lunedì 21 gennaio 2019

LE MIE POESIE

FIORI DI MAGGIO



GIORNI



I giorni
della vita
scorrono
come i grani
d’un rosario
Ognuno
una speranza
e una preghiera




































Sei come l’acqua
Tumultuosa e mutevole
Allegra e trasparente
che non fedele
riflette
ciò che per caso
vi si specchia
Non con immagini 
distorte
Ma con suoni,
accordi e parole


























                                                                           

28 GENNAIO  **
Al mio gatto




Le mie mani
inadatte
tentavano
di muovere
le corde della chitarra
ancora nuova,
intatta
Più semplice capire 
i segni della vita
della natura
degli altri
che quelli di uno spartito
di una bella canzone
Così l’unico bel suono
armonico
che si diffondeva
nella stanza
insieme al tiepido sole
erano le fusa amorose
del mio gatto
che adagiato
a crogiolarsi
sulla sedia
accanto a me
con più successo
mi ricambiava
l’ultima sua serenata










                                                                            Venafro, 16.04.1993
L’ALTRO VENTO **

 




Il vento
urla maschio
Violenta
e fende l’aria
ed  i  pensieri
In un soffio
divelve
le foglie secche
e la  fragilità
avvolve
in mulinelli
d’ansia




























VITA  **



Se l’urna
Fossi tu
Che truffa



































                                                                                     Venafro, 20.04.1993
FRAGILITA’ **


Fuggo
da me
Ma mi rincorro
e mi ritrovo
Provo
a spalmare
i miei pensieri
A stemperarli
per smarrirli
al sole
Ma evaporati
più forti
mi ripiovono
addosso
E umidi
mi penetrano
le membra
























DONNA**




Appassisci
prima
d’essere
sbocciata

































                                                                            Venafro, 21.04.1993

SPERANZA **




Finchè non sarai
Corda spezzata
Usata  stanca
Potrai sempre
Vibrare
D’inattese passioni































                           
                                              
INVITO **




Lollo,
fragile corolla
di barriere,
non ti scordare
di vivere


































AL BALCONE **



Trasparente
schermo di vetro
Al di là
il mio nespolo
percosso
dal vento
E i tetti
E la campana
E le colombe
Le nuvole
accendono
e spengono
il sole
E fellini è
la realtà delle cose
























                                                                            Venafro, 26.03.1995





FRATELLO **




Il cuore
ti ha inseguito
Ha corso
ed è scoppiato
Sangue del mio sangue
Sangue di un altro sangue



























                                                                            Venafro, 26.03.1995
TRISTE ESTATE **




Passato
il tempo
della semina
senza sapere
che lo fosse
Uomo
non hai nulla
da raccogliere





























                                                                                     Venafro, 22.4.1995

CON TE **



Dieci anni
Parentesi
D’immenso

































                                                                           




GLI ANNI

**


Implacabili
potano
i  rami
I sogni ,
le gemme
del cuore





























                                                                            Venafro, 22.4.1995




AMORE **


Nelle nuvole
Grigie
Dell’indifferenza
È avvolto
Tutto ciò
Che non sei tu































                                                                 

UOMO  **


Cosa fare di una vita
Una sola
Se sei avvolto solo
Da dubbi   parole
E convolvoli pensieri
Gli schemi tutt’attorno
Mettono ansia
Dettano imperativi
E tu li schivi
Senza fuggirli mai
Ci resti accanto
Avvinto
Ma non convinto

E passa


























CREAZIONI  **





L’arte sta all’uomo
Come la natura sta a dio





































IN     VIAGGIO

**

Corro,
tra esplosioni
di giallo ginestra
che su colline verdi
fanno strada
alla via  grigio acciaio
che porta lontano
a scoprire
e violare
nuovi orizzonti
che vedo
raggiungo
e supero
Sempre avanti
La strada percorsa
diviene via segnata
La strada da fare
orizzonte inviolato

Come il futuro
Tutto da scoprire
















                                                                            9.4.1997




PENSIERI **




I rami
del pioppo
disegnano
in cielo
una fitta rete
Inestricabile
E oscillano
al vento
senza dipanarsi

Come i pensieri





























IO  E    TE **

Filastrocca a mio figlio




Il viso  è  aperto, allegro e suadente

e la bocca bella, senza un dente,
sempre dischiusa in un sorriso
I capelli scomposti in pochi ricci,
tanti quanti  sono  i  tuoi capricci
Negli occhi mille promesse,
chieste e fatte, sempre le stesse
a me  mamma
che, inadeguata,
tra una pappa
e una ninna nanna
sorreggo il tuo cammino
e  ti  sto  vicino
perché  non   sai  ancora   camminare
Tranquillo !
Ci sarò finchè non te ne vorrai andare



















                                                                                     Venafro, 3.2.2002

ALESSANDRO

Acrostico ad Ale

(Acrostico in due quartine con rima alternata  ABBA e un binario con rima baciata)



