LIFE STYLE BENESSEREBELLESSERE AVVOCATOAMICO VIAGGI CUCINA MAMMA+FIGLI SCRITTURA LIBRIITALIAN STYLE

martedì 4 febbraio 2020

CRAXI HAMMAMET

In questi giorni, il 19 gennaio, è ricorso il ventennale della morte di Bettino Craxi, morto in Tunisia ad Hammamet in una sorta di esilio spontaneo dopo due condanne penali, per corruzione e finanziamento illecito ai partiti.
Tante le celebrazioni, i ricordi, gli attestati. 
Tra questi il film HAMMAMET Risultato immagini per hammametdi Gianni Amelio che ho visto ieri sera al cinema OTTO E MEZZO a Isernia. Film pesante ma interessante, girato nella casa del leader politico in Tunisia, con un notevole Pierfrancesco Favino nel ruolo del protagonista, praticamentee identico, un clone, attore ormai assurto al ghota del cinema italiano. 
Il film non dice tutto ovviamente, non è un documentario e dà una personale visione di quel che è stato. 
La figura di Craxi, segretario del PSI,Risultato immagini per psi è stata negli ultimi decenni molto discussa e controversa. 
Grande politico, indubbiamente, uno stratega che ha portato per la prima volta un socialista come Pertini al Quirinale e poi un altro socialista, se stesso, a Palazzo Chigi; un politico che ha ascritto a sè grandi successi interni come la riduzione del tasso d'inflazione, il governo con il sostegno del pentapartito, l'aumento del consenso elettorale del PSI e posizioni forti in  politica estera, tra cui il sostegno al progesso dell'integrazione europea.
Tutto ok, tutto vero. 
Solo che il nostro è scivolato su  una grossa buccia di banana, una buccia grossa come una casa. 
Il suo sincero e accorato discorso in Parlamento, la sfida ai colleghi a un giuramento di onore e fedeltà, la correità di molti, non riducono la sua colpa a mio parere.
Non si è meno colpevoli se così fan tutti. 
Si è voluto per anni, ostinatamente, sottrarre alla giustizia di Stato, dopo aver ricevuto ben due condanne definitive. Non importa che Forlani e Andreotti, rinviati a giudizio nello stesso periodo se la siano "cavata" diversamente per fatti contingenti.
Come cittadino che paga le tasse, non ci sto al giustificazionismo tanto di moda.
Tutti lo facevano, tutti sapevano.
Ebbene, allora tutti facevano male.
Se la legge per il finanziamento pubblico ai partiti non andava bene, la dovevano cambiare, loro, proprio loro, i nostri goventanti, i politici che siedevano in Parlamento. Non potevamo certo farlo noi, cittadini attoniti seduti davanti alla tv o col giornale in mano a cercare inutilmente di capire.

E comunque io non ho dimenticato il famoso viaggio in Cina con una delegazione di 60 persone, nè la famosa battuta a riguardo da parte di Grillo a Fantastico 7:  «Se in Cina sono tutti socialisti a chi rubano?».
Questa battuta costò a Grillo la cacciata dalla Rai
Forse il comico ha distanza ha voluto vendicarsi della politica. 
E così se esistono i 5 Stelle in Italia forse è anche un po' colpa di Craxi!

La vexata quaestio della PRESCRIZIONE

Risultato immagini per BONAFEDE In questo periodo si parla tanto di prescrizione a causa della riforma della giustizia firmata dall'attuale guardasigilli Bonafede del Movimento 5 Stelle
La riforma della prescrizione è entrata in vigore il 1° gennaio 2020.
Da allora moltissime le polemiche. 
La riforma prevede lo stop della prescrizione (art. 159, comma 2, Codice penale: "Il corso della prescrizione rimane altresì sospeso dalla pronunzia della sentenza di primo grado o del decreto di condanna fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o dell’irrevocabilità del decreto di condanna.”) dopo la sentenza penale di primo grado, di condanna o assoluzione che sia, con notevoli effetti pratici. 
Molti gli scioperi degli avvocati penalisti e i giudizi forti parte di magistrati e politici. 
La maggioranza di governo è  divisa sul testo e si cerca ancora una soluzione di compromesso per ritoccare il testo. 
Per comprendere meglio il problema e fare valutazioni proprie e indipendenti bisogna sapere alcun cose su 

IL TEMPO E I DIRITTI 

Lo scorrere del tempo ha effetto sui diritti. 
Il legislatore, per assicurare la certezza dei diritti nonostante il trascorrere del tempo ha ideato gli istituti della prescrizione e della decadenza (la decadenza è l'istituto giuridico in forza del quale, decorso un determinato periodo di tempo, non può più essere esercitata una pretesa giuridica, codice civile artt. 2964 e segg.).

