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mercoledì 26 marzo 2025

Il viaggio

 Una ricerca di evasione, ecco, per me il viaggio è soprattutto questo. 

Poi è altrove, conoscenza, immagini, sospensione, cibo, colori, attese, stanchezza, cammino, nuove conoscenze, ...

Una fuga dalla realtà prosaica della vita, dalle responsabilità, dai rapporti stretti, dalle abitudini che io detesto sebbene siano rassicuranti. È nascondersi, diventare altro, uscire dallo schema comportamentale convenzionale, fare, interpretare un altro ruolo. 

Io viaggio con mio marito, "cose romantiche", soprattutto anni fa, andiamo alle terme o facciamo giri in moto; viaggio con la famiglia, ormai solo per  la settimana bianca e poco altro; con un gruppo di amici, specie per classici weekend in Europa; con un altro gruppo, in coppie, in moto,  e con la mia amica Raffaella. 

L'ultimo viaggio è stato in Marocco proprio con Raffa e  con Boscolo, un tour operator che al momento va per  la maggiore che tuttavia ha presentato qualche criticità.


Piatti marocchini

I colori vivaci del Marocco


Spezie e frutta 

Caratteristiche Medine

Marocchini 


In sostanza ho preferito Il cenacolo dei viaggiatori con cui siamo state in India l'anno scorso: un viaggione. 

Quest'anno siamo partiti da diversi aeroporti di Italia per ritrovarci a Casablanca. 

Noi da Ciampino, sul presto, orario scomodo. 

Abbiamo raggiunto Rabat e da lì, con un pulmino, Casablanca dove abbiamo trovato la nostra guida presso l'hotel IDOU ANFA, un buon albergo, con palestra e piscina. C'era anche  la SPA ma non era funzionante per via del Ramadan

Questa è stata una grossa penalità che ha causato diversi disagi durante tutto il viaggio. 

La nostra  guida era un furbone marocchino, di nome  ZAKI, assai sornione, di Agadir, sposato con un'italiana e con due  figli...

segue


 

domenica 2 marzo 2025


Prima che finisca 

L'inverno

Voglio riposare ancora

Prima che finisca

Voglio restare attaccata 

A questa insostenibile 

Voglia di nulla

E di riposo

Mollezza nel letto

Vedo le case

Emergere dal monte

Di fronte a me

Le campane insolenti 

Che annunciano primavera

Il riverbero fioco del sole

E il rumore stonato 

Della tagliaerba che 

Stranamente ha imbracciato 

Oggi mio marito

Forse nostalgico di qualche 

Rombo di motore

Mi turba il nastro

Orribile della ferrovia

Cemento prosaico 

Che conduce prima 

A Roma 

Nella capitale altera

Che nonostante tutto 

Mi ha laureato 

E che ora ha rapito 

Ale

Sequestro senza 

Possibilità di riscatto

Malato di Stoccolma 

Abbandonato il talamo

Tutti disertano il mio letto

Bene

Vorrei disertarlo 

Anch'io 




Rame antico

 


Mamma e nonna e forse anche le loro mamme e nonne avevano le pentole di rame. Sono riuscite a conservarlo, attraverso gli anni e la guerra, per lo più, tramandandoselo, spostandolo da una casa all'altra. Da quella di Porta Nuova, la prima, a quella "nuova" di Corso Campano. 
Adesso loro non ci sono più, la casa di mamma ora è mia ed è tristemente vuota, eppure piena di cose. 
Stamattina sono andata a rassettare un po'; ho deciso che devo darmi una mossa, devo chiudere. 
Allora ho portato qui da me tanto pentolame di rame antico, vecchio, sporco. E ho cercato di lucidarlo come facevano loro, con sale e aceto. C'è voluto olio di gomito, spugnetta e detersivi. Ora dovrò trovargli una collocazione, qui da me, in via Strabone.











