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martedì 14 luglio 2020

SANDOKAAAN



Ieri sera, in televisione, su RAIUNO,  il programma 
TECHETECHETE' 

Techetechete' (@_Techetechete) | Twitter è stato dedicato agli sceneggiati televisivi e, precisamente, allo sceneggiato per antonomasia degli anni "70, Sandokan, che io ovviamente, bimbetta delle elementari, ho seguito con grande interesse con la famiglia. (Sandokan è una miniserie televisiva del 1976 diretta da Sergio Sollima, interpretata da Kabir BediCarole AndréPhilippe Leroy e Adolfo Celi e tratta dai romanzi del ciclo indo-malese di Emilio Salgari. La sceneggiatura si ispira in buona parte ai libri Le Tigri di Mompracem e I pirati della Malesia. Fonte Wikipedia).
Anche se non eravamo ancora nell'epoca conclamata del consumismo, tutto il successo di pubblico fu suggellato dalla diffusione di vari gadget e di un album per figurine che, puntualmente, nonno Camillo e zio Peppino mi compravano numerose. Lista di malachiathecat
Arrivata alla fine della raccolta, me ne mancavano davvero poche, pochissime, tra cui una delle più importanti: quella che immortalava la scena in cui Sandokan volava in aria contro la tigre per ammazzarla con un fendente di pugnale nella pancia. 
Scena affascinante e ardita, un uomo e una fiera che si sfioravano in aria per uccidersi a vicenda.  Sandokan ammazza la tigre per dimostrare il proprio coraggio a ...
Questo gesto doveva essere il pegno di amore della Tigre di Mompracen nei confronti di Lady Marianna, la Perla di Labuan che aveva rifiutato un suo anello in dono, dicendo che il regalo di un anello per noi occidentali ha un significato particolare tra un uomo e una donna. La Perla e la Tigre | Wall Street International Magazine
Sandokan comprese ma non si diede per vinto e disse che avrebbe fatto qualcos'altro per la donna che lo aveva conquistato: avrebbe ucciso la tigre, un gesto che per i malesi, loro malgrado sottoposti al dominio dell'impero britannico, aveva lo stesso significato del dono di un anello per noi occidentali, ovvero una promessa, un pegno d'amore. 
Tenne presto fede all'impegno durante una battuta di caccia  e vibrando in aria un pugnale spiccò un salto agile e alto andando impavido contro il possente felino che cadde a terra  sconfitto. 
Un gesto ardito immortalato nella figurina numero 256, lo ricordo ancora, che io non sono mai riuscita ad avere. 
Quella casella restò vuota. 
Ricordo che facevamo gli scambi dei doppioni coi compagni, anzi con le compagne, perchè i maschietti (Marcello, Bruno, Roberto, Paolo, ...) collezionavano le figurine Panini dei calciatori (Mazzola Sandro Mazzola N. 111 Figurina Calciatori Panini 1976 1977 Ottima ...era il beniamino di Bruno); Paola aveva il doppione della mia ricercata ma non volle mai darmela. 
Chissà perchè, forse un dispetto o capriccio infantile. 
Il mio album è rimasto incompleto, ma il ricordo  vivo e ieri sera, quando davano  in tv spezzoni di gradite repliche, ho filmato la mia scena del cuore.  
Scena scolpita nella mia mente dai ricordi d'infanzia e ora anche nel mio blog!

UN'ESTATE AL MARE

Il venditore più simpatico del litorale
Un'estate al mare

Voglia di remare

Fare il bagno al largo

Per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni
Un'estate al mare
Stile balneare
Con il salvagente

Per paura di affogare...

Così cantava una vecchia canzone di Giuni Russo, precocemente scomparsa.
Poi c'era quella che faceva Tutti al mare, tutti al mare, a mostrar ...
Insomma il mare è da sempre il protagonista incontrastato dei tormentoni estivi e, considerato che l'Italia è una meravigliosa penisola con oltre 7.400 chilometri di costa, è più che normale. 
Il mare piace, incanta, rinfresca, rilassa, cura. 
E' la meta preferita per le vacanze estive.
Per me è l'idea d'infinito, la pace, l'immenso, l'assoluto, l'abbandono degli affanni quotidiani, ma a volte il mare è anche fastidioso. 




