmistici, fare trattamenti estetici e massaggi, accettare le proprie emozioni, anche quelle negative, guardarle e accettarle infatti è il primo passo per superarle, attingere al sé e ai sogni, circondarsi di persone positive, affetti e amici, prendersi cura di un animale che a sua volta si prenderà con affetto cura di noi.
Questi i segreti. E' difficile? Non abbiamo tempo di fare tutto ciò? Non importa, uno9 stile di vita corretto non si adotta in un giorno ma avere uno sguardo sempre benevolo su noi stessi, prenderci cura, volerci bene aiuta ed è il primo passo per il BENESSERE A 360 GRADI
lunedì 6 marzo 2023
Chi ti crea problemi ti aiuta a crescere
Se non avessi studiato diritto forse avrei studiato psicologia.
Mi affascinano i meccanismi della mente umana e mi piace leggere di Freud e Jung, ascoltare Morelli e Recalcati, ricercare la ragione di certi comportamenti.
Nell'ultimo periodo ho riflettuto sugli amori controversi e sofferti, sempre al centro delle conversazioni delle donne.
Quando sono con le amiche non facciamo che parlare dei comportamenti degli uomini e di come a volte facciano soffrire; diveniamo ripetitive e sterili, sciocche e lagnose.
Un giorno mi sono imbattuta in una frase bellissima e in un articolato pezzo che propone una spiegazione alle pene d'amore, una spiegazione che mi ha convinta. 2019
"CHI
CI CREA PROBLEMI E’ IL NOSTRO PIU’ GRANDE ALLEATO
La fonte della nostra infelicità è spesso da cercare dentro di noi e più precisamente nelle nostre resistenze interiori. Più necessitiamo di portare un cambiamento nella nostra vita perché la realtà che ci siamo costruito intorno ci sta stretta, e più un perverso meccanismo ci impedisce di muoverci e portare a termine quell’azione necessaria a portarci fuori dalla nostra prigione dorata fatta di routine, noia, insoddisfazione e frustrazione. Per fortuna, una parte di noi si attiva con intelligenza per fare appello a un aiuto esterno, aiuto che spesso non riconosciamo come tale se cerchiamo di identificarlo in una persona precisa invece che come un processo, un “qualcosa” che succede mentre interagiamo con l’altro. Inserendo nella nostra realtà questo “altro” scelto con “incosciente consapevolezza”, ci diamo una possibilità di rompere gli argini e attuare quel cambiamento di cui abbiamo così tanto bisogno, andando finalmente oltre quelle resistenze disfunzionali. Sarà indolore? Dipenderà da noi e dalle nostre scelte: resisteremo con forza, ancora e ancora, oppure apriremo gli occhi e accoglieremo il cambiamento? Quando i problemi ci aiutano a rimetterci in movimento
Il rischio che corriamo quando una parte
di noi teme il cambiamento, è quello di congelarci
sulle nostre posizioni, di cristallizzarci
a tal punto da impedirci di cambiare,
di seguire il flusso della nostra vita, se non con l’intervento di qualcosa (o
qualcuno) che ci scuota come un terremoto,
con l’effetto di rimescolare tutte le carte in tavola.
È la crisi benefica,
quella che ci permette di uscire da uno stato in cui tutto sommato non ci
possiamo lamentare ma che non ci rende felici perché quella realtà che
abbiamo costruito non ci corrisponde nemmeno un po’, e viviamo da comparsa in
quella messa in scena che finirà soltanto alla nostra morte.
L’agente della nostra crisi, facendoci
crollare tutto addosso, ci obbliga a muoverci, o almeno così richiederebbe il
nostro istinto di sopravvivenza,
ma spesso facciamo resistenza
credendo in bugie che ci raccontiamo per evitare di cambiare, perché questo
significherebbe accettare di aver fatto in passato quella serie di scelte che
ci avevano allontanato da noi stessi.
“Siamo irresistibilmente attratti da chi
ci creerà i problemi che ci servono per la nostra evoluzione personale.”