Il rame di famiglia ha cambiato di nuovo casa. 

sabato 1 marzo 2025

Da mamma

 Stamattina sono andata ancora una volta a casa di mamma, a sistemare un po', a svuotare gli armadi, a fare scatoloni, a catalogare. C'è ancora, dopo due anni, di tutto: scarpe, borse,  biancheria , filati, stoffe, materiale vario da cucito come cotoni, aghi in quantità, spille, trine, applicazioni. E poi ancora chiavi e serrature, chiavi antiche, posate e piatti. Ogni ben di Dio. Squadre, righe, penne, matite, portachiavi. È difficile mettere in ordine, capirci qualcosa. Mi sono portata a casa molte pentole di rame, ho raccolto dei limoni. Ho riempito un sacco, l'ennesimo, per la Caritas e sono andata a portarlo al punto di raccolta. Ho confezionato 




Lenzuola di nonna, con ricamo ad ago e iniziali GR ricamate da lei a macchina

Lenzuola con applicazioni di tombolo molisano



Botti di rovere di babbo odi nonno P.



















vari scatoli e ci ho scritto su il contenuto. 

Ho ritrovato il ferro col quale nonna si faceva le onde nei capelli. Anni "20, credo. Toccare le loro cose mi fa specie, mettere le mani nei ricordi,  negli scritti, in appunti riservati e borsette è quasi sacrilego. E io sono l'unica depositaria di tutto. Lo dico e lo ripeto. Non mi faccio capace. E quando do via delle cose, tante, spesso, mi pare di buttare un pezzo di loro. 

E non c'è terapia o chiacchiera amicale che tenga per fugare questa sensazione. 


E che ne sarà dopo di me? E che ne sarà delle mie povere o ricche cose? 

venerdì 28 febbraio 2025


 Domani mi sarà affidato un meraviglioso gatto 🐱🐈 rosso. In realtà è una bella gattina di nome India alla quale darò la pappa per sette giorni, durante le vacanze bianche dei padroni. Mi trasformerò con piacere in una cat sitter! 

domenica 23 febbraio 2025

 Formalmente corretta, ma molto risentita, per un pugno di dollari o poco più.

Aspettava lasciti, assegnazioni, rimborsi.



Per intervalla insaniae poco o nulla

 Scampanellano le campane in questa sottile aria della domenica mattina. 


Mi ricordano che c'è una vita frizzante, lì fuori, oltre il vetro che mi cinge al letto come camicia di forza, mentre il cane abbaia e il paese è distesa luminosa. 

Ecco, le campane sfumano nel silenzio e sono il segno dell'alternarsi veloce e incostante delle cose e degli umori che non permette di fare nulla, di portare a compimento quel ha bisogno di più tempo rispetto a quello concesso dagli intervalli insaniae.


 Va bene. 

Mi alzo e vado e prendere un caffè...

Sono solo canzonette

 Ho trovato molto interessante il documentario dedicato a Bennato, andato in onda su RaiUno mercoledì sera. 


Edoardo Bennato era  il cantante preferito da mio fratello Umberto; in particolare lui amava Il burattino senza fili, un LP che gli regalò la allora fidanzata Gianna. Negli ultimi tempi forse Bennato è caduto un po' nel dimenticatoio, ma attraverso il documentario l'ho riscoperto e  molto rivalutato. È stato un importante cantante rock, definito anche punk, ed è stato il primo ad incidere due LP alla distanza di soli 15 giorni l'uno dall'altro nel 1970, Uffa uffa e Sono solo canzonette.

È nato quasi 80 anni fa a Bagnoli. Il padre era un impiegato dell'Italsider e la mamma casalinga.


Ha avuto due  fratelli più piccoli, tutti musicisti;  ha avuto una carriera importantissima. Ha collaborato ad esempio con Gianna Nannini alla composizione del motivo celebrativo dei mondiali di calcio "90, Notti magiche. 

La sua è stata una musica impegnata e innovativa dal punto di vista musicale e dei contenuti, spesso graffianti e di satira politica. Non solo musicista, ma personalità ed artista eclettico, si è laureato in architettura al Politecnico di Milano e, oltre ad essere architetto regolarmente iscritto all'ordine, è un grande disegnatore tant'è che ha  disegnato da solo, con precisione quasi maniacale,  la copertina dell' album La torre di Babele,  mettendo insieme in una sorta di piramide le immagini di numerosi guerrieri di tutte le epoche e  di ogni parte del mondo nella divisa da combattimento. 





giovedì 20 febbraio 2025

 La differenza tra chi ti vuole davvero bene e chi no sta nella accettazione, completa, incondizionata. Chi ti vuole bene prende di te il buono e il cattivo, il bello e il cattivo tempo, i pregi e i difetti. 