LA PRESCRIZIONE 

In campo civilistico, secondo l'articolo 2934 del nostro codice civile, un diritto si estingue per inerzia da parte dell'avente diritto, si estingue dunque se non viene esercitato per un determinato periodo di tempo, normalmente per 10 anni, ma sono fissati dallo stesso codice termini diversi, più brevi.



In campo penale (cioè quello di cui si discute), l'istituto ha un altro valore. 
Va precisato che esiste la prescrizione dei reati e delle pene. 

La prescrizione di un reato, secondo gli artt. 157 e segg. del codice penale, determina l'estinzione del reato stesso sul presupposto che trascorso un certo periodo di tempo dal compimento del fatto, per lo Stato sia venuto meno l'interesse a perseguire il comportamento e a tentare di reinserire il reo nella società.

Se si elimina la prescrizione senza effettuare altre riforme volte ad accelerare il corso della giustizia, senza mettere a concorso altri posti da magistrato, i tempi dei processi non si accorciano automaticamente e i processi possono diventare eterni. 
Pertanto la riforma Bonafede rischia di essere non solo inutile ma addirittura dannosa, se non anche incostituzionale (articolo 111 Costituzione Italiana, La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata). 

L'istituto è stato già travolto e distorto in passato. 
Ricordiamo la legge del  5 dicembre 2005, n. 251 (la famosa  legge ex Cirielli) che introdusse modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354 in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di (...omissis) e di prescrizione appunto
In particolare, diminuì i termini della prescrizione. Dell’accorciamento dei tempi di prescrizione si avvalse Silvio Berlusconi Risultato immagini per berlusconi silvio in aula a processe molti dei suoi (per questo la norma fu definita legge ad  personam), ma essa ha avuto effetto su tanti altri casi, da Stamina, ai disastri ambientali 
del petrolchimico e dell’amianto, ai processi sulla malasanità e altri.

Questo ripugna il comune sentire, quello  dell'onesto cittadino che apprende dai media di reati, di processi, di vittime e che poi vede andare tutto in fumo per l'intervento della famigerata prescrizione. 

Ma la soluzione non può essere quella dettata da giustizialismo e populismo, non può essere l'eliminazione della prescrizione a prescindere, ma una riforma ragionata, mediata, integrata della giustizia che purtroppo è lenta a volte lentissima.

domenica 2 febbraio 2020

CANI, GATTI E COMPAGNIA...