All’alba  di  un  giorno di maggio  ho saputo che c’eri
Lo stupore  ha lasciato il posto all’attesa
E ai  soliti dubbi  di mamma un po’ tesa
Sei cresciuto in me e man mano ho avuto altri pensieri
Sei   rimasto  tranquillo, nel  buio,  finché  hai  voluto
All’alba  di un  giorno di  inverno hai bussato,  sei  nato
Nato in fretta, deciso, figlio inaspettato, ma non meno amato
Di notte, se hai pianto, ti ho stretto e allattato finché hai taciuto
Resterai con me per il tempo che vorrai, per crescere, senza fretta
O veloce,  com’è nella tua  natura,  verso la vita che  aspetta
 
























                                                                                     Venafro, 11-12 maggio 2002


PRESENTE **



Ho chiuso agli echi della memoria
E alle suggestioni del futuro che non c’è
Sono qui e adesso
La vita è ora
E la felicità  è piena  nel momento




























                                                                            Venafro, 12 maggio 2002





FIGLIO **




Figlio,
l’amore per te
si fa gioia e canto.
Sei me oltre me
Sei me dopo di me

Lei piange lo schianto,
il figlio
Il futuro morto
prima del passato
Lei piange in lui
se stessa
E l’inversione
dell’ordine
della natura




















                                                                                     Venafro, 12 maggio 2002



A   MAGGIO  **


Non ce la faccio
a sopportare
l’esplosione dell’estate
Devo alzarmi e andare
Ma l’immagine
mi insegue
Il trionfo
delle rose di Carmela
rosse sbiadite di sole
Adagio,
non sfiorite
A maggio
lo scoppio della natura
esplode  anche nel cuore























                                                                            Venafro, 12 maggio 2002



ORDINE **





L’ordine  fuori
placa
l’esplodere  
delle passioni

























                                                                            Venafro, 12 maggio 2002









SERA **


La  sera  è dolce
Con gli echi del giorno
Che  si  spengono  piano

Il buio fondo della notte
E’   ancora   lontano

Sveglio riposo
Molli le membra e i pensieri
In abbandono man mano


















                                                                  Venafro, 12 maggio 2002










LUCE **




Amore,
illumina di
dolcezza
e accoglienza
la sua pena




























                   Venafro, 12 maggio 2002








GIORNO 

**



Un trionfo  di luce
Mi abbaglia il cuore































         Venafro, 12-13 maggio 2002

INSIEME

**


Intreccio di contrasti,
Amore

Svegliarmi accanto a te,
già sveglio,
è dolce
E la sera,
cercare il sonno,
poggiando la testa
sull’omero stanco,
è abbandono

Le liti, aspre,
si stemperano
in condiscendenza
e rinuncia

Uniti, perché
le individualità,
mortificate,
non possono restare
autonome
e sole










Venafro, 13 maggio 2002






CON GLI OCCHI

A mio figlio


**

Amore  mi dai
e amore con gli occhi ti rimando
Senza sapere quando
te  ne  andrai





























                                                                            Venafro, 16 maggio 2002




PASSAGGIO


**

Oggi ho visto
il verdeggiare
di maggio
in un prato
aspro e acerbo
a tratti macchiato
di papaveri
Stasera l’immagine
m’è scivolata nel cuore
e mi fa compagnia
scaldando
la solitudine
























                                                                            Venafro, 16 maggio 2002



AL VERO AMORE

**

Quello che dico
non è originale
Quello che penso e vivo di te
non è solo nostro
Ma è vero amore

Sei forte e fragile e rude
Sei aspro e sfrontato
Sei crudo ed egoista
Sei estasi  e sogno
   e sei pure il quotidiano

Questa è la fortuna
e il raro del nostro
              vero amore

Sei zucchero e caffè
Sei miele  e sale
Sei sole ed ombra
Sei lavoro e riposo
Sei amore

Sei canto e grida e silenzio

Sei luce e fuoco
Sei acqua e freschezza
pensieri e parole
promesse e delusioni
Sei lacrime e sorrisi
Sei il mio mondo
Sei tutto o niente

Sei il mio capriccio più capriccioso
Sei sonno insonne
Sei ansia e pace
Sei ebbrezza e pianto

Sei il marito e l’amante
Ancora e per sempre
 la fuga e l’approdo
Sei odio e amore, amore mio

Sei l’uomo mio
Il ragazzo e il vecchio
Graffi e balsamo
Uffa e ancora

Sei amore, amore mio

E potrei andare
avanti all’infinito
e non fermarmi mai
E l’infinito
è in ogni  attimo tra noi

Sei liti e pace

Voglio fondermi con te
ma non posso
Ci intrecciamo  e ci uniamo
e poi ci sciogliamo di nuovo
e andiamo avanti in un girotondo

Che fino a quando durerà?


















                                                                            Venafro, 16 agosto 2003