Chi non ti vuole bene così prende solo le cose belle, i pregi, la giostra, le idee, le energie e ti abbandona nei problemi, nella noia, nel lamento, nella logorrea.

Incontri

Mentre ero in stazione a Roma,  sono entrata in un bar per fare colazione; ho preso un bel cornetto alla Nutella perché mio marito mi raccomanda di mangiare un po' di più (dimagrisco a vista d'occhio in questi giorni di stress). 
Mentre ero al banco mi sono girata e ho notato una bella signora bionda,  con i capelli lunghi e un cappotto nero. Subito ho notato qualcosa di familiare. "Ma sei Gemma?”

"Sì", timidamente mi ha risposto con la voce e il tono di una persona che non voleva essere importunata. 
Era Gemma Galgani di Uomini e donne. 



Avrei voluto chiederle tante cose ma mi sono limitata a dirle che la seguo e ad augurarle buon viaggio.
Certo, è una figura controversa e non comprendo cosa sia vero e cosa finto nel programma, nei suoi atteggiamenti talvolta eccessivi e nelle reazioni di Tina. 
Ad ogni modo mi è sembrata una donna gentile, che mostra meno anni della sua età, con un viso fresco e tonico, i capelli biondi lunghi e curati, meno alta di quanto appare in TV.

In viaggio

 Sono in transito a Roma Termini. 


Sto andando da Pietro che sta poco bene. Le stazioni sono sempre un ottimo punto di osservazione: incrociare tante persone diverse eccita la mia fantasia, la mia immaginazione. Nemmeno io sto troppo bene in questo periodo. Ho letto l'ultimo post, di metà novembre;  sono passati solo tre mesi; ero felice perché Ale si era laureato e tante cose tornavano al loro posto. Poi  sono passati giorni dopo giorni, ho subito tante sollecitazioni, tanto tanto stress, ho resistito, gestito e poi ho ceduto.  

Ho notato che lo sguardo degli uomini che mi incrociano è mutato: non sono più una bella donna appetibile. Sono una signora attempata senza civetteria, senza nessuna voglia di piacere, di conquistare. 

Sono un po' rammaricata per la mancanza di attenzioni da parte della mia amica. 

Anche lei è in difficoltà ma preserva la sua tranquillità, il suo equilibrio evitando ascolto e lamenti. Io mi sono prodigata in altri momenti.

Va bene, va bene così. Debbo adeguarmi, convogliare questa esigenza di parlare altrove, su altre persone e nella scrittura. 

Tornando al momento, è bello viaggiare.

sabato 16 novembre 2024

Quiete serena

Mentre i giorni d'autunno si inseguono, io sto.





















Sto bene, ferma nel mio sole di novembre, a godermi l'amore sempiterno di mio marito Claudio e la laurea di mio figlio Ale.

Bisogna saper aspettare perché le gioie tornano sempre a casa, prima o poi, mentre consapevolezze crescono. 

Pietro ora è a casa, pacificato e dolce; Claudio Maria è a Bologna, solo,  a tessere la sua tela; Iva c'è, è una certezza; la foto di mamma mi guarda dal comodino. 

Babbo lo penso e comprendo, lo accolgo. Gli amici, una corolla, i viaggi, i libri, le terapie, la Canovi, la Grossi, Roberta, tutti mi fanno buona compagnia. 

L'altra sera, alla festa, ho parlato con Gianna, ho guardato Umberto. Non vado oltre perché non voglio soffrire. Non si può prosciugare un mare. 

L'altra è lontana, distante, fredda e risentita. Aspettava lasciti, poverina, rinchiusa nelle sue assurde aspettative, nelle mancate risposte, in rapporti a senso unico che confermano forte dipendenza affettiva. Mi spiace. Sono piccola,  non tocca a me aiutare, anche perché quando è stato il mio turno non è toccato a loro aiutarmi.

Ale mi ha reso felice. La laurea di un figlio è una grande gioia.

Allora non sono stata così male, o no? 

E oggi ho fatto pure le tagliatelle in casa con la bolognese! 


Per i miei figli

Il viaggio

 Una ricerca di evasione, ecco, per me il viaggio è soprattutto questo.  Poi è altrove, conoscenza, immagini, sospensione, cibo, colori, att...