Alejandro Jodorowsky
Facciamo resistenza perché ci siamo affezionati all’immagine della realtà, perdendo di vista la vita vera. Ecco perché occorre rompere l’immagine, riuscire a mandarla in frantumi e accettare di guardare al di là dello specchio. Ovviamente, se già facciamo resistenza all’aprire gli occhi sulla realtà virtuale nella quale ci siamo invischiati, figuriamoci riuscire a rompere lo specchio; che fare allora? Andare in cerca di un aiuto, una persona che riuscirà a bypassare i sistemi d’allarme delle nostre resistenze e che ci darà quello scrollone di cui abbiamo bisogno per tornare in movimento. Siamo noi a scegliere gli agenti della crisi nella nostra vita. Per evitare di raggiungere il punto di cristallizzazione perenne che ci impedirebbe di effettuare qualsiasi cambiamento utile alla nostra evoluzione (e fioritura personale), la nostra intelligenza ci spinge all’ incontro con gli agenti della crisi, gli attori del periodo della nostra vita che vivremo come una sfida; vestendo i panni degli antagonisti, essi creano gli ostacoli necessari per aiutarci a uscire da quella pericolosa routine che finirebbe per fagocitare ogni desiderio di rinnovamento utile alla vita stessa, ogni tentativo di esplorazione di nuovi orizzonti, ogni impulso creativo.
Questi agenti della crisi ci aiutano in
una maniera semplice ed efficace, rispondendo all’assurda, ma fin troppo umana,
inclinazione a dare valore a ciò che si perde: usando il principio di
scarsità per fare leva sui nostri reali desideri, i nostri antagonisti ci
spingono a capire cosa conta davvero per noi e a uscire dalla nostra bolla di
vetro per difendere ciò che ci è caro.
È spingendoci fuori dalla nostra zona grigia, fatta di abitudini e
sentimenti vissuti a metà, che ci aiutano a capire cosa conta davvero per noi,
a cosa non siamo disposti a rinunciare perché è troppo importante per noi e
cosa dobbiamo lasciarci alle spalle. Scegliendo i nostri agenti della crisi, ci
obblighiamo senza rendercene conto a prendere posizione, ad agire nella nostra
vita invece che subirla.
Se prima vivevamo da semplice comparsa quasi sempre dietro le
quinte, in un ultimo tentativo di riprendere le redini in mano ci cerchiamo un
antagonista per aiutarci a diventare protagonista della nostra realtà. Cerchiamo l’azione esterna
che causerà la nostra re-azione. È questo movimento da attore passivo ad attivo che forse
cerchiamo quando attiriamo nella nostra vita quelle determinate persone che ci
causano problemi su problemi.
Una parte di noi sa che non faranno parte del nostro cammino per
sempre e che la loro presenza riveste un significato particolare per noi; il
guaio è quando tentiamo di includere questi agenti della crisi dentro la nostra
zona grigia, provando a farli entrare nella nostra routine e rifiutando di
vedere che loro sono qui, a tempo determinato, per aiutarci ad uscire dal
circolo perverso che “ci fa male ma non troppo”. E no, non sono loro a dover
entrare in maniera permanente nella nostra piccola bolla evitandoci così di
uscire allo scoperto!
Loro sono la goccia che serve a far traboccare il vaso, sono il
colpo di vento che fa crollare il castello di carte, sono l’antagonista che
distrugge l’immagine della realtà alla quale ci eravamo affezionati e che
rifiutavamo di lasciar andare.
Riducono in piccoli frammenti lo specchio per spingerci a
guardare il mondo e non più il suo riflesso. È vero, a volta fa molto male,
ma quel
dolore è causato dalle nostre resistenze perché trattenere ciò che deve sparire
e non fa parte di noi fa male, fa molto più male che accettare di lasciar
andare;
e la crisi serve a questo: è un ponte tra uno stato e l’altro, è il momento intermedio tra
uno stato giunto alla sua completezza e un nuovo inizio.