Fa caldo, si suda, c'è la sabbia appiccicosa e soprattutto c'è la gente,  a volte inopportuna, chiassosa, invadente, a partire dai vu cumprà, a volte troppo insistenti, a finire ai bagnanti. 

La spiaggia è un mondo e io mi diverto ad osservare. 
Spesso fingo di dormire per non essere disturbata o metto i tappi nelle orecchie per avere un ritorno di suoni più attutito o mi bardo col pareo come fossi in una tenda beduina per ripararmi dal vento. 
I venditori sono troppi, indiani con le loro chincaglie, bangladini, marocchini con le loro pezze, dispensatori di fermagli, profumi, salvagenti, cappelli, canotti, noccioline americane, granite e taralli 'e Castiellammar...

C'è Gennarino, impiegato casertano che parla forbito e arrotonda vendendo "costumi costumi", c'è Benito, uno strillone nerboruto che vende "cocco fresco cocco bello", c'è Amir, garbato pakistano, mio fornitore ufficiale di argenti, c'è Tarik, che propina asserite novità con occhi verdi e malandrini, c'è Nerina, che pare una matrona sul triclinium, che propone  insistentemente  beni vari in vendita... nella sua  cabina, c'è Rosa, giovane signora campana che vende indumenti firmati in casa ove puntualmente cerca di attirare le povere malcapitate e tanti, tanti altri. 
E poi ci siamo noi italiani in vacanza, ognuno con un'idea di ferie  e di mare, ognuno con il suo personalissimo modo di fare, e io -se non sono infastidita- mi diverto a guardare.
Chi parla troppo, chi parla troppo poco, chi osserva, chi guarda in tralice, chi di sottecchi, chi ci prova (senza misurarsi), chi è curioso e ti chiede vita, morte e miracoli, chi gioca a carte, chi vuole sapere tutti i fatti tuoi senza dire i suoi, chi fa lo spaccone, chi si lamenta,  chi spettegola, chi critica, chi si annoia, chi bada ai bambini con severità o con eccessivo lassismo (bambini che abitualmente piangono, strillano e bisticciano tra loro), chi fischia, chi canta, chi fa la sexy, chi è grasso, chi è magro  chi mangia, chi beve, chi fa il conto di quel che spendi, chi passeggia, chi legge, chi fa finta, chi vuole attaccare bottone a tutti i costi. Insomma un mondo. 
Io amo rilassarmi, stare da sola, tranquilla, in silenzio, sotto il mio ombrellone, o con Claudio, con mamma, con i ragazzi, con una buona amica,




con la quale mi intendo bene, amo fare un aperitivo al lido con le conoscenze più simpatiche e leggere, ma non sempre mi riesce. Gli elementi di disturbo si insinuano. Ti puntano da lontano e si fiondano. 😄
L'ombrellone d'estate diventa la mia casa, purtroppo senza porte e finestre. E gli altri non bussano per entrare! 
Ma ne traggo il lato buono: è un ottimo punto di osservazione per chi vuol scrivere. Come diceva il grande Charles BukowskiAforismario: Le frasi più belle di Charles Bukowski tratte dai ...

La gente è il più grande spettacolo del mondoE non si paga il biglietto.

P.S. Questo post ha causato molti malumori e contestazioni. Qualcuno, notato il link su Facebook, lo ha letto, ha creduto di riconoscere qualche "personaggio" citato, non si è fatto i fatti suoi, ha riferito, si è lamentato, ha aizzato, ha generato un vespaio. 
Me ne dolgo. Sicuramente i venditori di cui sopra non hanno account Facebook o, se ce l'hanno, non sono miei "amici". 
Mi dispiace aver offeso qualcuno, l'altrui sensibilità. Non era nelle mie intenzioni. Ho fatto solo un quadro, un affresco della vita in spiaggia, senza voler attaccare qulacuno in particolare. E adesso basta. Silenzio stampa. Chi si offende è fetente! Non accetto più il contraddittorio sul punto. 





Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...