Ho sempre amato i gatti, da quando ero piccola. Ne ho avuti diversi e li ricordo tutti. 
Il primo fu un gattone rosso a casa  di nonna Giuditta a Porta Nuova, praticamente nella preistoria, poi la mia cara Nerina, condivisa con i vicini Scurcitt; la "battezzai", le feci un golfino di lana e una festa con tanto di biscotti, complice mia madre che assecondò le  mie stranezze infantili; poi fu la volta di Michel Platini, ovviamente bianco-nero, che mi fu regalato al liceo dal mio compagno di scuola Stefano Galfrè (dove sara finito? Era di Torino...); quindi di Silvestro, adoratissimo, buono, docile, addomesticato, un soriano tigrato con una macchietta bianca in petto che mi era stato regalato da Annalisa Castellano, ottima neurologa della Neuromed, allora Sanatrix, collega di mia sorella Iva e gattara come me. 
Silvestro mi lasciò il 28 gennaio 1992. Fu investito da una macchina; una dirimpettaia me lo venne a dire. Lo prendemmo e la buona Margherita Pompeo, cui mamma ricorse, nostra vicina di casa, lo seppellì nel nostro giardinetto. 
Poco dopo Loredana mi regalò una splendida certosina che le aveva dato per me a sua volta Eleonora Buffarini: me la portò in  uno scatolo, infiocchettata e bellissima, ma per me era presto perché  un altro gatto potesse prendere il posto di Silvestro. 
Di lì a poco mi sposai e Guendalina (così l'avevo chiamata)Risultato immagini per certrosina con fiocco, rimasta a casa dei miei,  ebbe una cucciolata; mamma scelse il gatto più bello, una magnifica siamesina, e me la portò a casa nuova in un secchio. 
La chiamai Liz Taylor per il colore intenso degli occhi, ma ben presto Liz, stanca delle nostre continue defezioni, assenze e vacanze, un bel giorno decise di abbandonarci e andò a stare dalla mia vicina di casa Teresa. 
Me ne feci una ragione, anche perché aspettavo e presto avrei avuto il mio cucciolo Pietro. 
Qualche anno dopo riprovammo con Leo che però morì piccolissimo, forse perché separato troppo presto dalla mamma. 
Decidemmo allora di tentare coi pesci rossiRisultato immagini per pesciolini rossivinti una sera in un Luna Park da uno dei ragazzi. I pesciolini, di cui non ricordo il nome, vissero a lungo grazie alle cure della nostra tata Marcella. Ma quando lei se ne andò, andarono via pure loro. 
Intanto nel 2005 venne a trovarci (è stata lei a sceglierci) una cagnolina dolcissima, sola, abbandonata a se stessa (i padroni se ne erano sbarazzati e l'avevano portata a Monte Cesima), ma lei aveva ritrovato la strada per Venafro e il quartiere ed era tornata. Claudio Maria era piccolo e la accarezzava con piacere, la cercava ed era sereno e felice accanto a lei. Allora decisi di prenderla, per lui, per Claudietto. Andai a chiedere il permesso ai vecchi padroni e la tenni. Ma era malata, aveva problemi ad un occhio e aveva la rogna. Dovetti essere prudente e tenere la cosa segreta. Claudio non avrebbe accettato. Grazie alla complicità di Amelia, la feci curare da un veterinario speciale, Raffaele Iacobucci, che la guarì. Poi la feci sterilizzare, tanto lei aveva già avuto le gioie della maternità. Prima si chiamava Maia, ma noi la ribattezzammo CLENDETTA.
CLENDI

Clendetta è stato per anni un cane fedele, sensibile, educato, di poche pretese. Mangiava qualsiasi cosa e non entrava mai in casa, discreta, se non quando c'erano temporali o botti. Quando uscivamo, specie a piedi, ci seguiva. Quando andavamo via, l'affidavamo alle cure di qualcuno e lei ci aspettava con impazienza e affetto e ci accoglieva al rientro con entusiasmo. 
Purtroppo è invecchiata e ha cominciato ad avere mille acciacchi (reumatismi, cataratte, sordità, otite) e bisogno di cure che ho cercato di non farle mancare, sempre con l'aiuto compentente e affettuoso di Raffaele.
DAISY
Intanto, l'amore per i gatti, sempre tanto forte, un paio di anni fa mi ha indotta a una nuova adozione: quando Costanza mi offrì in dono una bella siamese, non seppi dire di no. La portai a casa e fu dura farla abituare. Claudio non voleva un gatto in casa e poi c'era il cane, ma man mano ho cercato di far abituare tutti. 
CHE Z'ADDA FA P CAMPA'
Li ho fatti mangiare insieme, nello stesso piatto, mentre li accarezzavo, sotto mia stretta sorveglianza e alla fine sono divenuti amici. 
Finalmente amici
Io e Stefania battezzammo il gatto DAISY, pensando fosse una bella micia, fino a scoprire qualche mese dopo che... anche il gatto era maschio, come quasi tutti gli abitanti della mia casa (ognuno ha il suo harem!). Allora i ragazzi l'hanno rinominato ESKERE che non so cosa significhi. 
Skere è simpatico, viziato, schivo, entra ed esce di casa e fa ciò che vuole, come tutti i gatti, soprattutto quando è in calore, periodo in cui si allontana anche per intere giornate facendoci preoccupare. 


La tigre della Malesia nella giungla

Un gatto colto

Acrobatico
CLENDETTA E SKERE; PROVE DI CONVIVENZA






STANCHISSIMO














COCCOLE DA CLENDI E SKERE



CLAUDIO MARIA CON PAOLETTO, IL CANE DI UMBERT'O


FINALMENTE AMICI




Purtroppo Clendetta è mancata lo scorso 28 dicembre, proprio mentre noi eravamo fuori a Lisbona, motivo per il quale mi è dispiaciuto ancora di più. Non ha mai dato alcun fastidio, fino alla fine. Ma è stato un cane così dolce prodigo e affettuoso che resterà nei nostri cuori per sempre. 

Umanità migrante

Moltissimi anni fa, forse non ero ancora sposata, prima che gli sbarchi divenissero un'emergenza, mi trovai a parlare con mio fratello c...