Agli agenti della crisi spetta il compito di tracciare una linea
netta tra passato e presente; a noi spetta quello di andare avanti e di non di
rimanere incastrati nel nostro limbo interiore."
Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline Bio-Naturali
sabato 5 novembre 2022
giovedì 3 novembre 2022
Ci sono poesie che più d'altre muovono le corde del cuore
Margherita Guidacci

All’ipotetico lettore
Ho messo la mia anima fra le tue mani.
Curvale a nido. Essa non vuole altro
che riposare in te.
Ma schiudile se un giorno
la sentirai fuggire. Fa’ che siano
allora come foglie e come vento,
assecondando il suo volo.
E sappi che l’affetto nell’addio
non è minore che nell’incontro. Rimane
uguale e sarà eterno. Ma diverse
sono talvolta le vie da percorrere
in obbedienza al destino.
Anelli del tempo (Edizioni Città di Vita, 1993)
domenica 18 luglio 2021
Noi
Claudio ed io ci siamo scelti, tanti anni fa, a fine "93. Ci siamo scelti per condividere la vita. Ci siamo innamorati, forte forte, l'uno dell'altra, abbiamo deciso di dare a questa unione la forma convenzionale del matrimonio, come più usava a quei tempi. Abbiamo avuto tre figli, li abbiamo cresciuti ed educati come abbiamo potuto.
E ora sono tre splendidi ragazzi dei quali andiamo orgogliosi.
Abbiamo vissuto insieme la quotidianità, le feste, le vacanze, il lavoro, le malattie, i patemi d'animo, le liti, i dispiaceri e siamo approdati al podio delle nozze d'argento.
Le abbiamo fortemente volute e festeggiate in privato, come il Covid ha imposto, circondati dall'affetto di alcuni e dal distacco di altri che credevo cari. Me ne sono molto dispiaciuta.
Ora siamo qua, fianco a fianco, mano nella mano, soli, sul divano, a vedere un film in TV. E mi rendo conto che questo argento è un traguardo e una partenza.
Perché noi ci vogliamo ancora.
Vogliamo vivere la nostra vita insieme.
lunedì 31 agosto 2020
La memoria selettiva

C'è chi ricorda tutto o quasi, chi non ricorda nulla, chi ricorda solo quello che gli pare.
Intendo, in particolar modo, le ricorrenze.
C'è chi è compito e ricorda quasi tutto, telefona, pensa, fa regali. C'è chi proprio non riesce, è uno sbadato nato e autentico e chi invece ricorda i fatti propri, si aspetta che gli altri gli tributino un pensiero, ricorda le ricorrenze delle persone che più ama, che hanno, a torto o a ragione, un posto speciale nel suo cuore, un numero ristretto di privilegiati e non ricorda o finge di non ricordare le cose che riguardano alcuni comprimari della vita affettiva, riposti, chissà perché, in un angolino buio 🌑del cuore.
Perché?
Ci penso e interpreto questa trascuratezza affettiva come un limite mnemonico scusabile ovvero come una rimozione inconscia emotivamente inescusabile.
Io ricordo tutto, con l'andare degli anni un po' meno forse, ma sono un 📅calendario.
Comprendo i primi, condanno gli altri soprattutto nella misura in cui non vi è reciprocità ed equità affettiva.
domenica 15 marzo 2020
PAOLA E FRANCESCO
giovedì 12 marzo 2020
TALEBANA D'AMORE L'EPILOGO
E CONTINUANO I VIAGGI
Altro filo conduttore della mia vita sono divenuti i viaggi. Adoro viaggiare e cerco di farlo come posso, con Claudio, con tutta la f...
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Ci sono donne che a un certo punto non ce la fanno più, donne che si stancano di combattere e soffrire, donne che si ammalano, che gettano ...
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Ciao Hashimoto, sono tuo cugino Basedow, anch’io sono un morbo brutto e insidioso e all’inizio tendo a nascondermi. Non voglio farmi tro...
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Ieri è stato il compleanno della mia amica "marina" Valeria , un compleanno importante che ha siglato il mezzo secolo di vita. Il...



